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Vecchio 11-10-2003, 11.56.20   #1 (permalink)
Ospite abituale
 
L'avatar di viandanteinattuale
 
Data registrazione: 15-07-2003
Messaggi: 131
La vera libertà...

Il vero peccato si ha quando l’uomo si pone arbitro del bene e del male. Egli chiamerà suo “bene” solo ciò che a lui apparirà come utile; dirà “utile” il suo tornaconto; dirà “vero” ciò che gli conviene, mentre il “male” sarà ciò che a lui nuoce, sia come singolo sia come gruppo; e dirà “ingiusto” e “non vero” solamente ciò che non risponde al suo ordine. Solo Dio sa cosa è bene e cosa è male. E perciò bisogna credere. È la fede, appunto, che ci fa vedere le cose nella luce di Dio; e così possiamo sapere, con una certa tranquillità, ciò che è bene e ciò che è male.
Senza libertà non sei neppure uomo.
La libertà è un dovere, accettato per amore. So che il male è il non – essere; so che fare il male è un abuso. Per ora, quando parlo di “libertà dell’uomo”, io intendo la fedeltà assoluta alla Parola.
Cristo contro i pontefici, contro i capi della sinagoga, in lotta contro tutte le istituzioni, perfino contro il tempio: questa è la libertà. La via libera al Padre. È evidente che anche tutte le altre istituzioni umane devono essere ordinate alla libertà, altrimenti sono indegne di esistere. Allora, sul campo pratico, la mia libertà istintivamente converge in una forza che mi violenta, spingendomi a superare il cerchio di forza che m’imprigiona, che mi soffoca nella dinamica stessa, direi biologica, della mia umanità. Qui sta la radice di ogni crisi: sarà un dramma senza fine!
Sono sicuro che questo sarà il mio travaglio, come lo è di tutti. La libertà sarà la spada con cui dovrò scendere continuamente in campo. La nostra gloria è diventata la vera passione dell’uomo. La libertà è il più sacro dei doveri, perché è il nostro più grande dono, e per questo è la più difficile conquista.
Sulla libertà è fondata la responsabilità dell’uomo: la mia dignità di persona è sacra e inviolabile. Il sacrificio, il sangue, la morte non valgono, insieme, un atto libero della mia volontà.
Ora, la libertà importa l’autonomia assoluta dei miei atti: del mio giudizio, del mio volere. Importa la libera scelta del mio stato: del genere di vita e dei mezzi più adatti per raggiungere il mio fine e la mia salvezza. Quello che io devo fare è soltanto questo: raggiungere la salvezza attraverso lo sviluppo della mia personalità, poiché io sono in un continuo crescere, in un continuo andare verso la meta.
Tutto ciò che è ostacolo a questo sviluppo è contro la mia natura: è quindi una violenza, una stortura, una diminuzione, fisica o morale che sia, oggettiva o soggettiva. È, cioè, sofferenza e disordine. Invece il mio fine è la felicità, la mia vita dev’essere solo armonia e pace. Se l’esistere è un bene, l’esistenza dev’essere gioia, perché il bene è gioia.
E se anche dentro di noi è penetrato il disordine, si sono violate le leggi del nostro essere liberi, che fare? La mia vita dev’essere una traiettoria verso la pienezza della mia umanità. E la libertà sta in cima a questa tensione. Qualunque male è una deviazione. Io devo essere immune da ogni contraddizione. Quando sarà così, ogni vita sarà ordinata e allora avremo la pace, l’assoluta pace.
Una passione non rivolta a questo ideale sconvolge l’ordine del creato, ferisce la vita; genera un groviglio di tendenze, forse anche un cozzo di passioni: la distruzione, la guerra. Può essere a volte un ripiegarsi su sé stessi, un fermarsi a sé. Alle volte sarà l’ambizione di un capo, la cupidigia di un uomo oppure l’orgoglio di un popolo. O forse sarà la seduzione delle cose finite: un sovvertimento dei fini. Ciò è sempre una schiavitù, una terribile schiavitù.
Il cristianesimo – e ogni religione, se è vera religione, deve liberare l’uomo – ha tentato di rompere queste catene. Per questo Cristo dice :”Io sono la via, la verità, la vita”.
Cristianesimo come perfezione della legge, cioè della libertà: liberazione dell’uomo dall’uomo. Questa è “ la libertà da cui Egli ci ha liberati”. Egli ascese in alto, conducendo schiava la nostra schiavitù.
La libertà come valore trascendente: non può essere che così.
Se tu poni che la libertà ti venga da un uomo, ti poni al servizio di quell’uomo e perciò non sei libero; e se la poni nella potenza, nella ricchezza o altro, allora sei schiavo delle cose. È la fede che ti libera: credo, perciò sono libero.
Libertà e necessità coincidono: è libero ciò che è necessario, è necessario ciò che è libero.
Per dire che la libertà è un valore assoluto. Cioè, senza libertà io non sono neppure un uomo. Io sono libero solo in ordine al mio dovere. Tanto più libero quanto più compio il dovere: per questo la libertà coincide con l’essere stesso di Dio. Il peccato non mi rende diverso, ma semplicemente schiavo: mi distacca e mi allontana dalla libertà.
Ogni atto umano deve ispirarsi alla verità. È la verità che ci farà liberi. Ma la verità, secondo Cristo, è una vita! Dunque una vita, prima di essere teoria. Ogni legge deve proporsi come fine la vita dell’uomo, altrimenti è un fatto antiumano.
Samuele.
viandanteinattuale is offline  
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Vecchio 11-10-2003, 17.34.13   #2 (permalink)
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 176
Il rischio è porre la libertà nella sfera del trascendente, nel perseguibile , ma non raggiungibile. Diffido sempre di chi vorrebbe liberarmi dalla mia umana natura, stimo molto di più chi sa suggerirmi come perfezionarla. Mi rammarico di essere assente per un po' la riprenderemo appena possibile
ciao
alessandro
alessandro is offline  
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Vecchio 14-10-2003, 13.38.26   #3 (permalink)
Ospite
 
Data registrazione: 02-05-2003
Messaggi: 44
Bisogna liberarsi,
dall'idea di liberarsi da alcunchè...
__________________
pensare per il piacere di farlo!
uLm1879 is offline  
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Vecchio 14-10-2003, 17.07.21   #4 (permalink)
Ospite abituale
 
Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 94
Citazione:
Messaggio originale inviato da uLm1879
Bisogna liberarsi,
dall'idea di liberarsi da alcunchè...

E dopo riliberarsi,
dall'idea del doversi liberare dall'idea di liberarsi da alcunchè...
diestop is offline  
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