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Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.

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Vecchio 01-11-2003, 16.58.25   #1 (permalink)
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L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,990
L’insegnamento della virtù equivale alla sottrazione del merito.

E ciò che è bene e ciò che non è bene, dobbiamo chiedere agli altri queste cose? (Socrate)

Volevo fare notare come avere delegato ad altri la definizione del “bene” e del “male” ci deprivi, in ultima analisi, dei meriti dell’essere buoni e virtuosi.
Il bene assunto a “dovere” toglie la gioia di fare atti meritori e depriva "l’autore dell'atto" del merito per avere agito bene, in quanto, egli, agendo in modo virtuoso non ha fatto altro che eseguire quello che altri gli avevano indicato.
__________________


Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia .....

da "Quattro stracci" di Francesco Guccini
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Vecchio 01-11-2003, 17.37.11   #2 (permalink)
Vivi!
 
L'avatar di Marco_532
 
Data registrazione: 28-10-2003
Messaggi: 1,164
Re: L’insegnamento della virtù equivale alla sottrazione del merito.

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
E ciò che è bene e ciò che non è bene, dobbiamo chiedere agli altri queste cose? (Socrate)

agendo in modo virtuoso non ha fatto altro che eseguire quello che altri gli avevano indicato.

Ma secondo te com'è possibile agire spontaneamente seguendo un'indicazione altrui senza che questa venga accettata dall'operante?....credo che arrivato all'accettazione su convinzione, quando l'azione è "giusta", il "merito", lo si senta sia nel "cuore" che nella mente. Al contrario si avrebbe solo un appagamento mentale che non colmerebbe il senso di vuoto che riempie i cuori nella società contemporanea, portandola alla ricerca di qualcosa che possa riempirlo.
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V I V I !!!
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Vecchio 01-11-2003, 18.50.21   #3 (permalink)
Ospite abituale
 
L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,990
Per Marco

E’ una autorità morale esterna, che abbia stabilito una volta e per sempre il bene ed il male che contesto. Si dovrebbe insegnare alle persone la capacità a discriminare contestualmente ciò che è bene da ciò che non è bene e ridare loro il gusto di eccellere in ogni campo.
(P.S. Il contestualmente si rifà al discorso della diligenza).

E’ vero ciò che dici….. se facciamo un’azione per dovere, senza avere assimilato il bene che c’è in essa creiamo in noi del malessere esistenziale. Chi di noi è senza malessere?
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Vecchio 01-11-2003, 21.00.31   #4 (permalink)
Ospite abituale
 
L'avatar di Attilio
 
Data registrazione: 07-08-2002
Messaggi: 399
Oggigiorno le persone hanno imparato benissimo a prendersi i meriti di azioni fatte su indicazioni o spinta esterne a loro.

Però quando le senti narrare le loro azioni sembra che abbiano inventato tutto il mondo loro.

Con questo tipo di mentalità è ovvio che la situazione che tu descrivi, Van Lagh, viene a perdere di significato: infatti alla maggior parte della gente poco importa di discernere, tanto c'è chi lo fa per loro...
Il bello è che poi si sentono delle bravissime persone...
__________________
Ciao: Attilio.
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Vecchio 02-11-2003, 13.36.23   #5 (permalink)
Vivi!
 
L'avatar di Marco_532
 
Data registrazione: 28-10-2003
Messaggi: 1,164
Messaggio originale inviato da VanLag

Chi di noi è senza malessere?

Nessuno è senza malessere e nesuno è senza male.
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V I V I !!!
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Vecchio 02-11-2003, 20.55.49   #6 (permalink)
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L'avatar di Fragola
 
Data registrazione: 09-05-2002
Messaggi: 2,973
Re: L’insegnamento della virtù equivale alla sottrazione del merito.

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
E ciò che è bene e ciò che non è bene, dobbiamo chiedere agli altri queste cose? (Socrate)

Volevo fare notare come avere delegato ad altri la definizione del “bene” e del “male” ci deprivi, in ultima analisi, dei meriti dell’essere buoni e virtuosi.
Il bene assunto a “dovere” toglie la gioia di fare atti meritori e depriva "l’autore dell'atto" del merito per avere agito bene, in quanto, egli, agendo in modo virtuoso non ha fatto altro che eseguire quello che altri gli avevano indicato.

Forse l'idea originaria di dovere era che, una volta compreso profondamente cosa sia il bene e cosa il male, chi ha raggiunto questa saggezza dovrebbe sentire la forte spinta (dovere) a muoversi verso il bene. La legge morale di Kant e il dovere degli stoici erano questo.
Seguire un'idea di bene e male imposte dall'esterno effettivamente non porta a nessun ... "merito", solo ad un baratto col destino. Ad esempio, io faccio ciò che è bene per andare in paradiso o per reincarnarmi in una vita migliore. O per essere accettata socialmente.
Ma quanto cambia ciò che è bene (meglio dire morale in questo caso) e ciò che è male (immorale) a seconda dei tempi e delle culture!
Invece seguire l'intima idea di bene e male, di giusto e sbagliato, essere quindi fedeli a se stessi, è tutta un'altra cosa. E' un'assunzione di responsabilità.

ciao
Fragola is offline  
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