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#11 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 16-07-2010
Messaggi: 115
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Riferimento: Il futuro ruolo della Filosofia
La filosofia è anche la critica stessa di ciò che si può dire "vincente" e personalemnte direi che non è vincente questa tecnologia che ci corrompe il corpo con radizioni e ci spazza via con armi e distruzione. Io credo che non bisogna prendersela con i singoli, per dire, i filosofi, in quanto rimangono in dietro, ma bisogna prendersela con le società che non permette ai singoli di andare avanti.
Era un discorso che stavo facendo con un amico l'altro giorno; lui mi diceva: "c'è un sacco di gente ignorante che va a votare e poi ci troviamo dei politici di merd. Allora non dovremmo permettergli di votare, loro sono stupidi" E io rispondevo: "guarda che è la società a renderli stupidi, non è certo qualcosa che hanno ricercato da loro. Forse sarebbe più appropriato dire che dovremmo cambiare la società in modo che non crei stupidità". Certo, quando siamo comandati da imprenditori e banchieri con il loro strapotere, è difficile cambiare la società. Far capire alle persone che la tecnologia senza l'etica a gestirla non può portare molto di buono e quant'altro, è grazie a loro che la gente oggi pensa che pensare è inutile, che la ragione è inutile e che la verità arriva dalla scienza (mai sentito che una teoria scientifica viene sempre falsificata e mai dimostrata?). Poi, a mio parere, la filosofia ha un sacco di concetti che ancora devono arrivare alla comprensione delle persone e continua, dunque, nello stare un passo avanti a tutti. Solo adesso gli scienziati stanno iniziando a capire (marginalmente) alcune cose di Kant o Ficht... e ci si stanno pure fomentando... Io voglio portare un ultimo argomento logico/empirico/storico: quando studiavamo filosofia al liceo vedevamo sempre questi poveri filosofi parlare di cose incredibili per le tecnologie del tempo e per l'etica del tempo e venire bruciati, massacrati, derisi. Allora dicevamo "poveracci, dovevano lasciarli stare, ma vabbé, a quei tempi c'era una certa chiusura e la ragione era spesso sottomessa alla fede o agli imperatori...". Oggi la maggior parte della gente crede che la filosofia sia inutile e i filosofi vengono derisi, offesi ecc... ma non è che tutte le volte è la stessa storia e che la scienza è schiava del potere e invece la filosofia è pura libertà! (vabbé scusate, ma ci voleva pure di scaricare un po di frustazione, qui la gente non sa nemmeno che vuol dire libero arbitrio, tanto per fare un esemio, ma ne parla sempre, poi mi vengono a dire che quello che studio è una fesseria...). |
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#12 (permalink) | ||||
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Ospite abituale
Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 796
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Riferimento: Il futuro ruolo della Filosofia
Citazione:
L'potetico declino della filosofia nell'immaginario collettivo credo non sia dovuto a mancanza di argomenti, di idee, o di intelligenze o di ipotetiche teorie...è dovuto alla strumentazione di cui la fisica e la tecnica dispongono. L'assalto alla conoscenza, per lo meno alla "res extensa cartesiana"...i cui confini, per'altro sono in continua espansione, non può piu' essere limitata solo alla elucubrazione logica a tavolino o solo ai complessi calcoli dei matematici, pur indispensabili, ma travano la loro massima esplicazione nella ricerca sul campo...nei laboratori, nelle università e nello spazio...con l'utilizzo della strumentazione più raffinata Citazione:
Ora, ripeto, in ragione esponenzialmente crescente da quasi 2 secoli, c'è una sempre piu straordinaria disponibilità di mezzi tecnici che pervadono sempre piu' anche la ricerca in relazione alla vecchia res cogitans. E' quindi probabile che sempre più i filosofi tendano ad avvicinarsi ai campi della scienza o viceversa, gli scienziati ai campi della filosofia con una globale sinergia scienza/filosofia. Resteranno aree della "res cogitans" non accessibili ad alcuna indagine strumentale ove interverranno cosìdetti filosofi puri...ma anch'esse aree destinate a cedere prima o poi alla concretezza..per quanto, oltre la concretezza, lo spazio mi pare infinito. Citazione:
In effetti dalla seconda guerra mondiale sono uscite le idee e le prime tecnologie per la conquista spaziale che con le sue ricadute ha trasformato il mondo. Ne è uscita anche la cultura dell'atomo, che dopo le tragedie iniziali ha dato energia a questo nuovo mondo e forse sarà indispensabile domani se intanto non si trova una sostituzione nelle energie rinnovabili...cosa ancora problematica. Citazione:
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#13 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 28-09-2011
Messaggi: 8
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Riferimento: Il futuro ruolo della Filosofia
Scusatemi l’intromissione.
Secondo me,nel dialogare di argomenti particolarmente importanti e riuscire ad attrarre l’attenzione di molti,bisogna usare parole semplici e cognizioni proprie. Io,nel discutere del ruolo della Filosofia,uscirò un poco fuori tema introducendo il ruolo della Scienza. Io credo che il ruolo della Filosofia,da sempre,è quello di porsi e porre delle domande senza riuscire ad ottenere per forza delle risposte,mentre il ruolo della Scienza,da sempre,è quello di dare per forza delle risposte a delle domande. |
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#14 (permalink) | |
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Ospite
Data registrazione: 12-04-2011
Messaggi: 458
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Riferimento: Il futuro ruolo della Filosofia
Citazione:
Di fatto, gli argomenti si farebbero più completi e, a mio modo di vedere, interessanti. Come sappiamo, il pensiero religioso per accettare i suoi dogmi ha bisogno del concetto di fede; mentre alla scienza necessitano prove, documentali. In contrapposizione a queste esigenze “primarie”, la filosofia può formulare le sue teorie utilizzando il solo pensiero empirico. Un po’ quello che hanno sempre auspicato: sia Nietzsche sia Schopenhauer. Volendo vagliare in contemporanea gli atteggiamenti religiosi, scientifici e filosofici, apparentemente inconciliabili, notiamo che vi è una costante che li unisce, poiché, se fate attenzione, il filosofo somiglia molto a un religioso disincantato cui non serve la fede, mentre lo scienziato lo possiamo paragonare a un filosofo con una certa dose di pignoleria. La loro univocità risiede nell’approccio empirico, nel voler cercare metodiche che migliorino la nostra vita, tramite la ricerca di risposte tecniche, spirituali ed esistenziali. Per finire, credo che il futuro della filosofia possa terminare solo con l'estinzione umana, poiché la stessa fa parte del nostro DNA. Credo che questo valga anche per la ricerca scientifica; mentre mi immagino dei grossi cambiamenti che riguarderanno le religioni, poiché sono impostate su archetipi non più sostenibili in futuro. ![]()
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Sarò banale, ma continuo a credere che la verità abbia molte facce. |
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#15 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 28-09-2011
Messaggi: 8
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Riferimento: Il futuro ruolo della Filosofia
Nel continuare con questo argomento,mi sento obbligato a confessare che sono di una cultura elementare:mi azzardo comunque ad andare avanti.
Io,sono ateo ma anche se non lo fossi,non sbaglierei se dicessi che "L'evoluzionismo" (la Scienza) e il "Creazionismo" (il credere in Dio),marciano su strade diverse,mentre la Filosofia,che non è "costretta" a documentare fenomeni ripetibili,può cimentarsi a discutere di credenze divine. |
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#16 (permalink) | |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 25-02-2012
Messaggi: 22
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Riferimento: Il futuro ruolo della Filosofia
Citazione:
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#17 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 17-12-2011
Messaggi: 98
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Riferimento: Il futuro ruolo della Filosofia
Ho riletto i post della discussione e forse si dimentica il punto essenziale per cui la filosofia occidentale è nata. Esisteva il mito, anzi i miti, che servivano a togliere la paura e il terrore del dolore e della morte e il timore di tutte le manifestazioni della natura che non avendo spiegazioni dovevano essere assoggettate a qualcosa, a qualcun, dando una prospettiva con i suoi rimedi. L’invenzione degli dei( l’antropofomorfismo della potenza ) e dei riti propiziatori nasce da questa necessità, ma ha costretto l’umanità in un “anestetico” mondo in cui c’era un’ insoddisfazione: la ragione , l’attributo più potente dell’uomo non aveva una spiegazione di senso, era mortificata.
La scuola di Mileto, nella regione ionica della Grecia, con i presocratici si pone una domanda fondamentale: cercare la verità, quel qualcosa che non può essere smentito, incontrovertibile. La volontà di cercare la verità è la filo-sofia . Ma anche qui forse abbiamo dimenticato la potenza delle parole che emersero allora. La filosofia inizia con l’archè , l’origine di tutte le cose. Talete lo pone nell’acqua, Anassimandro lo pone nell’aperion , il non determinato che quando si determina si manifesta al mondo. Il cercare le origini delle cose adottando la ragione e il metodo argomentativo apre un nuovo orizzonte culturale: la base su cui poggia l’intera cultura occidentale e con la globalizzazione direi l’intero pianeta. La rivoluzione culturale che avviene fra il sesto e quinto secolo avanti Cristo, forse lo abbiamo dimenticato, lo diamo per scontato il ragionamento e i miti. E infatti ci cadiamo continuamente. Nei primi anni del Novecento ( non vorrete mica che faccia la storia della filosofia ?) impera il positivismo di fatto come teoria che costituisce il nerbo su cui la scienza proietta la tecnologia e l’organizzazione sociale industrializzata, in cui l’uomo diventa atomo, soffocato nella moltitudine. Le arti di quel periodo rifiutano il modello standardizzato industriale e l’organizzazione sociale, alcune parti della filosofia cercano nuove metodologie del sapere; Frege apre la strada della logica moderna , seguirà B.Russell poi Wittgenstein e Godel e così via.. Nietzsche mette in discussione i paradigmi degli antichi greci aprendo la strada all’esistenzialismo di Heidegger che attaccherà “ la metafisica oggettiva” per considerare l’uomo “ come progetto gettato nel mondo” e questo porta l’essere a pensarsi storicamente e non più come una verità. L’ermeneutica procederà nel vedersi non come occhi che osservano il mondo , ma soggetti che pensano e comunicano. Le nuove vie della filosofia sono accomunate dal tentativo di mettere il discussione le basi del pensiero antico ,colpevole di aver costruito un mondo in cui , ripeto , l’uomo “ è asservito” ad un sistema. E infatti accadrà, purtroppo , che alcuni pensatori finiranno nelle file del fascismo e del nazismo, vedendole come novità in termini di “ rottura del passato”. Ne usciranno quasi subito, ma qualcosa si era “ spezzato” nel loro pensiero. Stessa cosa potremmo dire degli scienziati, ricordiamoci di Einstein che scrive al presidente statunitense per l’attuazione della bomba atomica. Poi se ne pentirà. Rimane l’uomo allora , fra la teoria e la pratica, nulla e nessuno sono neutrali, né la scienza, né la religione e le fedi, e nemmeno il pensiero: tutto ha concorso a ciò che è l’oggi che si proietta nel domani. Il futuro della filosofia? E’ un momento buio; non mi convincono i post modernisti, non mi convincono del tutto le elucubrazioni delle “ stringhe”, delle ennesime dimensioni , delle nuove spiritualità.che assomigliano ai miti antichi contemplativi, agli aforismi spirituali, alle osservazioni del cervello e della mente. Certo , li leggo per trarre spunti e riflettere, per cercare una possibilità di “illuminazione del futuro”. Ma vedo un ragionare dei particolari , una induzione che non porta a nessun universale, quando invece la filosofia era deduzione: dagli universali al particolare. Sappiamo di più di tanti particolari che le scienze ci propongono, persino ci confondono.Manca un disegno, un progetto, una prospettiva d’insieme. Quella potenza che fu nell’antichità, che aprì nuovi orizzonti: e ora? Sappiamo di più, certo, ma senza costrutto. Continuo a vedere un uomo “perso” che urla come nel quadro di Munch. |
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