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Vecchio 21-04-2009, 16.24.18   #1 (permalink)
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Data registrazione: 10-06-2007
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Difficile oggi l'amore

Difficile il mestiere del filosofo, certo, ma anche il mestiere di religioso. Scusate, non voglio fare anche della religione una questione di mestiere, anche se qualche volta si potrebbe esserne tentati davanti a certi atteggiamenti e certi modi di parlare del tutto prevedibili se non retorici. Così per dovere d’ufficio la chiesa cattolica si è espressa tante volte contro la cultura laica senza troppo sorprenderci, mentre sembra più restia a pronunciarsi contro le altre religioni. E da una parte questo potrebbe rappresentare una felice correzione del comportamento che la chiesa ha adottato nei secoli passati, con tutte le conseguenze che ne sono derivate ….Sì, può essere che questo rappresenti una correzione giusta e forse perfino un ritorno alla nobiltà delle origini, voglio dire all’umiltà dei Vangeli. Oggi d’altra parte sembra che lo stesso concetto di dogma stia tramontando e perfino il rispetto che si tributava al decalogo e, con esso, quello che si diceva dell’inferno e del paradiso. Bene dunque, coraggio sulla via di una nuova grande riforma. Vorrei però vedere che cosa ne è dell’amore.
Sì proprio dell’amore che si dice sia l’essenza della nostra religione in confronto alle altre. Anche se dopo tutto è questo un pregio che dopo le prime effusioni non ha trascinato gli animi e non si può dire che abbia caratterizzato la civiltà cristiana – se ricordiamo le feroci crociate e i roghi di eretici e di filosofi, mentre ora, di fronte a forze apertamente avverse ai cristiani, tale verità dell’amore sembra poco più che una trepida aspirazione, che si è costretti ad affermare nelle grandi occasioni e nelle benedizioni urbi et orbi. Eppure il problema c’è, voglio dire la questione se è veramente sostenibile, al di fuori delle professioni generiche, la parità di tutti davanti alla fede, e se quindi anche i kamikaze sono degni di comprensione e d’amore: se quella lotta di civiltà che si è rimproverato a Huntington di aver affermato non sia invece ancora e sempre una lotta fra religioni… Infatti quell’”ama il tuo prossimo” non dovrebbe vietare di opporsi a lui nelle questioni fondamentali, ossia quelle che riguardano la verità e il dovere? E invece sentiamo una stretta al cuore quando vediamo gettare quelle bombe in mezzo alla folla e un popolo opporsi, sempre in nome di Dio, alla fede di un altro: l’amore, sì, ma l’amore non dovrebbe spingerci a dare ragione all’altro anche quando insulta e minaccia? Se oggi ci fosse Gesù, da che parte starebbe? Forse – come nella dostoevskiana leggenda - dovrebbe essere scacciato dal grande inquisitore, o dovrebbe lasciarsi crocifiggere ancora una volta?
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Vecchio 05-05-2009, 21.58.30   #2 (permalink)
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Riferimento: Difficile oggi l'amore

Io sono convinto che una società perfettamente cristiana, che non coincida con l'intera umanità, sarebbe una società spacciata nello sviluppo storico.
La vita sulla terra, o più semplicemente la supremazia politica-culturale-economica, non sono miseri obiettivi rispetto alla promessa di vita eterna?

Una ipotetica nuova incarnazione di Dio subirebbe la sorte narrata da Ivan Karamazov? Non lo so, ma certo il sospetto è lecito.

E' la contraddizione che già Hobbes e Locke avevano intravisto, l'uomo che deve obbedire a due poteri non coincidenti si troverà in conflitto con sé stesso. Per questo Hobbes tentò di farli coincidere, mentre Locke delegittimò la chiesa cattolica (oltre all'ateismo) come soggetti da tollerare.

Col terrorismo islamico, e con lo scontro di civiltà, il dilemma si ripresenta nei termini: fedeltà all'amore cristiano o perseguimento della sicurezza della società. Ma è un problema che in realtà possiamo vivere quotidianamente, nel nostro piccolo. Come suonerebbe ironica oggi la frase, come già notava Voltaire (se non ricordo male): "Guarda questi cristiani come si amano!"
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Vecchio 06-05-2009, 16.32.47   #3 (permalink)
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Messaggi: 1,272
Riferimento: Difficile oggi l'amore

Certo, S.B., hai messo in evidenza le difficoltà dell’amore lasciando da parte la retorica e appellandoti alla realtà della storia. Oggi poi l’amore diventa ancora più arduo non solo per lo scatenarsi delle rivalità politiche ma per la facilità delle comunicazioni, per il fatto che tutto è sotto gli occhi di tutti. E se non bastano le divisioni fra gli individui, è come se quelle antiche rivalità fra tribù che si contendevano il diritto all’adorazione dell’unico dio vero, fossero divenute rivalità fra popoli interi, o (come si suol dire) fra civiltà.
Però vorrei capire anche le ragioni degli oppositori, di coloro che dicono che sono sante parole, quelle dei missionari d’amore, ma impossibili da mettere in pratica. E di coloro che addirittura ricordano che nella scienza entra la parola amore, fondamentalmente, a fini evoluzionistici. Ebbene, è certo che il considerare tutti uguali impedirebbe qualunque evoluzione ma anche qualunque progresso, che può attuarsi solo attraverso una diversificazione, al di là delle effusioni politicamente corrette ma non so quanto sincere di anticolonialisti e antirazzisti che sembrerebbero disposti a vivere nei deserti o nella foresta.
Forse c’è chi invece di guardare al fine preferisce guardare nel profondo. Ma ha valore un’unità non raggiunta con la coscienza ma con uno sprofondarsi nell’incoscienza se non nell’ebbrezza o nella danza selvaggia? Il coro dei satiri – scrive Nietzsche – non mantiene l’umanità nell’illusorio e nell’apparente, ma rivela ciò che è là, sotto il velo di Maia, a indicare la primigenia unità. Eppure no, la vera unità non è quella che sta alla base ma al culmine della torre, non al principio ma alla fine, non è quella proclamata dagli assertori dei diritti umani come diritti di natura. I diritti non sono dettati dalla natura, ma sono inventati, modificati, traditi o cancellati dagli uomini mirando a un’unità che giustamente è ideale perché va oltre le diversità: fra animali e uomini, fra donne e maschi, fra poveri e ricchi – cioè contro quella legge della diversità che sembra aver caratterizzato l‘evoluzione (si spera) solo fino all’apparire dell’uomo.
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Vecchio 08-05-2009, 14.29.19   #4 (permalink)
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Riferimento: Difficile oggi l'amore

Del resto non è impossibile che l'amore stia al fondamento e al fine. Unità originaria e tra guardo da conseguire. Ma certamente quello che crea problema all'uomo è appunto l'amore da conseguire. Quale amore, come conseguirlo? Come, soprattutto, conciliarlo (subordinarlo) con altri interessi. Visto che sembra essere questo che sostengono gli "oppositori".

C'è chi pensa di decidere caso per caso, c'è chi prende decisioni irrevocabili una volta per tutte, in un senso o nell'altro. E anch'io, lo confesso, sento un po' il fascino di quell'estremismo cristiano dell'amore.
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