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Vecchio 19-02-2010, 19.30.28   #1
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Che cos'è l'intelligenza? (2)

Salve a tutti. Tempo fa mi sono imbattuto in questo vostro bellissimo sito e mi ha attratto questa discussione: cos'è l'intelligenza?, iniziata da Iris 1. Avrei voluto postare questo messaggio in quella discussione, ma essendo quella una discussione chiusa, e volendo cmq dire la mia, la riapro qui, sperando che non vi siete stancati dell'argomento (x i moderatori: ho letto il regolamento, ma vi prego di considerare questo ri-inizio come una continuazione di "Cos'è l'intelligenza?"; come ho detto, non posto lì perché quel dibattito è chiuso).

In "Cos'è l'intelligenza?" ho letto fino a pag. 19 soltanto, per ovvi motivi; nonostante avessi letto tutti i post fino a lì, mi sembra cmq di vedere che il mio pensiero, che passo ad esporre, non è stato neppure avvicinato; questa convinzione mi si è rafforzata, al riguardo di tutta la discussione, anche leggendo l'ultima pagina, in cui si continua a parlare dell'intelligenza in toni, direi così, "generalistici".

Comincerei con l'eliminare quella che è, a mio parere, una confusione generale su ciò che si intende con la parola "intelligenza" (senza offesa per nessuno ).

Su wikipedia leggiamo: "L'intelligenza è l'insieme di funzioni conoscitive, adattative e immaginative generate dall'attività cerebrale dell'uomo e di alcuni animali". Sull'enciclopedia de "la biblioteca di Repubblica" (una delle due sole generali che ho in casa, e vi chiedo scusa per questo ) del marzo 2003: "In generale essa può essere definita come la capacità hce caratterizza individui e specie di risolvere problemi nuovi che si presentano nella loro storia evolutiva in funzione di un rapporto ottimale con l'ambiente, cioè in funzione di adattamento". Sull'enciclopedia universale Garzanti del novembre 1994: "adattamento attivo dell'organismo all'ambiente fisico e sociale, Nel caso dell'uomo, si ritiene generalmente intelligente l'individuo in grado di risolvere problemi che riguardano anche situazioni lontane nel tempo e nello spazio, utilizzando "rappresentazioni" mentali o "segni"."

è dunque evidente che alcune affermazioni che ho letto, come:

Maxemil, pag. 8
"Intelligente potrebbe considerarsi colui che capisce, che impara dalle proprie esperienze passate e da quelle dei suoi simili che lo hanno preceduto, che quindi apprende dagli errori fatti tentando (almeno) di non ripeterli [...]".
Rocco, pag. 8
"Credo che quando si parli di intelligenza , sia facile creare confusione ..non credo sia intelligente una persona che parla 10 lingue..... ha due lauree......o ha quella tale esperienza o ha il QI di valore X Y Z ......
[...] Intelligenza è sapere che TUTTI gli altri sono come noi ed avere consapevolezza del proprio sentire ed agire , senza condanne e giudizi , ma accettando tutto per quello che è , perchè alle fine-se proviamo a conoscere noi stessi -, ci renderemo conto che noi ..siamo gli altri. ....."
Neman1, Pag.10
"Per me, sono il vento, le pioggie,i fiumi, le montagne, la terra con i suoi frutti, i vulcani che eruttano e tutta la restante natura, l'intelligenza. Noi come umani e tutte le altre forme di vita animale siamo apparsi dopo la creazione di questo pianeta, che e' gia un'entita intelligente a se stante, dal momento in cui gestisce le proprie risorse. Entita' individuale perche riferita ad un universo ancora piu ampio. […] ognuno di noi contiene SOLO una parte dell'intelligenza intera, della specie, poi globale, poi universale per il semplice fatto che NON possiamo permettercelo di NON avere bisogno uno dell'altro per sopravvivere ( nessuno detiene il poter essere intelligenti assoluto) e abbiamo bisogno della terra con le sue risorse per continuare a vivere."

Sono sbagliate. Maxemil e Rocco confondono l'intelligenza con la saggezza, l'esperienza o con la sensibilità (tutte cose che possono avere anche delle persone, diciamo così, "dure di comprendonio"), neman1 sembra intendere la parola intelligenza come una sorta di tendenza inconsapevole ad una sorta di organizzazione interconnessa tra individui e cose a scopi finalistici, simile a quella assunta, mi sembra di capire, tra le formiche e tra di esse e il loro formicaio per la sopravvivenza dell'astratta "colonia" di formiche; mentre la tendenza la si potrebbe chiamare più semplicemente "istinto", all'organizzazione si sono dati nel corso della storia molti nomi: Dio, disegno finale, scopo cosmico... ma non certo "intelligenza" che, come abbiamo visto, si riferisce invece a delle, questo è un punto chiave, capacità (ai diretti interessati: vi ho citati non perché voglio mettervi alla berlina, ma solamente per evitare che la discussione ricada in quei concetti ).

Chiarito che quando si parla di "intelligenza" in maniera corretta ci si riferisce a delle pure e neutrali (dal punto di vista morale) capacità, ci troviamo di fronte ad alcune definizioni date nel corso della discussione estremamente interessanti:
r.rubin, pag. 2
"intelligenza (dico questa novità) è problem solving.
hai un problema, cerchi la soluzione, la trovi, sei soddisfatto.
sopracciglia aggrottate + lampadina accesa = sorriso disteso."
Leibnicht, Pag.2
“L'intelligenza è, in ultima analisi, la facoltà di individuare tra i dati di un problema (qualsiasi problema: matematico, esistenziale, logico, linguistico, spaziale, musicale, etc) le relazioni più semplici che permettano a quei dati di disporsi in un modo ordinato.”
iris 1, pag. 2
"Intelligenza come capacità di adattamento, riuscire ad adattarsi ad ogni situazione trovando la soluzione più adeguata per superare ogni ostacolo. Adattamento inteso non come un "farsi investire dagli eventi", ma come un mezzo tramite il quale riusciamo a trovare un giusto equilibrio tra noi e l'ambiente stesso."
Aperouge, Pag.14
"l'Intelligenza è la capacità di elaborare nel minor tempo possibile la maggior quantità di informazioni in nostro possesso per permetterci di giungere alla soluzione di problemi complessi"
Paolo77, pag.15
"Elena, provo a darti la mia definizione di intelligenza: saper trarre il massimo dal minimo col minimo nel rispetto del tutto"

Quella che preferisco da un punto di vista personale è la definizione di Paolo77, che sarà anche molto poco scientifica ma che al contempo si avvicina cmq più di tutte le altre al concetto intuitivo di intelligenza; la def. di leibnicht è la più scientifica, e forse oggettivamente la migliore; quella di Aperouge è forse troppo riduttiva; le altre, sebbene senz'altro corrette almeno in parte, mi sembrano troppo generali: non si descrive l'intelligenza con una singola frase ("l'intelligenza è la capacità di adattarsi all'ambiente", ad esempio); nel caso della frase citata tra parentesi, l'editore di fumetti Marvel ha immaginato un supereroe, Darwin, che si adatta a qlsiasi cosa solo in virtù dei suoi superpoteri, non certo della sua intelligenza, e quindi la def. data non sarebbe in quel caso valida; il supereroe in questione non esiste, ma, a parte il fatto che "esistono più cose in cielo e in terra di quante ne sogni la nostra filosofia", è chiaro che una def. che sia veramente tale deve essere applicata in qlsiasi caso.

Premesso che lo spunto per la descrizione che farò dell'intelligenza mi è venuto da un film ("Phenomenon", con John Travolta, non so se qlcuno di voi l'ha mai visto ), essa si estende tranquillamente anche agli animali, se non si hanno preconcetti su di essi; inoltre, sposo la convinzione che l'intelligenza sia molto di più del punteggio QI, anche perché è dubbia la correlazione tra un punteggio puramente numerico e la capacità, ad es., di risolvere problemi (sulla base di quale criterio viene assegnato un determinato punteggio alla risoluzione corretta di un dato problema?) (anzi, se qlcuno d voi conosce dei link in cui si spiega in maniera scientifica ma al contempo chiara anche per profani questa correlazione, me li faccia sapere ). Infine, ciò che scriverò non ha nessuna pretesa di scientificità.

L'intelligenza è l' insieme di tutte queste abilità:
*Rapidità in ogni attività mentale, senza perdite di efficienza o di efficacia
*Versatilità
*Capacità di ritenzione delle informazioni
*Capacità di ricavare la più grande quantità possibile di informazioni corrette da ogni singolo stimolo o insieme di stimoli esterni ed interni
*Capacità di individuare collegamenti e differenze
*Capacità di richiamo delle informazioni corredata da un continuo raffronto con le informazioni ottenute recentemente
*Capacità di utilizzare le proprie informazioni in maniera tale da ricavarne sempre le strategie migliori per il soddisfacimento degli scopi
*Capacità di inventare correttamente strategie nuove al fine di ottenere le risoluzioni dei problemi o al fine di migliorare il soddisfacimento degli scopi
*Capacità di creare nuove idee che siano all'effettivo produttive/costruttive/migliorative
*Capacità di improvvisazione
*Capacità di ragionare correttamente

Purché l'individuo agisca da solo, i vari processi cerebrali con cui può esprimere queste capacità non hanno importanza: egli è più intelligente di un altro se dimostra una maggiore propensione in una o più (meglio se in tutte) di queste abilità. "Versatilità" è un'abilità chiave: ci dice che un individuo è tanto più intelligente quanti più sono i campi in cui riesce ad avere grandi risultati con le altre abilità. Con la parola "migliore" si vuole intendere anche "secondo l'opinione del soggetto che sta esercitando le abilità", le parole "costruttivo" e "produttivo" si riferiscono ad un punto di vista oggettivo mentre la parola "corretto" si riferisce ad un punto di vista oggettivo e verificabile intersoggettivamente.

Bene. Che ne pensate?
Folkner is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
#
Vecchio 21-02-2010, 17.21.54   #2
Studente di teologia
 
L'avatar di Sesbassar
 
Data registrazione: 15-08-2009
Messaggi: 55
Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Citazione:
Originalmente inviato da Folkner
L'intelligenza è l' insieme di tutte queste abilità:
*Rapidità in ogni attività mentale, senza perdite di efficienza o di efficacia
*Versatilità
*Capacità di ritenzione delle informazioni
*Capacità di ricavare la più grande quantità possibile di informazioni corrette da ogni singolo stimolo o insieme di stimoli esterni ed interni
*Capacità di individuare collegamenti e differenze
*Capacità di richiamo delle informazioni corredata da un continuo raffronto con le informazioni ottenute recentemente
*Capacità di utilizzare le proprie informazioni in maniera tale da ricavarne sempre le strategie migliori per il soddisfacimento degli scopi
*Capacità di inventare correttamente strategie nuove al fine di ottenere le risoluzioni dei problemi o al fine di migliorare il soddisfacimento degli scopi
*Capacità di creare nuove idee che siano all'effettivo produttive/costruttive/migliorative
*Capacità di improvvisazione
*Capacità di ragionare correttamente

Purché l'individuo agisca da solo, i vari processi cerebrali con cui può esprimere queste capacità non hanno importanza: egli è più intelligente di un altro se dimostra una maggiore propensione in una o più (meglio se in tutte) di queste abilità. "Versatilità" è un'abilità chiave: ci dice che un individuo è tanto più intelligente quanti più sono i campi in cui riesce ad avere grandi risultati con le altre abilità. Con la parola "migliore" si vuole intendere anche "secondo l'opinione del soggetto che sta esercitando le abilità", le parole "costruttivo" e "produttivo" si riferiscono ad un punto di vista oggettivo mentre la parola "corretto" si riferisce ad un punto di vista oggettivo e verificabile intersoggettivamente.

Bene. Che ne pensate?

Penso che tu non stia considerando uno dei grandi ambiti dell'intelligenza umana. L'ambito emotivo di essa. Che poi si concretizza, culturalmente parlando, con la ragione musical-poetica.
Chiunque si sia cimentato nello scrivere qualcosa che cercasse di esprimere le proprie emozioni (che fosse un brano musicale o una poesia poco importa) si sarà accorto di quanto sia difficile.
Non è intelligenza quella di Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Giuseppe Ungaretti, Umberto Saba? Ne cito giusto pochi, ma si potrebbero aggiungere molti nomi a questa sommaria lista...
Chi disprezza l'intelligenza poetica lo fa perchè non ha mai provato a scrivere una poesia (o perchè non vi è mai riuscito ).
Come non dire che è intelligenza quella di colui che sa "capire" le persone?
Eppure non nasce da nessuno dei campi che hai descritto tu (o forse ad essi tu dai un significato più profondo?).

In sintesi, a mio parere il concetto di intelligenza è tutto ciò che hai scritto tu, ma è anche molto di più.
Come ogni attributo dell'essere umano, anche l'intelligenza è molto difficile da delimitare e descrivere.
__________________
"E chi vi potrà fare del male, se sarete ferventi nel bene? E se anche doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non vi sgomentate per paura di loro, né vi turbate, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto"

1° lettera di Pietro, 3,13-15

http://ilpoverore.blogfree.net/
Sesbassar is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 22-02-2010, 10.18.15   #3
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Al di là della capacità di risolvere problemi, penso che l'intelligenza si manifesti più semplicemente nel saper gestire la propria conoscenza, ovvero nel saper manipolare mentalmente il proprio contenuto conoscitivo dei fenomeni di cui si abbia notizia di esistenza. Risolvere problemi è solo un aspetto applicativo dell'intelligenza riservatoci dal processo di vivere. ciao
benedetto is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 22-02-2010, 16.24.27   #4
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Sesbassar:
Citazione:
Penso che tu non stia considerando uno dei grandi ambiti dell'intelligenza umana. L'ambito emotivo di essa. Che poi si concretizza, culturalmente parlando, con la ragione musical-poetica.
Chiunque si sia cimentato nello scrivere qualcosa che cercasse di esprimere le proprie emozioni (che fosse un brano musicale o una poesia poco importa) si sarà accorto di quanto sia difficile.
Non è intelligenza quella di Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Giuseppe Ungaretti, Umberto Saba? Ne cito giusto pochi, ma si potrebbero aggiungere molti nomi a questa sommaria lista...
Chi disprezza l'intelligenza poetica lo fa perchè non ha mai provato a scrivere una poesia (o perchè non vi è mai riuscito ).
Come non dire che è intelligenza quella di colui che sa "capire" le persone?
Eppure non nasce da nessuno dei campi che hai descritto tu (o forse ad essi tu dai un significato più profondo?)

Ciao, non è vero che le attività che hai detto non rientrano in ciò che ho scritto Per la precisione l'intelligenza delle persone che hai menzionato si esprime soprattutto attraverso queste abilità:
*Capacità di ricavare la più grande quantità possibile di informazioni corrette da ogni singolo stimolo o insieme di stimoli esterni ed interni
*Capacità di utilizzare le proprie informazioni in maniera tale da ricavarne sempre le strategie migliori per il soddisfacimento degli scopi
*Capacità di inventare correttamente strategie nuove al fine di ottenere le risoluzioni dei problemi o al fine di migliorare il soddisfacimento degli scopi
*Capacità di creare nuove idee che siano all'effettivo produttive/costruttive/migliorative

Forse, infatti, che saper usare le parole come ha fatto Dante non sia una "capacità di utilizzare al meglio le proprie informazioni" (nello specifico, le proprie conoscenze della lingua volgare toscana del tempo) nonché "una capacità di creare nuove idee" quantomeno? Il fatto che Foscolo abbia saputo esprimere in maniera così profonda le proprie emozioni non deriva forse dall'immensa quantità di informazioni che ha saputo ricavare dai suoi sentimenti e da quelli degli altri, in altre parole, dalla comprensione che aveva delle proprie emozioni, oltre che dalla comprensione che aveva della sua lingua?

Ciao
Folkner is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 23-02-2010, 10.36.28   #5
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Cos'è l'intelligenza.

Non ho ben compreso se l'autore del topic si aspetti una definizione o vuole sapere cos'è. Secondo me sono due entità diverse. Quando tentiamo di definire qualcosa è perchè abbiamo bisogno di riconoscere quella cosa attraverso la definizione; ma, sia se volessimo solo comprendere quale possa essere la migliore definizione, sia se volessimo comprendere che cos'è, dovremmo avere un rapporto diretto con quella essenza ( che solo in seguito chiamiamo intelligenza e che in modo diretto riconosciamo). Altrimenti non sarebbe possibile definire alcunché, o meglio, tutte le nostre definizioni partono da concetti primitivi non ulteriormente definibili.
Ho appena aperto una discussione su questo problema che trovate qua:
Definizione e concetto primitivo


Per meglio comprendere il problema rifacciamoci all’etimologia. A quanto pare (secondo le poche ricerche che ho svolto) la parola intelligenza deriva dal latino intus-legere che vuol “significare” leggere dentro, entrare con la testa nelle cose e nella vita delle persone. Questa definizione ha poco di oggettivo, è una capacita non ulteriormente descrivibile; potremmo dire che è un concetto primitivo. In seguito, almeno credo, si è fatto uso di altre parole (altri vocaboli) per definire l’intelligenza; infatti è diventata quella facoltà che ci permette di conoscere, di pensare, di ragionare, di riflettere, di comprendere, di collegare, di criticare ecc.
Ogni termine preso singolarmente potrebbe essere visto però come un'altra definizione o come quella cosa li di poco definibile. Per esempio quale definizione dare alla parola “conoscere”?
Io ho preso la definizione di Wikipendia:
La conoscenza è la consapevolezza e la comprensione di fatti, verità o informazioni ottenuti attraverso l'esperienza o l'apprendimento (a posteriori), ovvero tramite l'introspezione (a priori). La conoscenza è l'autocoscienza del possesso di informazioni connesse tra di loro, le quali, prese singolarmente, hanno un valore e un'utilità inferiori.

Anche in questa definizione ritroviamo altri concetti primitivi non ulteriormente definibili. Se vogliamo possiamo continuare a definirli ma man mano ci accorgiamo che la definizione non ci soddisfa più, cioè non aggiunge altra conoscenza; l'unica conoscenza che ci rimane è quella immediata...cioè rimane quella cosa lì che va solo compresa senza ulteriore definizione.

Quindi come fare per riconoscere l'intelligenza?
Se mi baso sull'etimologia ciò non è possibile... oggettivamente, infatti, cosa può significare “leggere dentro le cose”? Noi sappiamo che effettivamente dentro le cose noi leggiamo qualcosa che non è oggettivamente esterno alle cose.
Un granello di sabbia può diventare un “punto”, ma il concetto di punto non è esterno al granello di sabbia. Siamo noi che riusciamo a leggere nel granello di sabbia il concetto di punto... che non è ulteriormente definibile in quanto non è qualcosa che è esterno alle cose.

L'unica arma che ci rimane è quella di stabilire a priori quale deve essere un comportamento intelligente e poi verificarlo.
Resta però il fatto che la definizione deve essere il più possibile oggettiva perchè possa essere riconosciuta l'intelligenza, mentre l'intelligenza in sè non è...
Il_Dubbio is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 25-02-2010, 16.12.39   #6
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio

Per meglio comprendere il problema rifacciamoci all’etimologia. A quanto pare (secondo le poche ricerche che ho svolto) la parola intelligenza deriva dal latino intus-legere che vuol “significare” leggere dentro, entrare con la testa nelle cose e nella vita delle persone. Questa definizione ha poco di oggettivo, è una capacita non ulteriormente descrivibile; potremmo dire che è un concetto primitivo.

Senza alcuna intenzione polemica.

Nel dizionario etimologico di Giacomo Devoto, "intelligente" viene dal latino intelligere composto di inter "fra" e legere "scegliere".
"Intelligente" dunque secondo l'etimo significa "chi sa scegliere" e non l'avventurosa ed astratta etimologia "leggere dentro" che è una azione figurata ed arbitrariamente proiettata su quel vocabolo.
__________________
ut unum sint

Ultima modifica di Giorgiosan : 25-02-2010 alle ore 23.15.28.
Giorgiosan is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 25-02-2010, 23.12.53   #7
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan

Nel dizionario etimologico di Giacomo Devoto, "intelligente" viene dal latino intelligere composto di inter "fra" e legere "scegliere": "intelligente" dunque secondo l'etimo "significa chi sa scegliere" e non l'avventurosa ed astratta etimologia ed "leggere dentro" che è una azione figurata ed arbitrariamente proiettata su quel vocabolo.

Può andare bene... però come si fa a scegliere sempre intelligentemente?
Esistono certamente percorsi finiti, che hanno solo una soluzione e scegliere proprio quella denoterebbe certamente un comportamento classicamente intelligente (che potrebbe dipendere dalla capacità calcolo, e a quel punto un computer potente dovrebbe essere ritenuto il più intelligente), ma ci sono anche alcune soluzioni non precisamente definibili o dimostrabili ma ugualmente giuste.
In quel caso l'etimologia che ho scelto (che potrebbe anche non essere giusta) calza meglio in quanto la scelta dipende da una capacità diversa, molto meno meccanica. Assomiglia proprio all'idea che esprime il guardare dentro le cose.
Il_Dubbio is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 26-02-2010, 13.05.45   #8
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Citazione:
Il Dubbio
Cos'è l'intelligenza.

Non ho ben compreso se l'autore del topic si aspetti una definizione o vuole sapere cos'è.
Hai ragione, Dubbio, forse la questione era un po' confusa... chiarisco: la domanda, a cui ho cercato di dare una mia risposta, era e rimane "cos'è l'intelligenza?"

Continuo a chiarire: per me una cosidetta "definizione" dell'intelligenza non basta per avere un quadro completo di essa, e, cosa molto importante, può finire per diventare ambigua, soprattutto in quanto tratta di qlcosa di astratto e variegato, anche se possiamo vederne gli effetti (e le differenze che può generare) tutti i giorni; per "definire" - in senso largo - l'intelligenza è quindi molto più utile una sua descrizione che nasca dall'esperienza.

Questo ho tentato di fare con quella lista di abilità, abilità che si esprimono nei risultati che una persona/animale (un individuo) ottiene in ciascuna cosa faccia/le passi per la testa di fare.
(Il film c'entra in quanto l'idea di descrivere l'intelligenza in questo modo mi è venuta vedendolo, non in quanto posso aver tratto le mie conclusioni - solo - da lì )

Lascerei quindi perdere l'etimologia: ovviamente una parola può venire da determinati significati ma all'atto pratico ciò che essa vuol significare diventa quasi sempre molto più ampio.

In conclusione di questo intervento, vorrei correggere la mia lista aggiungendo alla capacità di individuare collegamenti e differenze quella di rilevare contrasti e "stranezze", e vorrei precisare come per stimoli "interni" io intenda anche ricordi, sensazioni e quant'altro.

Ciao
Folkner is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 26-02-2010, 16.19.45   #9
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Le concezioni dell'intelligenza dipendono dall'orientamento culturale e sono molte: dalla concezione elementarista a quella cognitivista a quella psicoanalitica ecc. ecc.
Ognuna di queste coglie il fenomenno dell'intelligenza sotto un punto di vista diverso.
Per H.Gardner è meglio parlare di intelligenze con le varie inclinazioni: musicale, linguistica,logico-matematica ecc. ecc..
E questo mi convince.

Piaget concepisce l'intelligenza come forma di adattamento all'ambiente, in estrema sintesi.
Ed anche questo mi convince perchè sono un evoluzionista.

Non credo che si possa rispondere con una riflessione improvvisata alla domanda "che cosa è l'intelligenza", domanda per rispondere alla quale bisogna aver una conoscenza specialistica di base... prima di avventurarsi in una risposta.
In alternativa si possono scegliere una o più risposte che riteniamo convincenti date dagli "specialisti" e già pronte negli scaffali culturali.

Nell'essere umano qualsiasi fenomeno è estremamente complesso e l'intelligenza è fra i più complessi.

Preferisco riflettere sull'intelligenza lungo l'evoluzione se debbo riflettere, cioè su cosa sia l'intelligenza al suo stadio sorgivo e su su e magari strada facendo cominciare a sospettare che la domanda sia mal posta perchè quella giusta sarebbe: chi è l'intelligenza?
__________________
ut unum sint

Ultima modifica di Giorgiosan : 26-02-2010 alle ore 18.12.24.
Giorgiosan is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
Vecchio 26-02-2010, 21.07.34   #10
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Riferimento: Che cos'è l'intelligenza? (2)

Citazione:
Originalmente inviato da Folkner
Hai ragione, Dubbio, forse la questione era un po' confusa... chiarisco: la domanda, a cui ho cercato di dare una mia risposta, era e rimane "cos'è l'intelligenza?"

Continuo a chiarire: per me una cosidetta "definizione" dell'intelligenza non basta per avere un quadro completo di essa, e, cosa molto importante, può finire per diventare ambigua, soprattutto in quanto tratta di qlcosa di astratto e variegato

Io sostengo che le cose astratte non sono delle cose (primo) e non sempre le definizioni riescono a mettere a fuoco i concetti (secondo).
Non so se esiste una terza soluzione.

La mia povera esperienza mi dice che solitamente bisogna partire da alcuni punti fermi, siano essi veri o falsi oppure ben determinati o no, l'importante è partire da qualche parte. Poi tutti devono concordare sui punti da dove partire e nessuno si deve azzardare di chiederne dimostrazioni .
Io avevo scelto di partire dall'etimologia.

Siccome, però, non voglio sottrarmi alla domanda tenterò di rispondere il più genericamente possibile: l'intelligenza potrebbe essere la capacità di compiere un lavoro ordinato.
Per chi ha dimestichezza con la fisica sa che il lavoro è energia.
Per spiegare cosa significa ordinato invece la questione diventa più complicata. Un computer spende energia (nessuno può farlo partire senza inserire la spina nella presa o senza batteria) e fa un lavoro (ognuno di noi sa cosa può fare un computer e quanto lavoro svolge).
Anche noi uomini utilizziamo energia per vivere, cioè lavoriamo.
Io stesso mi sto spremendo le meningi per produrre un ragionamento sull'intelligenza che esprima un lavoro ordinato, e prima di farlo ho mangiato abbondantemente .
E' possibile però che io scriva casualmente parole senza senso (forse dopo aver mangiato poco ?), quindi il lavoro da me svolto non sarà ordinato e voi non avrete modo di comprendere alcun che del mio ragionamento (succede spesso infatti che lavoro inutilmente; ma gli insegnanti a scuola hanno gli stessi problemi ), però è possibile che io esprima qualcosa che susciti interesse e alla fine si constati che il mio ragionamento è ordinato.

L'ordine però con cui viene espresso un ragionamento può essere di due tipi: a priori ( un ordine prestabilito e a cui tutti si rifanno in partenza) o a posteriori.
Il primo è immediatamente riconoscibile, il secondo no.
A questo punto è possibile indicare due tipi di intelligenze:
Intelligente superiore:
1)colui il quale sa proporre un lavoro ordinato ma non subordinato al priori.
Intelligenza inferiore
2)Colui il quale fa un ragionamento rispettando il ragionamento a priori (cioè colui che ha ben studiato la parte a memoria e che sa riproporla).
Il_Dubbio is offline   Rispondi quotandoRispondi quotando
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