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Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.

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Vecchio 29-11-2002, 06.59.39   #1 (permalink)
tra sogno ed estasi...
 
L'avatar di deirdre
 
Data registrazione: 21-06-2002
Messaggi: 1,806
sapere o...presumere

sapere...o presumere di sapere.....
qual'è la differenza?
quando è possibile affermare..."io conosco"?
Mi capita raramente di fare quest'affermazione perchè sono più che convinta che non si finisca mai di conoscere qualcosa o qualcuno...allora mi chiedo, come e quando è possibile fare quest'affermazione?
Lo stesso vocabolo "presumere" significa ritenere, supporre in base a elementi congetturali....pretendere oltre il lecito e oltre le proprie capacità....
Esiste un momento in cui è possibile affermare "Io conosco"?
__________________
"L'istinto detta il dovere e l'intelligenza fornisce i pretesti per eluderlo"
Marcel Proust

DD
deirdre is offline  
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Vecchio 01-12-2002, 19.11.15   #2 (permalink)
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,082
Quando dimostri la tua conoscenza, seppure una conoscenza limitata ad un particolare argomento in un particolare campo o di un particolare autore o tutto quello che vuoi...

Si può conoscere qualcosa di nuovo, ma bisogna dimostrarlo.

Un filosofo deve dimostrare quello che dice.

La dimostrazione dimostra la veridicità (o possibilità) di quello che affermi, scandagliandone tutti gli aspetti critici e togliendo ogni possibile dubbio; fa quadrare il discorso; e chiara e precisa.

Chi dice di sapere, ma non riesce a spiegare adeguatamente il suo pensiero, evidentemente non sa, oppure sa ad un livello intuitivo, ancora non sufficiente per affermare di sapere.

Ci sarebbero molti altri lati della questione, ma ora devo scappare
r.rubin is offline  
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Vecchio 01-12-2002, 19.19.00   #3 (permalink)
Ospite abituale
 
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Messaggi: 350
Il saggio dubita, lo sciocco afferma.

__________________
solo quello che conosco posso dire che sia verità

firenze
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Vecchio 01-12-2002, 19.45.26   #4 (permalink)
tra sogno ed estasi...
 
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Data registrazione: 21-06-2002
Messaggi: 1,806
Citazione:
Messaggio originale inviato da firenze
Il saggio dubita, lo sciocco afferma.


L'ho già sentito altrove....
....credo sia vero....il dubbio permette di proseguire una ricerca, pone in gioco nuovi fattori...la certezza........è statica.

buona serata...
a volte i termini vengono usati in modo improprio...affermare...dare per certo!
__________________
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Marcel Proust

DD

Ultima modifica di deirdre : 01-12-2002 alle ore 19.47.52.
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Vecchio 08-12-2002, 21.32.56   #5 (permalink)
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 07-12-2002
Messaggi: 7
Sapere, penso faccia parte della necessità di conoscenza dell'individuo, in funzione delle sue necessità, bisogni e aspirazioni. Andare oltre potrebbe essere inutile e deleterio.
Io conosco, quando soddisfo le mie esigenze.
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Francesco
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Vecchio 09-12-2002, 09.44.33   #6 (permalink)
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Data registrazione: 14-08-2002
Messaggi: 129
Distinguiamo tra fondatezza e verità.

Citazione:
Messaggio originale inviato da deirdre
sapere...o presumere di sapere.....
qual'è la differenza?
quando è possibile affermare..."io conosco"?
Mi capita raramente di fare quest'affermazione perchè sono più che convinta che non si finisca mai di conoscere qualcosa o qualcuno...allora mi chiedo, come e quando è possibile fare quest'affermazione?
Lo stesso vocabolo "presumere" significa ritenere, supporre in base a elementi congetturali....pretendere oltre il lecito e oltre le proprie capacità....
Esiste un momento in cui è possibile affermare "Io conosco"?


Ciao,

Schematizzerei, distinguendo prima l’ambito puramente razional - filosofico da quello della prassi e quotidianità.
Conoscenza e Verità sono due concetti strettamente connessi e, allo stato, nessun individuo può provare di possedere l’una o l’altra, intesi come assoluti incontrovertibili.

Distinguerei poi, in subordine alla prima distinzione, due tipi di conoscenze: una cognitiva e un’ altra “percettiva”.
La cognitiva legata strettamente alla razionalità, alla percezione fisica del “mondo esterno” e alla verificabilità (sempre relative).
La percettiva, legata più strettamente alla individualità e al nostro “mondo interno”, o interiore (se preferite) quindi, più connessa alle sensazioni, ai sentimenti, alle emozioni, alle fantasie, eccetera.
Insomma è quell’area che viene studiata soprattutto dalle (quasi) scienze psicologiche.
Alla domanda che poni io rispondo: sì, noi conosciamo, ma non potremmo mai affermare che ciò che conosciamo è assolutamente vero.
Normalmente, ai vari tipi di conoscenze indicati vengono associati dei livelli di fondatezza.
Il “piano cognitivo” è largamente e comunemente ritenuto il più attendibile ed io concordo con questa attribuzione di fondatezza, che (ripeto) NON equivale a “Verità”.
FalcoAntonio is offline  
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Vecchio 09-12-2002, 12.37.26   #7 (permalink)
Ospite abituale
 
L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,990
Il mio pensiero.....

Ora so di non sapere.

Sapere è legato alla conoscenza oggettiva del mondo fenomenico. Conosco che ore sono, conosco dove sta la piazza del paese, conosco la strada di casa......

Supporre, assumere, desumere e presumere è un vezzo della mente umana venuto in essere quando l’uomo si è scollato dalla realtà, infatti più la mente ci mette del suo, più realtà e verità vanno perse.
__________________


Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia .....

da "Quattro stracci" di Francesco Guccini
VanLag is offline  
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Vecchio 09-12-2002, 15.56.21   #8 (permalink)
Utente bannato
 
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Messaggi: 1,880
...Eeeh?...

scusate, se dicessi che "so qualcosa", voi apparecchiereste automaticamente tutto questo processo?

Voglio dire, torniamo un attimo alla vita di tutti i giorni, al basilare senso comune correntemente dato alle cose.

Mi portate a presumere che non posso avere alcuna convinzione se soltanto mi é toccato pensare un minimo sulla tale questione.

La differenza che vale la pena di sottolineare non é tanto tra "sapere" e "presumere", quanto tra "oggettiva realtà" e "soggettiva interpretazione". Ho potuto constatare che alcuni, quando gli si mostra un dipinto dicono: "é una tela".
La lingua italiana é nel vocabolario e nella grammatica, ma state certi che ognuno di noi usa i termini secondo un senso che é comune soltanto al proprio stretto intorno.

Quante volte vi é capitato di avere un'opinione certa e consolidata e scoprire che qualcuno, nonostante la vostra sicurezza, confuta a spada tratta tutto come se steste affermando delle bestialità? La ragione di questo sta quasi sempre nella diversa interpretazione delle più banali parole che pronunciamo, ed il guaio é che l'equivoco rischia di non chiarirsi mai, tanto é incredibile la causa del disaccordo.

La nostra difficoltà di trarre beneficio dal dialogo con altri, per esempio, é un'altra conseguenza di questa diversa attribuzione di concetti ai termini verbali.

In questa Babele di interpretazioni diventa davvero difficile parlare di "sapere o presumere". La conseguenza é che puo lecitamente dirlo solo il soggetto, se ritiene di sapere o presumere, nessun altro può sindacare attendibilmente.


ciao...

Ultima modifica di Mistico : 09-12-2002 alle ore 15.58.55.
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Vecchio 09-12-2002, 19.36.59   #9 (permalink)
Ospite abituale
 
L'avatar di david
 
Data registrazione: 09-10-2002
Messaggi: 143
OK Mistico,

confermo e condivido tutto ciò che hai scritto.
Soggettività e oggettività.
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humat, hukht, huvarsht
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Vecchio 12-12-2002, 08.07.42   #10 (permalink)
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Messaggi: 1,806
Re: Il mio pensiero.....

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
Ora so di non sapere.

Sapere è legato alla conoscenza oggettiva del mondo fenomenico. Conosco che ore sono, conosco dove sta la piazza del paese, conosco la strada di casa......

Supporre, assumere, desumere e presumere è un vezzo della mente umana venuto in essere quando l’uomo si è scollato dalla realtà, infatti più la mente ci mette del suo, più realtà e verità vanno perse.

In pratica, conosciamo la realtà...ove per realtà s'intende la materialità della vita... ma appena ci scostiamo da ciò che è tangibile...il tutto si trasforma in qualcosa di astratto...e quindi possiamo solo presumere che cosi sia.
quindi, tutto il "mondo" della spiritualità umana...è presunto tale, non esistono certezze provate...
a questo punto è possibile dubitare...porsi domande...che sia questo il punto di partenza per quella famosa ricerca interiore di cui molti parlano?
Un amico mi disse..."il dubbio è l'origine della realtà"...porsi domande, dubitare...permette una crescita interiore, una ricerca costruttiva.... voi cosa ne pensate?

Mistico...il tuo discorso è sensato e giusto..... la distinzione è proprio tra questi due fattori....

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