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Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.

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Vecchio 29-05-2008, 20.55.09   #1 (permalink)
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Parliamo di razzismo.

Parliamo di razzismo, che è anche attuale, visto la paura del diverso che sta dilagando un po’ ovunque e che spingono spesso ad atti inconsulti.

Quali sono i motivi di un’ideologia che mi porta ad sentirmi superiore ad un altro essere umano?

Quali i sistemi di pensiero, le filosofie o le religoni, che stanno dietro questi sentimenti?

Grazie e
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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia .....

da "Quattro stracci" di Francesco Guccini
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Vecchio 30-05-2008, 12.46.02   #2 (permalink)
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Riferimento: Parliamo di razzismo.

Penso che sarebbe materia più per la psicologia che per la filosofia chiedersi da quale sentimento derivi il razzismo, ma è possibile anche aprire una prospettiva filosofica a riguardo.
Mi sembra infatti un atteggiamento abbastanza primordiale, non costruito su basi filosofiche, politiche, etc. al massimo, come purtroppo sappiamo, è accaduto che venisse legalizzato e sfruttato, ma in sé mi pare principalmente istintivo (l'istinto non è sempre bene).

Se posso proporre una mia riflessione sul piano filosofico mi pare che il razzismo sia uno dei tanti modi di anteporre una prospettiva totalitaria (quella di etnia o 'razza' ad esempio) alla dignità dell'altro essere umano che in quanto tale non si lascia ridurre ad un gruppo o, peggio, ad uno stereotipo.

Per superare il razzismo occorre sempre valutare prima il singolo uomo che non il gruppo al quale cerchiamo, forzatamente ed arbitrariamente, di ricondurlo.

Questo non significa che le generalizzazioni circa le persone siano sempre inutili e dannose, anzi alle volte sembrano indispensabili, ma dobbiamo riaffermare la priorità dell'Altro in quanto uomo libero, nostro pari, ma irriducinile a noi e ai nostri stereotipi proprio in quanto libero. (vedi la mia firma)

Non bisogna superare il razzismo affermando che siamo tutti uguali, occorre anzi capire l'alterità irriducibile del prossimo, che si manifesta nella sua libertà.
Uguali perchè diversi ed irriducibili l'uno all'altro.
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"Quando tutti vogliono essere qualcosa l'unica scelta dignitosa è essere nulla."

N. Gomez Davila, Escolios
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Vecchio 30-05-2008, 13.32.40   #3 (permalink)
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Riferimento: Parliamo di razzismo.

Citazione:
Originalmente inviato da VanLag
Parliamo di razzismo, che è anche attuale, visto la paura del diverso che sta dilagando un po’ ovunque e che spingono spesso ad atti inconsulti.

Quali sono i motivi di un’ideologia che mi porta ad sentirmi superiore ad un altro essere umano?

Quali i sistemi di pensiero, le filosofie o le religoni, che stanno dietro questi sentimenti?

Grazie e
Se ribaltare la domanda:
Perchè nessuno si proclama inferiore?Perchè nessuno lotta affinchè gli si tolgano dei diritti e privilegi?
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Quante cose vorrei sapere e quante ne ignoro! Non saprei cosa più mi rammarichi!

Ornella
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Vecchio 30-05-2008, 21.14.09   #4 (permalink)
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Riferimento: Parliamo di razzismo.

Citazione:
Originalmente inviato da ornella
Se ribaltare la domanda:
Perchè nessuno si proclama inferiore?Perchè nessuno lotta affinchè gli si tolgano dei diritti e privilegi?
Si di base è lo stesso egoismo che mi spinge a difendere i miei privilegi, (non i diritti perché quelli sono un’altra cosa).

Ma per portare quell’egoismo al livello di odio razziale ci vuole un teorema giustificativo non da poco ed è quello che mi piacerebbe indagare.

P.S I privilegi sono eccezioni alla norma che identificano delle situazioni come migliori rispetto alle altre. I diritti nascono dal rispetto delle convenzioni tra gli uomini, (le leggi), che sanciscono diritti e doveri.

Banalmente tanti millenni fa, tutti noi abbiamo deciso che un pezzo di terra fosse di nostra proprietà. E’ un nostro diritto quindi vivere come vogliamo, (sempre nel rispetto degli altri abitanti), all’interno della nostra terra, (leggi casa) in cambio di quel diritto ci siamo impegnati, (dovere) a rispettare la proprietà degli altri.

Io poi ho il privilegio di avere la casa più a monte, ma questo non mi da il diritto di controllare il torrente che passa vicino a casa mia, anzi mi è stato dato il dovere di controllare il livello dell’acqua e di avvisare il paese sotto se c’è una piena. Per l'assolvimento di quel dovere mi è stato garantito il diritto di attingere quanta acqua volessi.

Scusa la precisazione che, per altro, c’entra poco col 3d, ma ho visto da più parti che manca la conoscenza di cosa sia il diritto ed allora vorrei precisare che il diritto è il motore della civiltà perché l’emersione dell’uomo dallo stato di bestia allo stadio di essere evoluto, si basa proprio sull’avere sostituito la legge del più forte con i codici. I codici, (cioè le leggi), a mio avviso dovrebbero nascere dalle convenzioni tra gli uomini per vivere in maniera intelligente e sana nel mondo.

La legge comunque stabilisce diritti e doveri. Colmando i doveri si acquisiscono i diritti e come diceva mi sembra, Abramo Lincoln: - confidiamo che il diritto dia la forza – Cioè la forza non è più nei muscoli, ma nella ragione e nell’intelligenza dell’uomo.

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da "Quattro stracci" di Francesco Guccini
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Vecchio 31-05-2008, 08.25.18   #5 (permalink)
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Riferimento: Parliamo di razzismo.

Beh..per me il razzismo è solo l'esasperazione della paura di perdere l'identità della propria cultura e di tutto ciò che riteniamo nostro e che altri (lo straniero,lo sconosciuto..in pratica l'ignoto) temiamo possano strapparci.
Da cosa nasce altrimenti ,questo bisogno di sentirci superiori,se non dalla paura di "con-fonderci" e di perdere una identità che non riconosciamo sia solo "facciata?
Tutto viene "costruito" dalla mente intorno a questo assioma.
Gran parte delle costruzioni ideologiche nascono intorno ad una paura primordiale..
La cultura ,da una parte "amplifica" l'anima,dall'altra "divide".
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...e chi non vive di credenze non ha bisogno di dubitare
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Vecchio 31-05-2008, 13.33.41   #6 (permalink)
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Riferimento: Parliamo di razzismo.

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Originalmente inviato da Noor
Beh..per me il razzismo è solo l'esasperazione della paura di perdere l'identità della propria cultura e di tutto ciò che riteniamo nostro e che altri (lo straniero,lo sconosciuto..in pratica l'ignoto) temiamo possano strapparci.
Da cosa nasce altrimenti ,questo bisogno di sentirci superiori,se non dalla paura di "con-fonderci" e di perdere una identità che non riconosciamo sia solo "facciata?
Tutto viene "costruito" dalla mente intorno a questo assioma.
Gran parte delle costruzioni ideologiche nascono intorno ad una paura primordiale..
La cultura ,da una parte "amplifica" l'anima,dall'altra "divide".


Queste mi sembrano riflessioni giuste, accodo il mio intervento di prima come completamento.

Il razzismo nasce da questa paura-ostilità istintiva per l'altro che non si lascia tematizzare secondo le categorie culturali che abbiamo appreso (che rappresentano una totalità a cui vorremmo ricondurre tutto, mentre l'altro per definizione non si può ricondurre alla nostra prospettiva totalitaria).
Quindi cerchiamo di tematizzarlo violentemente in un altro modo che risulta sempre opposto e peggiore rispetto al nostro 'modo'.

Insomma, la paura è la causa scatenante, ma la prospettiva totalitaria, che non rispetta l'alterità e l'irriducinilità dell'Altro, è la condizione necessaria.

La prima paura è forse istintiva e possiamo farci poco, dobbiamo intervenire sulla nostra prospettiva di vedere eticamente l'altro, che in quanto prospettiva, può essere modificata.
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Vecchio 31-05-2008, 20.35.05   #7 (permalink)
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Riferimento: Parliamo di razzismo.

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Beh..per me il razzismo è solo l'esasperazione della paura di perdere l'identità della propria cultura e di tutto ciò che riteniamo nostro e che altri (lo straniero,lo sconosciuto..in pratica l'ignoto) temiamo possano strapparci.
Da cosa nasce altrimenti ,questo bisogno di sentirci superiori,se non dalla paura di "con-fonderci" e di perdere una identità che non riconosciamo sia solo "facciata?
Tutto viene "costruito" dalla mente intorno a questo assioma.
Si può essere vero che l’ideologia razzista sia "costruita" dalla mente attorno all’assioma che dici, ma chi ha nutrito o fatto germinare la mente?

Le religioni ci hanno suggerito l’orgoglio di essere una specie speciale, (scusate la cacofonia). Quella monoteista l‘ha fatto dicendo che siamo il popolo di Dio e l’induismo facendo risalire la nostra paternità agli dei. I testi che raccontano queste cose sono ancora consultabili. L'orgoglio di essere speciali non è di per se razzismo, ma può facilmente germinare nel razzismo.

Questa “rivelazione” delle religioni è stata fatta non al singolo uomo ma ad interi popoli e questo spiega, secondo me, quanto dice S.B. cioè che il razzismo si manifesta a livello di etnie e di razze.
Citazione:
Originalmente inviato da S.B.
Se posso proporre una mia riflessione sul piano filosofico mi pare che il razzismo sia uno dei tanti modi di anteporre una prospettiva totalitaria (quella di etnia o 'razza' ad esempio) alla dignità dell'altro essere umano che in quanto tale non si lascia ridurre ad un gruppo o, peggio, ad uno stereotipo.
Per rimanere in ambito filosofico aggiungerei qualche altra riflessione al tema, anche perché, leggo che tra poco, queste discussioni si interromperanno.

Le teorie sulla superiorità di una razza sull’altra poi nel corso della storia sono evolute grandemente. In Europa dal 1870-1914, a seguito del conflitto tra francesi e tedeschi, ci fu un dibattito tra le comunità scientifiche che coinvolse eminenti studiosi di diverse discipline, dagli antropologi, ai filologi, agli archeologi, fino agli storici, per dimostrare l’esistenza di una razza ariana, (superiore), dalla quale sarebbe disceso il ceppo europeo.

Sappiamo poi come quella diatriba apparentemente estinta e superata con l’invalidazioni delle tesi pangermaniche si ripresentò in forma mutata e più maligna nel nazismo.

L’avversione verso i nomadi, (da noi gli zingari), ha radici nella notte dei tempi dalla lotta tra le civiltà stanziali e quelle nomadi. In uno di quegli studi di cui parlavo sopra si legge: - Il nomadismo che insegna ad essere o rassegnati o troppo scaltri, a disprezzare comunque previdenza e laboriosità, viene ritenuto dagli studi classici e dall’archeologia una forma di vita confacente e mongoli e semiti

In barba alla ragione ed all’intelligenza, un’orda di pregiudizi e di preconcetti mosse un’intera nazione a dare corpo a quel sentimento razzista che portò il popolo tedesco a scaricare il suo odio sui semiti e sui rom.

Un analoga orda di pregiudizi e preconcetti deve avere fomentato il disprezzo verso gli indiani d’America che è arrivato a noi sui grandi schermi coi film americani dove l’indiano era sempre presentato come un selvaggio instabile e senza regole. Chi rammenta quei film ricorderà come la scena classica era l’attacco degli indiani alla carovana dei bianchi. Quindi un doppio monito, cioè non solo l’indiano come nomade era insano, ma era insano anche muoversi in carovana, (cioè era il muoversi stesso, che sta alla base del nomadismo, che veniva caratterizzato con valenze negative quali pericolo, fragilità, rischio etc…).

.......... bhe per ora
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Vecchio 01-06-2008, 07.23.40   #8 (permalink)
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Si può essere vero che l’ideologia razzista sia "costruita" dalla mente attorno all’assioma che dici, ma chi ha nutrito o fatto germinare la mente?
Credo che qui tu intenda "mente" in quanto meccanismo identificativo e divisorio,e non in senso pratico come si dovrebbe intendere la sua unica funzione.
Credo che l'origine di tutto sia sempre la paura.
Di che cosa originariamente ,mi chiederai,se non c'è la mente?
Prima di paure concrete,quale può essere un animale predatorio,ad esempio,
dopo spostandola ipertroficamente verso la proiezione immaginativa dell'eventuale pericolo..ed è nata la paura psicologica..quella illusoria che adesso ci interessa..
Sarebbe stato bello ( e sembra provocatorio se consideriamo che la filosofia occidentale è mera speculazione mentale..)affrontare qui,in questo settore,in un thread specifico,questo argomento "mente"..ma ormai non c'è più tempo, e siamo ai saluti finali..
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Vecchio 02-10-2008, 19.56.00   #9 (permalink)
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Riferimento: Parliamo di razzismo.

Se l’uomo invece di volersi raccontare di essere la centro dell’universo, invece di raccontarsi che proprio lui fa parte del popolo eletto, pigliasse come buona questa semplice frase di U.G. Krishnamurti: - Voi non siete diversi dalle zanzare che vi succhiano il sangue – gli episodi di razzismo che oggi ci piovono addosso dai giornali e dalle televisioni non ci sarebbero.

Cosa fanno i filosofi per fronteggiare l’ondata di razzismo che aleggia sul vecchio continente in questi giorni?

Stanno a sindacare sul sesso degli angeli? Discutono se la bottiglia è mezza piena o mezza vuota? Se quando noi usciamo dalla stanza, il tavolo che l’occupava è ancora dentro o non c’è più? Se è nato prima l'uovo o la gallina?

Perdonate lo sfogo, amici miei ma sarebbe bello vedere l’onda o meglio, lo tsunami, della ragione, che di fronte a certi atti si erge possente ed unanime ed urla: - Mai più discriminazioni di religione, di razza, di colore della pelle o discriminazioni di sesso. L’universalità della ragione ci rende uguali e fratelli in questo cammino umano. -

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Vecchio 03-10-2008, 06.28.24   #10 (permalink)
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Riferimento: Parliamo di razzismo.

Sulla definizione di razzismo mi trovo d'accordo con Noor....Si tratta di una fobìa ed è innata non solo nell'uomo, ma in ogni essere vivente. E' latente fino a che non si manifestano condizioni ambientali "critiche", ad esempio condivisione di spazi ristretti o risorse limitate....In tali casi i simili si alleano e tendono istintivamente a contrapporsi ai "diversi" (neri, gialli , verdi, ecc....). Basta un singolo caso di violenza per far scattare la "logica del branco" anch'essa purtroppo innata in noi (e spesso misconosciuta) per cui, in automatico, scatta la contrapposizione dettata dalla paura.....Si colpisce per primi nel timore di essere colpiti. Le società "civili" hanno in parte mitigato questi fenomeni, ma i flussi migratori del "global word" metteranno sempre piu' in crisi gli equilibri pregressi.
La ragione, purtroppo non aiuta quando si scontra con i violenti istinti ancestrali che l'uomo si porta addosso come un fardello a imperitura memoria di essere il discendente di un primate antropomorfo.....
Marius is offline  
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