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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 27-02-2005, 15.37.56   #11
Sudha
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Data registrazione: 09-01-2005
Messaggi: 97
Forse si potrebbe cominciare con piccole rivoluzioni silenziose contro i mercanti padroni, come suggerisce quel ragazzo del quale all'inizio di questa discussione ho riportato un brano della sua lettera. Se cominciassimo per esempio a dire di no a tutti gli articoli d'abbigliamento "firmati" ( parlo del pret-à-porter perché per gli articoli di lusso ci sono sempre i ricconi con prole al seguito che questi problemi figurarsi se se li creano!) che , è incredibile, i più giovani anche di classi sociali meno abbienti s'arrampicano sui muri pur di possederli. E perché? Perché da un lato la pubblicità istiga subdolamente a comprare "quello", dall'altro lato se "quello" non ce l'hai il tuo gruppo non ti accetta e tu ti senti un paria. Convincerli del contrario è duro, immagino. Per difenderli e difenderci dovremmo dedicarci con pervicacia all'altra moda, che esiste ed è simpatica, specialmente per i giovani: vedi Benetton, la spagnola Zara, la svedese H&M (anche per bambini) ; vedi scovare piccoli negozi periferici con prezzi onesti; vedi gli acquisti talvolta incredibilmente "in" sulle bancarelle; vedi gli spacci. Alla fine, saremo noi a far diventare di moda, la moda senza firma.
Per acculturarci. Credo che siamo uno dei pochi paesi dove per comprare un libro fresco di stampa si debba spendere in media dai 15 ai 17 euro. Un incentivo a non leggere in questa Italia che , dicono, di non lettori. Alternativa? Attendere con pazienza l'edizione economica dopo due anni o usufruire delle biblioteche di quartiere. Può darsi che gli editori alla fine faranno uscire subito i libri o una buona parte in edizione più a buon mercato come si fa negli altri paesi
I cd e i dvd? Be' siamo il solo paese europeo dove costano un occhio della testa. I giovani, però, si sono organizzati in massa e..."pirateggiano" sinché i prezzi non verranno ribassati. Per cinema e teatro non possiamo fare niente per diminuire il biglietto, se non disertare, cosa che molti già fanno non per protesta ma proprio perché non gli bastano i soldi.
I giornali? Un quotidiano con tutti gli allegati potrebbe (non dovrebbe) essere sufficiente per un'ampia informazione.
Quanto alla tv che quasi sempre non dà informazioni o le dà manipolate, che offre programmi di evasione sciocchi e volgari, che confina malignamente quei pochi degni ad ore impossibili per chi lavora o è anziano o studia, che offre film di qualità col contagocce e programmi culturali da sbadiglio (qualche rara eccezione c'è sempre ma non è la regola) e tutto il resto è spazzatura, suggerirei, come ha fatto Fabio Fazio in un'intervista, di spegnere la tv (io la tengo spenta molto spesso) o di non pagare il canone ( questa soluzione mi piace molto, ma se non siamo tutti d'accordo mi ritrovo a dover pagare anche la multa?).
Le auto? Hanno fatto bene quelli che hanno punito la Fiat ( mi dispiace per i dipendenti che come al solito ci vanno di mezzo) che ha offerto a parità di prezzo prodotti scadenti e la gente, stufa, si è rivolta alla concorrenza. Tanto la Fiat si crogiolava sull'appalto per il parco macchine delle forze dell'ordine, dei servizi pubblici, eccetera. Ma la crisi è comunque arrivata e ora speriamo che ci offrano prodotti concorrenziali.
Le vacanze? E basta di sborsare fior di quattrini per hotel, residence e appartamenti in affitto che in piena stagione non ti danno servizi adeguati al costo. Si potrebbe scegliere maggio, giugno, settembre quando i prezzi scendono notevolmente; oppure approfittare degli agriturimi e dei campeggi...
E i cibi? Qui è più difficile protestare. Ma se per esempio quel tal prodotto è salito improvvisamente di prezzo bisogna non comprarlo.
Questi sono pochi piccoli esempi di quello che noi dal basso potremmo fare. E mi rendo conto che queste proposte di piccole rivoluzioni silenziose ci costano sacrifici.
Noi italiani siamo molto individualisti, egocentrici e abbiamo scarso senso della socialità. Forse una parte delle generazioni più giovani no, ma temo che gli altri come me più adulti innalzino la bandiera bianca del chissenefrega...
Quindi se una parte di me vuole essere ottimista e sperare nelle forze più toste, più sicure, meno stanche dei giovani e nel ricambio di politici giovani mi auguro più "gandhiani", l'altra parte resta mesta e sfiduciata perché non ci crede. Giovani e meno giovani rispondete. Ciao.
Sudha is offline  
Vecchio 27-02-2005, 15.44.14   #12
oizirbaf
Ospite abituale
 
 
Data registrazione: 11-01-2005
Messaggi: 168
L'AVVELENATA (... da Guccini ad oizirbaf)

Citazione:
Messaggio originale inviato da Franco1
Ma dove vivete ?

Quanto vale il tuo lavoro lo decide il mercato, e chi è che fa il mercato?

Pensate che l’imprenditore viene a leggere il vostro post, lo trova sensato e cambia …

Tutto si basa sui rapporti di forza, è sempre stato così, oppressi e oppressori, padroni e servi, chi sfrutta e chi viene sfruttato.

E’ in più siamo anche tra quelli fortunati, perché c’è gente molto più incazzata ed affamata di noi.

Forse è giusto quello che scrivete, ma forse il genere umano è troppo poco evoluto per uscire dalla logica individualistica e per ragionare come un tutt’uno cercando un punto di equilibrio, cercando di creare una società più umana e dignitosa per tutti.
Franco1


... cari figli, potrai dire loro: non lottate per i vs. diritti (senza lotte saremmo davvero ancora allo schiavismo), ma diventate servi furbi e fate carriera senza guardare in faccia nessuno.

Eccolo il tuo realismo!!!

(chiaramente ti faccio assurgere a simbolo della mentalita' imperante! Non ce l'ho con te, Franco!)

... il genere umano e' poco evoluto (solitamente lo sfruttatore si "evolve" solo se costretto!): allora facciamoci sentire piu' forte se, come dici "tutto si basa su rapporti di forza"!!!

... questo e' il messaggio di dignita' da trasmettere!

Inoltre e' un suicidio impoverire l'umanita': chi potra' consumare?

Dal punto di vista della coesione sociale, la violenza sara' sempre piu' esplosiva in occidente e sempre piu' costoso reprimere.
Ascoltate una voce reale, dal carcere, quella di George Dismukes, condannato per omicidio in Usa:

"Noi carcerati siamo la vergogna del nostro Paese. Ma il vero crimine è la vostra follia. (...) E io dico a voi che siete rispettabili e vi sentite sfidati: State attenti . . . siamo in tanti e il nostro costo aumenta velocemente. Costruire prigioni piu' grandi e migliori non avvia la risoluzione delle ragioni che provocano i problemi e la follia. Si gridera' piu' forte e le conseguenze per tutti, quando veranno, saranno terribili!"

Non dimenticate queste parole!
Per quanto ancora l'America riuscira' a scaricare in guerre esterne le sue contraddizioni?
Per quanto ancora potra' coprire con le spese militari il suo IMMENSO DEBITO PUBBLICO?

Ricordate l'esplosione della rivolta nera di Los Angeles, quando Bush Senior fu costretto a far intervenire l'esercito per controllare la citta'?

... pensate che tutto questo sia Progresso?

Pensate che redistribuire il reddito sia davvero utopia?

E' troppo rivoluzionario lavorare meno per lavorare tutti?

O non e' proprio questo il Progresso, frutto dell'evoluzione dell'homo sapiens?

I robot e l'informatica debbono servire a liberare l'umanita' dalla fatica restituendolo alla famiglia, al volontariato, al godimento della Natura o ad arricchire una minoranza assediata e scortata, come nei quartieri bene di San Paolo del Brasile, circondati dalle bidonvilles?

... Riduzione drastica e generalizzata dell'orario di lavoro e abbattimento delle barriere doganali per i prodotti agricoli dell'Africa, e del Terzo mondo in generale (... liberismo solo quando fa comodo?), e' la via non violenta e davvero PREVENTIVA per ridare futuro all'umanita'!!!

... E' troppo complicato capirlo?

Volete capirlo con la violenza?

... non basta l'esempio dell'estremismo islamico di Al Quaeda finanziato dagli Usa contro la presenza sovietica in Afganisthan?

Chi semina terrore raccoglie tempesta: questo chiamerete realismo?

... e ci venite ancora a parlare di competitivita'? ... basta: senno' m'arrabbio e vi consiglio dove cacciarvela ...
oizirbaf is offline  
Vecchio 13-03-2005, 13.37.48   #13
Franco1
Ospite abituale
 
Data registrazione: 12-01-2003
Messaggi: 85
Non sono in totale disaccordo

Caro oizirbaf,

Non sono in totale disaccordo con te, e condivido anche alcune cose che hai scritto, ma io credo che i tempi non siano ancora maturi, che non abbiamo ancora toccato il fondo e che ne vedermo ancora delle belle.
Per esempio sono dacordo con te quando dici che senza lotte saremmo davvero ancora allo schiavismo, è vero..ma quale forma di lotta ? Un rivoluzione ?

Io vedo gente che durante la settimana lavora, il sabato si abbandona ad un orgia colletiva e consumistica nei grandi centri commerciale per poi correre davanti alla tv per vedere la partità.
Il lunedì si scaldano solo per le discussioni del dopo partità, per il resto gli puoi sfilare anche le mutande.

Nei miei ultimi interventi ho un po il provocatore, anche perchè mi sembra che la comunità del forum abbia un certo orientamente piuttosto uniformo su certi temi, mentre fuori dal forum non è così.

Per non creare equivoci su come la penso ti e vi invito a leggere la lettere che scrissi qualche tempo fa.

https://www.riflessioni.it/lettereonline/felicita.htm

Ciao belli
Franco1 is offline  
Vecchio 13-03-2005, 18.52.44   #14
Mr. Bean
eternità incarnata
 
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Data registrazione: 23-01-2005
Messaggi: 2,566
E' un bel 3d, questo. Molto impegnativo, debbo dire. Il lavoro è un diritto, è vero. tutti vorremmo poter lavorare, però all'inizio di questo 3d si parla, per esempio di scambio di brani musicali attraverso la rete, anziché acquistarli. E chi ha scritto e prodotto i brani in questione? Se tutti facessero così avremmo un altro disoccupato, no?
Tutto si trasforma e si evolve. Anche i tipi di occupazione, ovviamente. Molte di quelle in "voga" un secolo fa, oggi sono impensabili.
Per trovare il posto di lavoro occorre, oltre ad un pizzico di fortuna, anche una certa capacità di addattamento. Provate a pensare a chi come me (che oltrettutto sono definito invalido civile con situazione di gravità dell'handicap) che alla non più giovane età di 42 anni si sente dire dal proprio datore di lavoro: "dal mese prossimo ci spostiamo tutti di 20 chilometri, e se non puoi venire, peggio per te. Noi ci teniamo che tu ci sia ma non possiamo fare diversamente..." . Beh, per farla breve, oggi lavoro (in telelavoro per fortuna) part time con uno stipendio che è all'incirca la metà di ciò che percepivo fino a 2 anni or sono. E questo se si considera che l'azienda precedente si chiamava Shell, ovvero uno dei maggiori sponsor della Ferrari! Io ho proposto più volte di fare azioni di protesta, a due passi da casa mia, visto che abito vicinissimo al Parco di Monza, in occasione del GP di formula1. Hanno fatto tutti orecchie da mercante. Immagino che vi siano numerose altre situazioni analoghe...
Sul discorso della cooperativa...... quanti veramente vogliono darsi da fare? Io, anche quando ero disoccupato, ho fatto il volontario in alcune realtà (dal Dj per passione al socio di cooperative ed associazioni....ecc...).
Come in tutte le situazioni, anche qui credo che la verità stia nel mezzo. Hanno ragione i giovani a reclamare il diritto al lavoro, ma cosa sono disposti a fare per ottenerlo? Non credo sia giusto nemmeno l'atteggiamento remissivo di molti giovani che sono disposti a qualsiasi umiliazione (per esempio le donne sposate firmano le dimissioni in bianco e, alla notizia della gravidanza, i datori di lavoro le mettono alla porta - e questo nel Nord, nella verde e ricca Brianza capita ancora oggi). Ho parlato di umiliazione e non di sacrificio perché mi sembra che vi sia una notevole differenza. Io, fin dai primi mesi di lavoro, ho sempre recriinato quelli che ritenevo miei diritti, sacri ed inviolabili. Addirittura ho avuto un capoufficio che non mi ha retribuito due ore di permesso, che utilizzavo per la fisioterapia. Il foglio dello stipendio è qui in casa mia e posso dimostrare quando voglio, che mi mancano le due ore. Probabilmente è possibile anche dimostrare che ero effettivamente presso un centro di fisioterapia in occasione del "furto" delle due ore. Ricordo ancora di aver detto al mio superiore, sbalordito più che mai, che lui non poteva impedirmi di andare a fisioterapia. Semmai poteva decidere di non retribuirmi le 2 ore. Così è stato ma ne sono fiero! Ho speso 2 ore per la mia salute.... Oggi fortunatamente queste situazioni non ci sono più. Unico problema: mia moglie ed io, frequentiamo entrambi una palestra, mettendoci tempo e denaro nostri. Alla faccia del diritto alla salute (ma qui aprirei una parentesi voraginosa e terribilmente concreta, solo che sarebbe un OT).
Mr. Bean is offline  

 



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