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Vecchio 22-04-2008, 09.00.33   #1
emmeci
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Il principio d'Europa non è il cristianesimo

Il principio o meglio la vera eredità dell’Europa non è il cristianesimo, dice a Paolo de Stefano (Corriere della Sera) il grande intellettuale Tzevtan Todorov. “Si parla tanto di eredità cristiana, ma l’Europa ha anche una tradizione greca, romana, ebraica, musulmana, e una di libero pensiero: il suo statuto è la pluralità….”. Ed ecco, per Todorov, la necessità di spendersi in un forte richiamo all’illuminismo, quel movimento d’idee che per la prima volta in Europa, quindi nel mondo “ha percepito il pluralismo come virtù”. “Le nostre radici – dice – sono nell’illuminismo, che significa pluralità di culture, e un richiamo ad esso mi sembrerebbe più attuale e indispensabile che quello alle origini cristiane: la decisione di accogliere le diversità è infatti un’invenzione esclusiva dei “lumi” e certamente non appartiene a nessuna tradizione religiosa”.
Così Todorov spiega anche il suo personale sviluppo intellettuale, che da un’adesione al formalismo e allo strutturalismo di Barthes e Genette quando, lasciata la Bulgaria, traslocò a Parigi negli anni ‘60 del Novecento, ha maturato una coscienza vieppiù aperta a comprendere l’essere umano nella sua interezza, tale da poter mettere in gioco la sua coerenza d’idee e perfino la sua esistenza. “Ancora oggi – egli dice – cerco di convocare tutti i metodi utili e tutti i tipi di sapere: lo studio delle strutture e dello stile, la storia, l’approccio sociologico e marxista o psicoanalitico”.
Io penso che, senza per questo cercare di portare qualcuno su una strada piuttosto che un’altra, una riflessione sul problema che questo pensatore europeo ha sollevato circa il principio vero della nostra cultura può essere utile anche a noi, che, proprio come filosofi siamo in verità un po’ troppo propensi ad affermare una certa idea o una scelta fatta magari per giustificati motivi, ossia per trovare un’ancora di salvezza, un modo per uscire da un caos di idee o, come si dice in un altro argomento di questo forum, per trovare “un senso nella vita”.
emmeci is offline  
Vecchio 22-04-2008, 10.56.57   #2
Martino Giusti
Ospite abituale
 
Data registrazione: 09-10-2007
Messaggi: 98
Riferimento: Il principio d'Europa non è il cristianesimo

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Il principio o meglio la vera eredità dell’Europa non è il cristianesimo, dice a Paolo de Stefano (Corriere della Sera) il grande intellettuale Tzevtan Todorov. “Si parla tanto di eredità cristiana, ma l’Europa ha anche una tradizione greca, romana, ebraica, musulmana, e una di libero pensiero: il suo statuto è la pluralità….”. Ed ecco, per Todorov, la necessità di spendersi in un forte richiamo all’illuminismo, quel movimento d’idee che per la prima volta in Europa, quindi nel mondo “ha percepito il pluralismo come virtù”. “Le nostre radici – dice – sono nell’illuminismo, che significa pluralità di culture, e un richiamo ad esso mi sembrerebbe più attuale e indispensabile che quello alle origini cristiane: la decisione di accogliere le diversità è infatti un’invenzione esclusiva dei “lumi” e certamente non appartiene a nessuna tradizione religiosa”.


Concordo in toto.
Pensare che le radici di questa entità politica fatta da stati che nel corso della storia sono stati governati, conquistati, dominati da una moltitudine di popolazioni dalle religiosità le più diverse è semplicemente presuntuoso e pretestuoso.
C'è sempre in questa rivendicazione una volontà di dichiarare la superiorità del cristianesimo rispetto alle altre religioni: attenti NOI siamo cristiani!
Questo tuo post scatenerà, credo ) un bel vespaio da parte di coloro che credono - beati loro - di essere i possessori della Verità Unica ed Eterna.
Care cose
Martino Giusti is offline  
Vecchio 22-04-2008, 14.51.27   #3
Nottesilente
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Data registrazione: 11-02-2005
Messaggi: 14
Riferimento: Il principio d'Europa non è il cristianesimo

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Il principio o meglio la vera eredità dell’Europa non è il cristianesimo, dice a Paolo de Stefano (Corriere della Sera) il grande intellettuale Tzevtan Todorov. “Si parla tanto di eredità cristiana, ma l’Europa ha anche una tradizione greca, romana, ebraica, musulmana, e una di libero pensiero: il suo statuto è la pluralità….”. Ed ecco, per Todorov, la necessità di spendersi in un forte richiamo all’illuminismo, quel movimento d’idee che per la prima volta in Europa, quindi nel mondo “ha percepito il pluralismo come virtù”. “Le nostre radici – dice – sono nell’illuminismo, che significa pluralità di culture, e un richiamo ad esso mi sembrerebbe più attuale e indispensabile che quello alle origini cristiane: la decisione di accogliere le diversità è infatti un’invenzione esclusiva dei “lumi” e certamente non appartiene a nessuna tradizione religiosa”.
Così Todorov spiega anche il suo personale sviluppo intellettuale, che da un’adesione al formalismo e allo strutturalismo di Barthes e Genette quando, lasciata la Bulgaria, traslocò a Parigi negli anni ‘60 del Novecento, ha maturato una coscienza vieppiù aperta a comprendere l’essere umano nella sua interezza, tale da poter mettere in gioco la sua coerenza d’idee e perfino la sua esistenza. “Ancora oggi – egli dice – cerco di convocare tutti i metodi utili e tutti i tipi di sapere: lo studio delle strutture e dello stile, la storia, l’approccio sociologico e marxista o psicoanalitico”.
Io penso che, senza per questo cercare di portare qualcuno su una strada piuttosto che un’altra, una riflessione sul problema che questo pensatore europeo ha sollevato circa il principio vero della nostra cultura può essere utile anche a noi, che, proprio come filosofi siamo in verità un po’ troppo propensi ad affermare una certa idea o una scelta fatta magari per giustificati motivi, ossia per trovare un’ancora di salvezza, un modo per uscire da un caos di idee o, come si dice in un altro argomento di questo forum, per trovare “un senso nella vita”.


Sono pienamente d'accordo con te Le nostre radici sono sicuramente da ricercare nell'Illuminismo. Mi sento di consigliare la lettura di un breve scritto di Kant: "Risposta alla domanda: che cos'è l'Illuminismo?"
Nottesilente is offline  
Vecchio 22-04-2008, 16.38.58   #4
espert37
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2007
Messaggi: 498
Riferimento: Il principio d'Europa non è il cristianesimo

Carissimo Emmeci,purtroppo,per una scarsa maturità morale,esistono oggi tante,troppe verità ed è lecito e comprensibile che ognuno pensi e ragioni secondo la propria verità.Condivido ma solo in parte quanto dice il nostro grande pensatore Todorov. Il cristianesimo ha duemila anni,l'Europa credo sia un tantino più anziana.Se oggi la popolazione europea è in altissima percentuale cristiana,immagino che non sia stato solo per opera dello Spiritosanto,ma di una grade e ferrea volontà di popolo.
Un saluto amichevole espert37
espert37 is offline  
Vecchio 22-04-2008, 18.43.30   #5
Emanuelevero
Utente bannato
 
Data registrazione: 14-04-2008
Messaggi: 169
Riferimento: Il principio d'Europa non è il cristianesimo Pt.1

Sono agghiacciato dal leggere che le radici dell'Europa affonderebbero
nell'Illuminismo!

Ritengo che questo forum abbia bisogna di una voce antimaterialista
e antirelativista forte. Dunque vi incollo degli appunti chi ho rimaneggiato
su questo argomento.

Trovo provocatorio dire che le radici dell'Europa non sono cristiane senza
addurre validi argomenti su quali altre sarebbero e perchè. La solita voglia
matta di relativismo.

Radici, l'illuminismo? Ma caso mai quelli saranno dei rametti non certo delle
radici, che come dice la parola devono affondare ben in profondità.
E' vero come dice Espert37 che il cristianesmo ha 2000 anni ma qui si tratta
di stabilire non cosa ci rendi simili agli altri ma cosa ci rende diversi perchè
più andiamo indietro più troviamo analogie con altre civiltà.
Cosa ci differenzia è questa che sta alla base del concetto di identità.

L'illuminismo che voleva ridurre tutti uguali, distruggere le tradizioni
come mere superstizioni da sostituire con ua asettica scienza?
Questa non è identità ma omologazione, da cosa nasce questo terrore
delle differenze?

Un mito quello dell'omologazione delle culture in virtù di un ipocrita
concetto di rispetto che nasconde solo un subdolo di disegno di sopraffazione
dell'uomo da parte di oligarchie.
Nietzsche tuonerebbe con il più totale disprezzo verso questa mentalità
"da schiavi". Oggi userebbe questo termine proprio contro gli oppositori
del cristianesimo!

Peccato che si sia dimenticato che la polemica di alcuni anni fa riguardava
le radici giudaico-cristiane. E' evidente la voglia di polemica contro il solo
cristianesimo. Non è una novità.

Certo che ci sono tante componenti araba (scienza) e greca (scienza,
filosofia e teologia), romana (diritto e stato) ma le radici giudaico-cristiane
sono fondamentali e più importanti.

Nella costituzione europea sono stati citate le radici greco-romane e non
quelle cristiane il che è un assurdo massonico foriero di sventure. In futuro
si potrà legiferare contro i 10 comandamenti perfino.



Ragioni del primato delle radici giudaico-cristiane.

In primo luogo senza la Chiesa non avremmo avuto il Diritto e la cultura
statuale romana e non avremmo un solo testo di Aristotele se questi non
l'avessero tradotto dagli arabi ne di platone se non l'avessero conservato
i cristiani.

Motivi di ordine storico.

L'identità europea nasce dallo scontro militare-politico con l'oriente
incominciato con la battaglia di Maratona nel 490 a.C., quando i Greci
sconfiggono i Persiani. Scontro proseguito con l'islam.
La prima opera storico - politica che parla di "europei" è la cronaca di
S. Isidoro della battaglia di Poitiers del 732 D.C., è indicativo che S. Isidoro,
nella cronaca, non parli di "franchi" ma di "cristiani" o di "europei".
Lo scontro fu percepito da S.Idisoro come decisivo per le sorti dell'umanità
e fu percepito dai suoi contemporanei come fondante di una nuova
consapevolezza, quella di essere un popolo unito dalla cristianità aldilà
delle nazioni.

Da Poitiers si passa per le crociate altro momento storico di forte
aggregazione tra le nazioni europee e si arriva fino all'assedio di Vienna
da parte degli ottomani nel 1527 respinto da Ferdinando e culminato nella
mitica battaglia di Lepanto del 1571.


Motivi di Diritto e Libertà.

Scienza e Diritto.

È l'unica civiltà ad evere prodotto la Scienza.

È l'unica civiltà ad avere prodotto l'idea di uguaglianza tra gli uomini
e parità tra i sessi.

Per il resto non è l'unica civiltà ad avere una religione monoteista,
e non è l'unica ad avere arte, grandi conoscenze e gradi organizzazioni
statuali o grandi civiltà nell'epoca del bronzo e precedenti.

Le conoscenze di altre civiltà non hanno mai avuto il carattere di scienza
che è definita con Galileo.
La condizione della donna in Giappone era pari a quella medievale fino
all'inizio del XIX secolo e in Cina conserva ancora tratti feudali.


Filosofia dell'Uomo e della Natura e genesi di Scienza e Diritto della parità.

Queste due cose sono state possibili grazie alla cultura giudaica-cristiana.
che è l'unica ad avere un concetto di uomo scisso dalla Natura.
Infatti è l'unica cultura religiosa che considera il mondo creato
e non generato.

Occorre soffermarsi un attimo sulla differenza tra generazione e creazione.

Per la mitologia greca l'uomo era nato dal sangue di Dionisio Zagreus misto
col sangue dei titani. L'idea della scintilla divina mista al male.
L'idea di generazione è questa: l'uomo è generato dagli dei e decaduto.
Come Ercole è generato da Zeus e una donna, Alcmena, e diventa Re
e padre di molte genti.
Questa idea è comune a tutte le culture che non siano quella giudaico
cristiana, nessuna esclusa.*

L'idea di un uomo scisso dalla natura parte dalla Genesi in cui Dio da Adamo
il potere sugli animali.
Ciò ha reso possibile questa idea di indipendenza dalla natura che
ha permesso lo sviluppo della Scienza nelle università cattoliche del tardo
medioevo, come libertà di giudizio e capacità di valutare i fenomeni a se
stanti e non come parte di un tutto senza soluzione di continuità che è la
concezione pagana della natura e dell'uomo.
Galileo è il frutto dell'aristotelismo cristiano quindi.

Il progresso tecnologico e di conseguenza scientifico è fortemente
legato oltre che al concetto di indipendenza dalla natura anche al concetto
di uguaglianza.

Scienza

Chi crede che la tecnica sia il frutto delle scoperte scientifiche sbaglia
clamorosamente, emmai sono le scoperte tecniche a permettere quelle
scientifiche (il divenire della scienza).
La tecnologia delle lenti permette a Galileo le sue osservazioni che
ribaltano la concezione tolemaica. Non solo ma la tecnica a sua volta
è molto influenzata dalle idee morali.

Faccio un esempio i greci che conoscevano la tecnologia del treno a vapore.
Ma non ci costruirono mai dei treni ma solo dei meccanismi per muovere
statutine votive nei templi, quanto sarebbe stata utile per il trasporto di
truppe e nelle costruzioni, avrebbe consentito un colossale progresso
invece...
Non sentivano la necessità di investire in tecnologia per un motivo molto
semplice, perchè avevano gli schiavi.
Dimostrazione di come un'idea di liberazione nata proprio col cristianesimo
abbia permesso quello che in altre epoche non si poteva fare non per
incapacità ma per una radicata idea sbagliata di provenienza naturale qual'è
la schiavitù. Eppure avevano avuto Aristotele.

Dopo la Riforma lo spirito cristiano si è sviluppato in senso maggiormente
individualista nell'Europa del nord dando notevole impulso alla ricerca
scientifica.
Emanuelevero is offline  
Vecchio 22-04-2008, 18.55.14   #6
Emanuelevero
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Riferimento: Il principio d'Europa non è il cristianesimo Pt.2

Uguaglianza e Diritto

Circa l'uguaglianza e il Diritto per i pagani era del tutto normale che alcuno
uomini fossero schiavi e altri liberi o che la donna fosse inferiore perchè
dipendeva da condizioni di Natura. Il concetto della pari dignità di tutti gli
uomini è nato proprio con il Cristianesimo e Paolo in particolare lo ha
espresso chiaramente e definitivamente per la prima volta.
Nella storia dell'umanità si tratta della prima dichiarazione di uguaglianza
dell'Uomo. Seguiranno dichiarazioni di Seneca che non a caso conosceva
i cristiani, il cui pensiero sulla schiavitù, soprattutto nella epistola 47
a Lucilio, presenta molte analogie con quello di Paolo.

Seneca.

"Vivi nei confronti di un uomo di condizione inferiore come desideri che nei
tuoi confronti viva un uomo di condizione superiore. ogni volta che ti verrà
in mente quanto ti è permesso ( fare ) ad un tuo schiavo, ti venga in mente
che altrettanto è concesso al tuo padrone nei tuoi confronti.
(...)
"Siamo tutti servi
"E' uno schiavo" - ma forse è libero nell'animo. "E' uno schiavo" - gli sarà
forse di qualche danno? Mostrami chi non lo è: uno è schiavo delle passioni
sfrenate, uno dell'avidità, un altro dell'ambizione, tutti della speranza, tutti
della paura. ti darò l'esempio di un ex-console che si metteva al servizio di
una vecchietta, quello del ricco al servizio di una servetta, ti mostrerò
giovani di nobilissima origine ( divenuti ) schiavi dei pantomimi: nessuna
schiavitù è più vergognosa di quella volontaria. Perciò non c'è motivo che
questi schifiltosi ti facciano ritrarre dal mostrarti sorridente e non
superbamente superiore ai tuoi schiavi: ti adorino piuttosto che temerti"

S.Paolo, che precede Seneca.

S. Paolo nella lettera a Filemone, prega Filemone, suo seguace, di accogliere
un suo schiavo che era scappato ed era tornato da Paolo, senza punirlo e
trattandolo col massimo rispetto. A leggerla a prima vista sembra che Paolo
giustifichi la schiavitù (altrimenti si sarebbe tenuto con sé lo schiavo,
penserebbe un moderno ignorante*).
In quella lettera Paolo chiede al Filemone di perdonare lo schiavo e di "fare
anche più di quanto ti chiedo"
Probabilmente intendendo di concedergli la libertà.
« Pur avendo in Cristo piena libertà di comandarti ciò che devi fare,
preferisco pregarti in nome della carità, così qual io sono, Paolo, vecchio,
e ora anche prigioniero per Cristo Gesù; ti prego dunque per il mio figlio,
che ho generato in catene, Onesimo. »
Paolo non condanna la schiavitù all'epoca era letteralmente inconcepibile ma
ne mette invece le basi per il suo superamento: il padrone e lo schiavo,
anche se conservano le relazioni sociali di prima, diventando cristiani
devono ormai vivere come due fratelli al servizio dello stesso Signore.
Ecco come Paolo scrive ancora: 15-16
« Forse per questo è stato separato da te per un momento perché tu lo
riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo,
come un fratello carissimo in primo luogo a me, ma quanto più a te, sia
come uomo, sia come fratello nel Signore. »

Tutti gli studiosi ritengono questa lettera di Paolo la prima dichiarazione
antischiavistica della Storia.
L'idea dell'inferiorità di uomini ad altri uomini e come quella della donna
legata ad una visione del pensiero antico dell'Uomo come parte della Natura
(e non come centro) così profonda e radicata che oggi non possiamo
comprendere quanto fosse rivoluzionario quello che dice San Paolo.


S.Paolo e la dichiarazione di uguaglianza uomo, donna.

Ecco cosa dice Paolo: (Corinzi 6, 16 ; efesini 5, 31) con il riferimento alla
Genesi (Genesi 2, 24) "I due saranno un corpo solo" Un corpo solo, vuol dire
che non c'è dominio di un sull'altro. Paolo precisa che i coniugi hanno uguali
diritti e doveri (Corinzi 1° 7, 3- 7-4) "Il marito compia il suo dovere verso
la moglie; ugualmente anche la moglie verso il marito. 4La moglie non è
arbitra del proprio corpo, ma lo è il marito; allo stesso modo anche il marito
non è arbitro del proprio corpo, ma lo è la moglie."


Il fondamento cristiano contro l'idea naturale della schiavitù

Giovanni 8, 34-36; Romani 6-6,11 "La sola vera schiavitù è quella del
peccato".



Motivi sociologici.

La messa cristiana è stato il primo rito che ha unito la coppia
e la famiglia rispetto ai riti pagani. Proprio questo ne avrebbe favorito
la vittoria su altri culti (Iside, Mitra ecc...) che erano selettivi, univano
solo uomini e ceti sociali.
Il Cristianesimo era trasversale alla società romana e rappresentò quindi
il fondamento della società pienamente umana uguale e unita davanti a Dio
e non divisa in "classi" desunte dalla natura come avveniva nelle società
pagana.

Per questi motivi il primato cristiano è da ritenersi assoluto anche sulla
pur avanzata cultura greca-romana.
L'uomo che aveva diritti era l'uomo libero cittadino romano,
la donna contava nulla o pochissimo per i greci ne per i romani,
dal punto di vista del diritto era praticamente una cosa.

Anche se Platone ne rivendicò la parità di diritti politici.
Aristotele nelle sue analisi economiche dava per scontata la schiavitù
degli uomini, perciò non arrivò a grandi conclusioni.
Ciò dimostra quanto l'dea di un contiuum Uomo- Natura
anche nelle menti più eccelse fosse soverchiante.


Conclusioni

Dopo tutto quanto ho esposto rileggiamo:
"Barthes e Genette quando, lasciata la Bulgaria, traslocò a Parigi negli anni
‘60 del Novecento, ha maturato una coscienza vieppiù aperta a comprendere
l’essere umano nella sua interezza, tale da poter mettere in gioco la sua
coerenza d’idee e perfino la sua esistenza. “Ancora oggi – egli dice – cerco
di convocare tutti i metodi utili e tutti i tipi di sapere: lo studio delle
strutture e dello stile, la storia, l’approccio sociologico e marxista o
psicoanalitico”.

Ma quale interezza??? Ma quale strutturalismo? Ma quale marxismo o
"psiccanalisi"? Per favore, se le nostre fondamenta devono essere queste
stiamo freschi, siamo in piena crisi dell'Uomo.

Rivolgo un appello!

Con tutta la storia che abbiamo alle spalle ma c'è bisogno di nuove
"logie"? per capire cosa siamo?
Basta fare un giro in qualsiasi città italiana per vedere quanto sono
importanti i simboli cristiani e anche quelli greco romani certo, quante
opere d'arte, edifici coi loro stili, fregi e decori architettonici sono pieni
di questa tradizione. Quasi un immanenza.

Ma non vi rendete conto che questi filosofi vuoti hanno riempito il nostro
pensare di parole e parole, di tante strutture tutte vuote e tutte piene di una
invincibile voglia nichilista, di annientare il cristianesimo e qualsiasi idea che
non sia relativizzabile non fanno altro che fondare un dittatura morale
sull'essere umano?

Questi filosofi derelitti ci hanno tolto il piacere di guardare il mondo per
quello che è. Verità viene da "vedere" e basta guardarsi attorno.
Invece loro ci distolgono dal guardare per affondarci in libri e libri inutili.

Scusatemi la vis polemica ma mi piace la filosofia forte, la filosofia della vita.

Il Cristianesimo è libertà e se esistita una Scienza che è libertà
e un Diritto della libertà e della paità solo in Europa ciò è dovuto proprio
alle sue radici giudaico-cristiane e al possente apporto della Chiesa
e delle chiese riformate.

Ricordo che le radici profonde e lunghe nella terra non oscurano in visibilità
la chioma di un albero ma anzi consentono ad un albero di averne una folta.
Avanza il dubbio che tanta voglia nichilista verso le proprie radici da parte
dei relativisti laici e illuministi forse non siano tanto sicuri della grandezza
della propria cultura.






*
L'Egitto a cui gli ebrei devono molto ebbero intuizione di questo tipo.
Hanno un mito di un dio vasaio, Khnum, che modella al tornio gli uomini
da cui origina l'immagine della genesi di Adamo plasmato dal fango.
Però l'elemento vitale è determinato da Atum, dio-tutto che generò Shu
e Tefnet, cioè l'aria e l'umidità etimologicamente "espettorazione,
espirazione" e "sputo".
Si tratta quindi di deità, di tipo titanico.
Nel mito biblico il soffio di Dio non ha alcun valore di deità.

*moderno ignorante: colui che applica modi di pensare moderni
ad epoche lontane traendo giudizio di non conformità a i modi moderni
il che è antistorico, assurdo e antiscientifico, puro fanatismo irrazionale.
Emanuelevero is offline  
Vecchio 22-04-2008, 19.36.00   #7
Eretiko
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Riferimento: Il principio d'Europa non è il cristianesimo Pt.1

Citazione:
Originalmente inviato da Emanuelevero
È l'unica civiltà ad evere prodotto la Scienza.

Guarda caso è anche l'unica nel quale è sorto il contrasto scienza-religione, in cui mi sembra che una buona parte del cristianesimo (in particolare il cattolicesimo) ha avuto una parte importante. O vogliamo forse far credere che la scienza è nata grazie al cristianesimo ?

Citazione:
Originalmente inviato da Emanuelevero
È l'unica civiltà ad avere prodotto l'idea di uguaglianza tra gli uomini e parità tra i sessi.

A me sembra che le idee propugnate dal cristianesimo andassero in tutt'altra direzione: gli schiavi è meglio che rimangano tali, e che servano nel miglior modo i loro padroni. Riguardo alla parità dei sessi credo soltanto valga la pena ricordare cosa pensano delle donne gli uomini cristiani, a partire da Paolo, passando per Tommaso, fino ad arrivare all'ultimo papa.
Eretiko is offline  
Vecchio 22-04-2008, 21.31.43   #8
katerpillar
Ogni tanto siate gentili.
 
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Messaggi: 665
Riferimento: Il principio d'Europa non è il cristianesimo

11 febbraio - Moderatore del dibattito: «L'ex membro di setta Richard Abanes è direttore del Religious Information Center della California meridionale. Reporter investigativo, specializzato in sette, occulto, religioni del mondo e nuovi movimenti religiosi, è una voce nota alla Christian Radio. È apparso in numerosi programmi televisivi ed è autore di otto libri, compreso il recente “End-Time Visions: The Road to Armageddon?”. Abanes ci ha raggiunti per discutere di sette religiose millenariste e del fiume di profezie da fine del mondo fatte all'avvicinarsi del nuovo millennio».

Kate L. da [208.244.205.117] alle 12:04pm ET
Quante sono le sette religiose di tipo “millenarista” che operano attualmente nel nostro paese, secondo la sua stima, e quali sono le probabilità di vedere ulteriori comportamenti come quello di Heaven's Gate nell'anno che verrà? Gradirei sapere che pensa.

Richard Abanes alle 12:05pm ET

«Direi che il numero di sette millenariste esistenti solo in America si contano come minimo nell'ordine delle migliaia. Ciò che rende difficile censirle è il fatto che molti di questi gruppi sono molto riservati, o almeno non si preoccupano più di tanti di cercare attenzione. Se ci sarà un'altra Heaven's Gate, succederà probabilmente ad un gruppo di cui pochissimi avevano sentito parlare.»

Liz Silva da massed.net alle 12:06pm ET
Quali sono i punti di vista/timori attuali della comunità cristiana per il millennio che si avvicina?

Richard Abanes alle 12:08pm ET

«Bisogna stare molto attenti a chiedere quali sono i punti di vista della comunità cristiana, perché all'interno di questa comunità ne esistono di molto diversi. Alcuni sono estremi, altri non lo sono affatto. Il punto di vista più popolare oggi adottato da molti cristiani è la credenza che il Y2K [anno duemila] significherà la fine della stabilità economica americana. Per questa gente il Y2K significa l'inizio della fine in cui emergerà una figura simile all'anti-cristo che salverà il mondo dal disastro del Y2K. E questo sarà di nuovo il segnale dell'inizio della fine. Ma voglio sottolineare che non tutti i cristiani credono ad un'idea così estremista.»

katerpillar
Il cristianesimo è diviso in circa diecimila sette e ha cominciato a dividersi proprio da quello che può essere considerato il suo fondatore: Paolo di Tarso, costretto continuamente a mandare lettere per dare ordini, derimere opposizioni, contrasti ecc. Per cui non si comprende con quale presunzione e per quale motivo una religione che non riesce a mantenere uniti i proprii proseliti dovrebbe essere utile per dare delle radici alla neonata Europa.

Se l'Europa sentiva questa esigenza non cera bisogno, da parte del papa, di spingere la proposta. L'europa è voluta nascere libera da qualsiasi barzello morale, imposto o suggerito. Anche perché quando il cattolicesimo ha dovuto chiedere scusa, se lo avesse fatto veramente e completamente, per tutte le angherie che ha commesso - crociate comprese - non gli sarebbero bastati i duemila anni che ce dalla sua fondazione.

Inoltre, è vero che il cristianesimo ha duemila anni, ma l'uomo ne ha qualcosina di più. Forse per questo ha incominciato a stancarsene; o forse perché dopo due millenni il cristianesimo ha mancato il suo obbiettivo: quello di seguire le vere intenzioni di Gesù che predicava la povertà. Infatti, il papa, i vescovi, i monsignori e i preti, da quell'orecchio non ci hanno mai voluto sentire. Anche se sono molto bravi a predicare la povertà...degli altri.

Condivido quello da te postato emmecì, il pruralismo sotto tutti gli aspetti è la miglior etica che l'uomo abbia potuto esprimere, andando oltre gli insegnamenti di quella religione che ormai è diventata o fatta diventare obsoleta. Oggi come oggi nessuno più si permetterebbe la lapidazione di memoria ebraica. Oggi come oggi le donne sono assenti nel servire la messa dei cattolici. Per cui: di quale parità si va blaterando?

Per concludere, a mio modo di vedere, la scelta sulle mancate radici cristiane che l'europa ha deciso di non darsi, è stata la seconda cosa giusta e coraggiosa dopo la sua fondazione. Perché per altro.....

Saluti.
Giancarlo.
katerpillar is offline  
Vecchio 22-04-2008, 21.40.25   #9
Emanuelevero
Utente bannato
 
Data registrazione: 14-04-2008
Messaggi: 169
Riferimento: Il principio d'Europa non è il cristianesimo Pt.1

Citazione:
Originalmente inviato da Eretiko
Guarda caso è anche l'unica nel quale è sorto il contrasto scienza-religione, in cui mi sembra che una buona parte del cristianesimo (in particolare il cattolicesimo) ha avuto una parte importante. O vogliamo forse far credere che la scienza è nata grazie al cristianesimo ?



A me sembra che le idee propugnate dal cristianesimo andassero in tutt'altra direzione: gli schiavi è meglio che rimangano tali, e che servano nel miglior modo i loro padroni. Riguardo alla parità dei sessi credo soltanto valga la pena ricordare cosa pensano delle donne gli uomini cristiani, a partire da Paolo, passando per Tommaso, fino ad arrivare all'ultimo papa.

Rappresenti il solito modo antistorico di affrontare i problemi
e si capisce che non hai letto il mio post e anche se l'hai letto
non ti sei fermato a riflettere neanche un secondo.

Vedi, caro... fino a quando continuerai a pensare che al posto di San Paolo
nel I secolo DC avrebbe potuto esserci Karl Marx, fino a quando continui a
pensare che al posto di San Tommaso avrebbe potuto esserci Voltaire
dimostri una profonda ignoranza e intollerranza.
La scienza è capire e tu non ti sforzi nemmeno di farlo.

Nel mio post ti ho scritto che avrebbe potuto esserci
il treno nell'antica grecia e ho spiegato perchè.
Questo è parlare storia mentre tu fai solo ideologia

Il fatto che metti sullo steso piano questo Papa con S.Tommaso
dimostra che non hai un concetto di tempo, per te è tutto immutabile
e fermo nei secoli perchè l'unica cosa che conta è abbattere la Chiesa,
non è la filosofia, non è la ricerca della verità, della scienza non te ne può
interessare di meno. Ti interessa solo la lotta politica.
Emanuelevero is offline  
Vecchio 22-04-2008, 22.53.35   #10
Noor
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Riferimento: Il principio d'Europa non è il cristianesimo Pt.1

Citazione:
Originalmente inviato da Emanuelevero
Questo è parlare storia mentre tu fai solo ideologia
Già..ci vuole un 'attimo a farla l'ideologia..
Da osservazione oggettiva,descrizione del passato qual dovrebbe essere la storia,nel momento in cui entra la mente che valuta,giudica,interpreta,
ecco che nasce inevitabilmente l'deologia..
Chiedi troppo caro Emanuele..
Comunque concordo con te:anche se ci si sforza a voler confutare un paio di cose che dici,non cambia la valutazione generale..
Noor is offline  

 



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