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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 12-06-2004, 01.25.17   #1
vincenzop
Ospite
 
Data registrazione: 11-06-2004
Messaggi: 14
dipendenza dalla pornografia

La pornografia da internet può diventare una droga che crea una dipendenza terribile.
E’ una tragedia che riguarda milioni di persone nel mondo ed ha assunto ormai la caratteristica di problema sociale.
In Italia solo adesso si comincia a parlarne.

La dipendenza dalla pornografia non ha nulla a che vedere con la dipendenza dall’attività sessuale ed in nessun modo è una compensazione ad una carenza di questa attività.
La pornodipendenza è un tentativo di colmare un vuoto interiore. Una ricerca del mondo delle emozioni, che fino a quel momento ci eravamo negate. Un modo di staccarci dalla nostra realtà, troppo dolorosa. Un tentativo folle di crearci un mondo di emozioni che noi possiamo accettare e controllare completamente.
La pornodipendenza ha una caratteristica assolutamente orizzontale: uomini e donne, con partner e senza partner, giovanissimi e persone mature, credenti e non credenti, tutte le fasce economiche e sociali.

Il pornodipendente è solo nella sua disperazione, nella sua vergogna, nella sua mancanza di autostima. Si possono confessare tanti tipi di dipendenza (alcool, fumo, gioco d'azzardo, eroina, bulimia, chat, giochi di ruolo, eccesso di rapporti sessuali.
Ma non si può confessare ad un estraneo di trascorrere ore ed ore davanti al monitor a guardare foto e filmini pornografici. E dopo ore che stai davanti a quel monitor maledetto, con il tuo pene in tensione tra le mani, quando ti senti esausto, quando senti che stai per impazzire, per poter riuscire a fermarti l’unica soluzione è l’eiaculazione.

Ed hai il crollo verticale di quella assurda tensione. E ti dici che assolutamente quella è l’ultima volta, che ora hai capito, che da domani cambierà. E domani ricominci, esattamente nello stesso modo.

Nel mese di aprile scorso, in quanto pornodipendente e dietro forte stimolo del mio psicoterapeuta, ho fondato un gruppo di auto aiuto on line. A distanza di un anno il gruppo è attualmente formato da 585 iscritti ed ha ricevuto 3200 lettere.

Chi sono gli iscritti?
Persone che stavano per naufragare nella pornodipendenza. Siamo persone delicate, aggrappate ad un fragile equilibrio interiore. Siamo dei border line, siamo dei pellegrini in cerca della nostra terra promessa.
E la nostra terra promessa è ritrovare noi stessi, la stima per noi stessi, l'amore per noi stessi, l'affetto per noi stessi, la simpatia per noi stessi.

La dipendenza ci ha tolto tutto questo. Ci ha privato della nostra essenza. E noi stavamo per perderci totalmente. Il naufragio definitivo della nostra vita. E poi, poveri naufraghi nel mare tempestoso della nostra vita, abbiamo trovato il gruppo. La zattera a cui ci siamo aggrappati con tutte le nostre forze, con tutta la nostra disperazione. Ed ognuno di noi pensava di essere il solo naufrago di quell'immenso mare, e mano a mano abbiamo visto arrivare altri naufraghi ad aggrapparsi alla zattera.

Sempre di più. E più naufraghi si aggrappavano alla zattera, più questa diveniva forte e sicura. E ad un certo punto la zattera non solo galleggiava, ma cominciava vagamente a prendere una qualche direzione. Ed i nostri cuori trepidavano e tremavano per la paura che tutto finisse. Ed altri naufraghi arrivavano ed i vecchi confortavano i nuovi, appena arrivati, allo stremo delle forze. Ecco, la nostra zattera forse sta trovando faticosamente, disordinatamente una rotta salvifica.
Ora sappiamo che abbiamo la possibilità di salvarci. Sappiamo che tutto dipenderà da noi, dalla nostra volontà e capacità di amare e rispettare noi stessi .

Perché questo gruppo?
Per verificarci,
per parlare della nostra angoscia,
delle nostre piccole e grandi vittorie,
delle deprimenti scivolate,
dei nostri tentativi di capire perché ci troviamo in questa condizione,
dell'isolamento in cui si può sprofondare,
delle nostre crisi nei rapporti con i nostri partner,
dei nostri problemi di rendimento sul lavoro,
della perdita dei rapporti con gli amici,
del fascino maledetto di stare davanti a quel monitor a guardare migliaia di foto,
del mistero delle ore che passano e tu non te ne accorgi,
dell'inutilità e pericolosità di parlare della nostra malattia con chi non è dipendente (chiunque esso sia -genitore, fratello, partner, amico- non può capire la condizione in cui ci troviamo ed il rischio che corriamo è di essere guardati come mostri marziani),
del senso di frustrazione-mancanza di autostima-rabbia con noi stessi che ci prende quando agiamo da dipendenti,
dell'assurdo della nostra dipendenza,
del sentirci prendere nel gorgo e temere di non poterne uscire,
del non sentirci capaci di gestire la nostra vita,
della gioia e quasi esaltazione di quando per un periodo riesci ad uscire dal gorgo,
della profonda soddisfazione di quando la sera vai a dormire e guardi il computer con distacco e pensi che non è un pericolo per te,
del fatto che una persona dipendente dalle droghe tradizionali (alcool, eroina, tabacco ecc) in fondo non si vergogna di dirlo (ed in fondo gli altri -anche i non dipendenti- accettano, capiscono e commiserano queste dipendenze), ma nessuno di noi se la sente di parlare in pubblico della nostra malattia nel tentativo di farci comprendere e di farci commiserare.

In questo anno di attività per il gruppo sono successe parecchie cose importanti:
- abbiamo, oltre al gruppo, un sito:
www.noallapornodipendenza.it ;
- nel luglio scorso è uscito uno speciale di libero, che ha dato un
primo momento di grande visibilità al gruppo
http://news2000.libero.it/speciali/sp78/pg1.html
- sono usciti vari articoli su giornali importanti;
- io sono stato intervistato in tre o quattro trasmissioni televisive,
tra le quali la più interessante è stata Le iene (altro momento di
grande visibilità)
mms://video.jumpy.it/iene/C_11_video_435_videoadsl.wmv
con adsl
mms://video.jumpy.it/iene/C_11_video_435_videomodem.wmv
con modem
- ormai si parla correntemente del problema e non ci sono le
reazioni violente del passato;
- al gruppo ora cominciano a scrivere i giovani (15-20 anni) e,
cosa che non ci saremmo aspettati, donne di pornodipendenti
che chiedono disperatamente aiuto per i loro uomini;
- ma la cosa che più mi interessa dirvi è che al gruppo cominciano
ad arrivare lettere di "ex- pornodipendenti": un anno, sei mesi,
quattro mesi di astinenza completa dalla pornografia. Io sono 4
mesi che mi siedo davanti al monitor solo per lavorare e per
seguire il gruppo. Dopo 6 anni di inferno, giorno dopo giorno sto
recuperando le mie energie migliori, la mia sessualità reale, la
mia gioia di vivere, la mia capacità di assumermi delle
responsabilità verso me stesso.

Questo è stato possibile grazie ad un anno di terapia con uno psicoterapeuta santo, il dottor Gianni Lanari, (santo perché mi ha salvato) ed al gruppo di auto aiuto, di cui sono il moderatore.

Se qualcuno è interessato a questa mia straordinaria esperienza, possiamo discuterne. Se qualcuno vuole saperne di più può andare su questo sito
www.noallapornodipendenza.it
dove può trovare anche l'indirizzo del gruppo.

A presto.

Vincenzo
All'inizio nel gruppo il mio nick name è stato marco, poi marcovp e poi finalmente il mio vero nome, Vincenzo Punzi.



noallapornodipendenza gruppo di auto aiuto on line
vincenzop is offline  
Vecchio 12-06-2004, 10.56.11   #2
lunaticamente
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Messaggi: 42
Re: dipendenza dalla pornografia

Hai trepidato, hai trepidato quanto me, sei l’ultimo iscritto in scala cronologica, poco dopo me, hai atteso pazientemente, ma non troppo, il nullaosta del webmaster, con la lettera lì pronta, già perfezionata, con tutte le cose da dire nel modo giusto e nel momento opportuno. Eri come “dipendente” ancora una volta, anche se per altri scopi e di altre cose. Molto bella la tua lettera, toccante, mette in luce una realtà solo parzialmente sconosciuta, parzialmente perché chi ancora, e ce ne sono tanti, non “bazzica” i computer e tantomeno la rete, se non per sentito dire, non potrà mai capire questo problema, più che capire non potrà mai pensare che possa solo esistere, chi invece ha confidenza con la rete, e con il mondo globale, e ce ne sono tanti, io credo che non ha mai dubitato che un simile problema possa esistere, anche se non ne avesse mai sentito parlare. Il primo approccio con la rete, soprattutto per chi si affaccia proprio in questi ultimi anni alla sua finestra, è l’ingresso repentino e non cercato ad un mondo pornografico-subliminale, e la pornografia, intesa qui come una cosa casta, pulita anche, fa parte di noi e del nostro essere. Immagino i ragazzini 12enni, che hanno il permesso di girare in internet, ad orari ben precisi, ( perché sì la liberta, ma con giudizio) che ciccano su un pop-up che mostra due tette nude e si trovano a dover fare i conti coi dialer, con pop-up su pop-up, e che se anche la coscienza più profonda li mette in allarme, che c’è qualcosa che non quadra, che non va, che non è giusto e si tenta di chiudere tutto ciò che è apparso, finestra dopo finestra veder ricomparire tutto, donne, uomini, e sesso. Credo che molti, troppi ragazzini comincino così il loro percorso formativo sessuale.
Ma per gli adulti non è molto diverso, la dove c’è l’ingenuità di un giovanetto, c’è invece la malizia di un adulto, che chiude tutto non già perché la sua coscienza gli dice che è scorretto, ma perché sua moglie o suo marito possa pizzicarlo sul fatto, magari dalla cronologia.
Non vuol essere un’accusa certamente, anzi, mi stupisce che siate così pochi in quel sito, ma forse in realtà saremmo molti di più se oltre ai dipendenti-pornografici ci si iscrivessero tutti quelli a rischio.
E’ facile, è troppo facile e sempre lo è stato, condannare i vizi altrui, ed è proprio questo che non ha mai permesso e mai permetterà al nostro paese di potersi considerare a tutti gli effetti un paese civile, adulto, unito.

Con simpatia
lunaticamente is offline  
Vecchio 12-06-2004, 13.00.18   #3
dawoR(k)
Utente bannato
 
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Messaggi: 876
ma il problema dove sta ?

la pornodipendenza
è solo una branchia
della più estesa
dipendenza dal mondo delle immagini
che praticamente
tocca ormai l'intera umanità
e credo non esista un solo maschio
che di tanto in tanto
non si trastulli
con dei filmini porno
poi inevitabilmente
come in ogni campo
possono pure esserci
e sempre ci saranno
dei pericolosi eccessi
(ma oltre ad un bel paio d'occhiaie
non vedo altre terribili conseguenze
ad una pratica masturbatoria accanita )
...
il vuoto morale ?
beh...
quello ormai appartiene saldamente
alla nostra civiltà
- nulla di preoccupante

<<<w.>>>
dawoR(k) is offline  
Vecchio 12-06-2004, 13.12.54   #4
sisrahtac
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Ma si è dipendenti dai porno o si è dipendenti da internet? Che si guardino donnine nude o si facciano discorsi filosofici poco cambia...
sisrahtac is offline  
Vecchio 12-06-2004, 21.17.03   #5
neman1
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x Vincenzo

ammirevole il tuo coraggio di aprirti pubblicamente. Ciao
neman1 is offline  
Vecchio 12-06-2004, 21.44.24   #6
neman1
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Messaggi: 839
Ovviamente, anche il coraggio per aver affrontato e superato il problema. Complimenti, davvero. Ciao
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Vecchio 12-06-2004, 22.05.54   #7
vincenzop
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Messaggi: 14
Re: Re: dipendenza dalla pornografia

Citazione:
Messaggio originale inviato da lunaticamente
Hai trepidato, hai trepidato quanto me, sei l’ultimo iscritto in scala cronologica, poco dopo me, hai atteso pazientemente, ma non troppo, il nullaosta del webmaster, con la lettera lì pronta, già perfezionata, con tutte le cose da dire nel modo giusto e nel momento opportuno. Eri come “dipendente” ancora una volta, anche se per altri scopi e di altre cose. Molto bella la tua lettera, toccante, mette in luce una realtà solo parzialmente sconosciuta, parzialmente perché chi ancora, e ce ne sono tanti, non “bazzica” i computer e tantomeno la rete, se non per sentito dire, non potrà mai capire questo problema, più che capire non potrà mai pensare che possa solo esistere, chi invece ha confidenza con la rete, e con il mondo globale, e ce ne sono tanti, io credo che non ha mai dubitato che un simile problema possa esistere, anche se non ne avesse mai sentito parlare. Il primo approccio con la rete, soprattutto per chi si affaccia proprio in questi ultimi anni alla sua finestra, è l’ingresso repentino e non cercato ad un mondo pornografico-subliminale, e la pornografia, intesa qui come una cosa casta, pulita anche, fa parte di noi e del nostro essere. Immagino i ragazzini 12enni, che hanno il permesso di girare in internet, ad orari ben precisi, ( perché sì la liberta, ma con giudizio) che ciccano su un pop-up che mostra due tette nude e si trovano a dover fare i conti coi dialer, con pop-up su pop-up, e che se anche la coscienza più profonda li mette in allarme, che c’è qualcosa che non quadra, che non va, che non è giusto e si tenta di chiudere tutto ciò che è apparso, finestra dopo finestra veder ricomparire tutto, donne, uomini, e sesso. Credo che molti, troppi ragazzini comincino così il loro percorso formativo sessuale.
Ma per gli adulti non è molto diverso, la dove c’è l’ingenuità di un giovanetto, c’è invece la malizia di un adulto, che chiude tutto non già perché la sua coscienza gli dice che è scorretto, ma perché sua moglie o suo marito possa pizzicarlo sul fatto, magari dalla cronologia.
Non vuol essere un’accusa certamente, anzi, mi stupisce che siate così pochi in quel sito, ma forse in realtà saremmo molti di più se oltre ai dipendenti-pornografici ci si iscrivessero tutti quelli a rischio.
E’ facile, è troppo facile e sempre lo è stato, condannare i vizi altrui, ed è proprio questo che non ha mai permesso e mai permetterà al nostro paese di potersi considerare a tutti gli effetti un paese civile, adulto, unito.

Con simpatia

Cara lunaticamente (ritengo tu sia una donna, data la estrema sensibilità della tua lettera), hai detto tutte cose giustissime, e te ne ringrazio.
Uno degli aspetti più tragici della nostra dipendenza riguarda i giovanissimi: Nel gruppo ce ne sono, dichiarati, una diecina. Il problema non è solo il pop up, ma è che loro vanno a cercarla la pornografia. Molti degli iscritti al gruppo raccontano che il loro primo approccio è stato con i giornalini pornografici del padre, nascosti sotto il letto o simili. E loro se li guardavano e riguardavano e cominciavano a farsi le prime seghe. Ma tutto finiva lì, non andavano all'edicola a comprarne di nuovi. Con internet è completamente diverso: l'offerta è infinita, gratuita, incontrollabile da parte degli adulti (tutti i filtri sono bypassabili), di facilissimo accesso. Un giovanissimo ha scritto: " ho quasi 14 anni, guardo la pornografia su internet ed ho paura di diventare come voi".
Per quanto riguarda il numero degli iscritti, hai pienamente ragione. Ed infatti il sito www.noallapornodipendenza.it ha avuto (dal mese di ottobre) 18.000 contatti. Negli Stati Uniti ci sono (solo su yahoo) 104 gruppi come il nostro, con circa 10.000 iscritti.
Un altro sapetto del problema che sta emergendo nel gruppo è quello delle donne dei pornodipendenti: hanno scoperto che il loro uomo passa le ore davanti al computer, l'uomo che loro amano e stimano e vorrebbero disperatamente aiutarlo, e chiedono aiuto. E pensano che il loro uomo non fa più all'amore con loro e si è rivolto alla pornografia perché loro ormai sono brutte ed hanno perso il loro fascino. E non si rendono conto che è il contrario: l'uomo ha la mente obnubiliata e violentata dalla pornografia (cioè da una cosa assolutamente irreale e falsa) e non riesce più a sentire l'attrazione per una donna reale.
Sarei felice se tu andassi a leggere un pò di lettere del gruppo e mi dicessi cosa ne pensi.
Ti abbraccio.
Vincenzo
vincenzop is offline  
Vecchio 12-06-2004, 22.15.25   #8
vincenzop
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Data registrazione: 11-06-2004
Messaggi: 14
Re: ma il problema dove sta ?

Citazione:
Messaggio originale inviato da dawoR(k)
la pornodipendenza
è solo una branchia
della più estesa
dipendenza dal mondo delle immagini
che praticamente
tocca ormai l'intera umanità
e credo non esista un solo maschio
che di tanto in tanto
non si trastulli
con dei filmini porno
poi inevitabilmente
come in ogni campo
possono pure esserci
e sempre ci saranno
dei pericolosi eccessi
(ma oltre ad un bel paio d'occhiaie
non vedo altre terribili conseguenze
ad una pratica masturbatoria accanita )
...
il vuoto morale ?
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<<<w.>>>

Caro Dawor, strana lettera latua. Io ho iniziato questa discussione con una lunga, articolata e circostanziata descrizione di ciò che è la dipendenza dalla pornografia; la dolce lunaticamente ha accolto in pieno questa descrizione ed ha aggiunto alcune preziose precisazioni. E tu dici candidamente, in forma di poesia
"ma oltre ad un bel paio d'occhiaie
non vedo altre terribili conseguenze
ad una pratica masturbatoria accanita ".
Strana lettera, la tua.
Vincenzo
...
vincenzop is offline  
Vecchio 12-06-2004, 22.23.26   #9
vincenzop
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Catharsis
Ma si è dipendenti dai porno o si è dipendenti da internet? Che si guardino donnine nude o si facciano discorsi filosofici poco cambia...

Hai ragione, la modalità internet ha una grande importanza nella nostra dipendenza. Ma la pornografia è una cosa falsa, violenta e degradante (e ti prego di non accusarmi subito di moralismo: un pornodipendente può essere tutto fuorché moralista), mentre la filosofia è una cosa bella, stimolante, corrispondente ad una reale esigenza del nostro animo.

Vincenzo
vincenzop is offline  
Vecchio 13-06-2004, 00.55.09   #10
nicola185
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Re: dipendenza dalla pornografia

Citazione:
Messaggio originale inviato da vincenzop
La pornografia da internet può diventare una droga che crea una dipendenza terribile.
E’ una tragedia che riguarda milioni di persone nel mondo ed ha assunto ormai la caratteristica di problema sociale.
In Italia solo adesso si comincia a parlarne.

La dipendenza dalla pornografia non ha nulla a che vedere con la dipendenza dall’attività sessuale ed in nessun modo è una compensazione ad una carenza di questa attività.
La pornodipendenza è un tentativo di colmare un vuoto interiore. Una ricerca del mondo delle emozioni, che fino a quel momento ci eravamo negate. Un modo di staccarci dalla nostra realtà, troppo dolorosa. Un tentativo folle di crearci un mondo di emozioni che noi possiamo accettare e controllare completamente.
La pornodipendenza ha una caratteristica assolutamente orizzontale: uomini e donne, con partner e senza partner, giovanissimi e persone mature, credenti e non credenti, tutte le fasce economiche e sociali.

Il pornodipendente è solo nella sua disperazione, nella sua vergogna, nella sua mancanza di autostima. Si possono confessare tanti tipi di dipendenza (alcool, fumo, gioco d'azzardo, eroina, bulimia, chat, giochi di ruolo, eccesso di rapporti sessuali.
Ma non si può confessare ad un estraneo di trascorrere ore ed ore davanti al monitor a guardare foto e filmini pornografici. E dopo ore che stai davanti a quel monitor maledetto, con il tuo pene in tensione tra le mani, quando ti senti esausto, quando senti che stai per impazzire, per poter riuscire a fermarti l’unica soluzione è l’eiaculazione.

Ed hai il crollo verticale di quella assurda tensione. E ti dici che assolutamente quella è l’ultima volta, che ora hai capito, che da domani cambierà. E domani ricominci, esattamente nello stesso modo.

Nel mese di aprile scorso, in quanto pornodipendente e dietro forte stimolo del mio psicoterapeuta, ho fondato un gruppo di auto aiuto on line. A distanza di un anno il gruppo è attualmente formato da 585 iscritti ed ha ricevuto 3200 lettere.

Chi sono gli iscritti?
Persone che stavano per naufragare nella pornodipendenza. Siamo persone delicate, aggrappate ad un fragile equilibrio interiore. Siamo dei border line, siamo dei pellegrini in cerca della nostra terra promessa.
E la nostra terra promessa è ritrovare noi stessi, la stima per noi stessi, l'amore per noi stessi, l'affetto per noi stessi, la simpatia per noi stessi.

La dipendenza ci ha tolto tutto questo. Ci ha privato della nostra essenza. E noi stavamo per perderci totalmente. Il naufragio definitivo della nostra vita. E poi, poveri naufraghi nel mare tempestoso della nostra vita, abbiamo trovato il gruppo. La zattera a cui ci siamo aggrappati con tutte le nostre forze, con tutta la nostra disperazione. Ed ognuno di noi pensava di essere il solo naufrago di quell'immenso mare, e mano a mano abbiamo visto arrivare altri naufraghi ad aggrapparsi alla zattera.

Sempre di più. E più naufraghi si aggrappavano alla zattera, più questa diveniva forte e sicura. E ad un certo punto la zattera non solo galleggiava, ma cominciava vagamente a prendere una qualche direzione. Ed i nostri cuori trepidavano e tremavano per la paura che tutto finisse. Ed altri naufraghi arrivavano ed i vecchi confortavano i nuovi, appena arrivati, allo stremo delle forze. Ecco, la nostra zattera forse sta trovando faticosamente, disordinatamente una rotta salvifica.
Ora sappiamo che abbiamo la possibilità di salvarci. Sappiamo che tutto dipenderà da noi, dalla nostra volontà e capacità di amare e rispettare noi stessi .

Perché questo gruppo?
Per verificarci,
per parlare della nostra angoscia,
delle nostre piccole e grandi vittorie,
delle deprimenti scivolate,
dei nostri tentativi di capire perché ci troviamo in questa condizione,
dell'isolamento in cui si può sprofondare,
delle nostre crisi nei rapporti con i nostri partner,
dei nostri problemi di rendimento sul lavoro,
della perdita dei rapporti con gli amici,
del fascino maledetto di stare davanti a quel monitor a guardare migliaia di foto,
del mistero delle ore che passano e tu non te ne accorgi,
dell'inutilità e pericolosità di parlare della nostra malattia con chi non è dipendente (chiunque esso sia -genitore, fratello, partner, amico- non può capire la condizione in cui ci troviamo ed il rischio che corriamo è di essere guardati come mostri marziani),
del senso di frustrazione-mancanza di autostima-rabbia con noi stessi che ci prende quando agiamo da dipendenti,
dell'assurdo della nostra dipendenza,
del sentirci prendere nel gorgo e temere di non poterne uscire,
del non sentirci capaci di gestire la nostra vita,
della gioia e quasi esaltazione di quando per un periodo riesci ad uscire dal gorgo,
della profonda soddisfazione di quando la sera vai a dormire e guardi il computer con distacco e pensi che non è un pericolo per te,
del fatto che una persona dipendente dalle droghe tradizionali (alcool, eroina, tabacco ecc) in fondo non si vergogna di dirlo (ed in fondo gli altri -anche i non dipendenti- accettano, capiscono e commiserano queste dipendenze), ma nessuno di noi se la sente di parlare in pubblico della nostra malattia nel tentativo di farci comprendere e di farci commiserare.

In questo anno di attività per il gruppo sono successe parecchie cose importanti:
- abbiamo, oltre al gruppo, un sito:
www.noallapornodipendenza.it ;
- nel luglio scorso è uscito uno speciale di libero, che ha dato un
primo momento di grande visibilità al gruppo
http://news2000.libero.it/speciali/sp78/pg1.html
- sono usciti vari articoli su giornali importanti;
- io sono stato intervistato in tre o quattro trasmissioni televisive,
tra le quali la più interessante è stata Le iene (altro momento di
grande visibilità)
mms://video.jumpy.it/iene/C_11_video_435_videoadsl.wmv
con adsl
mms://video.jumpy.it/iene/C_11_video_435_videomodem.wmv
con modem
- ormai si parla correntemente del problema e non ci sono le
reazioni violente del passato;
- al gruppo ora cominciano a scrivere i giovani (15-20 anni) e,
cosa che non ci saremmo aspettati, donne di pornodipendenti
che chiedono disperatamente aiuto per i loro uomini;
- ma la cosa che più mi interessa dirvi è che al gruppo cominciano
ad arrivare lettere di "ex- pornodipendenti": un anno, sei mesi,
quattro mesi di astinenza completa dalla pornografia. Io sono 4
mesi che mi siedo davanti al monitor solo per lavorare e per
seguire il gruppo. Dopo 6 anni di inferno, giorno dopo giorno sto
recuperando le mie energie migliori, la mia sessualità reale, la
mia gioia di vivere, la mia capacità di assumermi delle
responsabilità verso me stesso.

Questo è stato possibile grazie ad un anno di terapia con uno psicoterapeuta santo, il dottor Gianni Lanari, (santo perché mi ha salvato) ed al gruppo di auto aiuto, di cui sono il moderatore.

Se qualcuno è interessato a questa mia straordinaria esperienza, possiamo discuterne. Se qualcuno vuole saperne di più può andare su questo sito
www.noallapornodipendenza.it
dove può trovare anche l'indirizzo del gruppo.

A presto.

Vincenzo
All'inizio nel gruppo il mio nick name è stato marco, poi marcovp e poi finalmente il mio vero nome, Vincenzo Punzi.



noallapornodipendenza gruppo di auto aiuto on line

Ciao Vincenzo, sento molto quello che scrivi, perchè io attraverso questo forum ho raccontato la mia esperienza con la tossicodipendenza. E non è facile parlare di certe cose, lo so bene, e so anche quanto siano devastanti e dolorosi, certi percorsi di gruppo, quali inferni inferiori si debbano attraversare prima di vedere un pò di luce. E la cosa più devastante è comprendere che la tossicodipendenza o la porno dipendenza non sono altro che una difesa vitale a vuoti interiori che ci appartengono fin da tenera età, vuoti dovuti a dolori inenarrabili, vuoti sui quali ognuno di noi, fino a quando non ne prende coscienza, prende le distanze con tutti i mezzi possibili. C'è chi lo fa sparandosi seghe con la pornodipendenza, chi sparandosi grammi di coca e di roba nelle vene quotidianamente, chi dedicando l'intera sua vita al volontariato, chi attraverso la carriera politica, chi attraverso lo sport agonistico etc. Chi mostra poca sensibilità a queste tematiche, chi le demonizza, o chi al contrario le sminuisce con qualche versetto poetico (stavolta caro Dawor, mi spiace dirtelo, hai mancato di sensibilità) è perchè ha ancora troppa paura a scoprire la parte più fragile di sé, la parte più autentica. Nicola
nicola185 is offline  

 



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