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| Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere. |
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#1 (permalink) |
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Data registrazione: 30-03-2002
Messaggi: 251
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Il piacere e la felicità sono certo i criteri guida dell'essere umano. Il problema sta nello stabilire quale sia il "vero" piacere, ossia come ottimizzare il benessere personale tenendo conto che a un godimento immediato corrisponde spesso un dolore futuro.
In cosa consiste la felicità? E' bene avere molti desideri? ![]() ![]() |
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#2 (permalink) |
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Messaggi: n/a
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Penso che la felicità sia nel non chiedersi il perchè......riuscire a fare, anzi farsi, andare le cose cosi come vanno, senza chiedersi per quale motivo vanno cosi......
felicità??? cosa??? nessuno e' felice perche' il cervello rende inaccettabile cio' che e' sconveniente e spesso riesce anche a frenarci dal godere di cio' che e' conveniente |
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#3 (permalink) |
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Nuovo iscritto
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 1,322
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smack!
felicità è: pane e nutella, pizza e birra
e tanti desideri per il futuro la prossima volta cercherò di essere un pò più seria?!?! ciao armony bacio!!
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Non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere: si insegna e si può insegnare solo quello che si è. Jean Jourès |
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#4 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,990
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Piacere e desiderio
Secondo me, il piacere è tutto ciò che da benessere, non in senso materiale, ovviamente, ma un benessere inteso come stato di un profondo stare bene interiore. In questo senso ritengo che il piacere vada ghermito e gustato ogni volta che ce ne sia l’opportunità, anche perché, ai dolori, ci pensa già la vita.
Sui desideri penso che sia saggio colui che riesce a fare entrare nel campo della propria consapevolezza solo i desideri che può, verosimilmente, realizzare. ![]()
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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia ..... da "Quattro stracci" di Francesco Guccini |
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#5 (permalink) |
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Messaggi: n/a
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Piacere
Siamo inchiodati da una paradossale differenza che alberga dentro la nostra emotività, tra sensazioni indubitabili e pulsioni irresistibili.
Credere di riempire la propria esistenza con una serie innumerevole di piaceri soddisfatti, di desideri consumati, non può che condannare ad una perenne "tentazione" al consumo, che a lungo andare, ci consuma e indebolisce. |
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#6 (permalink) |
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Messaggi: n/a
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X armonia
Sul piacere
-Kahlil Gibran Allora un eremita, che visitava la città una volta l'anno, si fece avanti e disse: Parlaci del Piacere. E lui rispose dicendo: Il piacere è un canto di libertà, Ma non è libertà. E' la fioritura dei vostri desideri, Ma non il loro frutto. E' un abisso che esorta alla scesa, Ma non è profondo né alto. E' un uccello in gabbia che si alza in volo, Ma non è lo spazio conquistato. Sì, francamente, il piacere è un canto di libertà. E io vorrei che lo intonaste in tutta pienezza, ma temo che a cantarlo perdereste il cuore. Alcuni giovani tra voi ricercano il piacere come se fosse tutto, e vengono giudicati e biasimati. Non vorrei né giudicarli né biasimarli. Vorrei che cercassero. E troveranno non solo il piacere, Poiché il piacere ha sette fratelli, e il minore è più bello dello stesso piacere. Non avete udito di quell'uomo che, scavando la terra in cerca di radici, scoprì un tesoro? E alcuni anziani tra voi ricordano con rimpianto i piaceri, come errori compiuti nell'ebbrezza. Ma il rimpianto è l'oscurità della mente, e non il suo castigo. Essi dovrebbero ricordare i loro piaceri riconoscenti come per il raccolto di un'estate. Ma se il rimpianto li conforta, si confortino pure. E tra voi vi sono quelli non così giovani per cercare, né così vecchi per ricordare. E nella paura di cercare e ricordare, essi fuggono ogni piacer temendo di umiliare e offendere l'anima. Ma proprio in questo è il loro piacere. E in tal modo scoprono tesori, sebbene scavino radici con mano tremante. Ma ditemi, chi può offendere lo spirito? L'usignolo offende il silenzio della notte, o la lucciola le stelle? E la vostra fiamma o il vostro fumo mortificano il vento? Pensate forse di poter turbare lo spirito come con un bastone uno stagno tranquillo? Spesso, negandovi al piacere, non fate altro che respingere il desiderio nei recessi del vostro essere. Chissà che non vi attenda domani ciò che oggi avete negato. Anche il vostro corpo conosce la sua ricchezza e il suo legittimo bisogno, e non permette inganno. Il corpo è l'arpa della vostra anima, E sta a voi trarne musica armoniosa o confusi suoni. E ora domandatevi in cuore: "Come potremo distinguere il buono dal cattivo nel piacere?". Andate nei vostri campi e giardini, e imparerete che il piacere dell'ape è raccogliere il nettare del fiore, E che il piacere del fiore è conceder all'ape il suo nettare. Poiché il fiore per l'ape è una fonte di vita, E l'ape per il fiore è una messaggera d'amore. E per l'ape e per il fiore donarsi e ricevere piacere è a un tempo necessita ed estasi. Popolo di Orfalese, nel piacere siate come le api e come i fiori. ciao |
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#9 (permalink) |
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Nuovo iscritto
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 1,322
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concordo
con fragola (mmm che buon nick!)
Non ho voglia di fare ricerche, ma mi sono rimaste in mente solo sette parole di una poesia..... "felicità raggiunta/cammini sul fil di lama" (reminescenze scolastiche) che hanno generato una discussione in classe: la felicità, quando raggiunta, a sciuparla basta un alito di vento. E da qui: non vi può essere un grande dolore se prima non c'è stata una grande felicità. Il dolore è in rapporto alla felicità provata. Per quanto riguarda i desideri (a parte pane e nutella che nn mangio più perchè sono a dieta) trovo alquanto "limitato" desiderare ciò che è "saggio realizzare", i sogni non sono desideri? Sono meno limitativi e quand'anche non li realizzassimo tutti non ci saremmo negati, almeno, l'averli desiderati.
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Non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere: si insegna e si può insegnare solo quello che si è. Jean Jourès |
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#10 (permalink) |
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Messaggi: n/a
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E' questa?
Felicità raggiunta,/ si cammina per te sul fil di lama./ Agli occhi/ sei barlume che vacilla,/ al piede,/ teso ghiaccio che s’incrina;/ e dunque non ti tocchi chi più t’ama./ Se giungi sulle anime invase di tristezza e le schiari,/ il tuo mattino è dolce e turbatore come i nidi delle cimase./ Ma nulla paga il pianto del bambino a cui fugge il pallone tra le case. Eugenio Montale Siamo qui per servire... ![]() |
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