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Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.

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Vecchio 15-01-2009, 21.23.14   #81 (permalink)
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Riferimento: Sui fondamenti della scienza

Citazione:
"Unita ad un paio di altri concetti, è anche la miglior definizione di “anarchia”,"

Ma quale anarchia, è la base del metodo scientifico.

Saluti
Andrea
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Vecchio 15-01-2009, 21.26.34   #82 (permalink)
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Riferimento: Sui fondamenti della scienza

Per Giorgio

Rispondo unicamente agli argomenti nel tema.

Citazione:
“Quando si parli di filosofia (quella storica), ma anche di scienza non si può fare a meno di affidarsi anche alla interpretazione di qualcuno.”

Ovvio, mai negato. Io ho negato che qualcuno mi avesse interpretato "quel" Kant.

Saluti
Andrea
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Vecchio 16-01-2009, 00.52.50   #83 (permalink)
like nonsoche in rain...
 
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Messaggi: 1,953
Riferimento: Sui fondamenti della scienza

Io non ragiono in base al principio di autorità, Spirito, ma concordo con Feynman. Rifletto, sperimento percorsi e li argomento quando mi aggrada.

Citazione:
Originalmente inviato da spirito!libero
Non puoi sapere infatti se ciò che sostengo è, come è, il risultato di un approfondimento della materia o altro.
Applico semplicemente il metodo ipotetico-deduttivo , come fanno tutti quando parlano con altre persone, anche tu. Siccome credo a ciò che mi dicono le persone, riguardo alle loro competenze ad esempio, mi aspettavo dell'altro. Ho dovuto rigettare questa mia ipotesi ed adottarne un'altra poiché, nonostante ripetute spiegazioni, ancora sembra tu non riesca a vedere la “portata epistemologica” delle domande che ho posto e che sono proprio tra le basi di un percorso epistemologico (giusto a livello di primo libro di epistemologia o prima lezione di un ipotetico corso di “Filosofia della fisica”); ho tentato di fartelo capire, dunque ho sperimentato più spiegazioni, diventando anche prolisso ed ancora dimostri di non essere entrato nel discorso né di leggere quanto scrivo, né di volerci entrare evitando le mie argomentazioni (tipo quella sul rasoio di Ockham), visto mi fai domande (tipo quella su cosa è la scienza) a cui ho provato più volte a rispondere nel corso di questa discussione, in modo critico e problematico. Se per "perfezionamento" della scienza intendi "necessaria approssimazione verso ", questo concetto, se non specificato, è tanto confuso quanto mistificante (leggasi ultimi miei messaggi, tipo post#78 ). Se invece intendi "perfezionamento" come progresso tecnico o, in qualche caso, come aumento delle cifre significative in un risultato sperimentale, beh certo la scienza o almeno la fisica si "perfeziona" in questo senso. Attento a chiedermi/chiederti il perché, poiché potresti entrare nel tetro regno della filosofia... (ovvero quando rifletti sui significati e sulle interpretazioni ci entri per forza: solo di questo volevo farti rendere conto con queste ampie digressioni fuori tema, di cui pensavo di poter fare a meno, trattandosi di un forum di "filosofia").

Mi dici che non mi soffermo sulle tue risposte. Ti assicuro che l'ho fatto, ma non sono riuscito a comprendere cosa c'entrino con le domande che ho posto. Tu parli, e questo ti ha permesso di scansare le riflessioni, della “mia premessa principale” (teorie perfettamente concorrenti) come se io l'avessi scritta da qualche parte, ma in realtà te lo sei immaginato solo nella tua mente. Io sto ragionando d'altro dall'inizio della discussione. Così come mi ribatti, anche se non era questo l'argomento della discussione, che non ti avrei specificato un esempio di come le ottiche filosofiche personali possano direzionare l'attività -scientifica- di uno scienziato (non ho mica detto che l'uno va per viole e l'altro per rose, suvvia!): ti ho portato esempi del contrario (ipotesi ad hoc dei fisici contemporanei di Einstein, rifiuto degli esperimenti di Aspect con tutto ciò che ne consegue, conclusioni oltremodo affrettate da parte degli sperimentali spinte da bias mentali).

Subito dopo la pubblicazione del mio ultimo post replichi in modo perentorio:
Citazione:
Ma quale anarchia, è la base del metodo scientifico.
dimostrando, ancora una volta, di tenere poco in considerazione quanto scrivono gli altri, visto ho portato le parole di Feynman proprio a testimonianza di ciò che è o dovrebbe essere il metodo scientifico! Parlando poi solo di una profonda analogia con la concezione di anarchia (e fortunamente non è in tema visto, sempre in base al metodo suddetto, ipotizzo il profondo ed accurato dialogo).


Citazione:
Il fisico deve valutare i fatti tentando di farlo in maniera non vincolata ad un certo asserto filosofico di partenza. E per asserto intendo un concetto come, appunto, caso, causalità, determinismo o indeterminismo.
Se parli per principio mi trovi d'accordo, come ho già specificato in precedenza. Le mie argomentazioni riguardano solo il fatto che per lo più ciò non avviene in pratica. Non credo che un fisico si comporti in questa maniera nella realtà di tutti i giorni (a parte qualche lampo di genio che comporta rivoluzioni) ed utilizza eccome il suo imprinting filosofico unito al ragionamento “logico” ed alla sperimentazione(!) ; non lo credo semplicemente perché ne ho esperienza diretta e perché penso che così come non esistano fatti o dati neutri, così non esistono valutazioni dei fatti neutre. La visione che proponi del lavoro dei fisici appare ai miei occhi, veramente senza offesa, un po' disneyana e la posso contestare senza sembrare stia difendendo chissà quale profondo concetto.

L'errore di Einstein, a mio parere, non è stato quello di porsi a priori uno schema filosofico (anche Bohr lo aveva e numerosi sono gli studi delle influenze sul suo lavoro della filosofia di Soren Kierkegaard: la tua firma ad esempio). Einstein, tuttavia, non capì (ed è errore comune) che la sua era appunto solo una possibile filosofia personale che contrasta con la realtà che viene fuori dagli esperimenti quantistici; solo “possibile”, dunque, mentre pensava fosse l'unica ragionevole! Questo l'errore, non il fatto di averla assunta. E su questo non intendo dire altro, mi pare di aver argomentato quanto basta e poi non è strettamente in tema.

Io con i chiarimenti e le puntualizzazioni avrei finito. Ho scritto quel che ho scritto... e mi interesserebbe riflettere IN TEMA (teorie l'una il sottoinsieme di un'altra, significato di ciò, possibilità di confrontarle tra loro e/o con che altro se si accetta l'incommensurabilità, possibile (-?-) superamento del dualismo realismo-idealismo).

Saluti.
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Appunti instabili...

(Quale miglior viaggio, a volte, di allontanarci da noi stessi eppure profondamente ritrovarci)
nexus6 is offline  
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Vecchio 16-01-2009, 06.57.30   #84 (permalink)
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Riferimento: Sui fondamenti della scienza

Citazione:
Originalmente inviato da spirito!libero
Per Giorgio


Io ho negato che qualcuno mi avesse interpretato "quel" Kant.

Saluti
Andrea

Viste le intenzioni di Kant :

" Se dunque con una metafisica sistematica composta seguendo la critica della ragion pura, può essere per l’appunto non difficile il lasciare un legato alla posterità..."

"...ho dovuto dunque eliminare il sapere per fare posto alla fede... "

"....per porre un termine per ogni tempo avvenire a tutte le obiezioni contro la moralità e la religione ..."


e visto che giudichi cogente la Critica della ragione pura è evidente che hai interpretato...( e in modo piuttosto difforme da come Kant ha interpretato quello che lui stesso ha scritto )

Quindi riconcludo: anche tu ti servi di interpretazioni e tu stesso interpreti.
__________________
ut unum sint
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