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Vecchio 23-11-2003, 12.35.37   #1 (permalink)
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L'avatar di Marco_532
 
Data registrazione: 28-10-2003
Messaggi: 1,164
Giudizi Morali

Citazione:
Argomento della discussione inviata da Armonia
Secondo voi :
“Su cosa si basano a come si determinano i giudizi morali?”
Il giudizio morale riguarda la vita dell’uomo sul piano delle scelte relative all’azione e al comportamento, attraverso il criterio di giudizio nei confronti dei concetti relativi di bene e di male.

Citazione:
Messaggio originale di Rolando
…è ovvio che non tutti gli uomini si trovano sullo steso livello morale. Ci sono delle persone che possono facilmente uccidere un’altra persona mentre ci sono altre persone che non possono uccidere nemmeno un animale. Ci sono dunque degli individui che mostrano grande compassione cogli altri esseri viventi, mentre ci sono altri individui che sono indifferenti di fronte ad altri esseri viventi.

Questa considerazione è inconfutabile, e quindi è conseguenza logica interrogarsi sull’Input di tale differenza morale. Da quanto ho scritto sopra, è intuibile che questa differenza risiede nell’idea relativa/personale di bene e di male, nell’ Input stesso dell’azione : il criterio di giudizio morale.

Citazione:
Messaggio originale di Schieppwaters
…I giudizi morali per come la vedo io sono soltanto la conseguenza di millenni di vita sociale, in cui la necessità di imporre delle regole deve anche portare ad un modo per farle rispettare…niente è, a mio avviso, sbagliato da un punto di vista globale, ciò che è sbagliato è sbagliato solo se va contro a un certo schema imposto dalla società in cui si vive…rubare è sbagliato?…certamente ma se un povero cristo ruba a uno stramiliardario è poi così sbagliato?…e ancora, uccidere è sbagliato o giusto?…secondo me profondamente sbagliato nell’ambito di una vita sociale…
Da questo post, si può vedere come sia stata colta la distinzione che esiste tra il criterio di giudizio e quindi l’idea di bene e di male, per quanto riguarda il singolo, e la stessa per quanto riguarda lo stesso singolo in rapporto ai suoi simili, il singolo nella società, come cittadino. Considerando l’individuo nella sua individualità, l’idea di bene e di male è connessa al suo sostentamento, alla sua sopravvivenza e al suo star bene. Questo individuo non agirà mai nel caso in cui vengano meno i suoi bisogni. La società, è un’insieme di individui, ognuno con il proprio criterio di giudizio e quindi con la personale idea di bene e di male sopra descritta che si ritrova, e non può farne a meno a relazionarsi con altri individui, in quanto la stessa è “un prolungamento dell’individuo stesso”, è un’insieme di individui che collaborano al fine di facilitare i compiti del singolo e dare la possibilità allo stesso di svolgere azioni che nella sua individualità non avrebbe potuto mai fare. Un esempio pratico e banale per intuire quanto detto, può essere : considerate due individui, ognuno con le proprie idee di bene e di male per quanto riguarda i loro bisogni. Immaginate, per assurdo e per semplificare, che questi siano l’unica forma di società esistente. Segue che questi individui, al fine di provvedere ai loro bisogni , devono procurarsi il cibo, una dimora ecc. In questa società semplificata, grazie al rapporto di “amicizia”,tra i due individui, nasce una cooperazione nel provvedere a tali bisogni, che facilita il compito del singolo. Allargando questa società a 15 individui, una tribù, diventa indispensabile, al fine di provvedere a tali bisogni, assegnare a uno di loro un compito, e quindi creare delle leggi affinché tutto funzioni in maniera organizzata. Pensando ora alla società moderna, ipotizzando che un’ individuo debba recarsi in un altro stato, avrà bisogno di un mezzo di comunicazione e di tutto ciò che regola il suo funzionamento. Il fatto di recarsi in un altro stato, nella società moderna può essere considerato un bisogno, e credo sia intuibile il perché. L’individuo, nell’agire nella relazione, al primo posto metterà i suoi bisogni e quelli di chi è più vicino a lui. Nel momento in cui si ritrova a relazionarsi con un “tu/altro”, magari appartenente ad una cultura diversa, con tradizioni diverse e modi di vivere diversi, dovrebbe essere in grado ci capire tale situazione e di accettare l’altro, nel senso di comprenderlo e svilupparsi assieme, di trovare soluzioni alla loro relazione forzata, rispettando i bisogni individuali, comuni a tutti gli individui. Quindi se un mio bisogno è quello di sopravvivere, cercherò di farlo e farò in modo che possa farlo anche l’altro. Se l’evoluzione della società ha fatto “perdere di vista tali bisogni”, è probabile che ci troveremo di fronte un individuo che sia convinto di uccidere, ma che allo stesso tempo cercherà di non essere ucciso, di soddisfare il suo spirito di sopravvivenza. Questa differenza risiede nel sentire l’altro, distante da me. Un cannibale, ucciderà un individuo che non sia appartenente alla sua tribù, ma non ucciderà un suo “amico”, uno “che sente vicino”. All’interno delle società più evolute, gli individui più razionali riescono a capire che questo comportamento è un controsenso, ma nell’incontro con una società poco sviluppata, è necessario trovare una soluzione. Tutto questo, per dire che il giudizio morale più oggettivo è quello che risiede nei bisogni e che fa si che questi vengano perseguiti sia nel singolo, sia all’interno della società, sia nell’incontro di più società : il suo raggiungimento dipende dal grado di evoluzione morale delle stesse società.

Ciao.
__________________
V I V I !!!
Marco_532 is offline  
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Vecchio 07-12-2003, 23.59.06   #2 (permalink)
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Domanda.

Quanto siamo evoluti in questo senso?
__________________
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