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#101 (permalink) | |||||
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Ospite
Data registrazione: 05-05-2008
Messaggi: 61
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Riferimento: Prova a posteriori della imperfezione di dio
Citazione:
Se i suoi scopi gli impongono di rinunciare anche transitoriamente alla perfezione allora egli non è perfetto, poiché possiamo immaginare un ente diverso e migliore di lui in quanto mai imperfetto, nemmeno transitoriamente. Inoltre, cosa significa rinunciare transitoriamente alla perfezione? Io dico appunto che significa diventare imperfetti, poi se tu invece ritieni che egli rimarrebbe perfetto anche qualora riunciasse transitoriamente alla perfezione allora reintroduci la distinzione tra due tipi di perfezione che, come hai ammesso, non regge. Per quanto riguarda l’esempio che proponi, non mi sembra che essere anche il proprio figlio sia una imperfezione, ma anche se lo fosse varrebbe il discorso fatto sopra. Citazione:
Ancora le due strade: 1, non sappiamo se le cose stanno così o no, quindi, se non vogliamo essere del tutto scettici dobbiamo credere ciò che è più probabile che sia vero ossia ciò che è più ragionevole credere; visto che non abbiamo ancora trovato motivi ragionevoli per credere che dio abbia scelto di rinunciare all’evidenza, ma ne abbiamo trovati alcuni per credere che la sua non evidenza non sia frutto di una scelta, allora dobbiamo credere a questa seconda ipotesi. 2, ciò lo inquina , infatti se egli ha deciso di non essere perfetto allora non lo è stato, e ciò che non è stato sempre perfetto non è perfetto, semmai è perfetto ciò che è sempre stato tale. Se poi tu intendi che "dio era perfetto anche quando non era perfetto", allora devi intendere le due occorrenze di “perfetto” in due sensi diversi (distinzione che non regge).Citazione:
Di fatto lo abbiamo concepito .Citazione:
Anche secondo questa caratterizzazione di perfezione dio risulta imperfetto: egli non le ha tutte, le qualità, infatti non è evidente. Citazione:
Sì, te lo concedo, non sono perfetti, né dio né Y. ![]() |
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#102 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 05-05-2008
Messaggi: 61
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Riferimento: Prova a posteriori della imperfezione di dio
Qualche osservazione ulteriore:
Dio deve essere libero di scegliere? Se la libertà di scelta è una qualità positiva allora dio deve possedere tale proprietà per essere perfetto. E' una qualità positiva, quindi dio, se è perfetto è anche libero di scegliere. * Dio è libero di essere ciò che vuole. Se fosse soltanto libero di scegliere dovremmo dire "dio è libero di scegliere cosa essere tra le varie cose che può essere". Ma in questo modo forse porremmo un limite, il quale intaccherebbe l'onnipotenza divina. Abbiamo quindi che in * è implicata la proprietà dell'onnipotenza: egli può scegliere di essere ogni cosa, in quanto può essere ogni cosa. Anche qui ci troviamo di fronte ai soliti problemi: se prendiamo sul serio * allora ne deduciamo conclusioni implausibili. **(=*) per ogni x, dio è libero di scegliere di essere x. (x è una variabile che deve variare su tutte le cose, che siano enti fisici o astratti, proprietà, individui, ecc.). A. ** è vera se e solo se dio è perfetto e onnipotente. 1. Abbiamo già visto sopra il caso in cui x = imperfetto: se dio non può scegliere di essere x allora egli non è perfetto né onnipotente, se invece sceglie di essere x allora sceglie di essere imperfetto. In ogni caso dio è imperfetto. 2. Poniamo x = non libero. Se dio non può scegliere di essere x allora dio è non libero. In caso contrario egli sceglie di essere non libero. Quindi, in ogni caso, egli non è libero, quindi non perfetto e non onnipotente. Cerchiamo un modo per preservare la perfezione. La variabile x, in **, deve variare sull'insieme delle sole qualità positive, tra le quali quindi non ci sono l'imperferzione e la non libertà. In questo modo però neghiamo l'onnipotenza. Se invece vogliamo preservare l'onnipotenza neghiamo la perfezione e la libera scelta. |
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