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Vecchio 31-01-2003, 15.36.17   #11
deirdre
tra sogno ed estasi...
 
L'avatar di deirdre
 
Data registrazione: 21-06-2002
Messaggi: 1,772
Tolleranza e libertà... due termini che, secondo me, non vanno affatto d'accoro. Essere tolleranti con il prossimo per il quieto vivere è più che giusto. Non dimentichiamo, però, che c'è un limite a tutto. Se la tolleranza diviene una forma di sottomissione allora significa che qualcosa non va. Essere liberi di esprimere la propria cultura, il proprio credo, le proprie tradizioni, dovrebbe...ripeto, dovrebbe essere un diritto acquisito dall'uomo, nella realtà tutto questo non avviene. Poi ci scandalizziamo di fronte all'esempio esposto da Kri.

Dobbiamo essere tolleranti anche nei confronti delle multinazionali farmaceutiche che, per far onore al dio denaro, non distribuiscono medicinali nel "terzo mondo" ????
E non mi riferisco alla cura di malattie come l'AIDS ma...di morbillo, ecc.. malattie per le quali i bimbi ancora oggi muoiono.....
Lasciamo che tutto questo avvenga senza batter ciglio! Eppure tutti quanti lo sappiamo.... è una forma di tolleranza anche questa????

Tolleriamo che venga distribuito in africa il latte in polvere della Nestlè alle donne con bimbi piccini...accidenti..peccato che l'acqua in quei posti sia inquinata....

Tolleriamo d'avere un presidente del consiglio indagato dalla magistratura, ma non solo... accettiamo che lo stesso si scagli conto il sistema giuridico.....che bella figura di fronte a tutto il mondo....

Tolleriamo che vengano ancora messe in atto pratiche come l'infibulazione...atrocità assurde e senza senso...

Tolleriamo che negli stati uniti... (secondo l'opinione pubblica, il paese più civile )...vengano condannati a morte ragazzi/e minorenni.... certo..sono criminali......

queste cosa sono...forme di tolleranza..o sottomissione......

Non sempre la tolleranza è un bene.... non sempre purtroppo!
E come dicevo all'inizio...va a cozzare contro il concetto di uomo libero...l'uomo non è libero, s'illude d'esserlo.....

Ultima modifica di deirdre : 31-01-2003 alle ore 15.41.45.
deirdre is offline  
Vecchio 31-01-2003, 15.55.07   #12
kri
Ospite abituale
 
Data registrazione: 11-06-2002
Messaggi: 1,297
Che proponi di fare? (non è ironico). Io non trovo soluzione, secondo te quale sarebbe l'atteggiamento "giusto" da assumere?

Bada però, tieni presente che bisogna considerare una diversa cultura e un diverso ambiente e che i loro bisogni e desideri sono di molto lontano dai nostri.

Tolleranza e sottomissione ... interessante.
Però come ci si oppone alle ingiustizie del mondo.
Ghandi ha avuto una gran bella idea ... peccato che è rimasto solo!

La tolleranza a tutte le cose che hai detto si si può tranquillamente definire sottomissione, o forse meglio, se mi permetti, incapacità oggettiva e soggettiva di reagire al potere economico dominante.

Ma la tolleranza in senso di voglia di incontro no, la voglia di capire l'altro per conoscerne i bisogni, quella no!
kri is offline  
Vecchio 31-01-2003, 17.57.38   #13
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
Cosa significa,dunque,"tollerare"?

Significa solo "sopportare"?
O è da intendersi nell'accezione più ampia di "comprendere"(le ragioni dell'Altro?)Ma...in questo caso,il concetto di tolleranza non è superato da quello di "accettazione"?
Mi pare infatti che il "comprendere" presupponga il venir meno di tutte quelle riserve mentali che determinino un atteggiamento di mera "sopportazione"...O è possibile far coesistere,in qualche modo,su piani diversi,"comprensione " e "dissenso"?

Io direi che forse la tolleranza può configurarsi come sintesi di due requisiti:
apertura alle ragioni dell'Altro,che però non riesce a diventare integrale "accettazione" di esse
e conseguente,implicita,riafferm ata fedeltà alle ragioni "proprie".
irene is offline  
Vecchio 01-02-2003, 12.58.26   #14
deirdre
tra sogno ed estasi...
 
L'avatar di deirdre
 
Data registrazione: 21-06-2002
Messaggi: 1,772
La comprensione e quindi il tollerare le opinioni altrui implica una forma di accettazione che non elude però il nostro pensiero. E' possibile concordare su diversi punti di vista e stabilire una forma di compreomesso.
Sopportare, secondo me, non presuppone il tollerare...io posso sopportare un comportamento altrui che lede la mia libertà o il mio pensiero solo per un fine superiore... ma non posso accettare passivamente tutto ciò che va oltre il mio stile di pensiero solo ed esclusivamente per un quieto vivere. Tutto sommato, l'uomo questo fa. In nome di questo famoso "quieto vivere" abbiamo dovuto accettare situazioni a dir poco allucinanti.

Tollerare... significa...ammettere che un pensiero altrui possa essere verosimile... accettare implica il riconoscere quel pensiero e farlo nostro. Magari sbaglio..ma io la vedo in questo modo.

deirdre is offline  
Vecchio 03-02-2003, 10.21.45   #15
falcorum
Ospite abituale
 
Data registrazione: 31-01-2003
Messaggi: 66
Buongiorno. Penso...

...che come in ogni cosa, è bene distinguere tra ciò che comunemente viene inteso con il termine "tolleranza" da ciò che è l'effettivo "pensare e vivere" all'insegna della tolleranza. Cercando di spiegare meglio il concetto che intendo esporre, penso che non si possa essere veramente "tolleranti" fin che l'atteggiamento mentale individuale non vive il "reale significato" di ciò che nel termine stesso è implicito.
L'idea, ad esempio, che per un estremista islamico la "guerra santa" abbia un senso, è per molti di noi assolutamente inaccettabile, intollerabile appunto. Assumiamo automaticamente un atteggiamento ostile, diffidente, ed ostentiamo il dito indice con grande facilità (senza renderci conto che inconsciamente ne puntiamo al contempo ben tre verso di noi. Provate....provate ad additare qualcuno.....vedrete ben tre dita puntate contro voi stessi!). Quante volte, ci siamo imbattuti in capitoli di storia che ci parlano di "guerre sante" fatte dai nostri antenati e consangunei? Le crociate cosa erano se non "guerre sante"? E l'inquisizione non era forse una "guerra santa" proclamata contro i "rivoluzionari" del dogma imposto??
Al di la del "credo" di ognuno di noi, al di la del buon senso, al di la del carattere più o meno pacifico, penso che essere tolleranti significhi riuscire a vedere oltre l'attuale momento. Catapultarsi nel passato e comprendere che forse siamo stati musulmani anche noi in una vita passata, che forse siamo stati intransigenti come lo sono oggi certi estremisti e che siamo oggi la somma di ciò che fummo. Tolleranza significa dare anche agli altri la possibilità di "crescere" per divenire, in un crescendo esperienziale che di vita in vita si arricchisce, addivenendo in un tempo indefinito a ciò che è la meta ultima di ogni individuo: l'e voluzione spirituale (salto di razza).
Essa si perpetua in un tempo senza tempo, ma inesorabilmente avanza, secondo un piano divino a noi spesso incomprensibile.
"Chi non ha colpa scagli la prima pietra!!" Non potrebbe alludere la nota frase del Grande Maestro ad una colpa che è senza tempo? In quella occasione nessuno osò lanciare la prima pietra! Eppure erano presenti peccatori come santi! I primi non lanciarono la pietra a causa delle loro evidenti colpe, i secondi non lo fecero perchè "avevano compreso" il messaggio!
Mi scuso per la lungaggine del mio dire, sebbene troppo ancora avrei da esternare in merito.
Un saluto ed un abbraccio,
falcorum
falcorum is offline  
Vecchio 03-02-2003, 14.43.30   #16
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
E' interessante quest'idea della tolleranza da intendersi in modo,per così dire,"diacronico"...anche senza necessariamente credere a un disegno divino che regga le sorti umane.
La capacità di tollerare,derivata da una prospettiva che travalichi la mera valutazione del contingente,nel presupposto della nostra comune-per quanto "perfettibile"-imperfezione,ci impone peraltro di relativizzare la ragion d'essere delle nostre convinzioni;che,inquadrate come tappe della nostra evoluzione spirituale,e dunque necessariamente provvisorie,non possono legittimarsi come parametri assoluti nella valutazione dei comportamenti altrui,e quindi della nostra tolleranza o intolleranza nei loro confronti...Forse,infatti,è l'atteggiamento del "giudicare",implicito nel comune concetto di tolleranza ,che richiede di essere superato...
irene is offline  
Vecchio 03-02-2003, 15.45.51   #17
falcorum
Ospite abituale
 
Data registrazione: 31-01-2003
Messaggi: 66
Colta e forbita....

Citazione:
Messaggio originale inviato da irene
E' interessante quest'idea della tolleranza da intendersi in modo,per così dire,"diacronico"...anche senza necessariamente credere a un disegno divino che regga le sorti umane.
La capacità di tollerare,derivata da una prospettiva che travalichi la mera valutazione del contingente,nel presupposto della nostra comune-per quanto "perfettibile"-imperfezione,ci impone peraltro di relativizzare la ragion d'essere delle nostre convinzioni;che,inquadrate come tappe della nostra evoluzione spirituale,e dunque necessariamente provvisorie,non possono legittimarsi come parametri assoluti nella valutazione dei comportamenti altrui,e quindi della nostra tolleranza o intolleranza nei loro confronti...Forse,infatti,è l'atteggiamento del "giudicare",implicito nel comune concetto di tolleranza ,che richiede di essere superato...

...molto ricercata nell'espressione. Non posso competere, ma intendo ugualmente. Un solo appunto: il mio concetto di "tolleranza" è tutt'altro che "diacronico", in quanto credo fermamente in un "disegno divino", del quale possiamo tentare di comprenderne l'evolversi ma non il "perchè"! Neppure le più alte intelligenze dell'universo, nei confronti delle quali noi stiamo come una formica sta a noi, potrebbero.
Un saluto,
falcorum
falcorum is offline  

 



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