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Vecchio 11-03-2005, 21.02.11   #1 (permalink)
L' Emigrato
 
Data registrazione: 26-05-2004
Messaggi: 637
Copia Di Lettera A Fassino

All' On/le Fassino
da un esperto europeo di Sviluppo Parigi, marzo 05



On/le Fassino,

lei ha dichiarato pubblicamente: "Bisogna che ci sia una politica industriale che sostenga la Fiat in un piano di ripresa e occorre che da parte dell'azienda si metta in campo un programma che la renda più competitiva sia sul piano dei modelli, sia sul piano della politica commerciale".


Mi rivolgo pertanto a Lei per darle il mio parere di esperto qualificato, relativo alla possibilità da lei suggerita. Sono infatti uno dei rari emigrati (o il solo ?) che abbia fatto per un decennio un 'inchiesta selle CAUSE della perdita di competitività italiana. Che ci sia stato recentemente un calo di competitività tutti lo sanno. Quali ne siano i motivi primari, pochissimi lo sanno, in quanto non ho sentito ancora chi abbia fatto un' inchiesta, oltre me.

Avendo lavorato per quasi trent' anni in giro per l' Europa, ho avuto ottime occasioni per confrontare i metodi di lavoro e di gestioni sociali italiani, a confronto cogli altri europei. Ho fatto analisi, riflessioni pratiche, ho pronti i risultati dell' inchiesta, i quali non sono stati diffusi in quanto io, giornalista solo da pochi anni, non ho gran visibilità al di fuori dei forums cui contribuisco.

Avendo molto viaggiato per lavoro, scoprii da molto tempo le differenze nel modo di lavorare fra Italiani ed europei.

Successivamente scoprii le differenze nella mentalità e nelle capacità di analisi (ci sono anche quelle). E il motivo per cui avvertii Romiti, allora in FIAT, di tale differenze e della mia piccola preoccupazione, che se le cose fossero andate avanti, l' economia ne avrebbe sofferto. La lettera ricevuta da Romiti in rispôsta (anno ' 90, ho appena verificato) mi diceva "caro ingegnere, sono d' accordo colle sue conclusioni. Ma non c"' é niente da fare". Cioé non accolse la mia proposta di andarlo a trovare per spiegargli.

- Negli ultimi tre anni sia Piero Ottone che Tronchetti Provera, che io avevo contattato con documenti, mi hanno risposto la stessa cosa (d' accordo colle sue conclusioni). In più Tronchetti Pr. mi invito' a fare una presentazione nelle "sedi istituzionali".
- dopo molti anni che avevo avvisato Romiti, la catastrofe é arrivata. Intanto io assistevo, osservavo sui media i peggioramenti rapîdi della società italiana e dei suoi comportamenti.

Sulla base dei contatti che ho (anche Internet) e dai media sono arrivato a questa conclusione:

- gli Italiani dello Stivale non escono dai loro guai da soli; non ne hanno gli strumenti; inoltre essi non hanno alcuna idea delle CAUSE del calo di competitività;
- ne uscirebbero se emigrati qualificati li aiutassero ! !
- le mie valutazioni hanno il potenziale di generare una discussione/analisi;
- la discussione ha il potenziale di generare quella catarsi che é necessaria per ripartire da capo. Solo se c' é gente determinata che la provoca. E possibile, ma molto difficile.

- Inoltre sono quasi sicuro di essere il solo emigrato che abbia fatto un' analisi, dall' Europa, per almeno dieci anni, in lungo e in largo. Ripetendo le stesse cose a gente che non vuol capire.

Lei invoca una politica industriale e un piano di ripresa: sono cose che potrebbero funzionare solo alla condizione di riportare di nuovo le efficienze italiane a livello di quelle europee. Per ora, le efficienze italiane sono divenute paurosamente basse. E sulle caratteristiche e sui perché di tali differenze che io le offro una mia presentazione.
Per avere un' idea dei risvolti e motivi delle incapacità e degli sprechi italiani attuali (non sono pochi), suggerisco di leggere sui siti sottoindicati, le seguenti Lettere dall' Europa:

- sulle capacità italiane: "La Barca va..";
- sulla mentalità italica odierna: "L' Italia Desnuda";
- sulla società italiana: "Cullarsi nelle fatue illus."; "Definizione.."; "Complotto"; "Pantani e ruote grippate";
- sulla divaricarzione dall' Europa: "Divaricazione dall' Eu."; " Competitività"; "Differenze"; "Regole e confusione"; "Evoluzioni.."
I siti ove troverà le Lettere dall' Europa sono:

http://angrema.blogspot.com
www.accademiaonline.net (le lettere dei mesi precedenti sono nell’archivio del sito, argomento "società")

Le propongo:

- di farsi un' idea degli attuali handicaps italiani, leggendo qualcuna delle mie valutazioni;

- indi contattarmi perché io le offra una presentazione completa del problema, venendo dalla Francia in data da concordare.



Oltre i testi che le suggerisco di leggere (la sua segretaria mi contatti se non trova, li spediro') le metto qui in allegato

qualche valutazione anche importante.



La via di uscita per il sistema Italia esisterebbe, ma essa é condizionata alla ricerca delle CAUSE del degrado, dei gaps e degli handicaps.

La quale non potrà farsi senza la testimonianza di chi abbia studiato a lungo le differenze rispetto alla normalità europea per anni.

I miei più cordiali saluti.

Antonio Greco
ANGREMA@wanadoo.fr
(ex funzionario europeo, consulente in TLC, analista delle CAUSE del declino)

Allegati
P.S. MIETERE INSUCCESSI SOCIALI PUO' NON DIPENDERE DALLA CATTIVA STELLA, MA DA UNA MENTALITA’ CHE HA DIFFICOLTA A COSTRUIRE. CHE NESSUNO HA CERCATO DI CORREGGERE IN MODO POSITIVO.

UN PAESE LE CUI ISTITUZIONI INCAPPANO MOLTO SPESSO NELLA CATTIVA GESTIONE (un doc dimostrativo sarà inviato su richiesta), CHE NON SI CHIEDE QUALI SIANO LE CAUSE DELLA CATTIVA GESTIONE DIVENUTA ROUTINE, E UN PAESE CHE HA POCHE CHANCES DI RIALZARSI.
antonio greco is offline  
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Vecchio 12-03-2005, 12.59.30   #2 (permalink)
Ospite abituale
 
Data registrazione: 14-12-2003
Messaggi: 270
mah,caro Antonio Greco,visto che chiaramente lei e' detentore di una conoscenza ben al di sopra dell'ordinario,a dir poco, sulle ragioni della poca nostra competivita' economica,sinceramente mi meraviglio che lei non parli di un aspetto che io credevo fondamentale , anche perche' ho assistito da spettatore televisivo a forum in cui sia da destra che da sinistra(sic!) su questo ci si trovava d'accordo (e guarda caso una trasmissione sulla questione, su rai sat, trattava soprattutto della fiat),vale a dire il fatto che grandi responsabilita' vanno attribuite al management italiano a cui appartengono i prestigiosi personaggi a cui ha scritto,e che , non mi meraviglia,fondamentalmente le hanno risposto gentilmente picche.

beh,pare proprio a detta di esperti per quanto possibile super partes,che personaggi come Romiti,Tronchetti Provera,Moratti abbiamo pensato bene di stabilire soprattutto condizioni di monopolio nei loro rispettivi settori, di non preparare l'azienda, negli anni,all'inevitabile scontro competitivo internazionale ,da seguire logiche di eredita' familiari ,di sangue,negli incarichi di vertice,piuttosto che meritocratiche,di aver accollato molto deli costi delle inefficenze aziendali alla collettivita'

lei che ne pensa?

Saluti
Giuliano is offline  
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