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Vecchio 02-11-2008, 11.52.21   #1 (permalink)
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Data registrazione: 01-04-2004
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essere buoni

Non lasciamoci abbagliare da inerti buonismi o disimpegnate spiritualità che contemplano il v con lo scopo di compensare inesistenti identità. La “bontà , se esiste, è correlata soprattutto al comportamento nel proprio sistema familiare.
Oggi la manifestazioni morali sono ipocrite e giustificano la sfiducia negli altri. L'etica attuale considera “buono “ l'uomo furbo e competitivo. “Altruismo è sovente l'egoismo dissimulato del potere opportunistico e manipolatorio. La morte di Dio non c'entra perchè l'etica precede la religione,che solo riveste d'autorevolezza o di mito certi imperativi.. “Amiamo gli dei perchè sono buoni, e non li consideriamo buoni perchè sono dei”, (Platone , Eutifrone)
Alla base della tolleranza e rispetto verso i valori altrui stanno le menti abituate al relativismo. La funzione della filosofia è smascherare la bontà delle false coscienze che sottendono motivazioni egoistiche genetiche e ambientali, come stanno indagando le neuroscienze anche per gettare luci nuove sulla concezione del libero arbitrio , sulle nuove ricerche sull'empatia , ecc.
L'etica è sempre contradditoria? ”Non mentire nemmeno per salvare una vita umana, affermò Kant. Essere veritieri vale più del salvare una vita?
L'egoismo, a prescindere da come si manifesta, salva la specie e si regge su norme che garantiscono il nostro utile, per evitare le ritorsioni di coloro dei quali abbiamo bisogno. Quindi la socialità è vantaggiosa e interessata; inoltre la “simpatia” verso che soffre obbliga ad aiutarlo. Il rapporto tra mente e comportamento sociale è un'analisi da poco iniziata dalle scienze. Non si sa se esiste un altruismo privo di anticipazioni remunerative o attese di qualche forma di reciprocità. Si è altruisti per ricompense interne (evitare tensioni e colpe) imposte da Super -io, per istinto di rimediare a ingiustizie..
Il dibattito filosofico deve dimostrare l'assenza di qualsiasi aspettativa di compenso e soltanto una motivazione intrinseca, senza edonismo o istintuale amor proprio. Per Hume le passioni egoistiche e il volere la felicità di un amico si equivalgono perchè l'amor proprio sta alla base sia dell'egoismo9 che della simpatia.
Confermo che chi fa volontariato dimostra quasi sempre di essere aggressivo, fragile, bisognoso egli stesso di sostegno per problemi personali. Ma ciò che è grave, non ne è consapevole,e scambia se stesso e gli altri per angeli o santi.
L'io postmoderno tende al narcisismo, scarso equilibrio,dominanza e chiusure egocentriche. Eppure da sondaggi, tutti si attribuiscono amicalità e gradevolezza, che sono la premessa all'altruismo. (tralasciando ora le motivazioni profonde) che richiede sintonia comunicativa, adattamento con gli altri, disponibilità, cooperazione, condivisione emozionale, sensibilità. Tratti caratteriali lodevoli che ognuno si assegna anche perchè li esige dagli altri.
In un'ottica educativa si potrebbe formare “l'homo lupus” a stili di accoglienza e comprensione usando concetti adatti agli stadi evolutivi. Se si è capaci di mettere in luce l' altrusimo come vincente, da sperimentare nella famiglia e nella scuola.
Le persone più adatte a sostenere gli altri sono quelle con uno stato d'animo positivo, che hanno capito come con laaiutare gli altri si possa aiutare se stessi, percependosi idonei ed autoefficaci.
Anche i rapporti con i compagni di scuola riflettono ciò che è stato appreso nei contatti con le persone significative della famiglia attraverso il loro esempio. La prosocialità reca indubbi vantaggi reciproci, come ogni tipo di apertura verso gli altri.
La “bontà” sarebbe in rapporto con l'intelligenza emotiva; il discorso sulla bontà è pluridisciplinare.
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Vecchio 02-11-2008, 13.32.36   #2 (permalink)
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Messaggi: 2,068
Riferimento: essere buoni

L’intelligenza emotiva è una strada da seguire..forse l’unica, nell’asse famiglia-scuola.
Dopo s’impone,ognuno nella propria individualità ,il “conosci te stesso”,a cominciare dal riconoscimento dei moti egoistici,e che motivano gran parte delle nostre scelte ed opinioni,troppo spesso scambiate per verità.
Difficile da crederci, ma la bontà è una qualità innata,l’ego invece si forma nel tempo stratificandosi in mille camaleontiche maschere :il principio e la fine del viaggio coincidono sempre.
__________________
...e chi non vive di credenze non ha bisogno di dubitare
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Vecchio 05-11-2008, 19.05.52   #3 (permalink)
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Riferimento: essere buoni

Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
Confermo che chi fa volontariato dimostra quasi sempre di essere aggressivo, fragile, bisognoso egli stesso di sostegno per problemi personali. Ma ciò che è grave, non ne è consapevole,e scambia se stesso e gli altri per angeli o santi.

Quando ho sentito in TV che Obama faceva volontariato sociale a Chicago mi è venuta in mente questa tua frase che avevo letto e che mi era rimasta in mente perché non avevo riscontri, sui volontari di mia conoscenza, in merito a quanto affermavi.

__________________


Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia .....

da "Quattro stracci" di Francesco Guccini
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Vecchio 06-11-2008, 06.48.45   #4 (permalink)
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Messaggi: 504
Riferimento: essere buoni

Citazione: Arsenio


L'egoismo, a prescindere da come si manifesta, salva la specie e si regge su norme che garantiscono il nostro utile, per evitare le ritorsioni di coloro dei quali abbiamo bisogno. Quindi la socialità è vantaggiosa e interessata; inoltre la “simpatia” verso che soffre obbliga ad aiutarlo. Il rapporto tra mente e comportamento sociale è un'analisi da poco iniziata dalle scienze. Non si sa se esiste un altruismo privo di anticipazioni remunerative o attese di qualche forma di reciprocità. Si è altruisti per ricompense interne (evitare tensioni e colpe) imposte da Super -io, per istinto di rimediare a ingiustizie..
Il dibattito filosofico deve dimostrare l'assenza di qualsiasi aspettativa di compenso e soltanto una motivazione intrinseca, senza edonismo o istintuale amor proprio. Per Hume le passioni egoistiche e il volere la felicità di un amico si equivalgono perchè l'amor proprio sta alla base sia dell'egoismo9 che della simpatia.
Confermo che chi fa volontariato dimostra quasi sempre di essere aggressivo, fragile, bisognoso egli stesso di sostegno per problemi personali. Ma ciò che è grave, non ne è consapevole,e scambia se stesso e gli altri per angeli o santi.

Carissimo Arsenio, riflettendo su quanto tu scrivi mi ha colto un forte desiderio di apportare delle testimonianze reali di mie esperienze maturate durante i dodici anni di operosa attività del gruppo di volontariato di cui faccio parte operativa.
Innanzi tutto ripeto quanto già dissi in un mio lontano intervento; che l'egoismo e l'essere umano sono due vocaboli inscindibili, ogni azione che intrapprende l'uomo, immancabilmente ,direttamente o indirettamente la fà per sè stesso,per procurarsi un certo grado di soddisfazione,di felicità. Qualora questa azione è eseguita da persona con profonda conoscenza del proprio EGO nonchè della meta,comune a tutta l'umanità,che si chiama:(Felicità,Beatitudine,Paradiso) detta azione sarà eseguita con tanta bontà e tanto amore verso il proprio prossimo,nella giusta consapevolezza che questo è il modo migliore per ottenere il maggior grado di felicità. Quindi a mio avviso chi non agisce in tal modo non lo fà per cattiveria,ma sicuramente per semplice ignoranza. Detto questo, ritengo utile farti sapere che nella maggior parte del mio gruppo di volontariato sembra che non esista un motivo materiale dimostrabile il perchè lo si fà, ma è una ignota spinta che arriva dall'interno di noi,forse da quella spiritualità innata già dai tempi degli albori della nostra evoluzione. Secondo me l'uomo è fondamentalmente buono,la causa della sua eventuale cattiveria è imputabile all'ignoranza.Per cui io non mi sentirò mai in diritto di giudicare male o di condannare un povero ignorante.
Un caro saluto e buona giornata espert37
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http://espert37.blogspot.com/
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Vecchio 06-11-2008, 13.01.26   #5 (permalink)
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Originalmente inviato da VanLag
Quando ho sentito in TV che Obama faceva volontariato sociale a Chicago mi è venuta in mente questa tua frase che avevo letto e che mi era rimasta in mente perché non avevo riscontri, sui volontari di mia conoscenza, in merito a quanto affermavi.


Dopo anni di volontariato come partecipante e testimone ( per cultura e conoscenze, o per un debito di gratitudine comunque senza remunerazioni) osservo che chi si accosta a tale lodevole iniziativa, molto spesso soffre anche gravi disturbi di personalità o secondi fini,che lo rende inadatto a tali delicate mansioni. Ma è anche vero che alludo a un volontariato di contatto umano. Ma non è l'unica caratteristica di chi svolge opere di buon cuore o caritatevoli, spesso pubbliche, di facciata, di gran impatto sulle masse, ecc. e non in privato raccoglimento. Tu citi un politico e certo saprai, anche in Italia, quanto contino e abbiano contato tali esibizioni o affermazioni per ottenere larghi consensi. Come pure le lacrime ìn pubblico la mestizia di circostanza, ecc., non so quanto sincere o mediatiche e autoindotte. Oppure apparire un buon figlio, un buon nipote, un buon padre, ecc. ecc. Essere caritatevoli e assistenziali, ecc. Vezzi a volte dei più efferati dittatori.
L'altruismo, se pubblico è molto dubbio. Altro è se faccio un'offerta segreta: avrò soltanto blandito la mia volontà di sentirmi (essere buoni è altro) più buono

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Vecchio 06-11-2008, 13.02.33   #6 (permalink)
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Originalmente inviato da espert37
Citazione: Arsenio


L'egoismo, a prescindere da come si manifesta, salva la specie e si regge su norme che garantiscono il nostro utile, per evitare le ritorsioni di coloro dei quali abbiamo bisogno. Quindi la socialità è vantaggiosa e interessata; inoltre la “simpatia” verso che soffre obbliga ad aiutarlo. Il rapporto tra mente e comportamento sociale è un'analisi da poco iniziata dalle scienze. Non si sa se esiste un altruismo privo di anticipazioni remunerative o attese di qualche forma di reciprocità. Si è altruisti per ricompense interne (evitare tensioni e colpe) imposte da Super -io, per istinto di rimediare a ingiustizie..
Il dibattito filosofico deve dimostrare l'assenza di qualsiasi aspettativa di compenso e soltanto una motivazione intrinseca, senza edonismo o istintuale amor proprio. Per Hume le passioni egoistiche e il volere la felicità di un amico si equivalgono perchè l'amor proprio sta alla base sia dell'egoismo9 che della simpatia.
Confermo che chi fa volontariato dimostra quasi sempre di essere aggressivo, fragile, bisognoso egli stesso di sostegno per problemi personali. Ma ciò che è grave, non ne è consapevole,e scambia se stesso e gli altri per angeli o santi.

Carissimo Arsenio, riflettendo su quanto tu scrivi mi ha colto un forte desiderio di apportare delle testimonianze reali di mie esperienze maturate durante i dodici anni di operosa attività del gruppo di volontariato di cui faccio parte operativa.
Innanzi tutto ripeto quanto già dissi in un mio lontano intervento; che l'egoismo e l'essere umano sono due vocaboli inscindibili, ogni azione che intrapprende l'uomo, immancabilmente ,direttamente o indirettamente la fà per sè stesso,per procurarsi un certo grado di soddisfazione,di felicità. Qualora questa azione è eseguita da persona con profonda conoscenza del proprio EGO nonchè della meta,comune a tutta l'umanità,che si chiama:(Felicità,Beatitudine,Paradiso) detta azione sarà eseguita con tanta bontà e tanto amore verso il proprio prossimo,nella giusta consapevolezza che questo è il modo migliore per ottenere il maggior grado di felicità. Quindi a mio avviso chi non agisce in tal modo non lo fà per cattiveria,ma sicuramente per semplice ignoranza. Detto questo, ritengo utile farti sapere che nella maggior parte del mio gruppo di volontariato sembra che non esista un motivo materiale dimostrabile il perchè lo si fà, ma è una ignota spinta che arriva dall'interno di noi,forse da quella spiritualità innata già dai tempi degli albori della nostra evoluzione. Secondo me l'uomo è fondamentalmente buono,la causa della sua eventuale cattiveria è imputabile all'ignoranza.Per cui io non mi sentirò mai in diritto di giudicare male o di condannare un povero ignorante.
Un caro saluto e buona giornata espert37


E' vero che ognuno dovrebbe chiedersi perchè e cosa significhi per lui il volontariato, essendo sincero con se stesso. Certo le risposte pubbliche sono scontate e poco convincenti: “per fare del bene”.

L'unica motivazione che potrebbe essere sincera sul piano umano è un 'empatico e raro sentimento di compassione.: comprendere che tutti gli organismi viventi condividono uno stesso destino di sofferenza, da cui uno spirito di solidarietà.
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Vecchio 06-11-2008, 21.01.04   #7 (permalink)
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Citazione da Arsenio


E' vero che ognuno dovrebbe chiedersi perchè e cosa significhi per lui il volontariato, essendo sincero con se stesso. Certo le risposte pubbliche sono scontate e poco convincenti: “per fare del bene”.

L'unica motivazione che potrebbe essere sincera sul piano umano è un 'empatico e raro sentimento di compassione.: comprendere che tutti gli organismi viventi condividono uno stesso destino di sofferenza, da cui uno spirito di solidarietà.

Gentilissimo Arsenio, mi è caro invitarlo a considerare che non tutti fanno le medesime esperienze. L'ambiente di volontariato in cui io opero da oltrre 10 anni,le garantisco che è un ambiente meraviglioso.
L'unica motivazione per cui io faccio volontariato,è unicamente e fortemente egoistica, perchè questa innata spinta che esce da un qualche luogo del mio interno e che prepotentemente,a volte anche contro la mia materiale volontà
mi spinge a donarmi con amore a tutto il mio prossimo,mi ricambia con una grande dose di felicità,di un valore molto superiore ad una qualsiasi altra remunerazione materiale. Si, la risposta al perchè si fà volontariato è:( Per fare del bene) ma le garantisco che sopratutto è per fare del bene a mè stesso,tanto egoisticamente.Carissimo Arsenio,un semplicissimo sorriso,od una sincera stretta di mano vale molto più che tanti Euro. Desidero affermare che mi sto esprimendo con sincerità e schiettezza.
Devo inoltre dichiarare la mia radicata contrarieta mentale e politica al volontariato,perchè a mio avviso dovrebbero essere tutti servizi a carico dello stato con una giusta gestione del tesoro pubblico.dimostrazione questa che la spinta spirituale è superiore alla mia volontà intellettuale.

Un caro saluto espert37
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Vecchio 07-11-2008, 07.43.45   #8 (permalink)
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Analizzare le motivazioni del prossimo, del perchè uno compia una determinata azione è assai difficile. E' anche difficile analizzare le proprie perchè l'autoinganno è sempre alle porte.

Che il bene debba esssere disinteressato è piuttosto ambiguo, dipende da cosa s'intende per disinteressato.
Se l'interesse è di ordine economico mi pare ovvio che l'amore debba essere disinteressato: quegli atti che pretenderemmo di definire amorosi , in questo caso, starebbero più propriamente sotto l'etichetta profitto, senza nulla togliere alla dignità del profitto.

Può darsi che vi siano alcuni che fanno volontariato per motivi attinenti al profitto, altri perchè risolvono proprie frustrazioni, ecc. ecc..
Questo però riguarda la coscienza dei singoli nella quale nessuno può entrare e giudicare; un giudizio, invece può essere espresso in risposta ad una domanda.
Coloro che fanno volontariato fanno del bene oggettivamente?
Fanno del bene quando assistono le popolazioni colpite da eventi drammatici?
Fanno del bene quando assistono i malati in ospedale, o quando aiutano i tossicodipendenti, ecc. ecc. ?

Ritengo di si.

Su quale sia l'amore autentico, in filosofia ci sono ricette diverse: se volete una sintesi di facile e veloce lettura, su questo sito la troverete: http://www.philosophyofinformation.n...0filosofia.htm


Personalmente penso che l'amore per il prossimo implichi quello per se stessi, come si potrebbe volere il bene di un altro senza desiderarlo anche per se stessi? Se il bene è tale perchè lo si vorrebbe negare a noi stessi?

Credo sia logico amare il prossimo come se stessi.

Ciao
__________________
ut unum sint
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Vecchio 07-11-2008, 12.24.59   #9 (permalink)
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Originalmente inviato da Giorgiosan
Analizzare le motivazioni del prossimo, del perchè uno compia una determinata azione è assai difficile. E' anche difficile analizzare le proprie perchè l'autoinganno è sempre alle porte.

Che il bene debba esssere disinteressato è piuttosto ambiguo, dipende da cosa s'intende per disinteressato.
Se l'interesse è di ordine economico mi pare ovvio che l'amore debba essere disinteressato: quegli atti che pretenderemmo di definire amorosi , in questo caso, starebbero più propriamente sotto l'etichetta profitto, senza nulla togliere alla dignità del profitto.

Può darsi che vi siano alcuni che fanno volontariato per motivi attinenti al profitto, altri perchè risolvono proprie frustrazioni, ecc. ecc..
Questo però riguarda la coscienza dei singoli nella quale nessuno può entrare e giudicare; un giudizio, invece può essere espresso in risposta ad una domanda.
Coloro che fanno volontariato fanno del bene oggettivamente?
Fanno del bene quando assistono le popolazioni colpite da eventi drammatici?
Fanno del bene quando assistono i malati in ospedale, o quando aiutano i tossicodipendenti, ecc. ecc. ?

Ritengo di si.

Su quale sia l'amore autentico, in filosofia ci sono ricette diverse: se volete una sintesi di facile e veloce lettura, su questo sito la troverete: http://www.philosophyofinformation.n...0filosofia.htm


Personalmente penso che l'amore per il prossimo implichi quello per se stessi, come si potrebbe volere il bene di un altro senza desiderarlo anche per se stessi? Se il bene è tale perchè lo si vorrebbe negare a noi stessi?

Credo sia logico amare il prossimo come se stessi.

Ciao

Sono d'accordo, se non si ama e non si conosce prima se stessi, è impossibile amare e conoscere gli altri. Evitando le frasi ambigue come “tratta gli altri come vorresti ti trattassero, o “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, o gli amori universali per cui gli imperativi sono ama tutti”, e si finisce per non amare nessuno, nemmeno chi abita sotto lo stesso tetto. S'intende soprattutto stima te stesso, rispetta te stesso abbi cura di te, e simili. Perchè se uno ha tendenze sadomasochistiche il discorso della reciprocità cadrebbe.
Inoltre è un discorso che rientra nell'etica e non nell'operatività pratica e consequenziale, e richiede qualche precisazione. Ad esempio la Chiesa condanna le intenzioni: cattive intenzioni che sortiscono buoni effetti sono peccato. Viceversa buone intenzioni che sortiscono pessime conseguenze non sono colpa. Po ci sono altre concezioni che per ora ti risparmio.
Qui ho parlato di ”bontà”come motivazione intima e non come conseguenze di beneficio. Riguarda l'interiorità, la psiche, i moti dell'anima, ciò che è inconfessabile, ecc. L'edonismo inteso come massimizzazione del piacere, a cui nessuno sfugge per istinto, non è in sé condannabile. Ma io alludo a un'indebita razionalizzazione interiore, a volte espressa con ipocrisia , dell' egoismo, non di un'azione agita che certamente può originare effetti “buoni”.
Per quanto riguarda la mia esperienza di volontariato, come ho già detto per scopi di conoscenza e un debito di gratitudine, ho notato che se qualcuno non è adatto, provoca anche gravi danni: ma devo precisare che si tratta di volontariato fondato sul rapporto umano che richiede alcune doti di empatia, di non proiezioni di disturbi di personalità, ecc. Su altri tipi di volontariato non ho esperienza,come la protezione civile, i donatori di sangue,ecc. Resta sempre poi il fatto che il bene compiuto in segreto ha sfumature diverse di quello reso pubblico.

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Vecchio 09-11-2008, 11.11.03   #10 (permalink)
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Citazione da Arsenio:

Resta sempre poi il fatto che il bene compiuto in segreto ha sfumature diverse di quello reso pubblico.

Ed inoltre il bene non viene tanto pubblicizzato,le azioni buone passano giustamente nella normalità, mentre è il male che viene troppo spesso pubblicizzato. Per cui prendendo atto che il nostro mondo continua a proseguire il suo cammino dobbiamo dedurne che, il bene è tanto maggiore del male. saluti. espert37
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