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Vecchio 04-11-2009, 22.27.18   #11 (permalink)
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2007
Messaggi: 504
Riferimento: Dilemma etico

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Da "Dieci domande": http://www.riflessioni.it/senso-della-vita/index.htm

L'ottava domanda propone questo quesito:
Il bene, il male, come possiamo riconoscerli?


Io ho dato questa risposta, che però finisce con un'altra una domanda:
Questo è un grande mistero! Qualcuno dice che nella natura non c'è il male, è l'uomo che lo introduce in quanto libero. Sembra quindi che la libertà stessa sia il male. Ma se io sono libero di compiere il male, non è dopotutto la libertà il male. Solo dopo che ho consapevolmente distinto il male dal bene, il male si può manifestare attraverso la libertà di compierlo. Quindi bisogna essere consapevoli del male, e quindi già sapere cos'è, per poi non sceglierlo. Non sempre fare questa distinzione è facile, anzi; è per questo che il filosofo non riesce, con la ragione, a definire un'etica condivisibile. E' difficile essere d'accordo anche sul motivo per cui l'uomo tende a distinguerli; se egli è nato dalla natura, dove non si distingue il bene dal male, perché l'uomo invece li distingue?


Credo che il dilemma etico ci pone difronte alla doppia (e unica) questione "conoscenza-coscienza"!

Secondo me il male non esiste fino a che la coscienza non se ne accorge. Potrebbe essere male anche il dolore (come ricordava Ornella)...infatti la coscienza che esista il dolore rende il dolore un male anche se naturalmente non lo è! Non lo è perché probabilmente nemmeno il dolore esiste in sé, se no attraverso la coscienza.

Carissimo Il Dubbio e carissimi tutti; Ogni quesito ed ogni probblema che ci proponiamo di risolvere sono tutti relativi alla nostra esistenza in vita,se non esistessimo per noi non esisterebbe nessun probblema, quindi, sino a quando non ci decideremo a stabilire un punto di partenza ed una meta,(concordati e condivisi perchè comuni a tutta l'umanità) a questi tragitto che tutti noi stiamo percorrendo su questo pianeta , ognuno potrà dare e proporre una soluzione personale differente da altre, relativa al proprio modo di pensare e di interpretazione. Relativamente tutte giuste ed accettabili per il proponente,ma non si raggiungerà mai una conclusione concordante.
Un saluto amichevole espert37
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espert37
se vuoi conoscermi meglio, visita il blog:
http://espert37.blogspot.com/
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Vecchio 06-11-2009, 10.06.23   #12 (permalink)
farabutta
 
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Data registrazione: 04-02-2008
Messaggi: 391
Riferimento: Dilemma etico

Sinceramente non comprendo cosa centrino i codici penali in questo frangente.
In diritto, la pena è la conseguenza giuridica della violazione di un precetto penale.

Caratteristica essenziale è l'afflittività; consiste, infatti, nella privazione o diminuzione di un bene individuale (libertà, vita, patrimonio). È applicata dall'autorità giudiziaria con le forme e le garanzie del processo penale.

La pena criminale può essere definita come la sofferenza comminata dalla legge penale ed irrogata dall'autorità giudiziaria mediante processo a colui che viola un comando o un divieto della legge medesima.

E' quindi la violazione di un precetto che uno Stato attraverso il codice penale o civile si è dato,(Che certamente è stato ispirato da un principio etico) ad autorizzare uno Stato a imporre una pena. Continuamente vengono depenalizzati alcuni reati o viceversa resi reati perseguibili penalmente comportamenti non corretti eticamente o moralmente. Ma l'esempio da me preso va oltre. Mengele e Von Neumann agirono infatti avallati dallo Stato.Rientrano quindi in responsabilità personali o etiche. Badate non è un giudizio personale. Non sto dicendo che Mengele è più o meno bravo di Von Neumann. Dico però che bisogna riconoscere che verso l'umanità hanno identiche responsabilità, o non molto diverse.Mi chiedo poi se si può invocare la legittima difesa nel caso di Mengele. Anche nel caso della bomba atomica non si può parlare propriamente di legittima difesa. Molti scienziati inviarono nel giugno del 1945 un memorandum a Truman nel quale si deprecava l'uso della bomba a scopi militari, uso che, per giunta, non trovava giustificazione nemmeno nella motivazione dell'accorciamento della guerra, in un momento in cui non esisteva neppure il pericolo dell'atomica tedesca.Bomba che ha seguitato a creare vittime anche a pace fatta. Poi insomma ci sono anche codici penali militari in tempo di pace e in tempo di guerra ma appunto parliamo d'altro.Gli scienziati che hanno partecipato al "progetto Manhattan" ed hanno poi preso le distanze dalla scelta d'impiegare la bomba in questo conflitto mi pare non debbano essere confusi con Von Neumann. Si Emmeci ha ragione quando sostiene che il male non esiste, ma come dice il Dubbio abbiamo una coscienza, è questa che percepisce le responsabilità, se poi riflettiamo non possiamo tacere davanti al dolore altrui. Se può in estremo essere lecito il suicidio(Con tutti i ma e i se) può esserlo l'omicidio?Parliamo in ambito laico, laddove si riconosce a questo termine il primato di tolleranza, come si può decidere di accettare che si rispettino tutte le idee ma non la vita di coloro che hanno queste idee?
Caro espert37 hai colto l'urgenza, nulla infatti di trascendentale, esiste il sopruso, l'abuso dove esiste un privilegio. La necessità di eliminare fisicamente qualcuno esiste dove ci si riconosca maggiori diritti e importanza rispetto alla vittima. Un omicidio senza movente è follia.
La propaganda serve a questo, a rendere etico ed accettabile ciò che non lo sarebbe naturalmente.
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Quante cose vorrei sapere e quante ne ignoro! Non saprei cosa più mi rammarichi!

Ornella
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Vecchio 20-11-2009, 11.09.56   #13 (permalink)
Lance Kilkenny
 
Data registrazione: 28-11-2007
Messaggi: 359
Riferimento: Dilemma etico

Citazione:
Originalmente inviato da ornella
Sinceramente non comprendo cosa centrino i codici penali in questo frangente. [...]
Ciao Ornella, io dico che se la distinzione all'interno della stessa fattispecie di reato di diversi livelli di gravità ha un senso e come tale è un principio fondamentale dell'ordinamento giuridico contemporaneo globale, non vedo come poter equiparare Mengele a Von Newmann.Vero che non tutto ciò che è giuridicamente lecito è, come dicevamo di là, anche necessariamente 'laico' ad ex., ma il valore della norma è sempre prescrittivo/riduttivo, nel senso che se non tutto quanto prescritto dalla medesima è tutto quanto nella realtà attiene alla questione sulla quale quella norma interviene, tutto quanto la norma esclude come assimilabile alla stessa categoria giuridica, è però di fatto - non assimilabile - anche in una sola stessa categoria morale.Paragonare il protagonista di un tentativo ben riuscito di etnocidio a chi, come anche Fermi ribadisco, ha collaborato con alte responsabilità alla costruzione della bomba atomica ad uso di quella che era una democrazia forse più democrazia di adesso appare, a me, una forzatura implausibile.Questo non significa che responsabilità morali anche pesanti pendano sugli altri, ma solo che gli uni ne hanno di incomparabili.
chlobbygarl is offline  
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Vecchio 22-11-2009, 08.18.30   #14 (permalink)
farabutta
 
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Data registrazione: 04-02-2008
Messaggi: 391
Riferimento: Dilemma etico

Citazione:
Originalmente inviato da chlobbygarl
Ciao Ornella, io dico che se la distinzione all'interno della stessa fattispecie di reato di diversi livelli di gravità ha un senso e come tale è un principio fondamentale dell'ordinamento giuridico contemporaneo globale, non vedo come poter equiparare Mengele a Von Newmann.Vero che non tutto ciò che è giuridicamente lecito è, come dicevamo di là, anche necessariamente 'laico' ad ex., ma il valore della norma è sempre prescrittivo/riduttivo, nel senso che se non tutto quanto prescritto dalla medesima è tutto quanto nella realtà attiene alla questione sulla quale quella norma interviene, tutto quanto la norma esclude come assimilabile alla stessa categoria giuridica, è però di fatto - non assimilabile - anche in una sola stessa categoria morale.Paragonare il protagonista di un tentativo ben riuscito di etnocidio a chi, come anche Fermi ribadisco, ha collaborato con alte responsabilità alla costruzione della bomba atomica ad uso di quella che era una democrazia forse più democrazia di adesso appare, a me, una forzatura implausibile.Questo non significa che responsabilità morali anche pesanti pendano sugli altri, ma solo che gli uni ne hanno di incomparabili.
Gentilissimo chlobbygarl vorrei far notare che ogni reato di omicidio ha in se innumerevoli particolari che lo rendono unico. La storia personale di chi commetterà un omicidio, il rapporto eventuale con la vittima etcetc rendono ogni omicidio pressochè un evento a se. Per ovvi motivi il codice penale e la consuetudine giudiziaria dovranno trovare dei punti il più possibile oggettivi e "scientifici"per comminare una pena impersonale.
Ovvero chiunque commetta quel delitto all'interno di determinati parametri è da ritenersi colpevole. Ora mi pare che il signor Von Newmann abbia commesso egli stesso un etnocidio laddove l'uso di una bomba nucleare era del tutto eccessiva allo scopo da raggiungere. Ripeto ci furono scienziati che si opposero all'utilizzo in Giappone di tali ordigni, Julius Robert Oppenheimer ad esempio e se ne sentì comunque responsabile:

[Commentando il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki] In un certo senso basilare che nessuna volgarità, umorismo o esagerazione possono dissolvere, i fisici hanno conosciuto il peccato; e questa è una conoscenza che non si può perdere. (da una conferenza al MIT di Boston del 1947, riportata in Physics in the Contemporary World, Bulletin of the Atomic Scientists, vol. IV, n. 3, marzo 1948, p. 66; citato in Sturloni 2006, p. 223)
Non credo che abbia senso parlare di Fermi, ovvero se vuoi parliamone ma non cambierà di una virgola la mia opinione né su Mengele né su Von Newmann. I pompelmi rimangono aspri nonostante il gusto dei limoni, ed il miele rimarrà dolce nonostante lo zucchero.

Un caro saluto gentilissimo chlobbygarl.
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Ornella
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Vecchio 22-11-2009, 15.26.25   #15 (permalink)
Ospite abituale
 
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Messaggi: 1,272
Riferimento: Dilemma etico

Il vero, inconsumabile dilemma etico non è quello che emerge quando notiamo i tanti e diversi criteri di giudizio in uso fra i popoli e negli stati, ma quello che è alla base della vita e della morte dell’individuo, alla base del suo destino prima o fuori di ogni codice e ogni decalogo. Ed è la volontà o la libertà di distinguere il bene dal male: una scelta che sembra dormire in noi finché a un dato momento si sveglia e ci obbliga ad agire al di là di ogni tornaconto, ogni contestazione e ogni martirio. Al di là di tutti i comandi incisi sopra una pietra, al di là delle leggi scritte e non scritte e al di là di ogni religione e filosofia. Forse perfino al di là della nostra capacità di parola e di riflessione.
L’uomo morale non obbedisce all’imperativo kantiano, non agisce come chiunque farebbe al suo posto, ma come un essere che per la prima volta sia obbligato a rispondere a una domanda che nessun altro essere ode che lui, e che – come lo spettro che pesa su Amleto - non consente il silenzio. Forse direte che la vita non è sempre una scena teatrale e neppure una sinfonia eroica, ma che è spesso, anzi è quasi sempre un’avventura scipita e una storia banale. Eppure basta un caso impensato, basta un errore o un’improvvisa illuminazione, e noi siamo chiamati alla prova: l’odio o l’amore? la ragione o la fede? la pace o la guerra? E, su tutto questo, il bene od il male?
emmeci is offline  
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