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Vecchio 24-03-2008, 22.04.27   #31
Ospite
 
Data registrazione: 22-03-2008
Messaggi: 23
Riferimento: Vuoti e funghi.

Citazione:
Originalmente inviato da Anakreon
Caro Artigiano della Filosofia,

domandi:

"Il nulla non potrebbe essere anche il vuoto?"

Un vuoto perfettamente vuoto sarebbe il nulla:
ma la questione non muterebbe, mutando solamente la voce usata.

D'altronde, quello che volgarmente appelliamo vuoto, propriamente vuoto non appare, essendo esso, come al meno insegna la scienza fisica, se non da altro, percorso da onde di varia natura:
possiamo definire convenientemente vuoto ciò, che tale non è, al meno nel momento in cui non è ?.

Certo si potrebbe porre la questione:
è perfettamente vuoto e quindi può essere comparato col nulla, quel vuoto che ora sia vuoto, ancorché prima non sia stato tale o poi non sarà più tale ?.

In somma, il vuoto, affinché possa essere definito perfettamente vuoto e quindi equiparato al nulla, dev'essere anche eternamente vuoto ?.

Ma, per evitare d'intricarci per altre ambagi, in una selva già intricata, direi che convenga tenere il vuoto lungi dal nulla ovvero appellare il nulla quale vuoto perfetto ed eterno.

Concludi:

"Il buono o cattivo sono due concetti ideali che non trovano riscontro nella realtà quotidiana, se non quelli aderenti alle nostre aspettative gratificanti."

Dunque, secondo Te, è fallace la distinzione tra un boleto satana ed un boleto edule:
sono ambedue indifferenti per il nostro stomaco e colui, che morisse gustando il primo, morirebbe per altro, che per le virtù venefiche del fungo malo, ovvero colui, che sopravvivesse gustando il secondo, sopravvivrebbe per altro, che per aver eletto quello buono ?.

Anakreon.

Se intendiamo analizzare il "vuoto" dobbiamo superare la generalizzazione, quindi direi vuoto di cosa?
Ritornando al concetto ideale di "buono " o "cattivo" aggiungo che sono due qualità indinspensabili al nostro "libero arbitrio" altrimenti non ci sarebbe la possibilità di esercitarlo.
Ovviamente ciascuno poi è libero "secondo le sue possibilità" di scegliere.
Buono o cattivo.. quando accade una catastrofe naturale è buona o cattiva?
La natura è buona o cattiva?
Le belve feroci sono buone o cattive?
Spero di aver reso più comprensibile il concetto di buono e cattivo come lo intendo io.
ArtigianoFilosofo
ArtigianoFilosofo is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 24-03-2008, 23.05.49   #32
Ospite abituale
 
Data registrazione: 23-11-2007
Messaggi: 192
Riferimento: Cos'è il Nulla?

Citazione:
Originalmente inviato da Παρμενίδης
Hegel dice che la verità nn può che rispecchiare la totalità, ogni parzialità e ogni parte è nn verità, così cm anche la totalità cm semplice somma di parti nn è verità perchè nn tiene conto della relazione tra le parti (abbiamo rispettivamente pensiero astratto dell'astratto e astratto del concreto).
Questa visione - sulla quale influiscono sicuramente aspetti del romanticismo -
ha parte rilevante nella logica dialettica, che considera l'io-tesi cm posto indipendentemente dal ogni altra cosa (astratto dell'astratto) che è pensiero falso, poi l'alienzazione-contraddizione-antitesi, cioè il non io, il restante, e la loro sintesi nel pensiero concreto del concreto che ne contempla somma e relazione.
Quindi il nulla al secondo momento è nulla relativo dell'io, cmq pur sempre negazione dell'io che abbiamo posto cm essente...la contraddizione è motore necessario e la storia è la miglior espressione di questo pensiero.
Ovviamente Severino nn può accettare tutto ciò.



E questa è una delle critiche mosse a Severino alla quale ha risposto in modo coerente: anche l'apparire è, cm potrei negarlo, ma tanto è evidente che è tanto è evidente che nn è quando gli eterni scompaiono dall'orizzonte dell'esperienza, e allora? allora l'apparire di cui abbiamo esperienza è apparire empirico che in quanto essente è e nn può nn essere ed anch'esso entra ed esce dal cerchio di un'apparire trascendentale.
In questo senso concordo quando è stato detto che " la dialettica nn è dialettica dell'essere in quanto è ma in quanto appare": cioè il processo logico di Hegel spiega ciò che appare degli eterni nel momento in cui essi entrano nel cerchio dell'apparire sino a quando ne fuoriescono, nn spiega ciò che essi sono per necessità e nn possono nn essere


Severino mi pare di poter dire che rimproveri a Hegel il modo in cui vuole superare la contraddizione (di contraddizione parla abbondandemente anche il bresciano): la contraddizione non si risolve nel divenire-altro del concetto astratto, nel primo momento, che poi incontra la sua negazione e vi entra in sintesi in cui il qualcosa iniziale, posto come altro dell'altro in cui si nega è al contempo conservato e negato nel suo essere in unità con la negazione che gli appartiene. Severino dice: ovviamente il qualcosa astratto non è l'universale che abbiamo nel momento della sintesi (perchè appunto il qualcosa non è più "isolato" dal suo altro), tuttavia Hegel, ammettendo che l'universale non è il particolare pone il particolare (il momento indeterminato, astratto) come annullato, quantomeno nella sua forma. Dunque per affermare che c'è stato divenire si è costretti a dire, da un lato, che è il qualcosa iniziale particolare ad essere protagonista del processo e divenire l'universale grazie alla mediazione del suo opposto, dall'altro lato per poter dire che il qualcosa iniziale non è il suo risolvimento (e questo risolvimento è tale) deve
porre la forma dell'immediatezza iniziale come annullata, annientata. Porre la relazione (altrimenti non c'è divenire) e non porla (per lasciar essere il risultato di questo divenire). Di mezzo Hegel deve metterci l'annullamento totale dell'immediatezza. E Severino non può accettare che gli si dica che il momento dell'intelletto astratto è svanito nel nulla, sia pure nella sola forma immediata, giacchè Severino ci dice che ogni cosa è eterna, non solo il risolvimento (come fa Hegel) della contraddizione, ma tutte le parti della totalità di ciò che appare, e se qualcosa appare, se l'immediatezza appare (se non apparisse non la si potrebbe nemmeno affermare) allora non può annullarsi, ma al massimo scomparire.

Tuttavia quando dici apparire empirico esce dal cerchio dell'apparire trascendentale non significa che l'apparire esca da sè stesso, altrimenti la contraddizione sarebbe di nuovo riproposta (per cui qui dentro qualcuno, non tu, diceva che Severino affermava contemporaneamente l'apparire e il non-apparire di qualcosa. Quando l'ente scompare, non si annulla la sua relazione con l'apparire, si assenta, e solo se non si scorge che l'apparire è identico a sè stesso, così come l'ente e la loro relazione si può affermare che l'uscire dall'apparire sia l'annullamento di questo apparire fenomenico).

Per tornare al nulla, dunque, secondo la visione severiniana Hegel non sfugge all'alienazione occidentale. L'acquietarsi del divenire al momento del risolvimento nell'unità degli opposti presuppone comunque che qualcosa se ne sia andato nel nulla inteso come nihil absolutum.
Per il resto la distinzione tra nulla relativo e nulla assoluto presuppone che il nulla relativo non sia nulla assoluto e dunque essente (non ci sono gradi di esistenza, una cosa è se è, non è se non è), quindi un positivo significare.
Dasein is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 24-03-2008, 23.07.40   #33
Ospite abituale
 
Data registrazione: 23-11-2007
Messaggi: 192
Riferimento: Cos'è il Nulla?

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Dire che il nulla si concepisce come dialetticamente contrapposto all'essere come pare affermino i filosofi di questo 3d richiamandosi anche ad Hegel, mi pare un pò riduttivo.
Io non so niente di filosofia, ma mi pare che non si prescinda dal'essere umano o dalla sua logica che col nulla ci ha ben poco a che fare.

Forse i filosofi di cui si parla sapevano ben poco di fisica o di costituzione dell'universo per cui si rifugiavano nelle logica.
...oppure sono io a saper così poco di logica ...da rifugiarmi nelle fisica.

Qualcuno che mi ha preceduto ha affermato che nemmeno il vuoto è il nulla.
Infatti ammesso che in un qualche spazio o zona di questo universo, o anche solo del nostro laboratorio, manchi assolutamente ogni particella di materia potrebbe pur sempre essere pervaso di campi di energia...e comunque sarebbe pur sempre immerso nello spazio-tempo: sarebbe un nulla relativo.

Il nulla assoluto invece possiamo concepirlo, ammesso che ci riusciamo, come
concetto astratto al di fuori dello spazio-tempo...extra universo...ammesso che l'universo pur illimitato non sia infinito!

Se poi vogliamo concepire questo nulla come contrapposizione dialettica all'essere nelle nostre espressioni di pensiero...facciamo pure...ma mi pare vano esercizio logico: cui prodest?...che senso ha?
ciao.


La logica dell'essere umano è intrisa di nulla da cima a fondo. Ahimè.
Dasein is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 27-03-2008, 16.54.43   #34
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-06-2007
Messaggi: 297
Nulla e vuoto, bene e male.

Caro Artigiano della Filosofia,

annoti:

“Se intendiamo analizzare il "vuoto" dobbiamo superare la generalizzazione, quindi direi vuoto di cosa?”.

Non altrimenti potremmo argomentare circa il nulla:
nulla di questo o di quest’altro, dunque qualche cosa di quest’altro o di questo.

Ma mi pare che l’argomento sia il nulla senz’altro, il nulla di cui neppure possiamo dire sia, affinché non siamo costretti a concedergli qualche cosa, ma di cui neppure possiamo dire non sia, affinché non siamo costretti a negarlo e dunque ad affermare qualche cosa.

Non altrimenti, dunque, si potrebbe argomentare, se in luogo del nulla ponessimo il vuoto:
si tratterebbe d’un mero mutamento di voci.

Continui:

“Ritornando al concetto ideale di "buono " o "cattivo" aggiungo che sono due qualità indinspensabili al nostro "libero arbitrio" altrimenti non ci sarebbe la possibilità di esercitarlo.”

Mi pare che bene o male non siano tanto affezioni necessarie del nostro arbitrio, quanto piuttosto effetti del nostro giudizio:
e veramente, potremmo giudicare tutto bene ovvero tutto male ovvero tutto indifferente, ma non perciò saremmo impediti dall’eleggere una cosa od un’azione piuttosto che un’altra.

Concludendo, domandi:

“Quando accade una catastrofe naturale è buona o cattiva? La natura è buona o cattiva? Le belve feroci sono buone o cattive?”.

Senza dubbio i medesimi casi possono essere giudicati altrimenti, secondo l’opinione o l’utilità del giudicante:
un morbo furiosissimo che affligga una regione intera, decimandone i viventi, benché per sé sia indubitatamente un male, sarebbe giudicato un bene da un esercito invasore, il quale, in grazia della rovina degli invasi, potrebbe vincere senza pagar prezzo di sangue;
non raramente i sacerdoti stimano che pestilenze o moti della terra o del cielo, i quali facciano conveniente strage di mortali, siano castighi mandati da un dio agli uomini, per punizione di peccati passati o per ammonizione contro peccati futuri.

Ma è difficile affermare che questi eventi non siano per gli uomini, universalmente considerando, mali funesti.

In somma, qualche opinione comune, circa ciò ch’è male e ciò ch’è bene, mi pare che gli uomini abbiano probabilmente:
non sono molte, è vero; ma se essi, in ogni secolo ed in ogni terra, si congregano in popoli o convivono in città, si cibano di cose simili, compiono azioni non dissimili, suppongo che non possiamo dire che dissentano sempre, ovunque siano e comunque stiano.

Ma il non dissentire sempre, in ogni luogo ed in ogni modo, non porta forse seco di necessità che qualche giudizio sia, tra gli uomini, costante e comune, circa il bene ed il male ?.

Anakreon.
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Vecchio 27-03-2008, 17.16.59   #35
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-06-2007
Messaggi: 297
Scienza della natura e principii della ragione.

Annoti, caro Laerziade:

"Forse i filosofi di cui si parla sapevano ben poco di fisica o di costituzione dell'universo per cui si rifugiavano nelle logica.
...oppure sono io a saper così poco di logica ...da rifugiarmi nelle fisica.".

Mi pare intendere che, secondo Te, la scienza della natura non proceda secondo i principii della ragione o, al meno, che possa procedere senza i principii della ragione.

Dunque, in virtù di che procede ?.

Anakreon.
Anakreon is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 27-03-2008, 21.06.16   #36
Ospite
 
L'avatar di alf54
 
Data registrazione: 07-08-2006
Messaggi: 21
Riferimento: Cos'è il Nulla?

Il nulla è il contrario di essere .
il nulla può essere considerato originario quanto l'essere è altrettanto importante
anche per l'esistenza umana che si apre ad esso continuamente ma può essere visto all'opposto come un termine privo di senso, un'equivoco prodotto da un certo uso linguistico
alf54 is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 18-04-2008, 17.38.30   #37
Ospite
 
Data registrazione: 11-02-2005
Messaggi: 30
Red face Riferimento: Cos'è il Nulla?

Citazione:
Originalmente inviato da Fabio1985
Tutti lo raffigurano di colore nero, però perchè no blu,azzuro come quello del cielo o del mare o il bianco della luce?
Esiste solo nella nostra mente?

Che domanda impegnativa! Ti rispondo brevemente, con l'aiuto di Parmenide.
L'essere è, il non essere (cioé il nulla) non è. Il nulla si oppone all'essere, ma al contrario del secondo, non può essere pensato. Infatti, non si può non pensare al nulla, in quanto, nel momento in cui lo pensi, il nulla diventa qualcosa, ossia essere.
Riguardo al colore, immagino che il nulla sia nero, scurissimo e per questo si confonde con la notte (visione molto romantica la mia, ne sono consapevole...)
__________________

Sono le stelle
a sfiorare lievi
le curve della notte...
Nottesilente is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 18-04-2008, 19.28.54   #38
Ospite geniale
 
L'avatar di z4nz4r0
 
Data registrazione: 22-05-2005
Messaggi: 488
Riferimento: Cos'è il Nulla?

Direi che con quella parola cerchiamo di indicare ciò di cui non abbiamo alcun riferimento.
E l'ho detto! :>
__________________
"sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo"
...per tutto il resto c'è mastercard!
z4nz4r0 is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 18-04-2008, 19.33.23   #39
Utente bannato
 
Data registrazione: 14-04-2008
Messaggi: 169
Riferimento: Cos'è il Nulla?

Citazione:
Originalmente inviato da Nottesilente
Che domanda impegnativa! Ti rispondo brevemente, con l'aiuto di Parmenide.
L'essere è, il non essere (cioé il nulla) non è. Il nulla si oppone all'essere, ma al contrario del secondo, non può essere pensato.


Concordo è una convenzione, non è.

Come è un convenzione lo spazio vuoto.
Ci sono atomi e particelle una scala sufficiente per inglobare un atomo
nello spazio intergalattico c'è di sicuro.

Non solo ma lo spazio vuoto è pur sempre una parte dell'universo.

Solo convenzione, un a-priori del pensiero indispensabile come lo "0".
Emanuelevero is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 19-04-2008, 15.08.57   #40
Ospite abituale
 
L'avatar di emmeci
 
Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 1,272
Riferimento: Cos'è il Nulla?

Paradosso del nulla: sia che il nulla ci sia, sia che non ci sia, è essere e non nulla. La filosofia di Parmenide si regge su questo ineliminabile fulcro, con una logica alla quale si riferisce anche Nottesilente.
Però Hegel aveva ragione: che cosa ci serve questa considerazione astratta? Soltanto se tradotta in una dialettica di opposti (essere-nulla) essa acquista un significato e addirittura - come lui pensava - diviene la struttura del mondo.
emmeci is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
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