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| Filosofia Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere. |
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#1 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,990
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L’assolutamente relativo ed il relativamente assoluto.
......Troppi attacchi ai metodi, se non alle persone e mai ai concetti veicolati dai pensieri........
Un’idea vale o non vale in se stessa non a secondo di chi la dice ed è solo il lettore, (sei solo tu che leggi), che certifichi il valore di un’idea. ...........Comunque sprimacciando qua e là i thread del forum arrivo sempre alla stessa conclusione, cioè che non possiamo rimanere senza un qualche “assoluto”. Comunque lo chiamiamo alla fine riappare sempre lui, sempre ben saldo al centro delle nostre vite. Sono state dette cose inverosimili pur di dimostrare che esiste. Si è rivestito di significati il “nulla” arrivando al paradosso di dare nome e forma a qualche cosa che per sua natura non esiste. Si è assolutizzato il relativo generando un altro paradosso, un'altra contraddizione in termini. Il relativo è diventato così assoluto che, non si può più nemmeno affermare che, le pietre scagliate negli occhi fanno male, perché qualcuno subito direbbe: - questa è la tua opinione, questo è il tuo pensiero. Con che metro misuri il male?– Ma a me sembra che le pietre scagliate negli occhi fanno male, come sembra che l’assoluto o “dio” che dir si voglia è uguale al nulla, nel senso che è solo un’astrazione, anzi la massima astrazione, quella che, riflettendosi al centro di noi stessi, ha reso fecondo l’uomo di pensieri e di idee. E’ il nostro creatore? Si lo è se ci identifichiamo nella memoria. L’essere di memoria in noi è sostenuto dall’idea di “dio” è nato assieme a quell’idea e cresce con essa. Ma siamo noi solo esseri di memoria? Liberi di credere oppure no a quanto segue, così come io rivendico la libertà di enunciare il mio “sogno” tra tanti sogni. …… Esiste un luogo, un luogo immacolato che non ha la sterilità della nuda materia e non ha l’apparenza effimera delle pure idee. Forse è il tratto di congiunzione tra i due, ma non è nessuno dei due. Non è materia e non è spirito eppure è. Non è il nulla e non è il tutto, eppure è. Non ha la relatività del divenire e neppure l’assolutezza dell’Essere, eppure ha il buon senso per mediare tra i due. Si il buon senso, quello che ci fa capire che le convenzioni servono all’uomo e non l’uomo alle convenzioni. Quello che all’alba della nostra venuta al mondo, prima dell’origine del mito, prima, molto prima della storia scritta, prima che nascesse la dualità, prima della caduta, prima della grande guerra tra la Vita e il pensiero, consegnò nelle nostre mani la terra e i suoi segreti. Perché sia successo il pasticciaccio non lo so davvero. Quello che so davvero e che è successo e che va avanti sulle ali del mito, rincorrendo il sogno, e lontano dalla terra. Va beh....... vi lascio al vostro gioco di “inseguire l’assoluto fingendo di fuggirlo”, o di “fuggire l’assoluto fingendo di inseguirlo”. Le due cose hanno in comune un uguale inganno. Mantengono cioè al centro delle vostre vite qualche cosa che non è voi stessi. Ed è da quella perdita di centralità che nasce il dolore. Ciau..... Non rabiatevi che non fa bene…. E leggete quello che c’è scritto e non quello che volete leggere.
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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia ..... da "Quattro stracci" di Francesco Guccini |
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#2 (permalink) |
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tra sogno ed estasi...
Data registrazione: 21-06-2002
Messaggi: 1,806
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Sai VanLag...credo che l'uomo abbia l'intima necessità di attribuire una forma alle idee..provo a spiegarmi... un dio "cristiano" viene raffigurato nei dipinti come un uomo anziano con barba lunga..ecc... sono simboli..l'anzianità=saggezza i colori...insomma dietro ogni particolare di alcune raffigurazioni che, poi, l'uomo memorizza ed evoca dentro di se ogni qualvolta pensi a Dio...
questo è solo un esempio... tutti i concetti..più o meno vengono "materializzati" per permettere all'uomo di capirli...
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"L'istinto detta il dovere e l'intelligenza fornisce i pretesti per eluderlo" Marcel Proust DD |
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#3 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 07-01-2003
Messaggi: 16
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Non penso che sia dalla perdita di centralità che nasce il dolore ma penso che sia dal non accettare questa illusoria perdita che nasce il male.
ah per quel tuo amico che non gli fanno male le pietre negli occhi o un paio di cotani pronti per verificare Per quanto riguarda Dio non credo che sia nulla perchè ritieni che sia solo astrazione ma penso proprio che sia tutto visto che è astrazione,e non gioco sul fatto che nulla e tutto sono la stessa cosa anzi,direi piuttosto che noi siamo astrazione di Dio. Quel posto di cui parli sai mica quanto viene al metroquadro che dove sto io vanno sugli otto milioni sto a scherzà
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Di ciò che sò poco potrei contarti di ciò che immagino potrei seccare la lingua mia e la tua fantasia. |
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#4 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,990
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riflessioni in merito.....
Sai VanLag...credo che l'uomo abbia l'intima necessità di attribuire una forma alle idee..provo a spiegarmi... un dio "cristiano" viene raffigurato nei dipinti come un uomo anziano con barba lunga..ecc... sono simboli..l'anzianità=saggezza i colori...insomma dietro ogni particolare di alcune raffigurazioni che, poi, l'uomo memorizza ed evoca dentro di se ogni qualvolta pensi a Dio...
questo è solo un esempio... tutti i concetti..più o meno vengono "materializzati" per permettere all'uomo di capirli...è Ciao deirdre…… Ti chiedo una cosa: - l’idea esiste in se e per se, oppure è il riflesso della realtà? - Se tu mi dici “cavallo” io visualizzo nella mia memoria l’idea del cavallo ed attraverso quella so di cosa mi parli. Ma se tu mi dici “dio” io non trovo nella mia memoria nessun riferimento, se non le tante definizioni ipotetiche lette sui testi di religione, o sentite dai credenti. Dio come un buon padre. Dio come l’occhio nel triangolo che disegnavano sui libri di religione…..etc. Comunque lo rappresenti rimane, per me, un’ipotesi e lo rimarrà finché io non ne abbia un’esperienza diretta. Capisci che sono costretto a negarlo, perché se cedo ad un’ipotesi, posso cedere a tutto. Posso persino legittimare una guerra perché ipotizzo che tizio mi attaccherà e mi farà del male. Le due cose hanno in comune che ho lasciato il mondo certo dei riferimenti oggettivi, (materiali), per addentrarmi nel mondo dell’ipotetico, un mondo insidioso nel quale la fantasia può diventare realtà e la realtà può diventare fantasia. P.S. Deir….. posso chiederti il senso del tuo nick? Arsello, Quel posto di cui parli sai mica quanto viene al metroquadro che dove sto io vanno sugli otto milioni è difficile trovarlo ma se lo trovi viene via aggratis….. Sto a scherzà pure io........ oppure no.... boh.... ![]()
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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia ..... da "Quattro stracci" di Francesco Guccini Ultima modifica di VanLag : 20-01-2003 alle ore 13.55.26. |
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