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Vecchio 27-09-2005, 13.03.23   #1
nin.kin
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Un attentato all'ambiente

Sfregio in vista in Val di Noto
Nella capitale del barocco siciliano e patrimonio dell'umanità Unesco stanno per arrivare le escavatrici dei petrolieri texani. Per concessione della Regione. La protesta dei cittadini
ANGELO MASTRANDREA

E ora, si chiedono sindaci ambientalisti associazioni e singoli cittadini, la prima e unica spiaggia siciliana a finire nella top ten di Legambiente e Touring club come potrà conservare il riconoscimento così faticosamente conquistato? L'inconfondibile sapore del nostro Nero d'Avola non sarà alterato al punto da confonderlo con un bicchiere di "oro nero"? E non sarà che l'altrettanto inconfondibile colore del barocco siciliano verrà ingrigito da fumi e gas che faranno tanto Texas ma per niente Sicilia? E i pomodori Pachino, sbiadiranno il rosso acceso che li contraddistingue? Continueremo a essere considerati "patrimonio dell'umanità" o rimarremo nelle mani di poche multinazionali?
Per discuterne hanno cominciato a incontrarsi i primi cittadini dei 15 comuni nei cui territori tra meno di un mese le trivelle della Panther entreranno in azione. E poi Arci, Legambiente, Verdi, Rifondazione, Cgil, Cisl, Coldiretti e operatori turistici, e addirittura un esponente della maggioranza che il 31 marzo scorso ha firmato la concessione alla compagnia texana a cercare "idrocarburi liquidi e gassosi" su un'area di 746 chilometri quadrati, l'assessore al Turismo Fabio Granata (An). Lo stesso che ha presentato una istanza di revoca e sospensione della concessione alla Panther perché il tutto sarebbe avvenuto con un atto unilaterale dell'Assessorato all'Industria della regione. Anche perché il tempo stringe, e una volta iniziate le ricerche dureranno per almeno sei anni e con ogni probabilità si prolungheranno, con buona pace di spiagge, oasi naturali e barocco siciliano?

Petrolio o metano?
Obiettivo: il petrolio di cui il ventre della Sicilia custodirebbe ben tre miliardi di barili, per gli oppositori riunitisi in un apposito comitato contro le trivellazioni. Il metano secondo la compagnia, che sostiene di non essere invece interessata all' "oro nero", nonostante vada a bucare proprio nei territori in cui nel 1953 fu inaugurato il primo pozzo di petrolio italiano e che fino al `94 hanno fornito 450 milioni di barili di petrolio e 15 miliardi di metri cubi di gas, e che comincerà da due vecchi pozzi dell'Agip senza aggiungerne di nuovi. Sarà, ma i siciliani non si fidano e accusano l'ex assessore all'Industria Marina Noè (Udc) di aver svenduto un'area rinomata per le sue bellezze artistiche e naturali e ricca di prodotti tipici. Anche perché nell'altro "Texas italiano", la lucana Val d'Agri, è già accaduto qualcosa di simile, i petrolieri si sono man mano allargati e oggi c'è chi si lamenta che il vino sa di petrolio. E qui non c'è, come in Basilicata, solo un'ampia vallata agricola costellata di paesini, ma centri come Noto che l'Unesco ha inserito tra i patrimoni dell'umanità da tutelare al pari dei Buddha di Bamyan abbattuti dai taleban in Afghanistan.

Carte in regola
Come che sia, la lotta appare impari. Perché dal punto di vista legale la Panther Resources Corporation ha le carte in regola per cominciare a sforacchiare qua e là e, in caso di sospensione o revoca, potrebbe chiedere fior di quattrini di risarcimento alla Regione. Il permesso di ricerca, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 luglio 2004, consente infatti alla società con sede a Houston, in Texas, di cercare come e quanto vuole «idrocarburi liquidi e gassosi», dunque metano o petrolio a suo piacimento, per sei anni, in un'area che tocca le province di Ragusa, Catania e Siracusa. Che l'intera zona poggi i piedi sull' "oro nero" è più che probabile, come dimostra il passato, per questo sarà ben difficile che le ricerche si blocchino dopo sei anni.
Nel disciplinare della concessione è specificato come saranno ripartiti i lavori anno per anno. Vediamo. «Primo anno: studi, ricerche, collaborazioni e piano tecnico del pozzo. Secondo anno: studi, servizi trivellazione e attrezzature del primo pozzo. Terzo anno: trivellazione e completamento terzo pozzo, prove complete pozzi. Quarto anno: trivellazione e completamento pozzi 4-9. Quinto anno: trivellazione e completamento pozzi 10-15. Sesto anno: trivellazione e completamento pozzi 16-21». Per una spesa complessiva di 43 milioni e 400 mila euro.

Libertà di trivella
Un progetto ampio e dettagliato, con l'accordo che la Panther versi a Comuni e Regione il 7 per cento degli idrocarburi estratti, nella proporzione di due terzi e un terzo. E senza che venga indicato dove verranno effettuate le trivellazioni. In questo modo, i texani avranno la libertà di fare un po' come gli pare, bucherellando l'oasi di Vendicari come i terreni vicino al fiume Tellaro. Non solo.
La società americana potrà «coltivare i giacimenti degli idrocarburi che verranno scoperti a seguito delle ricerche compiute nel periodo di durata del permesso o a seguito delle ricerche compiute in regime di concessione», insomma potrà rimanere ben oltre i sei anni previsti. E avrà «il diritto di costruire, esercitare e mantenere un sistema, parziale o completo, di serbatoi e condotte, allo scopo di raccogliere e conservare gli idrocarburi grezzi, e di trasportarli dai campi di produzione ai centri di utilizzazione, raffinazione ed esportazione».
Gli oppositori, che temono di diventare come il "triangolo della morte" Augusta-Priolo-Melilli, zona industriale e militare ad alto tasso di tumori, per ottenere la revoca della concessione si appellano ai vincoli paesaggistici, alla salvaguardia del turismo e sperano addirittura in un qualche intervento internazionale, magari delle stesse Nazioni Unite che hanno deciso di proteggere le bellezze di Noto. Le «cinque vele» di Legambiente e Touring club aggiungono ora un altro tassello alla loro causa.
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Vecchio 27-09-2005, 14.46.12   #2
nin.kin
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Re: Un attentato all'ambiente

Sos Val di Noto - Cultura in campo contro l'oro nero
da Laura Malandrino - 20-AGO-2005 Avvenire

Il Val di Noto difende la propria vocazione alla cultura, al turismo e all'agricoltura di qualità. E lo fa dicendo '"No" al petrolio e "Sì" allo sviluppo sostenibile. «La Sicilia potrebbe diventare un esempio per il resto d'Europa con un piano energetico all'avanguardia basato sulle fonti rinnovabili: dal fotovoltaico, al termico, al sistema biomasse, al microeolico, fino ai biocombustibili», dice Paolo Pantano, una delle voci del Comitato contro le trivellazioni petrolifere nel Val di Noto ("val" da "vallo": l'antica suddivisione territoriale sicula), di cui fanno parte operatori turistici, agricoltori, semplici cittadini o membri di associazioni ambientaliste.
A dire il vero, qui il dibattito sul petrolio va avanti da tempo. Non pochi i Comitati spontanei, per esempio, sorti negli anni per sollecitare la defìscalizzaziqne dei prodotti petroliferi nel sud-est della Sicilia, per il fatto che nell'isola viene raffinato il 10 per cento del greggio italiano. Ma la questione è esplosa e da quando il 4 agosto scorso la Regione ha bocciato la norma che avrebbe vietato l'ingresso delle trivelle nei siti protetti. Una vera e propria mannaia che, tuttavia, non ha fermato le iniziative volte a informare e sensibilizzare l'opinione pubblica. Come la Mostra d'Arte Contemporanea presso la Loggia dei Mercanti a Noto. realizzata in questi giorni da un gruppo di sette giovani artisti, o il documento con le ragioni del "No" al petrolio e del "Sì" allo sviluppo sostenibile che è stato presentato l'altro ieri, giovedì 18 agosto, mentre un nuovo Forum e altre manifestazioni sono in cantiere. Recuperare e rilanciare il Parco degli Iblei - suggeriscono dal Comitato - potrebbe essere un impegno più costruttivo delle trivellazione. D'altra parte, quella del petrolio è un'attività industriale che non porterebbe reale occupazione. Certo, «alcune decine di famiglie troveranno reddito nell'indotto che si verrà a creare», spiega il Comitato. Ma quante altre perderebbero reddito e occupazione? Migliaia. Tutte quelle che negli ultimi anni hanno investito sul modello di sviluppo basato sul turismo, sull'agricoltura di qualità, sui Beni culturali e Ambientali, e sui prodotti tipici». Per non dire di quanti già all'indomani della bocciatura dell'emendamento al ddl sul turismo, hanno rinunciato all'acquisto di terreni per costruirvi Bed&Brekfast o produrvi ciliegino, meloni cantalupo e vitigni di nero d'Avola. Tutto, per la paura del petrolio. Un destino "nero" che incombe sulla Sicilia, che porterebbe più disastri che ricchezze, anche dal punto di vista economico, ammonisce il documento del Comitato. Le cosiddette " royalties" che con la nuova legge andrebbero nelle casse dei Comuni, infatti, potrebbero sanare qualche bilancio, ma non sarebbero sufficienti a coprire le conseguenze della destrutturazione del tessuto economico locale che il petrolio porterebbe. Come neppure basterebbero i 100 mila euro annui per le attività culturali promessi dalla texana Panther Resources Corporation, a sanare i danni al patrimonio culturale e ambientale del Val di Noto.
La Sicilia, poi, «ha già pagato e sta tuttora pagando un prezzo altissimo a livello ambientale e di salute della popolazione per soddisfare le esigenze energetiche nazionali. Basta pensare ai morti per tumore, alle malformazioni neonatali, alle falde acquifere inquinate e all'aria irrespirabile di Gela, Milazzo, Augusta e Priolo».
Ma il futuro che l'Isola vuole per sé e per la sua gente non è questo. Solo nel comune di Comiso, per esempio, in una settimana sono state raccolte più di 2 mila firme di cittadini contrari alle trivellazioni, anche se «sul territorio combattiamo una forte controinformazione», spiega uno dei membri del movimento popolare 'Stop trivellazioni" di Comiso, uno dei primi che si è costituito e che, nei giorni scorsi, ha subito offese e intimidazioni.
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Vecchio 27-09-2005, 17.11.01   #3
Mr. Bean
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Purtroppo, fin che ci si lascia comandare dal "vil danaio" non si può nulla. Quando questi signori avranno fatto i comodi loro e ridotto la zona in una discarica forse qualcuno si accorgerà dell'errore, ma sarà troppo tardi!
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Vecchio 27-09-2005, 17.12.03   #4
nin.kin
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Re: Re: Un attentato all'ambiente

Trivellazioni in Val di Noto

Siracusa - 02/06/2005 Trivellazioni nell’area della valle del Tellaro Il punto L’ex assessore siciliano all’industria, Marina Noè, ha firmato i decreti che danno il via libera alla ricerca ed alla estrazione di idrocarburi gassosi e liquidi ( quindi anche petrolio) nel Val di Noto, famoso in tutto il mondo per la ricchezza del suo patrimonio ambientale e culturale in un territorio che comprende 15 comuni tra le province di Ragusa, Catania e Siracusa. I comuni interessati da questo provvedimento sono: Avola, Buscemi, Noto e Rosolini per il territorio di Siracusa, Caltagirone, Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarrone e Vizzini per quello di Catania, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Modica, Monterosso Almo e Ragusa per quello di Ragusa. L'area interessata ha un estensione di 746 chilometri quadrati, da Caltagirone alla riserva naturale di Vendicari, e comprende rinomate bellezze ambientali come la Valle del Tellaro, del Tellesimo e dell'Irminio, e tesori archeologici come l'antica citta' di Eloro, un insediamento risalente all'età del Bronzo, e mosaici di ville romane. Inoltre nel cuore di questo territorio destinato ad essere perforato dalle trivelle, si trova il Val di Noto con il suo barocco riconosciuto patrimonio dell'umanità' dall’UNESCO.


Messaggio di un siracusano
”Non voglio che sentire la voce del vento, l’odore della salvia selvatica, la sensazione di essere in un mondo a misura d’uomo e gustare l’armonia della sua impervia e bellissima natura diventino solo i ricordi di uno che voleva essere amante della Sicilia, come un gentiluomo d’altri tempi.
Non come una delle lobbies petrolifere che hanno già trasformato la zona di Priolo, Melilli e Augusta in una fucina di malattie e deformità.
Credete che io stia vaneggiando? Sono siracusano, so bene quello che dico e so bene che molti lavorano nelle raffinerie e non possono sputare nel piatto dove mangiano.
Ma non sono fandonie i dati che parlano di un’alta percentuale rispetto alla media di tumori e malformazioni fetali. Non sono corbellerie le tonnellate di mercurio scaricate a mare.
Non è una fesseria il fatto che il benessere del resto dell’Europa passa sulla pelle di chi le raffina la maggior parte del petrolio produce energia per voi e, praticamente senza nessun vantaggio, accorcia la sua vita in media di cinque anni nel più assoluto silenzio.
Chi oggi scrive questa lettera è uno che non può sopportare coloro che hanno distrutto per l’ennesima volta la nostra dignità e che promettendo una ricchezza che non è mai arrivata (perché nessuno degli abitanti della Sicilia Sud-Orientale è diventato miliardario facendo l’operaio nelle raffinerie) hanno portato i veri guadagni a chi sta seduto su “poltrone di pelle umana” a circa 2000 km più a Nord.
Per pensarla così sono dovuto andare via, come migliaia di altri “figghi strummintusi”, dalla mia terra e non so se ci tornerò mai, perchè chi non vuole lavorare nelle raffinerie da noi viene visto come un deficiente. E non passa giorno che non versi una lacrima ogni volta che penso al tesoro che abbiamo nelle mani e che stiamo per perdere. Il Val di Noto è la prova che è possibile un’economia basata sul rispetto della natura e della qualità della vita.
Siciliani……… per una volta avete fatto una bella cosa dopo cinquant’anni di sperperi e distruzioni.
Ma cosa si deve fare per toccare la vostra sensibilità?
Ritroviamo la dignità che ci hanno rubato!
Opponiamoci con i giusti mezzi a chi ci lascerà con un malanno in più e un paradiso in meno!
Non aspettiamo ancora una volta di ricevere il colpo per reagire.
La ricerca petrolifera non è una vocazione del Val di Noto!!!!!
Non voglio più vergognarmi di amare la Sicilia e di non volere che la volontà dei petrolieri vinca ancora sulla promessa di un riscatto che passa per un’economia sostenibile nel Val di Noto.

Andrea D.”


Val di Noto
il sito della Panther Resources Corporation lo trovate quì:
http://www.panthergas.com/

cosa intendono fare lo dicono quì:
http://www.panthergas.com/Eureka.htm

dove lo vedete in questa immagine:
http://www.panthergas.com/Images/Gela.jpg

altro interessante articolo:
http://www.usitalia.info/archivio/de...a= 03/28/2004
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Vecchio 27-09-2005, 17.37.27   #5
nin.kin
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Re: Re: Re: Un attentato all'ambiente

Ieri sera c'è stata una trasmissione sul tema su La 7: dopo mezzanotte!
L'assessore Granata ha accusato quasi esplicitamente i suoi colleghi di essersi venduti.
Granata, anche se è di AN, è una persona perbene, la Marina Noè l'ex assesore che ha fatto il decreto è presidente dei cantieri di Augusta in cui si riparano navi gasiere e petroliere.

Qui, sul sito della Panther c'è la mappa dei luoghi, e si parla di oil, non solo di gas. Da questa mappa si vede qual'è veramente l'area interessata!
http://www.panthergas.com/Images/Gela.jpg

Per farvii un'idea dei luoghi andate a cercare su Internet Oasi di Vendicari o Ibla (la Ragusa antica), o Palazzolo Acreide.
Questi paesi del barocco, in parte illustrati nelle storie di Montalbano, anche se poco conosciuti, sono dei gioielli, tanto che sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO e hanno contributi internazionali per i restauri.
Nota bene che il rilancio turistico di queste zone è notevole, la Contea di Modica l'anno scorso ha avuto un incremento del 30%, nella restaurata Ibla stanno comperando moltissimi stranieri, compresi spagnoli. Ma la proprietaria di una agenzia ha detto che le notizie delle perforazioni stanno minacciando questo sviluppo

Se potete cercate di diffondere queste notizie, perchè i media nazionali non ne hanno parlato per niente.
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Vecchio 27-09-2005, 23.16.33   #6
cannella
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ma è vergognoso!!!!

Fermateli! Incatenatevi alle ruspe piuttosto!!!
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Vecchio 28-09-2005, 00.44.38   #7
nin.kin
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Re: ma è vergognoso!!!!

Citazione:
Messaggio originale inviato da cannella
Fermateli! Incatenatevi alle ruspe piuttosto!!!


Quello che VOI potete fare è diffondere queste notizie il più possibile, fino a creare lo scandalo
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Vecchio 28-09-2005, 21.37.54   #8
cannella
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informare e diffondere,

certamente, ma chi è interessato direttamente e per caso del destino vive in quei luoghi dovrebbe muoversi in modo attivo.

Lo scandalo è qualcosa di cui chi muove le fila dell'ecomostro in azione dovrebbe tener conto, ma solo l'invocazione della legge ha il potere di fermarlo.

Una cassetta ai media (tv), lettere ai quotidiani nazionali e locali potrebbero essere utili in tal senso.
cannella is offline  
Vecchio 29-09-2005, 13.01.34   #9
nin.kin
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Re: informare e diffondere,

Citazione:
Messaggio originale inviato da cannella
certamente, ma chi è interessato direttamente e per caso del destino vive in quei luoghi dovrebbe muoversi in modo attivo.

Lo scandalo è qualcosa di cui chi muove le fila dell'ecomostro in azione dovrebbe tener conto, ma solo l'invocazione della legge ha il potere di fermarlo.

Una cassetta ai media (tv), lettere ai quotidiani nazionali e locali potrebbero essere utili in tal senso.

I media collusi coi petrolieri?
Ma se abbiamo una scema che è al Ministro della PI solo perchè è moglie di un petroliere!!!
Quello che hanno fatto tutti è di far passare la cosa sotto silenzio, per questo sto cercando di divulgarla il più possibile.
Hanno fatto una trasmissione su La 7, Nero di Sicilia in Effetto reale, ma l'hanno mandata in onda dopo mezzanotte!

Io in quei posti non ci vivo, ma li conosco
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Vecchio 29-09-2005, 15.40.38   #10
nin.kin
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Re: Re: informare e diffondere,

Cosa c'è in Val di Noto
La Villa Romana del Tellaro

Nel 1971, nel corso di scavi illegali, fu scoperta una villa romana nel territorio di Noto, nella provincia di Siracusa. Il complesso è situato a destra del fiume di Tellaro. La struttura si localizza leggermente in superficie, ma sotto una fattoria (masseria) settecentesca, dove si trovano le decorazioni musive.
La Villa si presenta in stato di abbandono ma i lavori di recupero previsti la riporteranno, speriamo in breve tempo, al fulgore originario.
Un cantiere per il restauro della masseria ed uno di scavo archeologico per approfondire e chiarire alcuni dettagli storico-archeologici attinenti al sito stanno ovviando a decenni (molti) di degrado.
Sarà l'occasione per fare ammenda dell'oblio in cui è caduto un importante tassello archeologico della storia siciliana nel Basso Impero.
Fra il IV e il V secolo infatti la Sicilia subisce un rilancio strategico che ne fa l'avamposto per la penetrazione di Roma nel Nord Africa e nel Mediterraneo, e un rinnovamento economico promosso dalla funzione di fonte alternativa di derrate alimentari.
Inoltre, dopo la riforma amministrativa di Diocleziano del 297 d.C., volta a decentrare l'amministrazione statale, il vicariato (il governo cioè di una diocesi amministrativa incorporante più province) diveniva una carica ambita per la nobiltà romana, e le proprietà fondiarie "in loco" un incentivo per monopolizzare le cariche del governo provinciale.
Così la Sicilia cominciò ad essere frequentata da esponenti della nobiltà romana di alto lignaggio (sia per ragioni pubbliche che private) che, per gestire meglio i loro interessi, cominciarono a costruire grandiosi complessi residenziali sui loro latifondi.
Si trattava di impianti sontuosi, come la Villa di Piazza Armerina (in realtà una reggia), lussuose oasi per le tappe ispettive in proprietà africane, o dimore stabili per una classe ricca e avida di potere, sempre più radicata nei luoghi da amministrare.
La Villa Romana del Tellaro, a Ovest di Eloro, presso il fiume Tellaro, è tra questi edifici: dimora regale, dotata di mosaici simili a quelli più noti di Piazza Armerina, tra cui medaglioni musivi a corone d'alloro nel peristilio, un quadro ispirato all'Iliade, scene di caccia, e molto altro ancora.

I mosaici pavimentali della villa (forse appartenuta ad un latifondista o ad un senatore romano e che doveva avere una grande e ampia influenza sullla organizzazione territoriale e produttiva dell’area circostante.) per gli esperti sono i pavimenti musivi più belli e artistici d’Italia e sono divisi in vari registri musivi, che rappresentano scene di caccia, il riscatto del corpo di Ettore ed altri temi. La datazione della Villa è legata al rinvenimento di monete di Imperatori Romani del IV sec. d.C. La Villa probabilmente aveva una superficie di circa 5 mila mq. Fu distrutta da un incendio, com’è stato possibile arguire dall’esame delle assise di base del fabbricato ottocentesco.


Il lungo e difficile lavoro d'esplorazione, durato 20 anni, permise di portare alla luce la parte centrale del complesso antico.
Si tratta di un gran peristilio di circa 20 metri di lato circondato da un portico largo m.3,70, su cui danno diversi ambienti individuati sui lati nord e sud.
Il pavimento è formato da mosaici policromi con motivi geometrilato ci. Nel nord si trovano tre aree che presentano pavimenti a mosaico.
Nel portico è presente una decorazione musiva con la scena centrale del ricupero e pesatura del corpo di Ettore. Ad ovest un'altra area mostra un pavimento di mosaico policromo diverso - sebbene non completo - che consta di quattro ghirlande.
Il mosaico di pavimento policromo della terza area ad ovest ha scene di caccia. Le scene di caccia sono liberamente ispirate e non seguono alcun profilo schematico. Sotto, c'è una scena di banchetto straordinaria all'aria aperta; al centro gli invitati.
I mosaici, che possono essere datati verso il Quarto Secolo d.C., richiamano alla mente immediatamente i mosaici di Piazza Armerina e d’alcuni centri dell’Africa.
La villa del Tellaro, con la villa della stessa epoca che fu scoperta a Patti Marina nella provincia di Messina, e la villa di Piazza Armerina, rappresentano i punti di riferimento per l'analisi degli aspetti socioeconomici della Sicilia nell'Antichità.
I mosaici delle tre aree a lato nord sono stati restaurati nei laboratori del Soprintendenza di Siracusa e sono stati in mostra a Noto alla chiesa di San Domenico da luglio 2003 a gennaio 2004.
Si sta completando una copertura adeguata per la struttura e la conversione della masseria del Diciottesimo secolo, che si trova sopra la villa: allestendo un museo per l’esposizione permanente delle decorazioni musive, che rimangono secondo molto studiosi: i più belli di tutta la storia siciliana.
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