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| Cultura e Società Problematiche sociali, culture diverse. Sezione in modalità solo lettura |
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#1 (permalink) |
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dnamercurio
Data registrazione: 14-11-2004
Messaggi: 678
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malviventi: buonismo e complessi di colpa
Gentili amici,
vi pongo un problema assai sentito: domenica mattina 19 novembre 06, durante il programma “A sua immagine”, (-Rai-Uno), un cappellano delle carceri ha affermato, tra l'altro, che è inutile continuare a tenere i malviventi in carcere poiché questo NON è rieducativo. Sorge quindi una riflessione: “Nel corso della storia le carceri sono sempre state considerate istituti punitivi. Pare che oggi sia presente un tipo di “Buonismo” deleterio ed “astorico” che nuoce all’ armonia della società. Sarebbe stato più utile che il cappellano, invece di esprimere alcuni concetti che sembrano lontani dalla realtà odierna, avesse affermato che bisogna essere vicino alle vittime dei parenti derubati, assassinati, “Pedofilati”; stuprati, ecc.; vittime sacrificali "Partorite" da una forma di utupistica rieducazione desiderata da chi ha grossi complessi di colpa. Siete d'accordo? Saluti a tutti ![]()
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dnamercurio |
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#2 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 27-09-2003
Messaggi: 4,154
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Riferimento: malviventi: buonismo e complessi di colpa
Citazione:
Beh il carcere è stato da sempre un posto nel quale punire i reati piuttosto che dare un educazione o rieducazione ai carcerati ... beh in questo senso non è che con la punizione si ottenga il bello. Indubbiamente il parroco ha ragione se uno va in carcere perchè ha rubato una gallina ci sta 6 mesi e da ladro esce che è un assassino, lui ha pagato il suo debito con la gustizia e di conseguenza la sua pena ma dall'altra parte la società con questo individuo ci rimette perchè è entrato peggio di com'era prima. Il carcere prima di tutto devessere una pena altrimenti se fosse un piacevole soggiorno òa gente commeterebbe reato solo per andare la ... ma non dimenticare ovviamente la parte riabilitativa, si perchè se un ladro mi entra ladro e mi esce come persona onseta perche in carcere lo stato ha compiuto anche il compito di insegnare a questa persona come stare bene nella società anche senza correre in atti criminosi in quel modo la società avrà vinto .... Da questo punto di vista invece è una netta sconfitta l'indulto che non rieduca ne tanto meno fa scontare la pena al soggetto che ha commesso un crimine .... ![]() |
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#3 (permalink) | |
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dnamercurio
Data registrazione: 14-11-2004
Messaggi: 678
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Riferimento: malviventi: buonismo e complessi di colpa
Citazione:
################ Un pò strano che pochi si soffermino su questo messaggio poichè questa lettera è stata esaltata da molti miei amici che non ne possono più di un buonismo che a volte è eccessivo e controproducente per ogni strato della nostra società. Saluti a Tutti
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dnamercurio |
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#4 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,627
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Riferimento: malviventi: buonismo e complessi di colpa
Offrire la possibilità di un lavoro e di una vita nuova ad un detenuto è cosa buona. Ma questa cosa della rieducazione mi sa tanto di vecchia siberia.
Come fai a rieducare un pedofilo assassino?! come fai a rieducare uno che ha sciolto un bambino nell'acido? E' una chiara presa per i fondelli, credetemi. Aiutare un individuo CHE VUOLE, non dimentichiamo che cerca di cambiare vita è una cosa, tentare di "rieducarlo" è altro. La prigione, dal mio punto di vista, dovrebbe essere una punizione. Ovviamente non riservata in modo esclusivo ai poveri diavoli ma principalmente riservata ai "cattivi" di lusso, quelli ricchi e potenti per intenderci. Tizio uccide Caio per futili motivi e dopo poco tempo se ne va di nuvo a zonzo a fare i porci e comodi suoi mentre l'altro è cibo per i vermi. Questo buonismo a tutti i costi è stomachevole e pericoloso per la società e per tutti i cittadini che vogliono vivere in pace. Un microscopico esempio: ho un piccolo podere in campagna e mio marito ama piantare le verdure e coltivare splendidi alberi da frutto. Da qualche anno c'è un tale che sistematicamente viene e raccoglie quasi tutto quello che trova, forse se lo porta al mercato visto che fa scorte in abbondanza. Sappiamo chi è, è stato visto, ma non possiamo fargli niente. Così il frutto del nostro lavoro viene tranquillamente preso da un parassita. La legge non ci offre nessun sostegno. Mentre se dovessimo fargli del male, al tizio, passeremmo dei guai veri e seri noi. Vi sembra giusto?! Sto parlando di frutta e verdura, qualcuno potrebbe dire: smettete di coltivare il terreno! Ma quando si tratta di violenza, di assassinio, di crudeltà, di persecuzione la cosa non cambia. Questo è un popolo civile?! Non potrò mai dimenticare quel Papa che diceva di pregare per i carcerati che provava pena e compassione per loro ma delle vittime non si curava nè lui nè altri. Ciao mary
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mery |
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#5 (permalink) |
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dnamercurio
Data registrazione: 14-11-2004
Messaggi: 678
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Riferimento: malviventi: buonismo e complessi di colpa
Giusto Mery,
parli proprio di "Rieducazione di Vecchia Siberia". Infatti, ho scritto: "Pare che oggi sia presente un tipo di “Buonismo” deleterio ed “astorico” , aggiungerei antieconomico che nuoce all’ armonia della società. Mentre bisogna essere vicino alle vittime dei parenti derubati, assassinati, “Pedofilati”; stuprati, ma contemporaneamente andrebbero Castigati e quando serve, per sempre, i delinquenti senza discernere se sono politici, "amici di politici"... o altri poveri diavoli. Saluti a Tutti
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dnamercurio |
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#6 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 21-04-2006
Messaggi: 8
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Riferimento: malviventi: buonismo e complessi di colpa
salve, mi chiamo margarit
sono nuovo di questo forum mi ha colpito molto la lettera di alessandro d'angelo, perchè da anni io penso pùù meno la stessa cosa. Grazie all'esempio eterno di Gesù Cristo, alle opere di Cesare Beccaria, alla bellissima carta dei diritti umani, abbiamo capito che abbiamo tutti una dignità, che abbiamo tutti una libertà inviolabile. ma ciò nonostante noi viviamo in società, e ogni società, per reggersi si da delle regole, ed esistono tuttavia anche delle regole morali superiori a quelle della società, che possono dirsi addirittura universali (violentare un bambino è un male, uccidere una persona è un male, rubare il bene di un'altro è male...), e perciò quando un'individuo non rispetta determinate regole, puntualmente deve essere messo al bando dalla società. prima la messa al bando non prevedeva una rieducazione, era solo una punizione (ma c'è chi, come me, crede che nella punizione, come in quellla che ti infligge un genitore, ci vede una forma di rieducazione). oggi noi cerchiamo di far capire all'individuo che la società è ben disposta verso chi vuole tornarvi. ma il carcere è una tappa obbligatoria per poter rientrare nella società. mio nonno diceva che "non c'è miglior maestro del dolore". il carcere è un momento in cui la società fa provare al detenuto cio' che lui ha fatto subire alle sue vittime, (non voglio dire che dobbiamo violentare i violentatori, uccideregli assassini, derubare i ladri), la società da l'esempio. il più grande crimine che si compie, è invadere la libertà di un'altro individuo, la libertà di vivere, i amare, di possedee una cosa. e la società, che è composta di individui liberi, per far capire al detenuto l'errore che ha commesso, gli toglie provvisoriamente o a tempo indeterminato la libertà di azione. perchè il criminale non ha rispettato delle regole che tutti condividono, che salvaguardano tutti, anche lui, e contravvenire a queste regole vuol dire non riconoscere gli altri indiviidui come individui liberi. e la privazione della libertà sola, può essere considerata in questoo caso già educativa, perchè fa capire al detenuto il malle che ha commesso. in casi più gravi dove ciò non basta. nei casi omicidi, di violenze su minori, di violenze sulle donne (che si tratta sempre di violazione della libertà di esistere tranquillamente dell'altro) la pena della società deve essere più dura, perchè non si tratta più di recuperare degli individui che ora sono fuori dalla società, ma si tratta anche di proteggere quelli ce nella socità ci vogliono stare, e si trovano bene. e penso che in questi casi, buonismi a parte, la rieducazione di venti un'optional. l'indulto poi credo che sia una grande boiata. se un detenuto è stato condannato a passare tot anni in carcere, deve passare tot anni in carcere, e non c'è riduzione di pena che tenga. se non c'è spazio, costruite altre carceri. se non ci sono i soldi per costrirli ritirate anche il contingente in Afghanistan e finanziate la costruzione di nuove carceri piuttosto che una inutile guerra. oppure fate uscire gente che in carcere c'è finita per stupidaggini. non fate restare in carcere cinque anni uno che ha abbandonato un cane, mentre fate uscire dopo tremesi un assassino o un boss mafioso. le soluzioni ci sono. e la voglia che manca perdonatemi il post lunghissimo ma la discussione era molto interessante
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sono maschio, lo dice pieroilgiornale.net
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#7 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 26-10-2006
Messaggi: 41
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Riferimento: malviventi: buonismo e complessi di colpa
prevale il senso emotivo e quello logico della distinzione del reato.
ossia tra il ladro di galline(che ovviamente non esiste più e mai finirà in galera)e colui che attua violenza o omicidio. giusto. però c'è una conseguenza logica che raramente viene chiamata in causa: la distinzione della pena e la distinzione del carcere. mi spiego. commetto un reato amministrativo(frego il governo, passo qualche bustarella, eludo, evado), mi mettono dentro per custodia cautelare o in attesa di giudizio o perchè inquino le prove. se non sono un vip, finisco assieme a spacciatori, tossici violenti, maneschi. allora mi chiedo se ha senso un carcere a strati, un luogo detentivo dove la durezza della reclusione è proporzionale al mio reato(giudicato, non in attesa di esserlo).chi lo decide?i giudici ovviamente.ma ormai, la magistratura è una categoria odiosissima che cerca di primeggiare e diventare famosa. I regimi di isolamento, in italia, si applicano a mafiosi e su chi ha stupri su minori o violenze inaudite, ma sapete perchè? perchè il sistema carcerario non è in grado di proteggere il detenuto dagli altri detenuti(nel caso del mangiabambini) e per non far uscire pizzini nel caso del mafioso.deludente, triste, avvilente. a parer mio il carcere non dovrebbe avere tanto di educativo, non parlo di un luogo di vessazioni, violenze o altro, ma chi si pente, o chi si redime, lo fa al di la di come viene trattato.il carcere dovrebbe privare la libertà fattuale ad una persona che ha commesso un misfatto.ovvio?no,affatto, le carceri sono luoghi di promiscuità indecente, dove la privazione non è quella della vita libera, ma quella dell'imposizione della paura.dei detenuti stessi, non dello stato.
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"quante vite si dovrebbe vivere, per viverne adeguatamente almeno una?" |
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