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| Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere. |
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#41 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 795
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Riferimento: che cos'è la realtà?
Citazione:
Sei terribile nel tuo stigmatizzare: parole e frasi cocenti e cogenti! Ha i ragione per ciò a cui ti riferisci...cioè ad una realtà più o meno oggettiva comunque processata dal nostro intelletto..quale potrebbe essere la realtà della scienza o di altre nostre narrazioni o credenze e teorie. Ma io dicevo altra cosa! Alludevo alla realtà dell’universo là fuori, per gran parte ignota, comunque non da noi processata. La tua osservazione, infatti, non ha senso se riferita a tale "realtà là fuori" (realtà nr 1 del mio precedente post), ove, superando il concetto corrente, parlavo della realtà, o delle realtà e narrazioni varie, veramente e assolutamente “oggettive” che stanno "là fuori" concrete e fenomeniche insieme, che la scienza, e noi stessi, "esplicando" la "ricerca", via via erodiamo e facciamo nostra descrivendola in schemi o teorie ed enunciati...persino alternativi e pur tuttavia validi. Ma, in osservanza a quanto dici, facendola propria, quella realtà assolutamente oggettiva reale “di là fuori”, non è più la stessa…per lo meno non c’è più tutta Infatti la realtà (nr.2 di mio post precedente) da noi conosciuta, frutto di percezione, sperimentazione e calcoli, non è la vera esaustiva realtà dell’effervescente, ineffabile universo o multiverso “là fuori”, di cui pure facciamo parte. La realtà che pure noi diciamo “oggettiva”, pur eclatante, è solo parvenza...un modello o più modelli e teorie che la scienza, la filosofia, le credenze varie, si sforzano di mantenere congruenti con la realtà percepita o teorizzata...magari solo supposta: la oggettività non coincide con la realtà! Forse non abbiamo i sensi sufficienti ed esaustivi per una percezione completa: "in fondo siamo evolutivamente plasmati per confronto, quanto basta, col percepito, non per confronto col "reale effettivo" dell'universo". Sopperiamo in parte, oggi, con protesi e strumentazioni varie... fisiche e concettuali. La scienza (realtà nr.2 rif. post precedente) costituisce.... con descrizioni, esperimenti, calcoli ed enunciati o leggi,... l’oggettiva conoscenza umana dell’universo e sempre più…con la continua ricerca: nessun sapere è più oggettivamente vero per noi! "E’ questa la nostra realtà riconosciuta e percepita, ma essa non esaurisce per ora e per molto tempo ancora, forse mai, la realtà “là fuori”, né in qualità né in quantità." Non che voglia resuscitare il noumeno kantiano, non cè niente di metafisico nella realtà “là fuori” di cui parlo (nr.1 del post) che non è “inconoscibile”, ma solo "erodibile con impegno e parsimonia" o per salti, a volte. C’è forse una lente deformante come un una specie di filtro fra il percepire e la realtà, che ci permette solo una percezione discreta e non continua del vero reale…per lo meno si suppone: qualcosa, in analogia, come vedere un film in bianco e nero, anzichè a colori: per il "colore" non ne avremmo i necessari sensi. Senza contare che la parte di “realtà vera e globale” che assolutamente non appare e nemmeno offre indizi o appigli di conoscenza, sovrasta, forse, quella che in qualche modo intravediamo e catturiamo come nostre conoscenze oggettive, schemi, e teorie. Non è qualcosa del genere che intendevi? Comunque quanto sopra vale in sede di disquisizione fisico/filosofica…come precisazione per dire pane al pane e vino al vino. In sede di usuali saperi e percezioni (personale sensibilità e percezione, comune opinione o immaginario collettivo) il nostro universo funziona benissimo se non consideramo particolari fenomeni, certo secondari per il "tutto", come terremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche, riscaldamento globale, uragani, meteoriti, tempeste solari,...o fenomeni vari a livello submolecolare, ecc… In verità, per l'uomo della strada, la scienza stessa dice assai più di quanto egli non vorrebbe sapere...continuamente d'altra parte preso e coinvolto dalla effervescenza politico-economica...magari sportiva ed affettiva)…Cui si aggiungono le pseudoscienze tarocche, superstizioni e religioni, in sinergia, per trasmettere ancora di più..."la verità...il reale!" … magari anche di reciproco segno contrario. ![]()
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#42 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 11-10-2007
Messaggi: 531
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Riferimento: che cos'è la realtà?
Citazione:
Sicuramente, ma non intendevo affermare che occorre svincolarsi dalla conoscenza; possiamo però ridurre la realtà alla sola conoscenza sensibile ? E qui ritorno alla questione della percezione. Prendi ad esempio le figure di Hering, abbiamo una percezione che è "errata" rispetto alla "realtà": in quella dove ci sono 2 rette parallele abbiamo la "visione" di linee curve, e tale percezione rimane anche se prendiamo un righello per verificare che quelle sono effettivamente linee diritte parallele. In questo caso ci troviamo di fronte ad una percezione che è comune a tutte le persone (credo), sulla quale quindi si troverà larghissima convergenza. Dobbiamo prendere per buona la percezione o la misura fatta con il righello ? Credo che dovremmo prendere per buona la misura e concludere che la percezione ci ha ingannati. Ma allora non abbiamo la sicurezza che le nostre percezioni funzionino sempre e la convergenza con altre persone non è garanzia di "realtà". Non credo che chiedersi se è reale solo ciò che è percepito sia domanda oziosa: ci sono cose che vediamo e sentiamo solo con strumenti (e che un tempo non potevamo vedere e sentire). Possiamo immaginare un microscopio come un occhio potenziato, ma anche lì non possiamo superare un certo limite e non abbiamo la garanzia che non esista un oggetto tanto piccolo da sfuggire al più potente microscopio (senza considerare che qualcuno potrebbe sospettare che il microscopio sia una macchina infernale e ingannatrice mandando a monte la convergenza). |
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#43 (permalink) | |
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Ospite abituale
Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 795
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Riferimento: che cos'è la realtà?
Citazione:
Nei miei ultimi post, però, ho teorizzato (con scarso successo invero) di una o piu' realtà "là fuori", di un universo solo parzialmente e non coerentemente conosciuto nella sua storia e fenomenologia, non solo per quantità, ma anche per qualità e caratteristiche. Quella realtà esiste indipendentemente dal mio/nostro pensarla, esperirla o processarla. L'unico contatto che avrebbe col mio o nostri "IO" è la "supposizione": noi supponimo che esista una realtà là fuori che non conosciamo, non interpretiamo, non sperimentiamo...non ancora per lo meno. E' concepibile quella realtà "là fuori"?...oppure il solo fatto di "supporla" è già un farla mia/nostra?..una interferenza che la distorce!? D'altra parte ritengo interessante l'ipotesi di una realtà "là fuori": se non la facessimo una tale ipotesi, la scienza avrebbe fine: ad un certo punto non c'è piu' un reale sconosciuto da erodere con la ricerca e farlo conosciuto! ![]() Alla fine, comunque, una realtà "là fuori" credo che esista...cui la "nostra realtà" da noi processata, tende ad essere congruente e conforme: per lo meno a me pare ovvio! ![]()
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#44 (permalink) | ||
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Moderatore
Data registrazione: 30-08-2007
Messaggi: 737
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Riferimento: che cos'è la realtà?
Citazione:
Ma le misure con il righello come le abbiamo viste se non con i nostri occhi, e quindi in ultima analisi con le percezioni? Ovviamente possiamo fare tutte le elaborazioni che vogliamo, ma si torna sempre lì, alle percezioni nella loro accezione più ampia. Citazione:
Ma in qualche modo deve influenzare le percezioni. Per vedere “tramite” il microscopio comunque ci servono gli occhi, qualsiasi misura viene fatta attraverso uno strumento che possiamo vedere. Dire che dobbiamo ricondurre tutto alle percezioni secondo me è quasi tautologico: chiaro poi che possiamo fare qualsiasi genere di elaborazione a partire dalle percezioni, ma secondo me è utile stabilire un confine netto tra noi e tutto quello che c’è fuori. Che potrebbe inconfutabilmente essere il famoso computer che pilota il famoso cervello nella vasca ![]()
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#45 (permalink) | |
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Ospite
Data registrazione: 29-10-2009
Messaggi: 81
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Riferimento: che cos'è la realtà?
Citazione:
Ma anche la misura fatta col righello è una percezione condivisa assunta come base per la misurazione al posto della rilevazione ottica perché ritenuta più affidabile. |
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#46 (permalink) | ||||||
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Ospite
Data registrazione: 12-04-2011
Messaggi: 458
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Riferimento: che cos'è la realtà?
Citazione:
Citazione:
Citazione:
Citazione:
Citazione:
Citazione:
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Sarò banale, ma continuo a credere che la verità abbia molte facce. |
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#47 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 03-12-2007
Messaggi: 1,578
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Riferimento: che cos'è la realtà?
Io continuo a dire (e a professare nel deserto) che i nostri occhi misurano i concetti astratti della nostra mente. Alcuna misura sarà tanto precisa quanto il concetto che esso esprime. I righelli sono solo un mezzo per misure imprecise che intanto vanno bene finchè non serve una maggiore precisione. Il limite della precisione strumentale è superata dalla nostra percezione astratta del concetto di misura.
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#48 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,080
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Riferimento: che cos'è la realtà?
Ho letto i vostri post e in effetti mi pare che si è interpretato in modo corretto il tema. Tuttavia a volte sono necessarie certe premesse concise e con definizioni che non lascino dubbi. Altrimenti, a parer mio, si può cadere in verbalismi superflui che talvolta non giovano alla chiarezza,possono indurre in fraintendimenti e pseudoargomentazioni.
Ritengo opportune certe distinzioni per evitare fraintendimenti e pseudoargomentazioni: un mondo indipendente dall'uomo, inteso come “essenza” sotto quello che ci appare è ben difficile da conoscere. L'esperienza del fenomenologo per poter operare mette tra parentesi i dubbi come il “sogno di Platone”, il “genio maligno di Cartesio”, il mondo virtuale di Matrix. La realtà della percezione psicologica ( es. le illusioni ottiche) è diversa da quella della fisica. Per evitare equivoci usiamo espressioni come il “reale non essenziale”, il mondo fisico, ecc. Antico dilemma filosofico è chiedersi se esiste l'”essenza”,ma a nostra misura è solo la percezione e la rappresentazione. Ci raffiguriamo una Rappresentazione Interna che non corrisponde a un'oggettività del reale, né all'”essenza”. Allo stesso modo va distinta la verità di fede, da ragione, da percezione sensibile. Secondo Carnap le discussioni sull'”essenza" sono pseudoproblemi poiché non si può in tale ambito né convalidare né confutare alcunché. arsenio |
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#49 (permalink) | |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 30-01-2011
Messaggi: 192
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Riferimento: che cos'è la realtà?
Citazione:
Freud mi pare abbia evidenziato l'importanza della difesa dell'integrità dell'io (dagli attacchi dell'es, del super-io, del non-io) per garantire l'equilibrio intellettuale Piaget, invece, sostiene la rilevanza dell'affermazione di sistemi di relazioni reciproche anzichè quella dell'identità. Del resto anche la nostra percezione dell'io non può essere un'esperienza diretta dato che è influenzata da ciò che gli altri pensano di noi, e tale influenza è a sua volta suscettibile da ciò che sappiamo sugli altri e dai nostri relativi giudizi al riguardo. E' sempre un gioco di relazioni. |
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#50 (permalink) | ||
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Moderatore
Data registrazione: 30-08-2007
Messaggi: 737
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Riferimento: che cos'è la realtà?
Citazione:
Capisco. La mia posizione in merito però è piuttosto drastica: parlare di qualcosa che “esista” fuori dalla nostra percezione è inutile. O , meglio, visto che se ne è abbondantemente parlato nei secoli, è solo (interessantissimo) intrattenimento. Citazione:
No, non sono d’accordo. A parte il fatto che non sappiamo come evolverà la ricerca scientifica, la interpreto come elaborazione a partire dalle nostre percezioni. E mi pare molto improbabile che possa “avere fine” ![]()
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