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Vecchio 13-09-2009, 15.11.09   #51
chlobbygarl
Lance Kilkenny
 
Data registrazione: 28-11-2007
Messaggi: 362
Riferimento: Il mistero del miracolo

Sappiamo dalla fisica e dalla filosofia della scienza che le leggi sperimentali non hanno che un minimo valore descrittivo, mentre ne hanno uno previsionale.Sappiamo che tale giudizio di relativa descrittività viene riferito a proposizioni altamente sistematizzate e formalizzate.

La proposizione

"dio è infinitamente buono"

fa parte di insiemi di analoghe e varie che formano il testo biblico, per nulla sistematizzato secondo i principii della logica formale.Per questo la stessa non può essere compiutamente descrittiva della dottrina che pure in parte esprime.

Quando per assurdo si pensasse il contrario, l'asserzione "dio è infinitamente buono" non potrebbe mai essere messa in contraddizione logica con la 'sperequazione distributiva dei miracoli' perchè il suo carattere non sarebbe nè previsionale e nemmeno descrittivo, non avendo la medesima la possibilità di essere assurta al ruolo di legge teorica del cristianesimo essendo alcune evidenze alla stessa riferibili per nulla coerenti con essa e nemmeno fra di sè.

Anche il suo carattere di previsionalità infine è nullo, in quanto il concetto che sottende, vale a dire la infinità bontà di dio, prende senso secondo fattori che hanno carattere di:

a-incommensurabile, essendo legati a loro volta al concetto filosofico e matematico-convenzionale di infinito.
b-relativo, ad un atto di comprensione intrinsecamente a-razionale, quale quello per cui "bontà infinita" si associa nel testo biblico a proposizioni quali "entreranno nel regno dei cieli [solo] coloro che..."
c-relativo, alla variabile temporale dell'estrinsecarsi di questa bontà: appare ovvio che giudicare l'incoerenza paradossale di un dio infinitemente buono (e però metafisico, ultraterreno) presuntamente ingiusto nel non elargire miracoli a tutti gli uomini (fisici e terreni) è un non senso logico.In tal caso infatti l'orizzonte della bontà misurata sarebbe solo quello della vita terrena, mentre il 'pacchetto' che quel dio offre è fatto di una dimensione ultraterrena che ai fini della maggiore o minore aderenza al concetto della di lui bontà infinita è fondamentale: lo stesso figlio di dio non salva sè stesso con un miracolo e traccia invece quella via di dolore in proiezione ultraterrena in modo inequivocabile.La si può accettare come no (io no), ma il sistema di messaggi veicolato dal cristianesimo è tutt'altro che implausibile, solo che è non processabile secondo le leggi formalizzate del linguaggio logico-matematico.

Tutto quello che si può dire è che il cristianesimo non sia una teoria scientifica, nè dunque scientificamente approcciabile nel linguaggio che usa e nell'esegesi dello stesso.

D'altra parte la scienza non possiede granchè valore predittivo su quale sarà il suo valore predittivo in futuro.

Rimane irrisolta la domanda se l'ateismo sia equiparabile ad un modello teorico che osserva smentite eccellenti oppure ad uno pseudoscientifico, o infine se non sia esso stesso una fede antitetica al culto ma di pari irrazionalità e di maggiore incoerenza.
chlobbygarl is offline  
Vecchio 14-09-2009, 10.39.52   #52
Giuppe
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Data registrazione: 25-07-2009
Messaggi: 43
Riferimento: Il mistero del miracolo

Citazione:
Originalmente inviato da chlobbygarl
Sappiamo dalla fisica e dalla filosofia della scienza che le leggi sperimentali non hanno che un minimo valore descrittivo, mentre ne hanno uno previsionale.Sappiamo che tale giudizio di relativa descrittività viene riferito a proposizioni altamente sistematizzate e formalizzate.

La proposizione

"dio è infinitamente buono"

fa parte di insiemi di analoghe e varie che formano il testo biblico, per nulla sistematizzato secondo i principii della logica formale.Per questo la stessa non può essere compiutamente descrittiva della dottrina che pure in parte esprime.

Quando per assurdo si pensasse il contrario, l'asserzione "dio è infinitamente buono" non potrebbe mai essere messa in contraddizione logica con la 'sperequazione distributiva dei miracoli' perchè il suo carattere non sarebbe nè previsionale e nemmeno descrittivo, non avendo la medesima la possibilità di essere assurta al ruolo di legge teorica del cristianesimo essendo alcune evidenze alla stessa riferibili per nulla coerenti con essa e nemmeno fra di sè.

Anche il suo carattere di previsionalità infine è nullo, in quanto il concetto che sottende, vale a dire la infinità bontà di dio, prende senso secondo fattori che hanno carattere di:

a-incommensurabile, essendo legati a loro volta al concetto filosofico e matematico-convenzionale di infinito.
b-relativo, ad un atto di comprensione intrinsecamente a-razionale, quale quello per cui "bontà infinita" si associa nel testo biblico a proposizioni quali "entreranno nel regno dei cieli [solo] coloro che..."
c-relativo, alla variabile temporale dell'estrinsecarsi di questa bontà: appare ovvio che giudicare l'incoerenza paradossale di un dio infinitemente buono (e però metafisico, ultraterreno) presuntamente ingiusto nel non elargire miracoli a tutti gli uomini (fisici e terreni) è un non senso logico.In tal caso infatti l'orizzonte della bontà misurata sarebbe solo quello della vita terrena, mentre il 'pacchetto' che quel dio offre è fatto di una dimensione ultraterrena che ai fini della maggiore o minore aderenza al concetto della di lui bontà infinita è fondamentale: lo stesso figlio di dio non salva sè stesso con un miracolo e traccia invece quella via di dolore in proiezione ultraterrena in modo inequivocabile.La si può accettare come no (io no), ma il sistema di messaggi veicolato dal cristianesimo è tutt'altro che implausibile, solo che è non processabile secondo le leggi formalizzate del linguaggio logico-matematico.

Tutto quello che si può dire è che il cristianesimo non sia una teoria scientifica, nè dunque scientificamente approcciabile nel linguaggio che usa e nell'esegesi dello stesso.

D'altra parte la scienza non possiede granchè valore predittivo su quale sarà il suo valore predittivo in futuro.

Rimane irrisolta la domanda se l'ateismo sia equiparabile ad un modello teorico che osserva smentite eccellenti oppure ad uno pseudoscientifico, o infine se non sia esso stesso una fede antitetica al culto ma di pari irrazionalità e di maggiore incoerenza.

Sono molto d'accordo,

L'unica cosa che vorei aggiungere è che la religione è fondata su una base Metafisico-filosofica che è molto più reale di una base Scientifico-logica, dato che la logica stessa si va a scontrare con il muro dell' irrazionale, che però è un muro reale, non un muro che si può irrazionalmente ignorare secondo la razionalità logico Scientifica(come si vede vi è una contraddizione).
Secondo me tutti dovrebbero convenire sul fatto che esiste il mistero assoluto dell'esistenza e che è un mistero reale.

Una volta convenuti su questo si possono avanzare tante teorie Religiose, filosofiche ecc.
C'è da dire che quelle religiose hanno qualcosa in più perchè aggrappate ad una esperienza o ad una testimoninza che forse è l'unico modo per vedere oltre questo muro impenetrabile dell'irrazionalità.

La cosa di certo che non mi convince degli Atei sono le motivazioni che usano per supportare la loro tesi:
Secondo loro sul muro dell'irrazionale non ci si andrebbe neanche a sbattere!
Non esisterebbe nessun mistero assoluto! Ma come si fanno a dire certe cose, questa è irrazionalità pura che pretende di dettare razionalità!!!

Riguardo al Film mi sembra che qui nessuno abbia detto una cosa abbastanza basilare: che il Miracolo non è uno strumento di grazia per certe persone, ma è tutt'altro, è bensi un modo di rivelarsi di Dio e di testimoniare la sua presenza.
leggete la Bibbia, se il Film vuole essere un attacco alla logica Teologica be mi sembra che sia completamente inconsistente.
Prima di tutto secondo me è necessario leggere e capire la Bibbia che è un libro etico filosofico sconfinato e per molti versi sorprendente. poi magari si fanno delle critiche.
Quando dico leggere la Bibbia intendo studiare la Bibbia, non leggerela come fa il noto professor Odifreddi.
Quando si legge un grande testo di letteratura si nota sempre che vi sono all'interno grandi significati non accessibili ad una prima lettura.
Giuppe is offline  
Vecchio 15-09-2009, 00.00.03   #53
Il_Dubbio
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Riferimento: Il mistero del miracolo

Citazione:
Originalmente inviato da Giuppe

Secondo me tutti dovrebbero convenire sul fatto che esiste il mistero assoluto dell'esistenza e che è un mistero reale.


Condivido.
L'esistenza è il vero mistero che la scienza (il nostro miglior metodo di comprendere il mondo) non spiega, mentre tenta di spiegare il reale, ciò che effettivamente si realizza. La religione, che potrebbe anche essere intrinsecamente l'impersonificazione della vera logica umana, da (o tenta di dare) una spiegazione a questo mistero.
La scienza da per scontato quindi che qualcosa esista, e poi seleziona quello che sembra reale, la religione invece si assume la responsabilità di sopperire a questa mancanza logica: esiste qualcosa perché c'è dio.

Il vero miracolo quindi sembra insinuarsi proprio nel fatto che qualcosa esista.
Ma anche se qualcuno dicesse che quel qualcosa è sempre esistito, dovrebbe far i conti col tempo...che in realtà sembra solo il frutto di quest'universo.
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 15-09-2009, 10.14.22   #54
emmeci
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Riferimento: Il mistero del miracolo

Vedo, ed era facile prevederlo, che è difficile per il razionalista considerare la possibilità di un miracolo, che, quando sembra verificarsi, sarà solo una dimostrazione della nostra ignoranza (ignoranza delle vere cause di ciò che chiamiamo miracolo): una posizione d’altra parte condivisibile perfino per un credente, al quale non dovrebbe essere ignota la causa (l’intervento divino) ma potrebbe apparire assurdo che un creatore violasse leggi da lui stesso create, quasi volesse dare ragione al “credo quia absurdum” di Tertulliano, suggestivo ma tanto prossimo all’eresia…. Dio libero e servo?
Per togliere Dio da un vicolo cieco mi pare che ci sia una sola soluzione: pensare che Dio sia al di sopra di ogni logica e ogni morale – veramente al di là del bene e del male. Solo questo, d’altra parte, ci permetterebbe di effettuare una suprema sintesi: cioè considerare miracolo la stessa legge della natura, il mistero per cui c’è un'esistenza - come dice il Dubbio - ossia l'essere e non il niente. Mi pare che una sintesi come questa possa essere accolta non solo dai religiosi ma dagli scienziati, in quanto non collide con le leggi del cosmo ma le oltrepassa: ed è forse questo o qualcosa di simile a questo la causa di quel turbamento che sembra aver colto perfino Darwin, almeno da ciò che sembra di capire dalle sue lettere….
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Vecchio 15-09-2009, 11.43.05   #55
Eretiko
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Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
...cade così il presupposto di tutto il determinismo, che la natura costituisca un sistema in sé e per sé assoluto.

Forse hai male interpretato il pensiero di alcuni fisici, ma non mi sembra che la scienza metta in discussione il valore assoluto della natura, anzi... ed è proprio per questo che essa entra in contrasto con le religioni rivelate e dogmatiche, che pretendono di costruire "assoluti" trascendenti e di demonizzare tutto il resto come "relativo". Oltretutto quel determinismo che secondo te sarebbe in crisi ha permesso non solo di mandare astronavi su Marte, ma anche di capire i meccanismi della genetica. E a proposito dei "miracoli", non è detto che non esistano relazioni causali, anche se non le abbiamo ancora individuate (anzi, per la scienza esistono eccome). Ovviamente si parla di "miracoli" plausibili, e non di giochi di prestigio o trucchi (come la luce divina delle riprese di Madre Teresa, causata da pellicole speciali, o i sanguinamenti delle statue, o lo scioglimento di sangue a seguito di agitazioni meccaniche). Semmai il fatto sorprendente è come mai ancora oggi ci siano persone disposei a rintracciare cause soprannaturali in fenomeni di cui non si ha spegazione razionale, fatto che si manifesta purtroppo anche nei moltissimi italiani che affollano gli studi di maghi, fattucchiere e guaritori vari.
Meno sorprendente è invece l'ambigua posizione della chiesa che da una parte tratta i miracoli con cautela, dall'altra non contrasta il proliferare di miracoli e miracolati esposti senza ritegno anche nei mezzi di comunicazione di massa: tutti ricorderemo Messori in "porta aporta" parlare, di fronte ad un silenzioso Fisichella, delle lettere inviate da padre Pio e miracolosamente giunte a destinazione al massimo in un'ora, consegnate da postini angelici (il sogno di noi tutti poveri usufruitori delle poste italiane).

Citazione:
Originalmente inviato da chlobbygarl
...Quando per assurdo si pensasse il contrario, l'asserzione "dio è infinitamente buono" non potrebbe mai essere messa in contraddizione logica con la 'sperequazione distributiva dei miracoli' perchè il suo carattere non sarebbe nè previsionale e nemmeno descrittivo, non avendo la medesima la possibilità di essere assurta al ruolo di legge teorica del cristianesimo essendo alcune evidenze alla stessa riferibili per nulla coerenti con essa e nemmeno fra di sè.

Magari questa è la tua idea di "cristianesimo", ma non sembra essere quella del magistero della chiesa. Infatti a parlare di "Dio infinitamente buono e giusto" è S.Agostino, padre della chiesa, e quindi parte integrante della dottrina cattolica. Ovviamente bisogna poi ricorrere a tutti i trucchi possibili ed immaginabili per spiegare ai comuni mortali i motivi per i quali Dio mostra volontà incomprensibili al nostro povero intelletto.
Ecco infatti come recita il catechismo cattolico (dal sito del vaticano) riguardo all'onnipotenza di Dio:

268 Di tutti gli attributi divini, nel Simbolo si nomina soltanto l'onnipotenza di Dio: confessarla è di grande importanza per la nostra vita. Noi crediamo che tale onnipotenza è universale, perché Dio, che tutto ha creato, [Cf ⇒ Gen 1,1; ⇒ Gv 1,3 ] tutto governa e tutto può; amante, perché Dio è nostro Padre; [Cf ⇒ Mt 6,9 ] misteriosa, perché la fede soltanto la può riconoscere allorché “si manifesta nella debolezza” (⇒ 2Cor 12,9) [Cf ⇒ 1Cor 1,18 ].

271 L'onnipotenza divina non è affatto arbitraria: “In Dio la potenza e l'essenza, la volontà e l'intelligenza, la sapienza e la giustizia sono una sola ed identica cosa, di modo che nulla può esserci nella potenza divina che non possa essere nella giusta volontà di Dio o nella sua sapiente intelligenza” [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, I, 25, 5, ad 1].

Ed ecco la candida spiegazione dell'inspiegabile (per me) apparente (ma neanche tanto) impotenza di Dio (la sottolineatura è mia):

272 La fede in Dio Padre onnipotente può essere messa alla prova dall'esperienza del male e della sofferenza. Talvolta Dio può sembrare assente ed incapace di impedire il male. Ora, Dio Padre ha rivelato nel modo più misterioso la sua onnipotenza nel volontario abbassamento e nella Risurrezione del Figlio suo, per mezzo dei quali ha vinto il male. Cristo crocifisso è quindi “potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini” (⇒ 1Cor 1,24-25). Nella Risurrezione e nella esaltazione di Cristo il Padre ha dispiegato “l'efficacia della sua forza” e ha manifestato “la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti” (⇒ Ef 1,19-22).

Certo, con la favola che l'uomo non potrà mai comprendere a pieno i comportamenti di Dio si può spiegare qualsiasi fatto.
Ed ecco la ricetta proposta, in cui la "ragione" si sottomette alla fede (la sottolineatura è mia):

273 Soltanto la fede può aderire alle vie misteriose dell'onnipotenza di Dio. Per questa fede, ci si gloria delle proprie debolezze per attirare su di sé la potenza di Cristo [Cf ⇒ 2Cor 12,9; ⇒ Fil 4,13 ]. Di questa fede il supremo modello è la Vergine Maria: ella ha creduto che “nulla è impossibile a Dio” (⇒ Lc 1,37) e ha potuto magnificare il Signore: “Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e santo è il suo nome” (⇒ Lc 1,49).

274 “La ferma persuasione dell'onnipotenza divina vale più di ogni altra cosa a corroborare in noi il doveroso sentimento della fede e della speranza. La nostra ragione, conquistata dall'idea della divina onnipotenza, assentirà, senza più dubitare, a qualunque cosa sia necessario credere, per quanto possa essere grande e meravigliosa o superiore alle leggi e all'ordine della natura. Anzi, quanto più sublimi saranno le verità da Dio rivelate, tanto più agevolmente riterrà di dovervi assentire” [Catechismo Romano, 1, 2, 13].

Capito l'antifona? Quindi anche i "miracoli" rientrano tra i fatti cui è necessario credere, in quanto fatti che sfuggono alle leggi e all'ordine della natura, compresa la loro apparente diseguale distribuzione non dico tra tutti gli uomini, ma almeno tra quelli che si professano credenti del Dio cattolico. E chi stabilisce quali sono le leggi e l'ordine della natura ? La teologia o la scienza ?
Forse tu troverai formalmente corrette le affermazioni del catechismo, personalmente le trovo invece non solo contraddittorie (tra l'assioma della presunta onnipotenza divina e la sua reale impotenza), ma anche assurde per una intelligenza media come la mia.
Eretiko is offline  
Vecchio 15-09-2009, 15.28.47   #56
emmeci
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Riferimento: Il mistero del miracolo

Eretiko: non sono solo ovviamente a ritenere che l’assolutismo deterministico rappresenta una fase almeno provvisoriamente superata della scienza, visto che teorie più avanzate hanno scalzato la certezza deterministica: e la conquista di Marte non rappresenta una prova a favore del determinismo visto che per andare su Marte basta la fisica di Newton mentre qui si parla di fisica atomica….Quanto all’assoluto proclamato dalle chiese avrai notato con quanta “indignazione” (uso a questo proposito il titolo dell’ultimo libro di Philip Roth) ho sempre trattato la presunzione delle chiese, mettendo in rilievo l’illogicità di trattare l’assoluto con termini relativi ossia - se l’assoluto è per esse Dio - in termini idolatrici o addirittura, come fai rilevare al termine del tuo post, in termini da sagra di paese.
emmeci is offline  
Vecchio 15-09-2009, 15.41.03   #57
Il_Dubbio
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Riferimento: Il mistero del miracolo

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Originalmente inviato da emmeci
Per togliere Dio da un vicolo cieco mi pare che ci sia una sola soluzione: pensare che Dio sia al di sopra di ogni logica e ogni morale – veramente al di là del bene e del male. Solo questo, d’altra parte, ci permetterebbe di effettuare una suprema sintesi: cioè considerare miracolo la stessa legge della natura, il mistero per cui c’è un'esistenza - come dice il Dubbio - ossia l'essere e non il niente. Mi pare che una sintesi come questa possa essere accolta non solo dai religiosi ma dagli scienziati, in quanto non collide con le leggi del cosmo ma le oltrepassa

Si, dirò di più . Si è posto dio al limite della nostra ragione, come l'ultima spiegazione possibile, come verità assoluta, per un'esigenza logica. Ma sicuramente non è che la sua esistenza sia per noi una spiegazione logica. Anche la sua "esistenza" andrebbe logicamente spiegata.

La religione, per esempio quella cristiana, si è avvalsa di alcuni interlocutori (profeti, o addirittura lo stesso Gesù Cristo "figlio" di Dio) tra noi e dio.
In questo dialogo si è teso a spiegare come il mondo fosse nato, per quale motivo, e cosa dio richiedeva dagli uomini.

Non c'è una spiegazione scientifica di come dio avrebbe creato le cose, e nemmeno come lui stesso fosse nato. Lui sarebbe eterno, quindi non esiste una spiegazione per questa sua esistenza e nemmeno di quelle a cui avrebbe dato vita (la materia e le sue leggi).
Chi non crede in dio, quindi, rimane senza una spiegazione, per chi invece crede in dio a lui si affida evitando di porsi la domanda.
Il miracolo per chi non crede non esiste, per chi invece ci crede è l'unica spiegazione razionale.
Per chi non ci crede l'esistenza non ha alcuna spiegazione possibile al momento, ma non crede che vi sia dio dietro tutto questo.
Chi invece ci crede lo pone come un'esigenza logica.

Ora però un discorsivo: se dio fosse un progettista di quelli sofisticati, che creano intricate equazioni matematiche perché tutto vada in modo rigoroso e non alla carlona, avrebbe avuto modo di parlare, che so', a Mosè di chi era dio e come è fatto ed è stato fatto il mondo con equazioni matematiche?
Anche noi comuni mortali, se ci imbarchiamo nelle complicatissime equazione del mondo, facciamo salti mortali per comprenderne il significato intrinseco se non conosciamo "direttamente" quel linguaggio.
Non mi sembra che dio abbia a cuore di spiegarci le equazioni, tanto siamo bravi a poterle almeno intuire, mi sembra si sia dedicato più a dare un senso all'esistenza. Non come, ma perché.
E' vero anche che rimangono, però, due domande in una e senza una specifica risposta...
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 15-09-2009, 17.52.04   #58
Eretiko
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Riferimento: Il mistero del miracolo

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Originalmente inviato da emmeci
non sono solo ovviamente a ritenere che l’assolutismo deterministico rappresenta una fase almeno provvisoriamente superata della scienza...

Mi scuso se vado off-topic, ma la riflessione di Emmeci merita un piccolo approfondimento, giusto per chiarezza. Ovviamente nessuno scienziato serio crede all'ingenuo meccaniscismo dell'800; distinguerei però il determinismo dal meccanicismo: infatti il determinismo implica semplicemente un rapporto causa-effetto, mentre il meccaniscismo implica che ad esempio l'elettrone si comporti come un corpo rigido macroscopico, mentre oggi sappiamo che non è proprio così a livello atomico. Ho fatto l'esempio dell'astronave giusto per rimarcare il fatto che i corpi macroscopici si comportano, e continueranno a farlo nel futuro, in modo meccanicistico, malgrado le derive metafisiche ispirate dai fenomeni atomici e da una cattiva divulgazione (e aggiungerei anche da certi pseudo-scienziati e certi pseudo-filosofi).
In fisica atomica le predizioni sul comportamento di una particella continuano ad essere valide, solo che si utilizza un linguaggio diverso (la famigerata meccanica quantistica) da quello utilizzato per i corpi macroscopici (la meccanica razionale), ed il fatto che venga utilizzata una matematica probabilistica non deve generare l'ingenuo dubbio che i fenomeni atomici non siano causali.
Eretiko is offline  
Vecchio 15-09-2009, 19.51.32   #59
Giorgiosan
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Riferimento: Il mistero del miracolo

Citazione:
Originalmente inviato da Eretiko
Mi scuso se vado off-topic, ma la riflessione di Emmeci merita un piccolo approfondimento, giusto per chiarezza. Ovviamente nessuno scienziato serio crede all'ingenuo meccaniscismo dell'800; distinguerei però il determinismo dal meccanicismo: infatti il determinismo implica semplicemente un rapporto causa-effetto, mentre il meccaniscismo implica che ad esempio l'elettrone si comporti come un corpo rigido macroscopico, mentre oggi sappiamo che non è proprio così a livello atomico. Ho fatto l'esempio dell'astronave giusto per rimarcare il fatto che i corpi macroscopici si comportano, e continueranno a farlo nel futuro, in modo meccanicistico, malgrado le derive metafisiche ispirate dai fenomeni atomici e da una cattiva divulgazione (e aggiungerei anche da certi pseudo-scienziati e certi pseudo-filosofi).
In fisica atomica le predizioni sul comportamento di una particella continuano ad essere valide, solo che si utilizza un linguaggio diverso (la famigerata meccanica quantistica) da quello utilizzato per i corpi macroscopici (la meccanica razionale), ed il fatto che venga utilizzata una matematica probabilistica non deve generare l'ingenuo dubbio che i fenomeni atomici non siano causali.
Divento ottimista quando leggo che qualcuno pensa con la propria testa e non si lascia abbindolare dalle fumosità con cui si parla spesso della fisica quantistica.
Le precisazioni che fai sono semplici (segno che hai capito) ma importanti come sono importanti i "fondamentali".
Giorgiosan is offline  
Vecchio 16-09-2009, 08.36.06   #60
Il_Dubbio
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Riferimento: Il mistero del miracolo

Tento di fare chiarezza.

Esistono secondo me due tipologie di miracoli:

1) Si realizza inaspettatamente ciò che è molto improbabile che accada, ma che è comunque possibile (un non vedente ricomincia a vedere per una causa non ripetibile, assai improbabile, ma che è pur sempre possibile).

2) Si realizza ciò che non è immaginabile che accada, ma che è comunque accaduto (esiste la legge di gravità, e la sua nascita non è dovuta ad una causa, esiste e basta).


Solo nella seconda manca una spiegazione causale. Come abbiamo visto nell'argomento "perché esiste qualcosa anziché nulla", per la nostra mente non vi è possibilità che qualcosa nasca dal nulla, per cui ciò è impossibile.
Per evitare di pensare all'impossibile (al miracolo) postuliamo, in questo caso, che sia sempre esistito. Ma tale risposta non è soddisfacente perché non riusciamo a concepire l'infinito temporale. Anche il tempo dovrebbe essere infinito, e ogni cosa che accade oggi ha una sua storia causale all'infinito.
Il_Dubbio is offline  

 



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