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Vecchio 19-03-2009, 21.51.10   #21 (permalink)
Ospite
 
Data registrazione: 09-03-2009
Messaggi: 18
Riferimento: Locke e l'argomento contro le idee innate

Citazione:
Originalmente inviato da Crono80
mm... puo' essere.

noi abbiamo a priori una serie di "formine" vuote che si riempiono poi con la "sabbia" dell'esperienza percettiva costruendo i "castelli" del vissuto.

e per le idee meta fisiche?

in un topic proprio su un dibattito simile che avevo aperto (là pero' restringevo il campo alla natura della logica e del ragionamento) proponevo una cosa semplice:

le idee che percepiamo come metafisiche sono solo analogie casuali e non correlate direttamente alla realtà, che insorgono spontaneamente e senza apparente causa nella mente.

Per questo spesso è possibile "pensare" (anche se non visualizzare, odorare, tastare ecc a livello anche solo mentale) a idee paradossali o a astrazioni "ultime" e "perfette" partendo dai dati "grezzi" e "Imperfetti" della realtà dei fatti.
(il "salto" mentale (intuito?) che amalgama diversi aspetti cmq percepiti in un mosaico che senso fisico non ne ha, è dovuto, scnd me, al semplice caso.)

La vera forza della mente sta nel fatto che sempre e cmq questi flussi di pensiero siano vagliati da un "io" critico e dotato di "finalità" sempre presente nella ns volontà. Ma anche qui la cosa potrebbe emergere dalla natura delle ns stesse strutture psichiche atte a fare da "specchio" alla realtà.

Per le idee metafisiche Basta rifarsi a kant:
NOn basta immaginare di avere 30 monete (talleri) in tasca perche questi ci siano davvero, o non basta immaginare l'ippogrifo sulla luna perchè questo si materializzi li.
Il fatto che una cosa sia concepibile non vuol dire che abbia una realtà oggettiva (se non come oggetto del nostro pensiero).
Questo è il potere di astrazione della mente.
In passato 8ed anche oggi) si è fatto spesso consderazione: alcune idee che parevano essere condivise da tutti gli esseri umani si è ritenuto avessero una loro realta' al di fuori della nostra mente, il che è anche plausibile visto che cio' che alla fine esiste nella realtà lascia una sua impressione nella coscienza, su cui poi la mente elabora.Tuttavia non è sempre vero il contrario.
Ora che abbiamo più strumenti (sia tecnici che logici, insomma scientifici) per distinguere la realtà dall'apparenza in maniera piu' sofisticata (ovviamente c'e tutto il problema dell'interpretazione della realtà che è sempre mediata dalla nostra coscienza), certe concezioni secondo me dovrebbero essere riviste.
tunequris is offline  
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Vecchio 20-03-2009, 10.20.43   #22 (permalink)
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-05-2007
Messaggi: 190
Riferimento: Locke e l'argomento contro le idee innate

Citazione:
Originalmente inviato da tunequris
Per le idee metafisiche Basta rifarsi a kant:
NOn basta immaginare di avere 30 monete (talleri) in tasca perche questi ci siano davvero...
Il fatto che una cosa sia concepibile non vuol dire che abbia una realtà oggettiva (se non come oggetto del nostro pensiero).
Questo è il potere di astrazione della mente.

Sicuramente, la critica di kant si focalizza sui limiti della ragione quando tenti di indagare proposizioni indimostrabili empiricamente e logicamente.

Ma qui volevo andare oltre. Chiediamoci le cause, chiediamoci il "come": da dove deriva la logica stessa (è normativa, descrittiva, entrambe?) e da dove ci arrivano idee che in natura non sono immediatamente "sublimabili" in astrazioni (ex. un disegno di una scala impossibile, di un'illusione ottica, o peggio idee fumose come la "complementarietà" quantistica ecc o idee sul sesso degli angeli e altre chicche meta-fisiche)?

Ecco io tentavo di dire che anche queste idee metafisiche (che richiedono spiegazioni e non si accontentano di una semplice proposta empirista) a ben vedere sono esse stesse facilmente ricavabili dall'esperienza percettiva che abbiamo del mondo, basta aggiungere un elemento destabilizzante come la casualità.
Mi spiego meglio con un esempio concreto.
Immaginiamo la scala impossibile. Essa deriva dall'esperienza di una scala ordinaria+l'esperienza del paradosso (forse inesprimibile a livelli totalmente astratti) della circolarità+un salto casuale (almeno molto probabilmente).

per contro non si da il caso (a livello consapevole e cognitivo) di potersi immaginare davvero qualcosa, almeno nella sua percezione totale e completa che davvero sia avulsa totalmente dall'esperienza (ad. es. come possa essere uno spazio geometrico a 4 dimensioni).

ecco xkè sostanzialmente sto con locke.


Citazione:
Originalmente inviato da tunequris
Ora che abbiamo più strumenti (sia tecnici che logici, insomma scientifici) per distinguere la realtà dall'apparenza in maniera piu' sofisticata (ovviamente c'e tutto il problema dell'interpretazione della realtà che è sempre mediata dalla nostra coscienza), certe concezioni secondo me dovrebbero essere riviste.

in che senso? poi... una curiosità, tu come la pensi sul tema locke?

grazie ciao!
Crono80 is offline  
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Vecchio 22-03-2009, 10.09.35   #23 (permalink)
Ospite
 
Data registrazione: 09-03-2009
Messaggi: 18
Riferimento: Locke e l'argomento contro le idee innate

Citazione:
Originalmente inviato da Crono80
Sicuramente, la critica di kant si focalizza sui limiti della ragione quando tenti di indagare proposizioni indimostrabili empiricamente e logicamente.

Ma qui volevo andare oltre. Chiediamoci le cause, chiediamoci il "come": da dove deriva la logica stessa (è normativa, descrittiva, entrambe?) e da dove ci arrivano idee che in natura non sono immediatamente "sublimabili" in astrazioni (ex. un disegno di una scala impossibile, di un'illusione ottica, o peggio idee fumose come la "complementarietà" quantistica ecc o idee sul sesso degli angeli e altre chicche meta-fisiche)?

Ecco io tentavo di dire che anche queste idee metafisiche (che richiedono spiegazioni e non si accontentano di una semplice proposta empirista) a ben vedere sono esse stesse facilmente ricavabili dall'esperienza percettiva che abbiamo del mondo, basta aggiungere un elemento destabilizzante come la casualità.
Mi spiego meglio con un esempio concreto.
Immaginiamo la scala impossibile. Essa deriva dall'esperienza di una scala ordinaria+l'esperienza del paradosso (forse inesprimibile a livelli totalmente astratti) della circolarità+un salto casuale (almeno molto probabilmente).

per contro non si da il caso (a livello consapevole e cognitivo) di potersi immaginare davvero qualcosa, almeno nella sua percezione totale e completa che davvero sia avulsa totalmente dall'esperienza (ad. es. come possa essere uno spazio geometrico a 4 dimensioni).

ecco xkè sostanzialmente sto con locke.




in che senso? poi... una curiosità, tu come la pensi sul tema locke?

grazie ciao!


Io sono essenzialmente d'accordo con Locke, accostando alle sue intuizioni filosofiche, scoperte scientifiche come l'evoluzionismo e l'ereditarietà genetica dei caratteri.
Sono contrario alla reificazione di enti astratti (ossia ritenere "res" tutti gli oggetti del pensiero, e ritenere, per il solo fatto di poter concepire qualcosa che questa esista o sia conoscibile) e credo che in passato questo processo di reificazione potesse essere anche logicamente plausibile e coerente. Tuttavia oggi, tenendo conto delle conquiste della scienza, credo che credere nell'esistenza reale delle idee (logiche o morali che siano), per il solo fatto che sono ben chiare alla nostra mente, sia un abuso inguistificabile della ragione.
tunequris is offline  
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