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Vecchio 26-05-2006, 07.17.10   #1
klee
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«Impedire in futuro simili cose»

Papa a Varsavia sulle orme di Wojtyla. L'incontro con il clero polacco «Auschwitz ci insegni un nuovo umanesimo» Benedetto XVI in Polonia per un viaggio apostolico di quattro giorni. Sulle vittime del lager: «Impedire in futuro simili cose»
VARSAVIA (Polonia) - «Speriamo che proprio da Auschwitz nasca un nuovo senso di umanesimo e una visione dell'uomo come immagine di Dio. Speriamo che questo serva per impedire in futuro simili cose». Sono le parole che papa Benedetto XVI ha pronunciato giovedì a margine della sua visita a Varsavia. «Finiamo il viaggio con il campo di sterminio di Auschwitz - ha sottolineato il pontefice - pensando ai tanti morti, ma anche per imparare com'è stato possibile che l'uomo sia caduto sotto la sua dignità calpestando gli altri».



Ho pensato che in questo momento a Mogadiscio,a Timor est,Nigeria i,n America centrale..ecc..un pò dapertutto:

L'Uomo non conta più niente..per me Auschwitz non è mai finito e non finirà mai...

Ha fatto un "bel discorso" molto riflettuto e molto profondo..

Cosa ne pensate?
klee is offline  
Vecchio 26-05-2006, 11.16.31   #2
odissea
torna catalessi...
 
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Penso che un discorso come quello pronunciato da Benedetto XVI su Auschiwitz non dovrebbe mai essere considerato retorico e obsoleto, e va rispettato.

Sono certa però che non intendevi questo.

Rispetto ciò che ha pronunciato il Papà sull'olocausto, rispetto molto meno la scarsa attenzione su tutti gli altri olocausti che tutt'ora infuriano nel mondo; in questo concordo con te al 100%.

Non c'è coraggio; i bei discorsi si fanno sempre sulle tombe di coloro che hanno già dato e hanno già subito; belle parole pronunciate con guanti bianchi e puliti.
Come fece del resto Pio XII, che non disse una parola fino a che la seconda guerra mondiale cessò. Neutralità, parola d'ordine sinonimo di potere temporale e, per chi vuole credere ciecamente, di santità autentica.
La storia si ripete.
odissea is offline  
Vecchio 26-05-2006, 11.38.32   #3
klee
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È un'epoca, quella attuale, ha osservato Ratzinger, nella quale "si cerca di creare l'impressione che tutto sia relativo: anche le verità della fede dipenderebbero dalla situazione storica e dalla valutazione umana. Però la Chiesa non può far tacere lo Spirito di Verita"'.

In tale contesto, ha detto Ratzinger, "i successori degli Apostoli, insieme con il Papa, sono responsabili per la verità del Vangelo, ed anche tutti i cristiani sono chiamati a condividere questa responsabilità accettandone le indicazioni autorevoli".

"Ogni cristiano - ha aggiunto - è tenuto a confrontare continuamente le proprie convinzioni con i dettami del Vangelo e della Tradizione della Chiesa nell'impegno di rimanere fedele alla parola di Cristo, anche quando essa è esigente e umanamente difficile da comprendere".

Per quanto sia difficile, ha spiegato ancora il Papa, "non dobbiamo cadere nella tentazione del relativismo o dell'interpretazione soggettivistica e selettiva delle Sacre Scritture. Solo la verità integra ci può aprire all'adesione a Cristo morto e risorto per la nostra salvezza".

"Come non ringraziare oggi Dio per quanto si è realizzato nella vostra patria e nel mondo intero, durante il pontificato di Giovanni Paolo II?", ha detto Benedetto XVI alla memoria di Wojtyla. "Davanti ai nostri occhi sono avvenuti cambiamenti di interi sistemi politici, economici e sociali. La gente in diversi Paesi ha riacquistato la libertà e il senso della dignità". Poi cita un Salmo: "Non dimentichiamo le grandi opere di Dio". Alla Chiesa polacca Ratzinger ricorda che la "fede è un dono, ma nello stesso tempo un compito".



ATS
klee is offline  
Vecchio 28-05-2006, 09.49.27   #4
Mary
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Messaggio originale inviato da odissea
Penso che un discorso come quello pronunciato da Benedetto XVI su Auschiwitz non dovrebbe mai essere considerato retorico e obsoleto, e va rispettato.

Sono certa però che non intendevi questo.

Rispetto ciò che ha pronunciato il Papà sull'olocausto, rispetto molto meno la scarsa attenzione su tutti gli altri olocausti che tutt'ora infuriano nel mondo; in questo concordo con te al 100%.

Non c'è coraggio; i bei discorsi si fanno sempre sulle tombe di coloro che hanno già dato e hanno già subito; belle parole pronunciate con guanti bianchi e puliti.
Come fece del resto Pio XII, che non disse una parola fino a che la seconda guerra mondiale cessò. Neutralità, parola d'ordine sinonimo di potere temporale e, per chi vuole credere ciecamente, di santità autentica.
La storia si ripete.




Le belle parole postume non servono a niente. E' simile ad un elogio funebre. Il morto non può più sentire, qualsiasi cosa si dica.

E a quanto vedo non servono neppure ai vivi visti i genocidi, massacri, pulizie etniche, violenze e torture (vedi americani in Iraq) guerre sante e di petrolio ecc. ecc. ecc.

Ho sentito in tv, più di una volta, non so se è vero, io non la seguo, pare che Radio Maria inciti all'antisemitismo. Non so in che modo o in che forma.

In quanto alla realtà quotidiana io, purtroppo, vedo i preti che stanno più dalla parte dei potenti che con la povera gente.

Il loro potere temporale, preti, vescovi, cardinali, è molto più ampio e saldo di quanto lo possa essere un qualsiasi politico.

Sono capaci di sposare voti, di condizionare le menti. E non è roba da poco. Ogni tanto cercano di dare una ripulita alla facciata, ma i sepolcri restano quel che sono anche se con diverse mani di vernice bianca. Gesù è stato molto chiaro in proposito.

Ciao
mary
Mary is offline  

 



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