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Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.

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Vecchio 15-11-2008, 13.03.25   #11 (permalink)
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,080
attuali metodi della filosofia

Certe nostre interpretazioni riguardanti filosofi e pensatori sono determinate da ideologie e visioni personali; da ciò che si conosce sull'argomento posto in questione, dal modo in cui si è appresa la disciplina, o talora dal modo in cui s'intende insegnarla.

Nel campo delle scienze umane le idee di un filosofo, di un sociologo, di uno psicologo, di un politico, ecc. pur sullo stesso tema, possono essere differenti se non contrarie. Anche un medesimo termine può assumere diversi significati, perchè l'interdisciplinarità,le diverse sfumature lessicali e specialistiche non vengono mai prese in considerazione.

Oggi anche in certe università non s'insegnano i metodi del ragionamento filosofico, né lo spirito che deve sostenerlo, quale ad esempio il tenere conto quale premessa che tutta la realtà percepita sta solo nella nostra mente. I docenti di ogni ordine di scuola seguono ancora linee di uno storicismo anacronistico. Ho assistito alla conferenza di un noto accademico di Padova sulla “verità”. Si espresse con superati teologismi, omettendo d'indicare le non nuove ma rinnovate concezioni di ricerca su tale concetto chiave della filosofia, e anche della scienza.

Lo studente appassionato e volonteroso è costretto a rivolgersi ad altre fonti. Altrimenti non “farà” mai filosofia,ma chiacchiere inconcludenti e a volte pretenziose, del tipo che tutti oggi possiamo osservare nei forum virtuali.

In quanto alla spesso notata responsabilità degl' intellettuali, inefficaci maestri di vita nell' indurre un cambiamento, non avverrà mai. Finchè un' educazione etico-formativa non riuscirà a persuadere sulle alternative per impiegare la propria vita in modo altrettanto gratificanti, se non di più, di quelle che la società tecnologica e consumistica suggerisce.

Non si può prescindere dal sistema scuola-famiglia in mutua collaborazione.
Fino a quando non si demistificheranno quali negativi quei personaggi dai facili guadagni, che ostentano simboli di proprietà e potere fondati sull'avere e lo sperpero di consumi che attribuiscono più prestigio che effettivo benessere,nemmeno un risorto profeta potrebbe modificare una mente da principio così forgiata.

Se qualcuno fa vedere la realtà com'è e non come appare o si vorrebbe che fosse, non può aver presa sugli individualisti di massa che s'indignano. Da distinguere da chi progetta e protegge la sua elevazione individuale.
arsenio is offline  
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Vecchio 15-11-2008, 15.50.17   #12 (permalink)
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Data registrazione: 30-09-2004
Messaggi: 1,823
Riferimento: come diventare filosofi?

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Per diventare "competenti" in filosofia, che si ottenga oppure no una laurea, è necessario, senza dubbio, conoscere la storia della filosofia per evitare di riproporre soluzioni ai problemi o idee che sono state già state proposte e sviscerate lungo la storia. Questa conoscenza, oltre che per l'appropriazione di concetti che migliorano la propria dialettica, permettono di comprendere la direzione storica del pensiero umano.

E' impossibile, ovviamente, avvicinarsi al pensiero dei filosofi del passato leggendo direttamente tutti i loro testi, ritengo però che sia indispensabile leggere, da cima a fondo, almeno qualche opera importante, scegliendo quegli autori che hanno rappresentato un passaggio epocale.


Esempio: al tempo di Socrate la filosofia "registrata" aveva circa due secoli di vita.

Prima di lui Talete, Anassimandro e poi gli Eleati e gli Atomisti avevano indagato sulla natura chiedendosi se in tutti i diversi fenomeni della natura vi fosse un principio comune: le loro riflessioni erano cioè di ordine cosmologico.

Poi i Sofisti misero al centro l'uomo e fecero dell'uomo la misura di tutte le cose. Socrate è un sofista in quanto condivide lo stesso interesse per l'uomo ma allo stesso tempo se ne distingue: i Sofisti si interessarono del problema gnoseologico ed etico mentre a Socrate interessava conoscere cosa fosse l'uomo in quanto uomo e cosa potesse fare la filosofia per la sua anima.

Si può dire che Socrate è l'iniziatore, perciò, dell' antropologia filosofica.

Questo intendevo dire: conoscere, particolarmente bene, quei filosofi che segnano un passaggio epocale.
__________________
ut unum sint

Ultima modifica di Giorgiosan : 15-11-2008 alle ore 16.35.00.
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Vecchio 17-11-2008, 13.08.11   #13 (permalink)
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Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,080
Riferimento: come diventare filosofi?

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Esempio: al tempo di Socrate la filosofia "registrata" aveva circa due secoli di vita.

Prima di lui Talete, Anassimandro e poi gli Eleati e gli Atomisti avevano indagato sulla natura chiedendosi se in tutti i diversi fenomeni della natura vi fosse un principio comune: le loro riflessioni erano cioè di ordine cosmologico.

Poi i Sofisti misero al centro l'uomo e fecero dell'uomo la misura di tutte le cose. Socrate è un sofista in quanto condivide lo stesso interesse per l'uomo ma allo stesso tempo se ne distingue: i Sofisti si interessarono del problema gnoseologico ed etico mentre a Socrate interessava conoscere cosa fosse l'uomo in quanto uomo e cosa potesse fare la filosofia per la sua anima.

Si può dire che Socrate è l'iniziatore, perciò, dell' antropologia filosofica.

Questo intendevo dire: conoscere, particolarmente bene, quei filosofi che segnano un passaggio epocale.

Socrate dialogante dialettico, ricordato soprattutto per la maieutica, si propose di “levare” il sapere attraverso il dialogo,sopratutto con ironia, con il suo 2”saper di non sapere” volle mettere in luce le contraddizioni dell'intelocutore, ma soprattutto demolire la capziosità ingannevole dei sofisti,”avvocati “ disonesti del tempo che con cavilli cercavano di mascherare verità, celare colpe, distorcere la correttezza di un argomento. Erano avversi ad ogni forma di etica e di gnoselogia, volti soprattutto ad avere sempre comunque ed a priori ragione.



Socrate non può essere definito un “antropologo”

arsenio is offline  
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Vecchio 18-11-2008, 12.19.18   #14 (permalink)
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Messaggi: 1,823
Riferimento: come diventare filosofi?

Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
Socrate dialogante dialettico, ricordato soprattutto per la maieutica, si propose di “levare” il sapere attraverso il dialogo,sopratutto con ironia, con il suo 2”saper di non sapere” volle mettere in luce le contraddizioni dell'intelocutore, ma soprattutto demolire la capziosità ingannevole dei sofisti,”avvocati “ disonesti del tempo che con cavilli cercavano di mascherare verità, celare colpe, distorcere la correttezza di un argomento. Erano avversi ad ogni forma di etica e di gnoselogia, volti soprattutto ad avere sempre comunque ed a priori ragione.



Socrate non può essere definito un “antropologo”


Lo scopo di "levare" il sapere dall'altro, cioè di fare da levatrice, è quello di aiutare il prossimo a conoscere se stesso. Come sai Socrate s'"impossesso"
del motto tempio di Apollo "gnỗthi seautón" e ritenne che il motto fosse la chiave della conoscenza, in particolare: prendere consapevolezza di aver un anima e che l'anima era tutto ciò che doveva importare:

Io vado intorno facendo nient'altro se non cercando di persuadere voi,
e più giovani e più anziani, che non dei corpi dovete prendervi cura,
né delle ricchezze né di alcuna altra cosa prima e con maggior impegno
che dell'anima, in modo che diventi buona il più possibile, sostenendo che la virtù non nasce dalle ricchezze, ma che dalla virtù stessa nascono le ricchezze e tutti i beni per gli uomini...

Platone, Apologia 30

Socrate penetra nelle profondità dell'essere umano, nella sua anima (psyche) e pone le basi per una antropologia filosofica.

( La antrolpologie sono tante: antrop. culturale, politica, delle religioni, sociale, medica ecc. ecc. perciò se non si specifica quale antropologia si intenda, col termine generico si significa genericamente un "discorso sull'uomo" che può essere fatto, culturalmente, da molti punti di vista. Socrate è, appunto l'antesignano dell'antropologia filosofica)

Ciao
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