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| Cultura e Società Problematiche sociali, culture diverse. Sezione in modalità solo lettura |
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#1 (permalink) |
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eternità incarnata
Data registrazione: 23-01-2005
Messaggi: 2,572
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a proposito di pensioni....
L'altro ieri stavo ascoltando una trasmissione su Radio24, in auto. Si parlava di pensioni. Io faccio parte di quella categoria di lavoratori che, al momento dell'entrata in vigore della nuova normativa, non avevano raggiunto i 18 anni di contributi e quindi non ho potuto scegliere tra il sistema retributivo e quello contributivo. Se non ricordo male dovrei rientrare in questo secondo. Di fatto, allora si disse che il nuovo sistema avrebbe tenuto conto di tutta la vita lavorativa, e non unicamente degli ultimi 5 anni, come era stato fino ad allora. Oggi, sento invece che si andrà in pensione con circa il 50% dell'ultimo stipendio. C'è qualcosa che non mi quadra. Secondo voi come stanno le cose? Inoltre mi piacerebbe capire come è regolata questa materia all'estero...In Francia, Luxemburgo, ecc...
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Fabrizio La risata è il fenomeno più sacro che esista sulla terra, perchè esso è la vetta più alta della consapevolezza. La vita intera è una grande barzelletta cosmica. (Osho) |
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#2 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 10-04-2006
Messaggi: 745
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Riferimento: pensioni
qui in australia da quel po che ne so io la pensione viene data a tutti con lo stesso importo indipendentemente dalla categoria lavorativa cui ha fatto parte,cambia la liquidazione che qui si chiama superannuation dove la ditta o la societa dove uno lavora versa circa il 20% dello stipendio che va ad accumularsi fino al giorno dell'entrata in pensione che qui e' a 65 per gli uomini e 60 per le donne
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#4 (permalink) |
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eternità incarnata
Data registrazione: 23-01-2005
Messaggi: 2,572
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Riferimento: pensioni
Beh... fin che la salute lo permette uno può anche sacrificarsi e lavorare, però, se iniziano ad esserci dei problemi, allora....
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Fabrizio La risata è il fenomeno più sacro che esista sulla terra, perchè esso è la vetta più alta della consapevolezza. La vita intera è una grande barzelletta cosmica. (Osho) |
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#5 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,627
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Riferimento: pensioni
Stiamo perdendo fin troppo rapidamente tutti i traguardi raggiunti faticosamente in decine d'anni di lotte.
Il futuro che oggi si intravede è questo: poveri sempre più poveri, ricchi sempre più ricchi. Ad un tale ricco e straricco non gli frega niente della pensione, anzi, in pensione non ci va mai. E che bisogno ha di andare in pensione? Può lavorare fino a 90 anni e passa, come dice saggiamente e previdentemente Berlusconi. Ma lavori usuranti come il contadino, l'operaio di fonderia o catena di montaggio, il muratore, l'autista se si arriva a 60 anni di lavoro è anche troppo. Se poi gli togli anche la pensione o la riduci sempre di più come sopravvive? Ovviamente mangia briosche se non può mangiare il pane! Maria Antonietta di Francia lo suggeriva ai propri sudditi. Un popolo civile dovrebbe garantire a coloro che non sono più in grado di lavorare una vecchia serena, un tempo gli anziani erano rispettati e aiutati dai loro familiari e spesso anche vicini di casa. Oggi la solitudine è la sola compagna di troppi anziani. Se gli togliamo anche il sostentamento è meglio sopprimerli come asini da soma inservibili. Io, alla pensione non ci penso più. Primo non so se ci arrivo, ovvero resto in vita. Secondo temo che le leggi la cancellerano definitivamente dal vocabolario e se mai dovesse restare si farà in modo che nessuno possa essere tentato dal richiederla. Visto che già tirare avanti con uno stipendio è dura, con la pensione è da fame. ciao mary
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mery |
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#6 (permalink) | |
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Rudello
Data registrazione: 08-01-2006
Messaggi: 945
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Riferimento: pensioni
Citazione:
Domanda: E' richiesta una specifica consulenza sull'attuale stato dell'arte, O senza uscire fuori tema si può esprimere la propria idea sul sistema pensionistico in generale? Grazie
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Il mondo non ha tanto bisogno di uomini saggi quanto di uomini buoni. Mettiamocela tutta!... Lucio Musto |
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#7 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 12-04-2006
Messaggi: 48
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La non-certezza della pensione, come il lavoro precario, genera ansia e inquietudine che nascondiamo nell'inconscio ma che alla lunga pagheremo dal punto di vista psicologico.
Uno stato che non dà certezze rende infelici e fragili. |
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#8 (permalink) |
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Utente bannato
Data registrazione: 29-07-2006
Messaggi: 2
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finalmente non leggo piu' che il sistema pensionistico non funziona per colpa di Silvio Berlusconi voglio proprio vedere Prodi e il governo di sinistra cosa fara' per il sistema pensionistico italiano ... secondo me o nulla o brrr meglio che non ci penso ossia ... miglioramenti apparenti e guai irrimediabili o quasi strutturali ...... come fanno tutto in tutto i governi di sinistra .......si si meno quello della cina che sfrutta gli operai da paura .........be se il migliore governo di sinistra sfrutta gli operai ......cosa ci dobbiamo aspettare da Prodi .......... ................. |
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#9 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,627
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Riferimento: pensioni
Citazione:
fa caldo ma mi sono venuti i brividi. E' la prima volta che le faccine che ridono non mi fanno per nulla ridere. E' la prima volta che mi fanno venir da piangere. No, non mi viene neanche da sorridere. Che strano! Non ho mai creduto che Prodi potesse salvare l'Italia e gli italiani. Era infanitele pensarlo. Si poteva sperarlo, ma la speranza è altro. Speravo che Prodi arrestasse la distruzione a tappeto di Berlusca, ma ora la vedo morire (la speranza) giorno dopo giorno. Per i miracoli o le persone capaci, probabilmente si stanno ancora attrezzando. La storia non cambia, si ripete soltanto. Rubano ai poveri per donare ai ricchi. Ci sono i padroni e i servi della gleba di buon Medioevo. Per rendere l'idea dico che invece di finire dalla padella nella brace..... siamo finiti dalla brace nella padella. Ciao mary
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mery |
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#10 (permalink) | |
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Marxista
Data registrazione: 12-02-2005
Messaggi: 78
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Riferimento: pensioni
Citazione:
Trovo alquanto strana una speranza del genere. Ovvero sperare che il privilegiato, il padrone, rinunci autonomamente al privilegio e al potere per donarlo ai subalterni. Che Prodi non potesse cambiare l'Italia era intuibile dal fatto che non ha la minima volontà di farlo. Non nel senso di cambiamento che intendiamo io e te. Per Prodi cambiare l'Italia significa renderla un sistema capitalistico più efficiente, sul modello europeo e statunitense. Tradotto in parole povere ciò significa un costo del lavoro minore. Ovvero meno pensioni, meno salari, meno diritti per i lavoratori. Vogliamo cambiare il paradigma? E allora non ci possiamo aspettare questo cambiamento dall'alto, come un regalo dal cielo. E' un cambiamento che la classe lavoratrice deve costruirsi con le proprie mani e la propria forza.
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La dottrina di Marx è onnipotente perché è giusta. Essa è completa e armonica, e dà agli uomini una concezione integrale del mondo, che non può conciliarsi con alcuna superstizione, con nessuna reazione, con nessuna difesa dell'oppressione borghese. Il marxismo è il successore legittimo di tutto ciò che l'umanità ha creato di meglio durante il secolo XIX: la filosofia tedesca, l'economia politica inglese e il socialismo francese. (Lenin, Tre fonti e tre parti integranti del marxismo, marzo 1913) |
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