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| Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere. |
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#41 (permalink) | ||
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Ospite abituale
Data registrazione: 06-01-2009
Messaggi: 111
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Riferimento: Una domanda filosofica ai filosofi: come filosoficamente utilizzate la scienza?
Citazione:
Che i filosofi abbiano sempre le idee chiare e precise sulla realtà degli enti teorici mi è nuova, e considerando la problematicità con cui la filosofia moderna e quella contemporanea parlano della datità del mondo esterno non indugerei nel ritenere questa affermazione una sciocchezza. Riguardo al presunto mare di problemi di cui parli, anche la scienza se vuole parlare di qualcosa sensatamente deve affermare positivamente, cioè deve dire qualcosa che sia determinato e che si opponga al proprio altro, onde evitare di contraddirsi e di parlare del nulla (che è ben diverso dal non dire nulla). Allo stesso modo, la scienza postula l'esistenza del mondo esterno (la sua datità) per analizzarlo, cioè postula la sua realtà, il suo esserci, il suo essere un essente. Questa è certamente una fede, ma la fede opposta consiste nel rilevare l'inesistenza di tale mondo, non la possibilità che sia e non sia stesso, affermazione, questa, autonegantesi (hai presente cosa sia l'elenchos?). D'altra parte bollare come inesistente il mondo che appare è possibile solo sul fondamento del suo stesso apparire, tale che la negazione è negazione di se stessa. Qualsiasi apertura di senso è identica a se stessa e opposta al proprio altro, altrimenti non riuscirebbe nemmeno ad esistere, e qsto è impossibile proprio perchè l'apparire è testimoniato dal dire e dal pensare (e la negazione del dire e del pensare si realizzano solo sul fondamento dell'apparire stesso, negandosi): ogni cosa che appare appare cm se stessa, o non potrebbe nemmeno apparire. Citazione:
Modo spocchioso? ma cosa hai letto? studio il pensiero di Severino da tempo, da un pò di tempo anche con alcuni suoi ex allievi. Che le sue considerazioni vadano contro il tuo modo di pensare (o contro il mio) è irrilevante nella misura in cui non porti argomentazioni convincenti a rilevarne la contraddittorietà |
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#42 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 06-01-2009
Messaggi: 111
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Riferimento: Una domanda filosofica ai filosofi: come filosoficamente utilizzate la scienza?
Citazione:
Nietzsche dice che Dio è morto, dove Dio è ogni eterno, anche quel passato che sembrerebbe rimanere inafferrabile e irraggiungibile. Ma perchè Dio dovrebbe esser morto agli occhi di Nietzsche secondo te? se la morte di Dio è solo uninterpretazione ai suoi occhi perchè mai dovrebbe ritenere necessario l'eterno ritorno? posto che il circolo si costituisce per quella stessa coerenza della morte di Dio che coinvolge anche il passato.. |
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#43 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 13-06-2007
Messaggi: 529
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Riferimento: Una domanda filosofica ai filosofi: come filosoficamente utilizzate la scienza?
Citazione:
Se l'universo è l'unico "eterno", stocasticamente, è destinato a ripetersi, compresa ogni sua manifestazione. Per dirla alla Severino : "tutto è, nulla non è". Penso che Nietsche sia impazzito nel tentativo di spezzare questo circolo vizioso il che, per lo stesso rigore logico che lo contraddistingue, è impossibile, a meno che............ |
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#44 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 06-01-2009
Messaggi: 111
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Riferimento: Una domanda filosofica ai filosofi: come filosoficamente utilizzate la scienza?
Citazione:
La fondazione dell'eterno ritorno è molteplice, le cose si ripetono in quanto non può esserci un inizio assoluto (che negherebbe il divenire rendendo essente il niente) ma nemmeno un infinito passato lineare (o nn si potrebbe arrivare al punto in cui siamo) e dunque necessariamente l'infinito è circolare, ma qsto significa che le configurazioni degli eventi sono necessariamente finite (o un circolo non potrebbe mai concludersi) e finito è lo stesso sostrato universale (se fosse infinito presenterebbe istantaneamente le infinite configurazioni e nessun divenire potrebbe portarne alla luce di nuove). Non capisco il riferimento a Severino, cmq è più probabile che sia impazzito rendendosi conto della contraddittorietà dell'eterno ritorno medesimo. |
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#45 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 13-06-2007
Messaggi: 529
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Riferimento: Riepilogo.
Citazione:
Io propendo per la seconda ipotesi.....Tuttavia non riesco a intravedere una "filososofia del caso" che non risulti una semplice presa d'atto degli eventi.......A meno che il caso stesso non venga interpretato come strumento per perseguire un fine. Ciao. |
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#46 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 06-01-2009
Messaggi: 111
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Riferimento: Riepilogo.
Citazione:
Perchè una filosofia del caso risulterebbe una presa d'atto degli eventi? |
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#47 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 13-06-2007
Messaggi: 529
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Riferimento: Riepilogo.
Citazione:
Perchè, ad esempio, non sarebbe logico attribuire alcun giudizio a un determinato comportamento...Se le leggi di natura fossero tali per caso e noi qui a osservarle per il semplice meccanismo della selezione darwiniana, la società umana avrebbe la stessa dignità esistenziale di una colonia di batteri....E dal punto di vista dell'individuo, limitato nell'arco temporale della sua esistenza, nemmeno l'auspicio della conservazione della specie sarebbe logicamente un fine, perchè l'annichilamento post mortem renderebbe questo scopo del tutto irrilevante ai fini di un'eventuale condivisione di benessere o felività future....Rimarrebbe il puro edonismo di stampo d'annunziano a giustificare, al limite, una vita "gaudente", ma nulla piu'....Le categorie di bene e male sarebbero del tutto inapplicabili se non al contesto della convivenza civile, con lo scopo del mantenimento in essere di una società la cui estinzione, ripeto, sarebbe irrilevante nell'ambito del meccanismo cosmico..... |
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#48 (permalink) | ||||
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Moderatore
Data registrazione: 18-05-2004
Messaggi: 3,077
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Riferimento: Una domanda filosofica ai filosofi: come filosoficamente utilizzate la scienza?
Citazione:
Ho letto il tuo intervento là, ti ringrazio per le questioni che sollevi. Appena riesco, ti risponderò. ![]() Citazione:
Se è di questo che principalmente stavi parlando, allora credo che la pensiamo in ugual modo sulla questione principale. Citazione:
Non entro nella questione specifica del tempo, perché non ho le basi adeguate per discuterla a dovere. Per quanto scrivi non posso che ribadire, sinteticamente, quando già detto in precedenza: - solo il fallibilismo può assicurarci un atteggiamento epistemico salutare verso il mondo; - alcuni risultati scientifici possono risultare molto utili per i filosofi (ciò, naturalmente, non esclude che questi ultimi possano usare male tali risultati). Citazione:
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I sogni non vogliono farvi dormire, al contrario, vogliono svegliare.[René Magritte] www.epicurus.altervista.org |
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#49 (permalink) | ||||
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like nonsoche in rain...
Data registrazione: 22-09-2005
Messaggi: 1,953
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Riferimento: Una domanda filosofica ai filosofi: come filosoficamente utilizzate la scienza?
Citazione:
Citazione:
, al proprio mondo "doxastico" di credenze (centrali, per giunta!) ed in questo caso a quello che accomuna più o meno gran parte degli scienziati. Pochi possono negare al giorno d'oggi che le scienze abbiano radici nella metafisica, ma da qui a dire che le loro attività si basino su atti di fede ce ne passa. In metafisica non si procede mica solo per fede, ma più che altro argomentando/giustificando ciò in cui si crede. Nelle scienze, invece, le ultime e più fondamentali "giustificazioni" provengono dall'esperimento. Nell'altra discussione “anche le scienze vivono di fede” se ne è parlato.Citazione:
Citazione:
Ciao. ![]()
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Appunti instabili... (Quale miglior viaggio, a volte, di allontanarci da noi stessi eppure profondamente ritrovarci) |
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