![]() |
||
| TUTTE LE NOVITA' Per ricevere gli aggiornamenti del sito iscriviti alla NEWSLETTER Iscrizione gratuita e un solo invio al mese |
||
![]() |
Il forum di Riflessioni.it non
è uno spazio pubblico, ma uno spazio privato aperto al pubblico sottoposto a particolari condizioni d’uso descritte nel regolamento e nella netiquette. Questo forum non è una chat definizioni di forum e chat ATTENZIONE: la pubblicazione dei messaggi non è in tempo reale. |
|
|
|||||||
| Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere. |
![]() |
|
|
Strumenti discussione | Cerca in questa discussione | Modalità visualizzazione |
|
|
#1 (permalink) |
|
Ospite abituale
Data registrazione: 25-04-2003
Messaggi: 119
|
L'ascesi filosofica
In "L'ascesi filosofica" (Feltrinelli, 1995) Roberta De Monticelli afferma:
Almenchè non si incontra un maestro l'esser filosofi significa abbandonare i bisogni di conoscenza personali e occuparsi non più della propria persona ma "dell'enigma dell'essere persona". Allora ci scopriamo filosofi - o piuttosto, direbbe Husserl - apprendisti filosofi. Da quel momento - scrive De Monticelli - la sospensione delle nostre routines abituali non è più una pausa critica di una vita: diventa il passaggio a un'altra forma di vita. Non è necessario che il comportamento esterno si modifichi, è l'atteggiamento interiore che è modificato "perché non tende più alla conoscenza dell'individuale; è divenuto contemplativo e l'individuale non gli serve più che come base per la visione d'essenza". Se la vocazione non è una mistificazione, da quel momento in poi sarà cominciato il viaggio che coinciderà, ineluttabilmente, con il cambiamento interiore e con una diversa felicità della weltanschauung ( trad.: opinione che si ha del mondo, della vita).
__________________
KNINOS |
|
|
|
|
|
#2 (permalink) |
|
Ospite abituale
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 479
|
In linea teorica,è un discorso interessante (come spesso capita alla De Monticelli).
Ma,a mio parere,di fatto irrealizzabile. Una conoscenza che prescinda in maniera così programmatica,e così drastica,dal proprio vissuto individuale (fino ad operarne una sorta di consapevole "rimozione"),su quali basi,se non puramente astratte,può fondarsi? Ciò che siamo è il risultato della nostra esperienza individuale.Che determina anche il nostro pensiero,il quale non è solo logos,ma anche pathos. Dunque,solo muovendo dalla nostra esperienza individuale (per quanto limitata,ma comunque "reale") possiamo vagamente sperare di approssimarci di qualche millimetro alla comprensione dell'Altro. Ad un'Alterità intesa nella sua essenza "particolare" e "concreta",prima che universale e astratta,come vorrebbe una certa filosofia asettica,e mossa nel suo procedere dal sottinteso rifiuto a "sporcarsi le mani" con la mobile e contraddittoria varietà della Vita. |
|
|
|
![]() |
| Strumenti discussione | Cerca in questa discussione |
| Modalità visualizzazione | |
|
|
|
Puoi aggiungere le ultime novità di Riflessioni.it e le ultime discussioni del forum sul tuo sito o sul tuo blog, per informazioni
|