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Vecchio 18-01-2009, 14.33.17   #1
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2007
Messaggi: 504
La violenza umana

Carissimi amici, gli attuali drammatici fatti di Gaza m'hanno indotto nuovamente a riflettere sulle cause della inumana violenza che condiziona ed altera dannosamente la tranquilla convivenza dell'intero genere umano. Nella consapevolezza che l'essere umano è denominato tale perchè è in possesso di un intelletto ragionante, vogliamo provare ad usarlo correttamente per tentare di capire le cause di tanta violenza col proposito di risanarla migliorando così questa nostra umana esistenza?
In miei precedenti tread avanzai già questa proposta ma furono purtroppo blandamente osservati, ora mi ripeto sperando di incontrare delle adesione collaborative con delle idee in proposito.
Vi prego di non pensare che sia utopistico, SI PUO' FARE,o quantomeno tentare.
Benchè gli studi sulla pace siano generalmente impegnati nell'analisi della guerra e dei danni causati da questa antica pratica degli esseri umani,dobbiamo renderci conto che la guerra stessa non esisterebbe senza complesse strutture sociali che la promuovono,la mettono in pratica,la rendono accettabile e spesso anche attraente. Se si vuole fare una critica seria della guerra ed impegnarsi nella prevenzione bisogna quindi occuparsi di aspetti importanti dal punto di vista causale che riguardano la violenza nella vita quotidiana,e l'attuale incompetenza nel risolvere in modo non violento i conflitti di interesse prima che diventino conflitti.
Già dai primi documenti storici risulta che la violenza,nelle sue varie tipologie di violenza strutturale,diretta e culturale (Galtug,1969,1990,2000) è stata la causa di immense sofferenze per quasi tutta l'umanità,ed è lecito chiedersi di questo fenomeno sociale. Consapevoli però che esiste un numero limitato ma significativo di culture che sono dotati di strumenti per prevenire la violenza,hanno un livello di violenza strutturale molto basso e praticamente non conoscono violenza e guerre. (Bonta 1993,1996,Sponsel e Gregor,1994; Montagu,1999; Fry 2006).Questo fatto solleva l'importante questione della possibile natura violenta degli esseri umani,il chè renderebbe questo tratto culturale inevitabile e molto difficile da sopprimere.
Se la violenza sia perte della natura umana o no,dovrebbe essere lo scopo della nostra ricerca.

un saluto amichevole espert37
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espert37
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#
Vecchio 18-01-2009, 17.57.08   #2
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Data registrazione: 30-08-2007
Messaggi: 661
Riferimento: La violenza umana

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Nella consapevolezza che l'essere umano è denominato tale perchè è in possesso di un intelletto ragionante, vogliamo provare ad usarlo correttamente per tentare di capire le cause di tanta violenza col proposito di risanarla migliorando così questa nostra umana esistenza?

Se pensiamo all'essere umano nella sua evoluzione, in origine la violenza era il modo ovvio per risolvere i conflitti, nati dalla competizione per le risorse. Poi ci siamo evoluti, e si sono trovati modi per risolvere i conflitti senza violenza, o con pochissima violenza. In europa, ad esempio, da sessant'anni non ci sono guerre.

Alcune volte però questi metodi non funzionano, come in Israele. Perché? Difficile dirlo. Quando i meccanismi umani non funzionano, di solito alla base c'è chi vuole "fare il furbo". Qua lo hanno fatto sia gli israeliani, che hanno disatteso tutte le risoluzioni ONU, a partire da quella del 1947 che divideva tra arabi ed israeliani la terra, sia i vari paesi arabi, che hanno interesse a mantenere vivo il conflitto.
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Vecchio 18-01-2009, 17.57.23   #3
like nonsoche in rain...
 
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Data registrazione: 22-09-2005
Messaggi: 1,956
Riferimento: La violenza umana

Tema troppo alto per me quello della violenza umana, così come l'hai impostato. Cosa si intende innanzitutto per “violenza”? Tu che cerchi di farmi cambiare idea è violenza? L'autorità è violenza? Quella psicologica lo è o solo quelle fisiche? E' violenza farmi sottostare a regole che non condivido? E' violenza solo quella delle bombe oppure le decisioni di pochi persone che direzionano i destini degli altri miliardi? Certo che è parte della natura umana, si dà nel mondo, ma bisogna vedere a che livello, bisogna scorgerne le cause e se non sia possibile che i conflitti interiori, l'esistenza conflittuale dell'uomo che cerca come essenza di separarsi dall'essenza, possano trovare altro sfogo, altra risoluzione che non l'esplicita violenza, la sopraffazione dell'uomo su di un altro uomo. Voglio credere che ciò sia possibile. E sono d'accordo con te, tra le concause principali ci sono le strutture sociali ed economiche che sostengono guerre, genocidi, terrorismi e violenze di vario genere e pare rendano inevitabile pensare che stia proprio nella profondità dell'uomo il cancro, il bubbone che secerne questa sostanza. Ma attento, Espert: potrebbe anche essere che questo sia solo ciò che vogliono farti credere, ciò che vuole farti credere la religione, la politica e le varie psicologie di stato che, per loro intrinseca natura, tendono alla conservazione dello stato di cose passato e presente e tendono a farti pensare, come dici, in termini di attrazione e fascino per i conflitti. Non c'è nulla di più sciocco del "si vis pacem para bellum" o almeno voglio pensare sia così. Ma non dobbiamo cadere nel pacifismo da quattro soldi, quello che ammazza con il suo silenzio come le guerre, dobbiamo pensare in profondità ed è quello che chiedi di fare.

Mi viene in mente un film di Stanley Kubrick "Full Metal Jacket" dove il protagonista, il soldato Joker in Vietnam, ha l'elmetto con su scritto "Born to Kill" (nato per uccidere) ed appuntata all'uniforme la spilla con il logo della pace, quello che andava negli anni '70; un superiore nota questa apparente assurdità di accostamento e gli chiede una cosa del tipo "giovanotto, attento a te, che vorrebbe dire?!" e lui: "è un riferimento alla ambiguità e dualità umana... una cosa di Jung". Da una prospettiva psicoanalitica la vedeva Kubrick.

E' vero ci sono tanti studi antropologici su culture “altre” rispetto alla nostra che si son date nel corso dei secoli strutture differenti da quelle gerarchiche e autoritarie in cui siamo abituati a vivere e pare che le violenze sociali siano o siano state molto limitate. In certe popolazioni, considerate “primitive”, i conflitti sociali si spostavano nella sfera dell'immaginario personale e lì l'uomo combatteva con se stesso la lotta contro i demoni affinché non fosse socialmente violento e autoritario con gli altri. Una risoluzione interiore dei conflitti.

Potrei farti delle proposte per ridurre le attuali disparità sociali mondiali che credo, ripeto, siano tra le cause principali della violenza planetaria, quella globalizzata che si attua tra stati e culture differenti. Proposte pseudo-economiche che sembrano utopiche, ma io credo non lo siano; rappresenterebbero solo un tentativo di defibrillazione, diciamo.

Quanto sono belli però gli alti discorsi, parlare sui massimi sistemi e citare i filosofi antichi, come Kubrick; non sarebbe tuttavia più semplice e necessario domandarsi, ognuno tra sé e sé: perché sono violento?


Un saluto amichevole anche a te.
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Vecchio 18-01-2009, 20.26.23   #4
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Messaggi: 2,007
Riferimento: La violenza umana

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Carissimi amici, gli attuali drammatici fatti di Gaza m'hanno indotto nuovamente a riflettere sulle cause della inumana violenza che condiziona ed altera dannosamente la tranquilla convivenza dell'intero genere umano. Nella consapevolezza che l'essere umano è denominato tale perchè è in possesso di un intelletto ragionante, vogliamo provare ad usarlo correttamente per tentare di capire le cause di tanta violenza col proposito di risanarla migliorando così questa nostra umana esistenza?
In miei precedenti tread avanzai già questa proposta ma furono purtroppo blandamente osservati, ora mi ripeto sperando di incontrare delle adesione collaborative con delle idee in proposito.
Vi prego di non pensare che sia utopistico, SI PUO' FARE,o quantomeno tentare.
Benchè gli studi sulla pace siano generalmente impegnati nell'analisi della guerra e dei danni causati da questa antica pratica degli esseri umani,dobbiamo renderci conto che la guerra stessa non esisterebbe senza complesse strutture sociali che la promuovono,la mettono in pratica,la rendono accettabile e spesso anche attraente. Se si vuole fare una critica seria della guerra ed impegnarsi nella prevenzione bisogna quindi occuparsi di aspetti importanti dal punto di vista causale che riguardano la violenza nella vita quotidiana,e l'attuale incompetenza nel risolvere in modo non violento i conflitti di interesse prima che diventino conflitti.
Già dai primi documenti storici risulta che la violenza,nelle sue varie tipologie di violenza strutturale,diretta e culturale (Galtug,1969,1990,2000) è stata la causa di immense sofferenze per quasi tutta l'umanità,ed è lecito chiedersi di questo fenomeno sociale. Consapevoli però che esiste un numero limitato ma significativo di culture che sono dotati di strumenti per prevenire la violenza,hanno un livello di violenza strutturale molto basso e praticamente non conoscono violenza e guerre. (Bonta 1993,1996,Sponsel e Gregor,1994; Montagu,1999; Fry 2006).Questo fatto solleva l'importante questione della possibile natura violenta degli esseri umani,il chè renderebbe questo tratto culturale inevitabile e molto difficile da sopprimere.
Se la violenza sia perte della natura umana o no,dovrebbe essere lo scopo della nostra ricerca.

un saluto amichevole espert37

Violenza ha un connotato morale e quindi un giudizio su quali atti siano violenti è relativo alla morale di riferimento ed in ultima analisi alla coscienza individuale.
Quello che per uno è un atto violento per un altro può essere un atto legittimo e viceversa.

Se la violenza sia parte della natura umana dipende dall'antropologia che ognuno assume.

Per Galimberti, così scrive nella sua enciclopedaia di psicologia, la violenza è un tratto costitutivo della natura umana.

J. P. Faye ha scritto che " ogni società si costituisce nel momento in cui si dà la narrazione della sua violenza."

Ciao
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Ultima modifica di Giorgiosan : 19-01-2009 alle ore 13.25.26.
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Vecchio 18-01-2009, 20.44.24   #5
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Riferimento: La violenza umana

Carissimo Nexsus6,Copio ed incollo quì sotto la tua ultima frase:

Quanto sono belli però gli alti discorsi, parlare sui massimi sistemi e citare i filosofi antichi, come Kubrick; non sarebbe tuttavia più semplice e necessario domandarsi, ognuno tra sé e sé: perché sono violento?

E' proprio questo il punto iniziale da dove dovrebbe partire la nostra ricerca;Cercare lo strumento per poter eliminare la violenza che a suo tempo è entrata a far parte dell'intelletto umano,dentro di noi,quella che ci fa reagire al male con il male, e precisamente da quando l'uomo a cominciato a produrre per il proprio sostentamento. Come ho già scritto nel precedente intervento, come appreso da documentazioni abbastanza fondate a credibili, per vari milleni durante i quali l'umanità era composta da cacciatori e raccoglitori,la violenza era inesistente.
In risposta alla tua domanda, penso che non sia violenza tutto ciò che non è imposto con la forza,fisica o psichica,ma trasmesso con la convinzione e l'istruzione.

Buona serata espert37
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Vecchio 19-01-2009, 09.11.39   #6
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Riferimento: La violenza umana

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Violenza ha un connotato morale e quindi un giudizio su quale atti siano violenti è relativo alla morale di riferimento ed in ultima analisi alla coscienza individuale.
Quello che per uno è un atto violento per un altro può essere un atto legittimo e viceversa.

Se la violenza sia parte della natura umana dipende dall'antropologia che ognuno assume.

Per Galimberti, così scrive nella sua enciclopedaia di psicologia, la violenza è un tratto costitutivo della natura umana.

J. P. Faye ha scritto che " ogni società si costituisce nel momento in cui si dà la narrazione della sua violenza."

Ciao

Carissimo Giorgiosan, anch'io ho trovato varie definizioni circa la violenza umana,c'è chi afferma anche che la violenza è parte integrante della natura umana,ma in ultima analisi,dopo varie ricerche tra antropologi, scienziati ,sociologi ed anche biologi, che eventualmente più avanti potrò andarti ad elencare,ho raggiunto la ferma convinzione che in natura la violenza è entrata ad occupare
l'intelletto umano in un preciso momento della sua evoluzione,e precisamente da quando l'uomo ha cominciato a produrre oltre al proprio fabbisogno di sostentamento al fine di soddisfare le proprie superflue esigenze materiali.

Relativamente alla sottostante tua definizione:

Violenza ha un connotato morale e quindi un giudizio su quale atti siano violenti è relativo alla morale di riferimento ed in ultima analisi alla coscienza individuale.
Quello che per uno è un atto violento per un altro può essere un atto legittimo e viceversa.

Sulle basi di questa tua definizione, si può dedurre che ogni delitto è relativo alla morale di riferimento ed alla coscienza individuale.(molti ladri sono convinti che sia giusto rubare)Non credi che l'etica e la tradizione correttamente interpretata non ci possa dare una guista definizione di violenza? All'esterno di ogni coscienza individuale? A mio avviso penso che democraticamente si possa stabilire una giusta definizione di violenza o non violenza relativamente all'essere umano.
Gli antopologi e gli studiosi sono molteplici penso che il meno errato stia in ciò che esprime la maggioranza di loro; o sono in errore?

Ciao espert 37
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Vecchio 19-01-2009, 14.02.54   #7
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Riferimento: La violenza umana

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Carissimo Giorgiosan, anch'io ho trovato varie definizioni circa la violenza umana,c'è chi afferma anche che la violenza è parte integrante della natura umana,ma in ultima analisi,dopo varie ricerche tra antropologi, scienziati ,sociologi ed anche biologi, che eventualmente più avanti potrò andarti ad elencare,ho raggiunto la ferma convinzione che in natura la violenza è entrata ad occupare
l'intelletto umano in un preciso momento della sua evoluzione,e precisamente da quando l'uomo ha cominciato a produrre oltre al proprio fabbisogno di sostentamento al fine di soddisfare le proprie superflue esigenze materiali.

Relativamente alla sottostante tua definizione:

Violenza ha un connotato morale e quindi un giudizio su quale atti siano violenti è relativo alla morale di riferimento ed in ultima analisi alla coscienza individuale.
Quello che per uno è un atto violento per un altro può essere un atto legittimo e viceversa.

Sulle basi di questa tua definizione, si può dedurre che ogni delitto è relativo alla morale di riferimento ed alla coscienza individuale.(molti ladri sono convinti che sia giusto rubare)Non credi che l'etica e la tradizione correttamente interpretata non ci possa dare una guista definizione di violenza? All'esterno di ogni coscienza individuale? A mio avviso penso che democraticamente si possa stabilire una giusta definizione di violenza o non violenza relativamente all'essere umano.
Gli antopologi e gli studiosi sono molteplici penso che il meno errato stia in ciò che esprime la maggioranza di loro; o sono in errore?

Ciao espert 37

La coscienza individuale è la norma ultima di ogni morale.
Quello che si può definire democratico, e ci sono diverse concezioni di democrazia, ha poco a che vedere con la coscienza morale.

Non credo alla concezione che vede nello stato una fonte di etica, lo stato etico è una delle peggiori aberrazioni morali.

Legge e morale, nella realtà, non necessariamente coincidono,ma se si vuole sapere ciò che è violenza per lo stato basta leggere il codice penale.

Per la morale nessuna norma è assoluta e non potrebbe esserlo, senza togliere alla coscienza il suo ruolo unico e indiscutibile di unico giudice della condotta.

In scienza morale, la coscienza deve essere sempre seguita anche se oggettivamente possa dirsi erronea ed io sono convintissimo della giustezza di questo postulato.
Chi segue sempre la propria coscienza ha una dirittura morale.

La coscienza non è una realtà statica ma dinamica in evoluzione o involuzione e chi segue la propria coscienza, il che è per tutti difficile, è in fase evolutiva.

Inutile oggi l'appello ad una morale condivisa, e poi a quale? La mia ? La tua?
O ad una qualsiavoglia morale dogmatica?
Non sarebbe un appello giusto.

I recentissimi ed ancora attuali avvenimenti in Israele e Palestina non possono essere giudicati con la scure, ci sono ragioni degli uni e degli altri. Stabilire quali abbiano maggior peso e se ci siano ragioni di maggior peso, dipende da una valutazione personale.
Ognuno in effetti li giudica secondo proprii criteri.

Una discussione su questo evento è oggi assai prematura a meno che uno non si consideri informato per aver letto qualche quotidiano o aver assistito a qualche trasmissione televisa.
Personalmente non mi sento ancora esaurientemente informato.

Se vogliamo andare alla vera radice del problema concordo e mi identifico con quanto ha scritto Nexus6:

non sarebbe tuttavia più semplice e necessario domandarsi, ognuno tra sé e sé: perché sono violento?

Ciao
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Ultima modifica di Giorgiosan : 19-01-2009 alle ore 17.05.58.
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Vecchio 19-01-2009, 14.39.18   #8
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Riferimento: La violenza umana

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
La coscienza individuale è la norma ultima di ogni morale.
Quello che si può definire democratico, e ci sono diverse concezioni di democrazia, ha poco a che vedere con la coscienza morale.

Non credo alla concezione che vede nello stato una fonte di etica, lo stato etico è una delle peggiori aberrazioni morali.

Legge e morale, nella realtà, non necessariamente coincidono affatto.
mase si vuole sapere ciò che è violenza per lo stato basta leggere il codice penale.

Per la morale nessuna norma è assoluta e non potrebbe esserlo, senza togliere alla coscienza il suo ruolo unico e indiscutibile di unico giudice della condotta.

In scienza morale, la coscienza deve essere sempre seguita anche se oggettivamente possa dirsi erronea ed io sono convintissimo della giustezza di questo postulato.
Chi segue sempre la propria coscienza ha una dirittura morale.

La coscienza non è una realtà statica ma dinamica in evoluzione o involuzione e chi segue la propria coscienza, il che è per tutti difficile, è in fase evolutiva.

Inutile oggi l'appello ad una morale condivisa, e poi a quale? La mia ? La tua?
O ad una qualsiavoglia morale dogmatica?
Non sarebbe un appello giusto.

I recentissimi ed ancora attuali avvenimenti in Israele e Palestina non possono essere giudicati con la scure, ci sono ragioni degli uni e degli altri. Stabilire quali abbiano maggior peso e se ci siano ragioni di maggior peso, dipende da una valutazione personale.
Ognuno in effetti li giudica secondo proprii criteri.

Una discussione su questo evento è oggi assai prematura a meno che uno non si consideri informato per aver letto qualche quotidiano o aver assistito a qualche trasmissione televisa.
Personalmente non mi sento ancora esaurientemente informato.

Se vogliamo andare alla vera radice del problema concordo e mi identifico con quanto ha scritto Nexus6:

non sarebbe tuttavia più semplice e necessario domandarsi, ognuno tra sé e sé: perché sono violento?

Ciao

carissimo Giorgiosan, Come ho già risposto a Nexus6 la mia ricerca ha inizio proprio da quella domanda in calce al tuo ultimo intervento: Perchè sono violento?
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Riferimento: La violenza umana

Carissimo Giorgiosan condivido fermamente quanto tu affermi, che chi segue la coscienza, come daltronde anch'io ho sempre affermato,è in fase evolutiva e si sta affermando.Ma tutte le altre espressioni mi lasciano un tantino perplesso.
Lungi da me il voler giudicare la controversia israele-palestinese,questo fatto ha contribuito a farmi pensare alla violenza umana e null'altro.

In ultima analisi,non credo di aver proposto una cosa assurda o definita irrealizzabile,cioè tentativo inutile.
Ti prego di credermi; io avendo lavorato un poco sul mio pensiero,ponendomi ogni tanto in seria meditazione ed ascoltando la mia coscienza quale tramite tra me e la mia spiritualità, ora non posso esimermi di amare chiunque, sopratutto chi mi è lontano ed inconsapevolmente mi ha anche fatto del male.La violenza in me ha perduto la sua residenza; Per quale motivo non può allontanarsi anche da altri come me?

Ciao e buona serata. espert37
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Vecchio 19-01-2009, 19.21.00   #10
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Carissimi amici, gli attuali drammatici fatti di Gaza m'hanno indotto nuovamente a riflettere sulle cause della inumana violenza che condiziona ed altera dannosamente la tranquilla convivenza dell'intero genere umano. Nella consapevolezza che l'essere umano è denominato tale perchè è in possesso di un intelletto ragionante, vogliamo provare ad usarlo correttamente per tentare di capire le cause di tanta violenza col proposito di risanarla migliorando così questa nostra umana esistenza?
In miei precedenti tread avanzai già questa proposta ma furono purtroppo blandamente osservati, ora mi ripeto sperando di incontrare delle adesione collaborative con delle idee in proposito.
Vi prego di non pensare che sia utopistico, SI PUO' FARE,o quantomeno tentare.
Benchè gli studi sulla pace siano generalmente impegnati nell'analisi della guerra e dei danni causati da questa antica pratica degli esseri umani,dobbiamo renderci conto che la guerra stessa non esisterebbe senza complesse strutture sociali che la promuovono,la mettono in pratica,la rendono accettabile e spesso anche attraente. Se si vuole fare una critica seria della guerra ed impegnarsi nella prevenzione bisogna quindi occuparsi di aspetti importanti dal punto di vista causale che riguardano la violenza nella vita quotidiana,e l'attuale incompetenza nel risolvere in modo non violento i conflitti di interesse prima che diventino conflitti.
Già dai primi documenti storici risulta che la violenza,nelle sue varie tipologie di violenza strutturale,diretta e culturale (Galtug,1969,1990,2000) è stata la causa di immense sofferenze per quasi tutta l'umanità,ed è lecito chiedersi di questo fenomeno sociale. Consapevoli però che esiste un numero limitato ma significativo di culture che sono dotati di strumenti per prevenire la violenza,hanno un livello di violenza strutturale molto basso e praticamente non conoscono violenza e guerre. (Bonta 1993,1996,Sponsel e Gregor,1994; Montagu,1999; Fry 2006).Questo fatto solleva l'importante questione della possibile natura violenta degli esseri umani,il chè renderebbe questo tratto culturale inevitabile e molto difficile da sopprimere.
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La cultura occidentale segue il vento d’America e durante gli otto anni della presidenza Bush quel vento è stato un vento di guerra perché Bush ha promesso a noi ed ai nostri figli una “enduring war”, cioè una guerra infinita. E la violenza sta alla guerra come il cacio sta ai maccheroni.

Se dall’America arriverà un vento di pace la violenza nel mondo si stempererà.

__________________


"Non avrai altro Dio all'infuori di me, spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est dicevan che in fondo era uguale.

Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male.
http://www.youtube.com/watch?v=jyL5pCtPr8w
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