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| Cultura e Società Problematiche sociali, culture diverse. Sezione in modalità solo lettura |
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#11 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 12-10-2007
Messaggi: 129
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Riferimento: la mia liberta' finisce dove inizia quella dell'altro
La libertà non finisce e non inizia quando si ha compreso i meccanismi del proprio ego.Non essere schiavi del proprio ego signifca essere liberi senza confini.
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vivi e lascia vivere |
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#12 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,627
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Riferimento: la mia liberta' finisce dove inizia quella dell'altro
Citazione:
conosco perfettamente la mia utopia, e la coltivo, la alimento. Una utopia che io definsco "proiezione verso il futuro". E' utopia oggi, lo so. Ma potrebbe essere una realtà ovvia per un genere umano di là da venire. Sono i nostri sogni a scrivere il progetto del futuro palazzo. Noi lo progettiamo qualcuno di là nel tempo potrebbe realizzarlo non più come stolta utopia ma realtà visibile e utlizzabile. Quando il grande Leonardo scrutava il cielo e osservava il volo degli uccelli auspicando un giorno di vedere l'uomo volare, era chiamato sicuramente pazzo più che utopico. Ma oggi nessuno più si meraviglia di sentire e vedere un aereo in volo. L'uomo e donna che io vedo nel futuro (sempre che il progetto umano non venga distrutto dagli umani) sono pienamente consapevoli di se stessi, e conoscendo se stessi possono vedere gli altri. Se conosco i miei bisogni sono in grado di vedere anche quelli degli altri, se sono consapevole delle mie pulsioni posso comprendere quelle degli altri. Le leggi sono fatte per coloro che dormono che non sono desti alla piena coscienza. Se vedo un burrone ho bisogno anche di vedere scritto: attenzione, pericolo. Se io so bene che il male fatto all'altro in realtà si trasforma in un grande male fatto a me stessa, avrei bisogno di qualche legge per non uccidere?
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mery |
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#13 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 05-09-2007
Messaggi: 113
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Riferimento: la mia liberta' finisce dove inizia quella dell'altro
Ci siamo un po' impantanati, eh?
La mia liberta' finisce dove inizia quella dell'altro. Ma come qualcuno fa notare, se la libertà ha un limite, non è vera libertà. Come se ne esce? Immaginiamo un inizio ideale. Io sono libero, in uno spazio immenso, e solo. Così non disturbo nessuno e posso fare tutto quello che voglio. Ora sono veramente libero. Però non sono felice: sono solo! Vorrei avere qualcuno con cui stare. Ma questo qualcuno ha bisogno della sua libertà, e la sua esistenza diminuirebbe la mia. Quindi pago la felicità che mi deriva dalla sua presenza con un po' della mia libertà. E lui/lei pure. E così via: ogni volta che voglio qualcosa per aumentare la mia felicità la devo pagare cedendo un po' della mia libertà. Salto qualche passaggio ed arrivo all'ascensore. Se tengo di più alla mia libertà posso usare le scale, ma se voglio la felicità di non fare fatica, la pago cedendo la libertà di non avere nessuno troppo vicino. Quindi la libertà da sola non ha senso pratico, va vista come equilibrio con la felicità. Ed ognuno è libero di scegliere il punto di equilibrio. |
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