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#1 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 16-07-2011
Messaggi: 21
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Paradosso della percezione psicosensoriale cosciente
Il titolo fa figo. Questo è indubbio.
Dunque, ho risolto i grandi dubbi esistenziali con un po' di internet e di consapevolezza, niente di difficile. Ma c'è un dubbio che mi assilla e che non pare molto comune, anzi. Non ho mai letto nessuno porre un problema esattamente identico a quello che sto per porre, nonostante sia di estrema importanza per una comprensione completa dell'esistenza. Certo, della coscienza si parla tanto, ma non di come la sua individualità sia incompatibile con la logica basilare. Ho usato la funzione di ricerca avanzata, e ho cercato su internet in generale. Sembrerò prolisso, ma mi si creda, è esaustività necessaria per la comprensione del dilemma. Si intenda con il termine coscienza il nostro "io" pensante, la nostra consapevolezza, il nostro percepire l'esistenza, il percepire i cinque sensi di un determinato individuo fisico, si intenda l'anima o lo spirito, se così piace chiamarli. È fondamentale capire cosa voglio intendere con quest'entità, prima di proseguire: essa è rendersi conto di esistere; la persona vicino a voi vi dirà che lei si rende conto di esistere, che pensa, magari è pure solipsista, ma voi percepite soltanto i vostri pensieri e i vostri cinque sensi, non è vero? Ecco, questo vostro percepire è l'entità che io chiamo percezione, un'entità ricettiva esistenziale, in un certo senso astratta, la vera coscienza. La questione è quella che segue. Perchè si avverte un'unica coscienza, e questa è legata ad un cervello fra tutti? Oppure, riformulando, perchè si avverte un'unica percezione, un'unica mente, un unico io e, perchè questo io è legato ad un cervello fra tutti, ad un punto di osservazione e di ricezione sensoriale fra tutti quelli possibili? La risposta stolta, che non comprende il quesito, afferma: «Perchè tu sei quel determinato cervello e quindi quello avverti». Ma la domanda indaga come sia possibile che esistano, se davvero è così, tante percezioni anzichè una soltanto, tante coscienze anzichè una, che la natura posiziona casualmente o meno in determinati cervelli. Posto infatti che la materia è una, da essa dovrebbe generarsi una sola percezione. Elaboro. La materia, ciò che è fisico, ciò che è, è uno. Noi esseri umani possiamo distinguere in questo tutto delle cose singole, grazie alla logica. Ma il mio piede fa parte dell'Universo, è la stessa materia della formica. Se quindi da processi fisico-elettrici della materia si genera una percezione della materia, ovvero una capacità della materia di riflettere sul suo stesso essere, di accorgersi di essere, ha senso credere che tale percezione sia una. Invece pare di pensiero comune credere che le coscienze siano tante, ognuna per i vari esseri che noi con nostra logica umana abbiamo distinto. Ma benchè i cervelli siano tanti, possa contarli, possa vederli tutti, le coscienze non posso percepirle tutte: percepisco solo la mia. Si scopre dunque un paradosso esistenziale: la coscienza dovrebbe essere una monade, una per tutti, per tutta la materia esistente, e invece io ne avverto una che è specificatamente correlata al cervello della mia persona fisica, e di conseguenza sarebbe verosimile che gli altri cervelli ne avvertano anch'essi una differente, ma ciò, di nuovo, è assurdo poichè la materia è una. Io ho i miei ricordi. Li ho perchè sono nella memoria del mio cervello, ma li posso leggere solo perchè c'è una percezione, un'entità ricettiva esistente. È assurdo che quest'entità sia confinata e legata al mio cervello anzichè estesa all'intero universo. Per capire a fondo il problema è necessario comprendere che è proprio assurdo. Finchè sembrerà normale vorrà dire che non si è davvero colto il problema esposto. Questa domanda trova una possibile risposta nel solipsismo, il quale afferma che tale monade è appunto quella che il filosofo individuo avverte; nel mio caso, essa sono io e io soltanto. È vero che ogni individuo può essere solipsista e può ammettere di essere lui la vera coscienza, tuttavia, anche un robot, opportunamente programmato, può ammettere di esserlo, quindi ciò non smonta l'idea che l'unica vera percezione dell'esistenza sia la mia, che l'unica percezione sia Io che scrivo. Nonostante ciò, è comprensibile ch'io sia alla ricerca di una diversa conclusione, perchè il solipsismo appare incongruente con la realtà visibile-logica. Voglio dire, di tanto tempo, di tanto spazio, di tanti esseri, non c'è alcunchè che possa spiegare perchè l'impianto di tale percezione sia avvenuto sul mio cervello anzichè sui numerosi altri cervelli possibili. Mi viene l'idea di una percezione materica che viaggi lungo il tempo attraversando diversi cervelli come fosse vento, ma pare quasi un'idea religiosa o un film. Un'altra risposta dice che esiste una coscienza globale e che io sono una parte di essa, e perciò avverto solo tale parte. Ma la percezione è percezione, punto. È una cosa. Esiste lo spazio, esiste il tempo, esiste la percezione esistenziale. Punto. Lo scenario di chi risponde vorrebbe invece che essa si divida in tanti piccoli pezzi, ognuno per ogni cervello. È come dire che l'universo esistente è separato in un certo numero di sotto-universi non comunicanti, in base al numero, chessò, di galassie o di ammassi di galassie. Nonsense. E anche se fosse, non c'è ragione perchè Io avverta soltanto una sottoparte della percezione globale (l'Io della frase è di comodo). Altra risposta: «La coscienza è un'illusione». In pratica, quest'idea racconta che ogni cervello si autoconvince di essere l'unica mente pensante. Quindi saremmo tutti dei robot pensanti. Il problema è che il ragionamento funziona fintanto che si guarda l'universo dall'esterno e lo si analizza come se fosse qualcosa di separato da colui che analizza, ma non appena ci si accorge di essere l'unica "percezione percepibile" che vive tra i robot, la spiegazione va a farsi benedire, perchè si reinstaura la domanda iniziale. Uno potrebbe dire: «Ma è proprio questa l'illusione!»; no, perchè si dimentica totalmente un elemento d'analisi, cioè la propria percezione, lo si lascia fuori mentre s'ha invece da tenerne conto per consentire un'analisi completa e corretta. Troppo facile scartare ciò che dà fastidio cambiandone la natura. In sintesi, di seguito. A favore della coscienza unica: -si percepisce una sola coscienza, la propria; -la materia è una, e da essa si deve generare una sola percezione. Contro la coscienza unica: -è assurdo che la percezione esistenziale universale sia legata ad un singolo cervello fra tutti; -il solipsismo è un po' troppo fantastico, alla Matrix. Si genera dunque un paradosso. Diversamente da ciò che si potrebbe dire sull'universo, ovvero che esiste perchè così è, non si può affermare lo stesso per la percezione, a causa di questo paradosso. Sulla sorgente della coscienza, per chiarire meglio: pare che la coscienza nasca da processi cerebrali e quindi può sembrare ovvio che ogni cervello abbia una singola coscienza propria la quale si è generata da esso. Dove sta dunque l'inghippo? Nel fatto che di tutte le coscienze esistenti, tu lettore, avverti soltanto quella della persona fisica [tuo nome e cognome]. Per immedesimarmi in te lettore e rendere la frase precedente più corretta, posso dire che si percepisce soltanto la coscienza della persona fisica [tuo nome e cognome]. Questa è un'inconsistenza logica, un paradosso. Si dovrebbero infatti percepire tutte le singole coscienze, seppur in qualche modo mantenendole collegate ai vari cervelli. Si dovrebbe essere un dio che può coesistere in tutti i cervelli. Invece non è così, e ciò mi risulta inspiegabile. Ebbene, molto probabilmente non c'è soluzione a questo paradosso esistenziale, ma mi trovo costretto verso la ricerca di una risoluzione e verso la diffusione di tale dilemma. |
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Ospite abituale
Data registrazione: 03-12-2007
Messaggi: 1,578
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Riferimento: Paradosso della molteplicità delle percezioni esistenziali coscienti
Ciao e benvenuto.
Io credo di aver parlato qui della coscienza più di quanto abbia parlato nella mia vita di cosa ho mangiato Quindi penso di essere abbastanza "afferrato" nel materia, almeno se ci soffermiamo alla quantità di cose dette sulla coscienza. Ora però aiutami a capire meglio. Tu vorresti sostituire il principio di identità con un principio di molteplicità? Io ti faccio solo questa considerazione. Ammettiamo che Io e te siamo esattamente la stessa coscienza. Cosa cambia tra me e te? Cambia l'esperienza che ne facciamo. Ma se io facessi esattamente le tue stesse esperienze utilizzando i tuoi stessi mezzi per farle, io sarei esattamente quello che ti senti tu. |
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#3 (permalink) | |||
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Nuovo ospite
Data registrazione: 16-07-2011
Messaggi: 21
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Riferimento: Paradosso della molteplicità delle percezioni esistenziali coscienti
Citazione:
Citazione:
Se vuoi, posso argomentare ancora. In pratica, la coscienza sembra unica, una sola (pensiero solipsista), quella che percepisci tu; ma siccome il solipsismo non convince quasi nessuno, sembra comune credere che questa percezione d'essere (coscienza, "io", etc.) sia più di una, una per cervello. Eppure così non è perchè (e qua mi metto nei tuoi panni, un attimo, per farti capire) in tutto l'universo si avverte soltanto una coscienza, e tale è impiantata nel cervello della persona fisica dal nickname Il_Dubbio. Quindi che cosa è vero? Le coscienze sono tante o sono una? In entrambi i casi la situazione è paradossale, assurda. Perchè? Vediamo. Caso 1: le coscienze sono tante. Come mai allora in tutto l'universo si percepisce soltanto una percezione psico-sensoriale, cioè quella di [metti qua il tuo nome e cognome], fra tutte quelle possibili? Caso 2: la coscienza è una sola. Se è così, sempre mettendomi nei tuoi panni, come mai la coscienza materica, monade universale, è situata proprio nel cervello della persona fisica [metti qua il tuo nome e cognome], e non negli altri cervelli? È insomma una questione molto legata al solipsismo, ma che è a tutti gli effetti una domanda fondata, se la si comprende. Spero sia chiaro ora qual è il mio dilemma. Altrimenti argomenterò ancora; magari fammi domande specifiche. Citazione:
Se dunque teniamo conto di questo, e nel mio cervello impiantassero, per ipotesi fantascentifica, la tua memoria sulla mia, io mi sveglierei la mattina con una coscienza "diversa", ma sempre con il punto d'osservazione degli occhi di [mio nome e cognome]. Altro esempio: se qualcuno leggesse con un computer il mio cervello e ne riprodurrebbe un clone identico, io, intendo con "io" la mia percezione psico-sensoriale esistenziale, rimarrei comunque collegato al mio corpo, e il cervello clone, che pur avrebbe il mio carattere, i miei ricordi, eccetera, resterebbe qualcosa che non sento mio e che vedo come estraneo. |
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Ospite abituale
Data registrazione: 03-12-2007
Messaggi: 1,578
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Riferimento: Paradosso della molteplicità delle percezioni esistenziali coscienti
Citazione:
Va bhe, a me è difficile parlare di "coscienza" e non parlarne nello stesso tempo. Facciamo una cosa, eliminiamo la parola coscienza e parliamo di "percezione". Allora la percezione può avere diversi significati. Esiste una percezione immediata ed una percezione superiore. Nella percezione immediata, il cervello, stimolato, si appresta per la recezione, il controllo e la risposta. Tempo fa scrissi di una ricerca fatta da alcuni scienziati. Questi operavano su uomini non vedenti. Arrivarono a sostenere che esisteva nel non vedente una "percezione" agli stimoli esterni anche in mancanza di percezione superiore (cioè in questo caso il "vedere l'ostacolo", avere coscienza dell'ostacolo). Al non vedente veniva chiesto di percorrere un corridoio. Gli scienziati però avevano posto degli ostacoli che solo un vedente avrebbe potuto accorgersi. Invece l'esperimento diede questo risultato: anche i non-vedenti riuscivano ad evitare gli ostacoli. E' chiaro quindi, non me ne volere, che se vuoi parlare di "percezione" dovresti quanto meno spiegare a quale percezione vuoi riferirti: a quella che automaticamente si attiva nel cervello fisico, oppure alla percezione "superiore" che si attiva non si sa come e non si sa dove, ma probabilmente sempre nel cervello fisico? |
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#5 (permalink) | |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 16-07-2011
Messaggi: 21
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Riferimento: Paradosso della molteplicità delle percezioni esistenziali coscienti
Scusami, ma l'ho spiegato nel primo post...
Citazione:
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Ospite abituale
Data registrazione: 03-12-2007
Messaggi: 1,578
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Riferimento: Paradosso della molteplicità delle percezioni esistenziali coscienti
Citazione:
Ok siccome sono diventato tondo, fammi diventare quadrato finisci questa frase: perchè si avverte un'unica percezione, un'unica mente, un unico io e, perchè questo io è legato ad un cervello fra tutti, ad un punto di osservazione e di ricezione sensoriale fra tutti quelli possibili? .... e non invece: ... ??? ------------------------ Se la frase finisse con (la finisco io): invece di molteplici percezioni, molteplici menti, molteplici io? Questo io legato a tutti i cervelli, a tutti i punti di osservazione e di ricezione sensoriale di quelli possibili? Mi confermi che la seconda frase è quella che tu ti aspetteresti di vivere per ritrovarti nella normalità degli eventi? Per uscire da un concetto che ritieni "assurdo"? Se fosse quella la frase "mancante", ci spieghi perchè ti aspetti che quella sia la normalità? Se non fosse quella, potresti gentilmente finirla tu come ti pare e piace? |
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Ospite
Data registrazione: 12-04-2011
Messaggi: 458
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Riferimento: Paradosso della molteplicità delle percezioni esistenziali coscienti
Citazione:
Per altro, per tornare al tuo quesito, una "percezione" universale già esiste, ed è quella raccontata da Jung negli archetipi, o inconscio profondo e collettivo; dove esistono percezioni che sono Universali, indipendentemente dalla razza, colore della pelle, regione o latitudine. Poi come afferma Il_Dubbio, ogni percezione è personalizzata o condizionata dalle esperienze personali che vanno a depositarsi nella memoria, la quale indica la strada per l'evoluzione di ognuno di noi. Per il momento mi fermo qui, ma ci puoi giurare che ci risentiremo presto (Non è una minaccia). http://www.geagea.com/32indi/32_08.htm
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Sarò banale, ma continuo a credere che la verità abbia molte facce. |
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#8 (permalink) | ||||||||||
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Nuovo ospite
Data registrazione: 22-08-2010
Messaggi: 92
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Riferimento: Paradosso della molteplicità delle percezioni esistenziali coscienti
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Ma si avvicina a certa mistica soprattutto orientale. Citazione:
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Ma quale sarebbe invece la ragione dell'opposto ? Citazione:
E questo topic merita di andare avanti. ![]()
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#9 (permalink) | ||||
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Nuovo ospite
Data registrazione: 16-07-2011
Messaggi: 21
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Riferimento: Paradosso della molteplicità delle percezioni esistenziali coscienti
Dunque rispondo a Il_Dubbio, che per capire bene la mia domanda voleva una sorta di continuazione di essa, per consentire una completa comprensione:
Citazione:
Lascia stare il titolo del topic che ho già chiesto ai mod di cambiarlo, il discorso della molteplicità è un altro, e cioè che è comune credere che tutti abbiamo una coscienza, ma il solipsismo suggerisce invece il contrario, e quindi non so a cosa credere. Ma la fine della frase (che ti interessava capire) è questa che ti ho detto, ovvero: per uscire dall'assurdo, a mio avviso, questa percezione che avverto ora, e che è legata al cervello di [mio nome e cognome], dovrebbe essere invece legata a tutta la materia. Quello che trovo assurdo è infatti che essa (che è l'unica cosa che percepisco nell'universo) sia legata ad un preciso e singolo cervello, quello della persona fisica [mio nome e cognome]. Citazione:
Anche se sinceramente mi sembra strano che chi pensa tanto nel corso della sua vita (come me appunto) gli sembri normale la mattina svegliarsi e vedere il mondo dai suoi occhi: questo dovrebbe sembrare normale a una persona comune ma non a un grande pensatore, che dovrebbe cogliere l'assurdo di questa unicità di punto di osservazione tra tutti quelli disponibili (cervelli)... Il link che hai postato non c'entra con ciò che dico perchè parla d'altro e non tiene conto del sè: parla della coscienza come parlare di un motore di una macchina, non tiene conto dei problemi solipsisti. Citazione:
Parli della localizzazione nel cervello del nostro "io". Lo so che si stanno facendo ricerche su questo, ma il "problema solipsista" che pongo individua una percezione di questo "io" che è unica, nonostante ci siano molti cervelli con quella locazione del cervello presupposta a contenere tale "io". Citazione:
Per questo, il mio dire che "avrebbe più senso che la realtà fosse così", è per dire in che modo io credo che non ci sarebbe una contraddizione. Che la realtà non è così lo sappiamo già. È per far capire meglio quello che io considero qualcosa di assurdo e che sto cercando di spiegarvi. Ovvero che avverto soltanto i pensieri di un singolo cervello in tutto l'universo, tra tutti i cervelli possibili. |
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#10 (permalink) | |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 22-08-2010
Messaggi: 92
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Riferimento: Paradosso della molteplicità delle percezioni esistenziali coscienti
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