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| Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere. |
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#1 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 07-07-2003
Messaggi: 18
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riflessioni sull'attimo
Se un demone mi svegliasse nel cuore della notte e mi chiedesse “Vuoi tu questo ancora una volta? E ancora innumerevoli volte?”, riuscirei forse io a chiamarlo Dio? Si aprirebbe forse sul mio viso un beffardo sorriso? O meglio correrei verso il precipizio più buio e profondo per affogarvi prima l’infausto demone quindi me misero?
Non ora, non questo. Eppure ho vissuto attimi d’inenarrabile follia. Permeati di se stessi fino al midollo, ai quali mi sono abbeverato e dissetato e che ho lasciato fuggire via e che con gioia riaccoglierei tra le mie braccia non una ma mille volte ancora. Ma questo non mi fa che più vile e misero ancora. Rigettare mille per accoglierne uno è da scimmie, e non per le scimmie è l’eternità. Attendo la vita al varco, a volte corro, ma nessuna cosa mi riserva la strada, ma, in verità, sono io che passo oltre ogni cosa e che rifuggo le opportunità ricercando solo ciò che di insano c’è nella follia e della passione. E questo stesso tono aulico non serve che a nascondere la mia mediocrità . Ma cos’è infine il qui ora? Cosa sarebbe se non ci fossero il poi e il prima altrove? Ma il prima altrove non l’abbiamo forse riconosciuto come qui ora e lo stesso non faremo con il poi? Non sentiremmo che il puzzo di vecchio al ricordo, se non fosse stato presente in se e noi non l’avessimo riconosciuto come tale. Ecco, però, che mi riassale la disperazione: è stata la mia una conoscenza epidermica? Un’ammissione passiva della sua potenza? Dov’è l’uomo che può rispondermi? Non certo dentro di me, non ora, non questo. La potenza del qui ora è la mia potenza e resterà sepolta in me finché un atto della volontà non lo innalzi all’eternità, non lo ripieghi su se stesso per farne un insignificante uguale tra gli uguali. Eppure quante cose potrei infine accettare, quante ne potrei svuotare del loro grottesco peso se solo avessi la forza di accettarle una volta. Che non si dica che sia la prima, perché non è che una tra le tante. |
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#2 (permalink) |
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iscrizione annullata
Data registrazione: 09-03-2003
Messaggi: 246
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A Caharun
Ti posso consigliare un libro? "IL POTERE DI ADESSO" di Eckhart
Tolle. Parla molto bene di quello che cerchi, del potere del qui e ora, come arrivarci, delle cause della sofferenza, ego e sè... Ciao. |
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#3 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 02-05-2003
Messaggi: 44
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essere... qui e ora...
la presunzione di esserCI è l'evidenziazione dell'erroneo percepirsi, da parte dell'uomo... quello che tu cerchi non è in un libro (anche se è al quanto ammirevole il TENTATIVO, presuntuoso, di poter dar risposta al prescendibile umano) e nemmeno in te... perchè non c'è nulla da cercare... quello che tu cogli in te nel coglierti è una parte, un prodotto, "MAL" riuscito di una co(no)scienza che non c'è mai stata se non nella con.formazione umana del suo percepir(SI)... ergo prendiamo coscienza solo del fatto di essere un prodotto "conscio" di poter essere nel NOSTRO e NOSTRO soltanto conscio! è paradossale il percepirSI tanto quanto il credere d'essere. ![]()
__________________
pensare per il piacere di farlo! |
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