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Vecchio 26-05-2004, 16.41.04   #1
antonio greco
L' Emigrato
 
Data registrazione: 26-05-2004
Messaggi: 637
Tre Insuccessi Sociali

LASCIAMO AUMENTARE IL DEGRADO ?

Per commentare le attuali evoluzioni negative delle società italiana, cito qui di seguito dal Corriere d. Sera del 23-4, tre articoli su rilevanti problemi nazionali.

1. Titolo: MEDIA, L’ EUROPARLAMENTO CENSURA L’ ITALIA.
Estratto dall’ articolo: “Il sistema italiano presenta un ‘anomalia dovuta ad una combinazione unica di poteri economico, politico e mediatico nelle mani di un solo uomo, l’ attuale premier, e al fatto che il governo é direttamente o indirettamente in controllo di tutti i canali TV nazionali”. .............................;
.............................. ..............................
“In Italia da decenni il sistema radiotelevisivo opera in una situazione di assenza di legalità, accertata ripetutamente dalla Corte Costituzionale, e di fronte alla quale il concorso del legislatore ordinario e delle istituzioni preposte é risultato incapace di ripristinare un regime legale”.

2 Titolo: SIAMO IL MUSEO DEL MONDO, MA ANCHE IL TURISMO STENTA.
Estratto dall’ articolo: “La Spagna investe da anni massicciamente nel turismo: un lavoro iniziato da Franco....... L’ Italia, Paese che pure racchiude i più bei panorami d’ Europa e conserva la metà delle opere d’ arte del mondo, una forte politica del turismo non se l’ é mai data, col risultato di farsi superare prima dalla Francia, poi dalla Spagna. La cosa non ha mai preoccupato i governi”.

3. Titolo: MA I PAZIENTI CHI LI TUTELA ?
Estratto: “Fra i pazienti italiani é diffusa la sensazione che continuino spesso fattori come le conoscenze personali, le preferenze organizzative delle strutture, il puro caso....”............
..............................
“Equità e accesso a servizi sanitari di qualità: questo é il diritto alla salute che sta a cuore ai pazienti. Un diritto che va promosso e sostenuto, più che difeso: infatti é un diritto non ancora pienamente realizzato...........All’ interno della professione vi sono regole e consuetudini che possono esserre cambiate, nell’ interesse dei pazienti e di tutti i medici seri.”.
P.S. Commento del redattore: il giornalista ha perso un’ occasione per segnalare che l’ Italia é uno dei rari (o l’ unico) Paesi della U.E. che dimostra di non sapere applicare pienamente né la Costituzione né le leggi. Come in Sudamerica......

ANALISI

La stampa di un solo giorno presenta tre motivi di insoddisfazione, relative a tre situazioni di rilevante importanza. Che prendo come “situazioni tipo”, in quanto lo Stivale ........ ne é pieno fino al collo, cioé fino alle Alpi. Non si tratta di tre nuovi problemi, ma di vecchissimi problemi, non risolti per anni (nei casi 2 e 3, irrisolti per decenni).

Perché tre grossi problemi nazionali continuano a restare irrisolti, anzi perché si sono incancreniti ? Perché c’ é un’ abbondanza di simili problemi irisolti in Italia e non nel resto della U.E. ?

Una sola é la risposta, la quale é anche valida per tanti altri problemi nazionali. Incluso quello della diminuzione di competitività dell’ economia. Eccola: i comportamenti e la cultura italiani di oggi non permettono e non permetteranno (se la società non cambia le sue fondamenta) agli Italiani di risolvere questi tre problemi in modo rapido ed efficace. Né di risolvere tanti altri problemi nazionali e locali, di cui si discute, si discute, talvolta si litiga, ed a fronte dei quali non ci sono soluzioni, ma tanta rassegnazione inerte....E quel che é peggio, c’ é tanta incapacità ad affrontarli in modo serio, fattivo, efficace, risolvente. Siamo divenuti, alla fine dello scorso secolo, l’ eccezione dell’ Europa. Saremo capaci di cambiare, nel secolo della competizione globale ? (ritengo che ne potremmo essere capaci se .......... un partito serio prendesse un’ iniziativa seria).

I comportamenti e le abitudini degli Italiani, già prima della nascita della U.E., avevano subito una degradazione in tanti settori e in tante regioni. Nell’ ultimo decennio il degrado si é accelerato per una serie di fattori concomitanti. Ecco una lista, non esaustiva, di aspetti preoccupanti dello stesso degrado:

- poiché fra i segni del degrado profondo del Paese si riscontra, a livello nazionale: l’ abitudine a vivere alla giornata, l’ approssimazione diffusa, il modesto interesse per analisi serie e approfondite dei problemi nazionali, gli Italiani oggi né si accorgono di essersi allontanati, per la qualità della vita, dal resto della U.E., né hanno interesse a farsi domande sui perché.
- fra le abitudini recentemente acquisite dagli Italiani dello Stivale (non dagli emigrati) c’ é rassegnazione, indifferenza, abitudine ad ogni tipo di sopraffazione sociale, confusione, rarità di tentativi seri di capire i problemi di base, accettazione delle lotte di tutti i giorni, spesso necessarie in un Paese “fottuto”, mancanza di tentativi di ricostruirlo (salvo i tentativi goffi e male organizzati, che sono presto coronati da insuccessi). Conflittualità permanente, legata talvolta all’ incapacità di risolvere i problemi sociali.
- non si é capito, nello Stivale, che, nel villaggio globale, nella competizione cogli asiatici, non é possibile sopravvivere senza le qualità e valori che abbiamo messo da parte, di cui forse troppi han perso la memoria. Si tratta delle qualità e valori diffusi negli altri Paesi U.E. Essi sono discussi nelle Lettera dall’ Europa “Evoluzioni di fine secolo”, qui allegata, N. 2.
- chi ha interesse a capire per quali evoluzioni pratiche tali qualità e valori sono diventati rari, in tanti settori, troverà interessante le Lettere dall’ Europa “Evoluzioni del Bel Paese” e “ Decadenza del Bel Paese”. (1).
- per esaminare le conseguenze pratiche della disparizione di tante qualità e valori, rinvio alle Lettere: “ Divaricazione dall’ Europa”, “ Differenze”, “Regole e confusioni” (1).

CONCLUSIONE

La conclusione di questa lettera (che cerca di essere contenuta nonostante la complessità del fenomeno) é concisa. Se guardiamo come funzionano i Paesi avanzati della U.E., potremo capire come si va verso lo sviluppo economico e verso la gestione efficace di un Paese. Se li paragoniamo poi alla società italiana, potremo capire che lo stivale sta per divenire una Repubblica delle Banane.

A questo punto qualcuno chiederà: “Di chi la colpa ?”. La mia risposta: “Di tutti gli Italiani che non vogliono aprire gli occhi e discutere le contromisure necessarie”.
Alla domanda aggiuntiva “Perché non aprono gli occhi ?”, la risposta: “ Il nuovo costume italiano é: a) coltiva le tue relazioni personali con VIPs e padrini, accetta la confusione e il degrado diffusi; b) non ti occupare di ricostruire il Paese, distraiti colla TV; c) se ti lamenti, fallo con circospezione”.

Si tratta appunto dei costumi diffusi nelle repubbliche delle banane.

Due opzioni sono davanti a noi:
a) apriamo gli occhi, facciamo una seria analisi delle cause del degrado galoppante. Ci sarà un barlume di speranza di invertire la tendenza;
b) continuiamo a far finta di niente. Ignoriamo i problemi, non impariamo a risolverli. La lista di échecs, riportata nella lettera “La Barca va...” (1), continuerà ad allungarsi. Rischiamo di entrare nel Terzo Mondo, senza gran fatica. Saremo l’ Argentina della U.E. In quanti anni ?

Antonio Greco (disponibile per una presentazione delle cause primarie del degrado italiano)

RACCOMANDAZIONE

L’ evoluzione del degrado é strisciante. Esso rischia di coinvolgere settori sempre più larghi della società italiana e sempre più in profondità. Molto meglio aprire gli occhi..........

ANGREMA@wanadoo.fr
pARIGI
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Vecchio 27-05-2004, 13.22.02   #2
A.Nilic
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Ad essere sincero, mi sembra che i problemi elencati solo in parte rispecchino una realtà prevalentemente italiana.
La continua tendenza verso il basso mi sembra una tendenza pressoché mondiale. Se pensiamo che un magnate come Bloomberg è diventato sindaco di New York e se guardiamo al fatto che Terminator è diventato governatore della California ci si può rendere conto che l'allarme non dovrebbe suonare solo da noi. L'accettazione acritica dell'esistente ed il rinvio di ogni reazione al domani mi sembra il segno drammatico dei nostri tempi di divisione.
Personalmente, per quel tanto che conosco della storia, la mia opinione è che non abbiamo mai vissuto in un periodo così acritico e narcisistico come questo. Le previsioni contenute ne "La società dello spettacolo" si sono avverate nel modo più drammatico. Oramai è il protagonisto che conta. L'affermazioni sfrenata, anche non motivata da alcun requisito plausibile, da nessuna qualità, oggi è la legge. Il fatto di guardare la televisione e di appagare in essa le frustrazioni di ogni giorno, che ci spingono ad abbandonare la lotta, la critica, il confronto col mondo, mi sembra che sia un'ondata nefasta che stia investendo il mondo e che lo stia soffocando, con ondate successive e sempre più devastanti. I reality-show dilagano in tutto il mondo e non solo da noi.
Premesso questo, sono d'accordo sul fatto che l'Italia sia una anomalia. L'odiosa "italietta" purtroppo oggi si snoda davanti ai nostri occhi in tutta la sua ignobile maestà. Le città sono volgarmente inondate di automobili, che impediscono di circolare lungo i marciapiedi, che rendono sgradevole la fruizione dei centri storici e surreali le periferie degradate. E' triste vedere che le grandi città si espandono portando alle fasce più indigenti solo telefonini, invasivi cartelloni pubblicitari (con tanto di sex-symbols) e automobili di grossa cilindrata. E tutto questo contornato da scempi edilizi che offendono la morale!
Purtroppo è vero che l'"italietta" è vivissima. Si identifica nel suo presidente del consiglio che gestisce l'Italia come una sua proprietà e durante la crisi degli ostaggi si rifuggia nel suo eremo per comporre insieme a Mariano Apicella. Purtroppo Berlusconi è l'effetto delle cause profonde del nostro paese. Un paese dalla lunga storia statalista, dalla quale ancora non riesce ad uscire. Un paese dove lo Stato è visto come nemico ed il bene comune è visto come un area da saccheggiare a vantaggio del proprio, piccolo, misero, squaliddo benessere privato. Bakunin diceva che in Italia c'era terreno per l'anarchia come in nessun altro Stato dell'Europa. Questo sarebbe un bene se si potesse fare a meno di questo organismo per eccesso di civiltà, ma purtroppo questa nazione (minuscola) è segnata da una tendenza opposta, quella dell'attenzione spropositata al piccolo tornaconto privato, dove capita spesso di incontrare impiegati della pubblica amministrazione che saccheggiano irresponsabilmente gli uffici, per portare a casa beni che dovrebbero essere di tutti.
Il problema è culturale. L'unità nazionale non c'è mai stata e ci si continua a rifugiare, ANCORA!, nel nazionalismo e nella xenofobia incivili, che non sono altro che paura della disgregazione di un corpo sociale gracile ed incerto.
Devo essere sincero, non sono ottimista su eventuali futuri di lotta. E' la società attuale che è fortemente divisa, dai confort, dal benessere, dalla volontà di affermazione sociale ad ogni costo, valori che sono costantemente introdotti nelle nostre case dalla televisione.
A.Nilic is offline  
Vecchio 27-05-2004, 15.49.21   #3
antonio greco
L' Emigrato
 
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Rispondo al messaggio di Nilic.

Molte copse che scrivi le condivido. Ti posso dire di più: fra USA e Italia ci sono molte similitudini. Se la cosa ti interssa, chiedimi le coordinate del saggio che ne pârla.


EMIGRAZIONE E BUCHI NELL’ACQUA


Tanti emigrati italiani, in tutti i continenti. Molti hanno facilmente avuto successo in un altro Paese, sono apprezzati, ammirati. Fra di essi tanti, prima di emigrare, avevano fatto un buco nell’acqua in Italia. Ne cito solo uno, conosciuto da tutti: Gugliemo Marconi fu costretto a brevettare la sua invenzione nel Regno Unito.

Chi volesse sapere perché la stessa cosa si ripete da tanto e per tanti individui, cerchi prima la risposta ad un’altra domanda: “quali le differenze fra Italia e il resto della U.E. ?” Cosi capirà anche per quali motivi l’economia italiana ha (e avrà) enormi difficoltà a decollare.

Si sente qualcuno lamentarsi della diminuzione del potere d’ acquisto. D’ altra parte negli ultimi anni sembrano aumentate inefficienze e giri a vuoto. Forse non si pensa l’ ovvio: che le inefficienze in aumento, se ce n’ é troppe, hanno dato una mano a far peggiorare l’ economia, ad abbassare il potere di acquisto.

Avrete certo la vostra risposta, ma se foste interessati a conoscere la mia (un’inchiesta a largo raggio per otto anni), cercatela nelle Lettere dall’ Europa, su:

http://angrema.blogspot.com
www.accademiaonline.net (le lettere dei mesi precedenti sono nell’archivio del sito)
www.italianiestero.antoniodipi etro.it (nelle rubriche: “Forum” e “Lettere e Faq”)

Si tratta delle lettere di Antonio Greco. Il quale ha lavorato in giro per l’ Europa per trenta anni e vive in Francia da venti anni.
.

Antonio Greco
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Tel. +331-42.04.20.81

(disponibile per dare una presentazione, vista dall’ Europa, delle cause dei guai sociali italiani)
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Vecchio 27-05-2004, 19.34.22   #4
bomber
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indubiamente non dette male quelle parole insuccesso nel turismo in italia vuol dire perdita economica non indifferente ok non si puo pensare di portare orde di turisti senza un idea ma sta di fatto che l'italia è a conti fatti uno dei piu bei paesi al mondo per ricchezza di opere d'arte e per diversificazione di paesaggi vedere che il massimo che si fa in alcuni paesi del sud con alta possibilita di essere mete turistiche e assai sconfortante ....
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Vecchio 27-05-2004, 21.41.02   #5
A.Nilic
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Purtroppo è davvero agghiaciante la situazione del patrimonio artistico. La Sicilia, ahimé, mi sembra che registri un triste record. La valle dei templi di Agrigento, patrimonio mondiale dell'UNESCO, l'ho potuta ammira d'estate variamente abbandonata ad orde di turisti che possono tranquillamente attraversare le recinsioni ed invadere le parti inaccessibili, data la carenza, o almeno l'assenza non proprio momentanea, di guardiani. La casa di Pirandello restaurata come una modernissima villetta. Il castello di Enna che perde i pezzi. Il castello di Calatabiano in stato di totale abbandono. Etc...
Ma oltre al problema della conservazione e della valorizzazione delle opere del passato, che ancora è scottane, bisognerebbe parlare della situazione dell'arte e dell'architettura contemporanee. Con quest'arte moderna l'italia sembra non avere alcun rapporto. La presenza dei romani ci soffoca e quella del Rinascimento non fa di meno. Picasso è ancora citato come un esempio di trasgressione...e questo la dice lunga. Quanto all'architettura, non sembra essere in vist un Musée Carré come a Nimes, o un progetto grandioso come la Defense di Parigi. La presenza dell'Auditorium di Renzo Piano è una presenza talmente straordinaria che i cartelli la indicano a kilometri di distanza.
Il fatto è che anche nella gestione dei beni culturali sembra verificarsi quello che è presente in modo agghiacciante in tutto il paese: l'assenza totale di vera competitività e di creatività imprenditoriale. Da noi ancora regge un colosso zoppo e imbarazzante come la FIAT; ancora esistono TRE RETI TELEVISIVE DI STATO!!!!; la Telecom è ancora, anche se nascostamente, monopolista delle telecomunicazioni. Sono colossi senza capo né coda, che per la loro dimensione elefantiaca si trasformano in ministeri, con le paradossali conseguenze che ne derivano. L'unico spazio elastico sembra rimanere internet, anche se la navigazione in siti italiani sembra risentire sempre di più, giorno dopo giorno, della volgarità della televisione con l'affollamento di banner invadenti e grossolanamente volgari, che personalmente trovo più sobri, anche se non meno invadenti, nei siti stranieri.
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Vecchio 27-05-2004, 22.01.24   #6
bomber
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Citazione:
Messaggio originale inviato da A.Nilic
Purtroppo è davvero agghiaciante la situazione del patrimonio artistico. La Sicilia, ahimé, mi sembra che registri un triste record. La valle dei templi di Agrigento, patrimonio mondiale dell'UNESCO, l'ho potuta ammira d'estate variamente abbandonata ad orde di turisti che possono tranquillamente attraversare le recinsioni ed invadere le parti inaccessibili, data la carenza, o almeno l'assenza non proprio momentanea, di guardiani. La casa di Pirandello restaurata come una modernissima villetta. Il castello di Enna che perde i pezzi. Il castello di Calatabiano in stato di totale abbandono. Etc...
Ma oltre al problema della conservazione e della valorizzazione delle opere del passato, che ancora è scottane, bisognerebbe parlare della situazione dell'arte e dell'architettura contemporanee. Con quest'arte moderna l'italia sembra non avere alcun rapporto. La presenza dei romani ci soffoca e quella del Rinascimento non fa di meno. Picasso è ancora citato come un esempio di trasgressione...e questo la dice lunga. Quanto all'architettura, non sembra essere in vist un Musée Carré come a Nimes, o un progetto grandioso come la Defense di Parigi. La presenza dell'Auditorium di Renzo Piano è una presenza talmente straordinaria che i cartelli la indicano a kilometri di distanza.
Il fatto è che anche nella gestione dei beni culturali sembra verificarsi quello che è presente in modo agghiacciante in tutto il paese: l'assenza totale di vera competitività e di creatività imprenditoriale. Da noi ancora regge un colosso zoppo e imbarazzante come la FIAT; ancora esistono TRE RETI TELEVISIVE DI STATO!!!!; la Telecom è ancora, anche se nascostamente, monopolista delle telecomunicazioni. Sono colossi senza capo né coda, che per la loro dimensione elefantiaca si trasformano in ministeri, con le paradossali conseguenze che ne derivano. L'unico spazio elastico sembra rimanere internet, anche se la navigazione in siti italiani sembra risentire sempre di più, giorno dopo giorno, della volgarità della televisione con l'affollamento di banner invadenti e grossolanamente volgari, che personalmente trovo più sobri, anche se non meno invadenti, nei siti stranieri.


adesso pero non voglio adentrarmi sugl altri tre punti ma penso che il turismo in italia sia una delle maggior potenzialita ma non assolutamente sfruttata qualche anno fa andai in scozia ed è impressionante come pubblicizzino le cose che ci sono anche 4 pietre vengno pubblicizzate molto e ci sono dei giri turistici x vedere in pratica nulla, ci sono volantini d'appertuttto e trovare un informetion point è la cosa piu facile del mondo dove ti dicono tutte le piccolissime cose che ci sono da vedere purtroppo in italia nonostante un patrimonio immenso nulla è pubblicizzato l'altro giorno sono andato a porto venere e non ho trovato un punto di informazione neppure a pagarlo ....
mah ....
dovrebbe realmente essere gestito in modo migliore e solo che i politici di tutti gli schieramenti non sembrano molto interessati a queste potenzialità che potrebbero essere un motore trainante del italia ....
bomber is offline  
Vecchio 01-06-2004, 16.12.25   #7
antonio greco
L' Emigrato
 
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E LA BARCA VA .......

Il messaggio precedente dice: potenzialità non sfruttata. Giusto. Perché ? perché la capacità italiana oggi di gestire é quella che é.

Vedi di seguito



E LA BARCA ITALIA VA, MA FA ACQUA, ACQUA DA TUTTE LE PARTI

L`aria, in Italia, é pesante. Per rendersene conto, stare un anno fuori e poi tornare. Allora si respira pesante, si cammina su terreno fangoso.

E fangosa quella terra ove diventa complessa, difficile, un`azione che nel resto dell’Europa é ovvia, immediata, senza storia. In Italia invece essa puo avere una storia negativa, puo’ effettuarsi solo in tempi lunghi, o con estrema difficoltà, o con l`intervento di un padrino.

E pesante l`aria di quel Paese ove persino persone dotate di qualità eccelse stentano a emergere, a portare a termine le proprie iniziative. Ove invece le stesse persone, andando in un altro Paese europeo, di latitudine poco piu alta, emergono senza problemi, hanno successo.

In gennaio ‘98 il procuratore generale segnala che la giustizia italiana non é proprio a livelli europei. Il direttore delle F.S. ha detto poco prima qualcosa di simile delle ferrovie. In luglio ’99 il magistrato capo del pool Mani Pulite denunzia il rischio che una buona metà delle inchieste su tangentopoli cada in prescrizione, in quanto ….”la giustizia non funziona. E spiacevole, aggiunge, poiché sarebbe un segno di impunità”.. Altri responsabili di grosse strutture pubbliche italiane, nel fare paragoni cogli altri Paesi dell’Unione, potrebbero arrivare a conclusioni fallimentari di simile tipo. Non sarebbe sorprendente.

E la barca Italia va, continua a navigare, ma fa acqua da tutte le parti.

Le ultime eclatanti notizie confermano quello che sapevamo: il Paese non funziona. Se uno degli uomini chiave del vecchio centrosinistra si rifugio’ in Tunisia per sfuggire alla giustizia, se un ex-premier é stato indagato per complicità con la mafia, allora non si possono aver dubbi: il sistema Italia ha i piedi d’argilla e rischia il sottosviluppo.

Guardando fuori dalle frontiere, dove ti volti, vedi qualcosa che gli altri sanno fare, e noi no. O meglio, fingiamo di fare la stessa cosa, o proviamo a farla. O diciamo di volerla fare. Ma poi succede che ci fermiamo a metà strada. O che abbiamo un risultato che non é paragonabile a quello ottenuto negli altri Paesi dell’Unione, ma lo é a quello ottenibile in un Paese del Nord-Africa.

I media hanno parlato recentemente di due fra i tanti ospedali in sofferenza. Sigilli al Policlinico di Roma nel ’97, a seguito di un’infezione diffusa. Inoltre le notizie di luglio ’99 dallo stesso ospedale dicono: perquisite dai carabinieri le sale operatorie. Immodizia, ferri arrugginiti, provette sporche. Undici bimbi infettati da un piccolo germe, il quale si é preso il compito (due volte in 24 mesi, o forse erano due germi diversi ?) di mostrare a tutti che il grosso ospedale universitario é sporco e mal gestito. Cosa che chi lavora in esso sa da anni, ma finge di non sapere, per non essere danneggiato da un sistema mafioso che gestisce personale e risorse in base ai proprii interessi.

IL Caldarelli, cuore dolente della sanità partenopea, non va meglio. Per cui la marcia della salute, organizzata da un partito, si chiude davanti ai suoi cancelli. Bindi, ministro della Sanità, dichiara: “…Il problema é comune alle grandi strutture. Al Caldarelli mancano le camere sterili, a Firenze chiudono le sale operatorie del Careggi, a Pesaro muoiono dieci persone. Realtà diverse, accomunate da un’emergenza.” Solo dieci mesi prima lo stesso ministro, con faccia tosta (o per ignoranza ?), aveva sostenuto nel talk-show “Porta a porta” che la Sanità italiana é al livello di quella degli altri Paesi sviluppati d’Europa !…… Ma la serietà dei politici italiani é ormai conosciuta in Europa !

Nel tratto Parigi-Roma dormire in cuccetta puo’ portare a strani confronti. Se il vagone cuccette é francese, il condizionamento é in funzione. Se la carrozza é italiana, una volta su cinque il viaggio (in inverno) sembra fatto in Siberia. In estate sembra fatto in Africa. La differenza: in Francia una carrozza che ne ha bisogno, va in manutenzione. In Italia viaggia. C’é da soprendersi del numero di incindenti ferroviari in Italia ?

Le condizioni di costruzione dell’Eurotunnel (Parigi-Londra) e del passante ferroviario Milano-aeroporto sono state elencate da Radice sul Corriere della Sera. Eurotunnel, 50 km, il passante milanese 10.5 km. Eurotunnel, 380 miliardi/km, il passante 571 miliardi/km. Eurotunnel finito in 7 anni, il passante milanese non finito in 17 anni.

Da La Repubblica (27-1-99), contenente un articolo intitolato Bassa Velocità : « Sui lavori lungo la direttrice Milano-Napoli emerge una realtà sconcertante : uno spaccato di una commedia dell’assurdo, un’inestricabile matassa di contraddizioni ed errori della quale sarà impossibile venire a capo. Cominciando dall’elemento macroscpico dei ritardi e dei rinvii …..tra un progetto bocciato e un cantiere contestato, la data di apertura dell’intera tratta é fissata al 2006. E un gap incolmabile rispetto agli standards degli altri Paesi Europei. »
« L’altro intoppo riguarda invece Napoli. La stazione terminale dei convogli ad alta velocità non sarà quella di Napoli, ma un apposito scalo ad Afragola. Un interscambio, ove i passeggeri dovranno cambiare treno per arrivare a destinazione. » Un modo come un’altro per vanificar’e il riparmio di tempo conseguito ! L’articolo conclude : « Poca Europa in tutto questo».

Panorama,nel novembre 99, tenta di ripôndere alla domanda: “Di chi la colpa del caos dei trasporti ?”con qualche rilevamento. “I tempi medi di realizzazione delle grandi infrastutture restano dalle tre alle cinque volte superiori a quelli europei. Per la direttissima ferroviaria Roma-Firenze ci sono voluti più di 30 anni. Qualsiasi persona di buon senso sa che , per liberare le strade, le merci dovrebbero viaggiarre in mare e su treno. Ma la % di merci trasportatat sui vagoni F.S. rimane inferiore al 15%.”
Le Ferrovie dello Stato hanno ammesso (lettera al Corriere del 1-11-99): “Il quadruplicamento degli assi Nord-Sud e Est-Ovest e il potenziamento dei nodi fondamentali, partiti 20 anni fa, subiscono ritardi a causa delle interrminabili procedure amministrative.”

L’indagine ISTAT sulle università (Il Corriere, 5-11-99) mette in rilievio l’alto tasso di insuccesso che non ha eguali negli altri Paesi evoluti: solo il 40 % degli iscritti raggiunge il traguardo della laurea. Inoltre, nel ’98, l’esercito dei fuori corso nelle università supera l’88 % del totale iscritti.

C’é da chiedersi come mai l’Italia sia in Europa e non in Africa !

Le Poste Italiane hanno da decenni il primato europeo per la lentezza della consegna, per la lunghezza delle code agli sportelli e per l’inaffidabilità dei servizi. Nel luglio ’99 la proposta del ministro Piazza per l’abolizione della coda agli sportelli: un coacervo di buone intenzioni, indice del livello della maturità civile italiana. In un’altro Paese il problema dalla coda si sarebbe risolto senza impegnare il parlamento, in modo più semplice: rilevamento delle cause del problema e realizzazione pratica dei correttivi necessarii ad eliminarlo. In Italia si propone una legge. La commedia dell’arte é italiana !

Sergio Bocca afferma : « Ferrovie e crimininalità. Non passa giorno o settimana senza morti o ammazzati dalla malavita organizzata o senza treni che deragliano e locomotive che s’incendiano….. Al ministro dell’interno va bene che esista una non piccola provincia italiana, la Aspromontana, in cui lo stato in cento anni non ha mai trovato uno dei sequestrati della ‘ndrangheta. ».

Nelle riunioni internazionali ove vengono discussi e definiti gli standards di trasmissione per le telecomunicazioni, o dei collegamenti internazionali, o per la costruzione di apparecchi industriali, i rappresentanti degli altri Paesi dell’Unione Europea proteggono gli interessi delle proporie economie. I rappresentanti italiani raramente ci provano, se lo fanno rischiano brutte figure.

Nel 2002 la sorpresa di Marino, re dei trapianti. Lui , che nel ’92 era il 1° direttore straniero del centro trapianti governativo USA, nel ‘99 diviene direttore dell’ISMETT di Palermo. Nel 03, stanco di combattere per poter lavorare, sbatte la porta e se ne va a dirigere la divisione trapianti a Philadelphia, dicendo: qui in Italia non posso lavorare, son costretto ad andarmene. Un’altro esempio del pantano italiano.

Vale la pena di ricordare che non c’é nessun Paese dell’Unione Europea che sia al livello italiano, cosi basso, in tutti i settori menzionati ? E quali ne sono i motivi ? E come mai nessuno li ricerca e li scopre ? L’intellighentia italiana dorme, o non esiste ?
Se vogliamo andare a fondo e scoprire le cause del sottosviluppo italiano, non c’é alternativa ad un riesame dei nostri comportamenti. Questa lettera dall’Europa é un piccolo contributo preliminare.

Antonio Greco

ANGREMA@wanadoo.fr


Conclusione: dobbiamo re-imparare non tutto, ma molto, molto.....
antonio greco is offline  
Vecchio 02-06-2004, 23.05.55   #8
nemamiah
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Re: Tre Insuccessi Sociali

Citazione:
Messaggio originale inviato da antonio greco
LASCIAMO AUMENTARE IL DEGRADO ?

Per commentare le attuali evoluzioni negative delle società italiana, cito qui di seguito dal Corriere d. Sera del 23-4, tre articoli su rilevanti problemi nazionali.

1. Titolo: MEDIA, L’ EUROPARLAMENTO CENSURA L’ ITALIA.
Estratto dall’ articolo: “Il sistema italiano presenta un ‘anomalia dovuta ad una combinazione unica di poteri economico, politico e mediatico nelle mani di un solo uomo, l’ attuale premier, e al fatto che il governo é direttamente o indirettamente in controllo di tutti i canali TV nazionali”. .............................;
.............................. ..............................
“In Italia da decenni il sistema radiotelevisivo opera in una situazione di assenza di legalità, accertata ripetutamente dalla Corte Costituzionale, e di fronte alla quale il concorso del legislatore ordinario e delle istituzioni preposte é risultato incapace di ripristinare un regime legale”.

2 Titolo: SIAMO IL MUSEO DEL MONDO, MA ANCHE IL TURISMO STENTA.
Estratto dall’ articolo: “La Spagna investe da anni massicciamente nel turismo: un lavoro iniziato da Franco....... L’ Italia, Paese che pure racchiude i più bei panorami d’ Europa e conserva la metà delle opere d’ arte del mondo, una forte politica del turismo non se l’ é mai data, col risultato di farsi superare prima dalla Francia, poi dalla Spagna. La cosa non ha mai preoccupato i governi”.

3. Titolo: MA I PAZIENTI CHI LI TUTELA ?
Estratto: “Fra i pazienti italiani é diffusa la sensazione che continuino spesso fattori come le conoscenze personali, le preferenze organizzative delle strutture, il puro caso....”............
..............................
“Equità e accesso a servizi sanitari di qualità: questo é il diritto alla salute che sta a cuore ai pazienti. Un diritto che va promosso e sostenuto, più che difeso: infatti é un diritto non ancora pienamente realizzato...........All’ interno della professione vi sono regole e consuetudini che possono esserre cambiate, nell’ interesse dei pazienti e di tutti i medici seri.”.
P.S. Commento del redattore: il giornalista ha perso un’ occasione per segnalare che l’ Italia é uno dei rari (o l’ unico) Paesi della U.E. che dimostra di non sapere applicare pienamente né la Costituzione né le leggi. Come in Sudamerica......

ANALISI

La stampa di un solo giorno presenta tre motivi di insoddisfazione, relative a tre situazioni di rilevante importanza. Che prendo come “situazioni tipo”, in quanto lo Stivale ........ ne é pieno fino al collo, cioé fino alle Alpi. Non si tratta di tre nuovi problemi, ma di vecchissimi problemi, non risolti per anni (nei casi 2 e 3, irrisolti per decenni).

Perché tre grossi problemi nazionali continuano a restare irrisolti, anzi perché si sono incancreniti ? Perché c’ é un’ abbondanza di simili problemi irisolti in Italia e non nel resto della U.E. ?

Una sola é la risposta, la quale é anche valida per tanti altri problemi nazionali. Incluso quello della diminuzione di competitività dell’ economia. Eccola: i comportamenti e la cultura italiani di oggi non permettono e non permetteranno (se la società non cambia le sue fondamenta) agli Italiani di risolvere questi tre problemi in modo rapido ed efficace. Né di risolvere tanti altri problemi nazionali e locali, di cui si discute, si discute, talvolta si litiga, ed a fronte dei quali non ci sono soluzioni, ma tanta rassegnazione inerte....E quel che é peggio, c’ é tanta incapacità ad affrontarli in modo serio, fattivo, efficace, risolvente. Siamo divenuti, alla fine dello scorso secolo, l’ eccezione dell’ Europa. Saremo capaci di cambiare, nel secolo della competizione globale ? (ritengo che ne potremmo essere capaci se .......... un partito serio prendesse un’ iniziativa seria).

I comportamenti e le abitudini degli Italiani, già prima della nascita della U.E., avevano subito una degradazione in tanti settori e in tante regioni. Nell’ ultimo decennio il degrado si é accelerato per una serie di fattori concomitanti. Ecco una lista, non esaustiva, di aspetti preoccupanti dello stesso degrado:

- poiché fra i segni del degrado profondo del Paese si riscontra, a livello nazionale: l’ abitudine a vivere alla giornata, l’ approssimazione diffusa, il modesto interesse per analisi serie e approfondite dei problemi nazionali, gli Italiani oggi né si accorgono di essersi allontanati, per la qualità della vita, dal resto della U.E., né hanno interesse a farsi domande sui perché.
- fra le abitudini recentemente acquisite dagli Italiani dello Stivale (non dagli emigrati) c’ é rassegnazione, indifferenza, abitudine ad ogni tipo di sopraffazione sociale, confusione, rarità di tentativi seri di capire i problemi di base, accettazione delle lotte di tutti i giorni, spesso necessarie in un Paese “fottuto”, mancanza di tentativi di ricostruirlo (salvo i tentativi goffi e male organizzati, che sono presto coronati da insuccessi). Conflittualità permanente, legata talvolta all’ incapacità di risolvere i problemi sociali.
- non si é capito, nello Stivale, che, nel villaggio globale, nella competizione cogli asiatici, non é possibile sopravvivere senza le qualità e valori che abbiamo messo da parte, di cui forse troppi han perso la memoria. Si tratta delle qualità e valori diffusi negli altri Paesi U.E. Essi sono discussi nelle Lettera dall’ Europa “Evoluzioni di fine secolo”, qui allegata, N. 2.
- chi ha interesse a capire per quali evoluzioni pratiche tali qualità e valori sono diventati rari, in tanti settori, troverà interessante le Lettere dall’ Europa “Evoluzioni del Bel Paese” e “ Decadenza del Bel Paese”. (1).
- per esaminare le conseguenze pratiche della disparizione di tante qualità e valori, rinvio alle Lettere: “ Divaricazione dall’ Europa”, “ Differenze”, “Regole e confusioni” (1).

CONCLUSIONE

La conclusione di questa lettera (che cerca di essere contenuta nonostante la complessità del fenomeno) é concisa. Se guardiamo come funzionano i Paesi avanzati della U.E., potremo capire come si va verso lo sviluppo economico e verso la gestione efficace di un Paese. Se li paragoniamo poi alla società italiana, potremo capire che lo stivale sta per divenire una Repubblica delle Banane.

A questo punto qualcuno chiederà: “Di chi la colpa ?”. La mia risposta: “Di tutti gli Italiani che non vogliono aprire gli occhi e discutere le contromisure necessarie”.
Alla domanda aggiuntiva “Perché non aprono gli occhi ?”, la risposta: “ Il nuovo costume italiano é: a) coltiva le tue relazioni personali con VIPs e padrini, accetta la confusione e il degrado diffusi; b) non ti occupare di ricostruire il Paese, distraiti colla TV; c) se ti lamenti, fallo con circospezione”.

Si tratta appunto dei costumi diffusi nelle repubbliche delle banane.

Due opzioni sono davanti a noi:
a) apriamo gli occhi, facciamo una seria analisi delle cause del degrado galoppante. Ci sarà un barlume di speranza di invertire la tendenza;
b) continuiamo a far finta di niente. Ignoriamo i problemi, non impariamo a risolverli. La lista di échecs, riportata nella lettera “La Barca va...” (1), continuerà ad allungarsi. Rischiamo di entrare nel Terzo Mondo, senza gran fatica. Saremo l’ Argentina della U.E. In quanti anni ?

Antonio Greco (disponibile per una presentazione delle cause primarie del degrado italiano)

RACCOMANDAZIONE

L’ evoluzione del degrado é strisciante. Esso rischia di coinvolgere settori sempre più larghi della società italiana e sempre più in profondità. Molto meglio aprire gli occhi..........

ANGREMA@wanadoo.fr
pARIGI

Hai dimenticato di pubblicare il santino da votare in questo tuo post elettorale....

L'80% delle opera d'arte del mondo stanno in Italia
Se gli italiani fossero stati come i tedeschi o i francesi o i polacchi(insomma gente che spesso si prende ad esempio) non avrebbe conservato l''80% delle opere d'arte.


L'Italia non è mai stata Republica delle Banane,come nell' affaire Ockalan.

A proposito di terroristi,almeno rispetto al paese dove vivi,l'Italia non potegge assassini e latitanti condannati all'ergastolo,forse stare troppo in un paese simile-repubblica delle banane ti fa vedere banane ovunque?

Comunque la opinione anche di un grande giornalista di un grande giornale (hai dimenticato il nome di chi detiene il monopolio della carta stampata) conta quanto la tua e la mia e quella di tutti gli altri.

Salux et viva L'Italia!
nemamiah is offline  
Vecchio 03-06-2004, 14.05.52   #9
dawoR(k)
Utente bannato
 
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Messaggi: 876
in particolare

guardando al tg
la misera parata militare di roma
ed ascoltando il mare di retorica esaltazione
che accompagnava quel servizio
comprese delle interviste
al limite del parossismo
vedevo banane,ovunque banane
e tante scimmie
vestite da autorità,soldati,pubblico (scarso peraltro)...

<<<w.>>> Banana Republic !
per fortuna...
il cuore dell'italia non è quello.
dawoR(k) is offline  
Vecchio 10-06-2004, 16.01.46   #10
bomber
Ospite abituale
 
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Messaggi: 4,154
bomber is offline  

 



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