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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 30-04-2005, 10.04.21   #1
La_viandante
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la coscienza morale

tutti abbiamo un'idea personale del bene e del male, pensate che si possa arrivare a definire un bene comune per tutti?

o esistera' sempre un limite al mio bene che possa per altri essere un male?

me lo stavo chiedendo a proposito della legiferazione cattolica in materia di morale

ossia l'eutanasia, aborto, offese alla religione, matrimonio e adozione gay...
insomma chi legifera deve essere dalla parte del bene comune.. esiste un modo per creare leggi che rispettino questo bene comune? che non facciano il bene di parte ma riescano a racchiudere tutte le necessarie misure perche' ognuno possa agire secondo la sua coscienza e non male????
La_viandante is offline  
Vecchio 30-04-2005, 16.42.44   #2
epicurus
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Rawls: societa` oggettivamente equa

Citazione:
insomma chi legifera deve essere dalla parte del bene comune.. esiste un modo per creare leggi che rispettino questo bene comune? che non facciano il bene di parte ma riescano a racchiudere tutte le necessarie misure perche' ognuno possa agire secondo la sua coscienza e non male????


penso che addottare un principio tipo "la liberà dell’individuo finisce dove inizia quella di un altro individuo, senza eccezioni di ordine religioso o morale", sia sicuramente un modo per risolvere il problema che tu proponi, ossia trovare un metodo per rispettare al massimo grado tutte le persone. (dai un occhio al mio documento La Societa` Ideale )

il filosofo americano John Rawls, uno dei massimi filosofi politici e del diritto, sostiene che una società si dirà "bene-ordinata" non solo se tende a promuovere il benessere dei suoi membri, ma se è anche regolata da una concezione pubblica della giustizia, che richiede due condizioni: a) che ogni individuo accetti e sappia che gli altri accettano i medesimi princìpi di giustizia; b) che le istituzioni fondamentali soddisfino in modo riconosciuto tali principi. II problema che ora si pone è quello di giustificare razionalmente le regole di giustizia da far valere all'interno delle moderne democrazie o, come si esprime Rawls, delle società bene-ordinate. Rawls mira all'oggettivita` ed equita` delle norme giuridiche.

Rawls immagina una situazione iniziale ( original position ) in cui i singoli individui scelgono i princìpi di giustizia in condizione di assoluta eguaglianza, in quanto sono privi di un certo numero di informazioni relative alla propria condizione futura nella società. La scelta viene, cioè, effettuata sotto " un velo di ignoranza " ( veil of ignorance ). Infatti, nota Rawls, coloro che fossero a conoscenza di essere ricchi potrebbero considerare ingiuste eventuali imposte a scopo assistenziale, mentre coloro che fossero a conoscenza del loro stato di povertà sarebbero molto probabilmente a favore di quelle stesse imposte. Il "velo di ignoranza" ha il compito di escludere la conoscenza di quei fattori contingenti che porrebbero gli uomini in conflitto tra loro, rendendo impossibile qualsiasi accordo sui princìpi di giustizia. Il "velo di ignoranza" rende eguali le parti nella posizione originaria: infatti, tutti hanno gli stessi diritti nella procedura di scelta dei princìpi e ognuno può avanzare proposte razionali da sottoporre al giudizio e all'accordo altrui. Le parti vengono, dunque, presentate come razionali e reciprocamente disinteressate, in quanto nessuno può pensare di avvantaggiarsi dalla scelta di taluni criteri. I princìpi di giustizia che ne scaturiscono sono il risultato di un accordo equo, proprio perché conseguito in una condizione iniziale equa. In questo senso la teoria rawlsiana può legittimamente definirsi "una teoria della giustizia come equità ". Giustizia come equità significa che i princìpi di giustizia sono appunto quelli che le persone razionali, preoccupate della propria sorte, sceglierebbero in condizione di eguaglianza iniziale, qualora cioè nessuno fosse manifestamente avvantaggiato o svantaggiato da contingenze sociali o naturali (velo d'ignoranza).
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Vecchio 30-04-2005, 17.59.59   #3
La_viandante
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e figurati se l'epi non mi andava a incasinare le sinapsi!!!
no a parte questo spero ke tu abbia dato un taglio piu' interessante alla discussione
prendiamo ad esempio la legiferazione sul lavoro dipendente e il datore di lavoro
quale potrebbe essere al scelta equa che avvantaggi entrambi senza penalizzare nessuno??
se si fa una legge secondo la quale il lavoratore deve avere garanzie sul suo posto vita natural durante, il lavoratore puo' fregarsene, prendere lo stipendio e nn fare nulla daneggiando la produzione
procurando il danno economico all'azienda e portandola al fallimento
se la legge tutela il datore di lavoro consentendogli di rimuovere i lavoratori come piu' gli aggrada si avra' una forza lavoro incerta del lavoro e relativo stipendio ke non potra' fare investimenti di lungo termine.. come ad esempio l'acquisto di una casa, i matrimonio, un automobile, dimodoke' crollerebbero tutte le altre industrie

come si risolve????? c'e' un punto di congiunzione?
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Vecchio 01-05-2005, 07.49.55   #4
Mr. Bean
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Re: la coscienza morale

Citazione:
Messaggio originale inviato da La_viandante
tutti abbiamo un'idea personale del bene e del male, pensate che si possa arrivare a definire un bene comune per tutti?

o esistera' sempre un limite al mio bene che possa per altri essere un male?

me lo stavo chiedendo a proposito della legiferazione cattolica in materia di morale

ossia l'eutanasia, aborto, offese alla religione, matrimonio e adozione gay...
insomma chi legifera deve essere dalla parte del bene comune.. esiste un modo per creare leggi che rispettino questo bene comune? che non facciano il bene di parte ma riescano a racchiudere tutte le necessarie misure perche' ognuno possa agire secondo la sua coscienza e non male????

Credo che bene e male siano due facce della stessa medaglia e siano relative. Cioè, un'azione può essere bene per qualcuno e male per qualcun altro.
Mr. Bean is offline  
Vecchio 01-05-2005, 08.08.20   #5
La_viandante
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non pensi che sia possibile raggiungere un compromesso dove si fa il bene di entrambi?

io credo che nei conflitti di interesse sia possibile trovare il giusto compromesso
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Vecchio 01-05-2005, 13.16.20   #6
Tulipano_Nero
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credo che esista raramente un bene comune, o meglio una sintesi di accordo tra parti che rappresentano interessi diversi, oserei dire diametralmente opposti. non a caso oggi in politica si tende, se ci fate caso, a non parlare più di "Bene comune" ma di "Benessere comune", che sono due cose ben diverse.


la storia è fatta, come secondo me ha molto ben scritto Marx, di un continuo susseguirsi di scontri e confronti tra padroni e schiavi, tra conquistatori e conquistati, tra datori di lavoro e salariati ecc ecc, e ovviamente i reciproci interessi divergono.

Tuttavia oggi assistiamo - e raramente avviene - a un fatto: tanto la rappresentanza per eccellenza dei padroni, Confindustria, quanto quelle dei lavoratori Cgil Cisl Uil Cobas ecc ecc sono d'accordo nel sostenere che l'economia del nostro Paese sta andando male, molto male, ma in questo caso chi pare non rendersene conto e sostenere quasi il contrario è il Governo.

La storia, la politica, è fatta io penso di continue scelte, che ne modificano il suo corso in modo spesso irreversibile.
e tali scelte soprattutto in politica sono dettate dai valori di chi le compie.

certo poi su alcuni punti siamo tutti d'accordo.
Tutti vorremmo la pace nel mondo, ma ad esempio c'è chi per realizzarla ritiene si debbano fare delle guerre, chi crede il contrario.

E ancora... e soprattutto, la politica è fatta di scelte e decisioni, ma in primo luogo da priorità.

Per qualcuno oggi la priorità potrebbe essere una cosa che per me non lo è. Non si può fare tutto, bisogna scegliere.

Penso ad una intervista fatta tempo fa da Striscia al sindaco di Roma Veltroni, in cui lo accusavano che su Roma c'erano svariate strade con buche anche pericolose.
Egli disse che ne era perfettamente a conoscenza, come ovviamente anche il suo assessore, ma che la coperta è quella, e se la tiri da una parte scopri l'altra. il bilancio è quello, la cassa quella. Da sindaco o scegli di chiudere degli asili pubblici per sistemare le strade, o scegli di lasciare alcune strade in parte disastrate ma tieni aperti gli asili.

Scelte e priorità, dunque dettate da interessi ed anche su valori che accomunano tutti, divergenza sul modo di raggiungere tali valori (esempio la pace) e con che mezzi.
Tulipano_Nero is offline  
Vecchio 01-05-2005, 14.15.33   #7
indigesto
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La morale????

Aggiungere un più a ciò che il dizionario definisce la parola morale è impossibile , il bene e il male?? , nell'esercitarli gli anni si succedono e le occasioni son infinite!! , in ognuno di noi valutazioni e azioni sono soggettive e spesso si dice che da un male nasce un bene!!. Nella bilancia comportamentale la "morale è una componente importante che con la sensibilità stanno come con il più e il meno in matematica!!, più morale e sensibilita??= bene!! , meno morale e sensibilità= male!! , equità nel goderli o patirli?? impossibile!! anche in una sicietà marxista leninista o castrista o maoista!! , c'è sempre chi piange e chi ride.......Indigesto.....anche se non richiesto!!
indigesto is offline  
Vecchio 01-05-2005, 14.39.50   #8
Kim
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Io credo che la "morale" sia la zavorra degli uomini, cio che gli procura dei grandi sensi di colpa, "indiscutibile" quando muta e solo attraverso rivoluzioni di "pensiero" pagate care

Mal digerita, imposta, impartita, non rappresenta "il bene" rappresenta solamente la falsa rappresentazioni di noi stessi che poverini mediamo tra il nostro piu' geniuno "pensiero" e l'accettazione altrui....

Ma forse sono OT...


buona giornata

Ultima modifica di Kim : 01-05-2005 alle ore 14.41.58.
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Vecchio 01-05-2005, 16.39.16   #9
epicurus
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Messaggio originale inviato da La_viandante
prendiamo ad esempio la legiferazione sul lavoro dipendente e il datore di lavoro
quale potrebbe essere al scelta equa che avvantaggi entrambi senza penalizzare nessuno??
[...]
come si risolve????? c'e' un punto di congiunzione?

certo che c'e` un punto di congiunzione, magari non definibile alla perfezione, ma c'e`.

usa l'esperimento di Rawls in questo caso: prendi 100 persone, le dici di decidere le linee generali della regolamentazione titolare-dipendente, poi li informi che finita la scelta un po' di loro diverranno titolari, e gli altri dipendenti.

comunque il punto di equilibrio e` che il titolare possa licenziare il dipendente se questo danneggia l'attivita` economica non lavorando come da contratto.
epicurus is offline  
Vecchio 01-05-2005, 18.24.19   #10
Tulipano_Nero
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non sono d'accordo.
non c'è un punto di congiunzione, dove c'e' stato le imprese sono sempre fallite, se non subito, nel medio periodo, l'esperienza inglese è nota. Sono tutte teorie quelle che sostieni, la prassi è un'altra. Diverso il discorso sarebbe invece se si attuasse maggiormente un assai più semplice principio della concertazione tra le parti, a partire dal governo, affrontando un problema a viso aperto con i sindacati dei lavoratori, e non rimandando sempre a data da destinarsi aumentando il malcontento e il disagio sociale nel Paese.

in ogni caso secondo me il riformismo non può risolvere alla radice un problema, lo sotterra solo per un po', ma è una bomba pronta a esplodere con una violenza inaudita.

dove c'è una società c'è politica, e la radice di politica è tanto la polis quanto il polemos, ovvero la polemica, la competizione, la lotta.
i punti di contatto si chiamano mediazioni, compromessi, e servono solo a ritardare il collasso di un sistema in cui ci troviamo a vivere, i cui esiti sono sotto gli occhi di tutti: la povertà nel mondo aumenta, negli ultimi 10 anni sono 200 milioni in più le persone che vivono al di sotto della soglia di povertà (oltre un miliardo in tutto) e tutto questo mentre i pochi ricchi diventano sempre più ricchi, e mentre il tasso di disoccupazione nei vari paesi, tranne in casi di guerre civili o di situazioni internazionali instabili, diminuisce o rimane comunque stabile.

ovvero ci sono più poveri che lavorano, anche in Italia.
questo a casa mia si chiama sfruttamento, un esempio su tutti è il precariato, alla faccia del 1 maggio.
Tulipano_Nero is offline  

 



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