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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 27-07-2007, 00.36.55   #21
marco gallione
Utente bannato
 
Data registrazione: 22-05-2007
Messaggi: 363
Riferimento: Lasciare ed essere lasciati. Contemporaneamente. Da due persone diverse.

Citazione:
Originalmente inviato da acquario69
tiro in ballo altre domande..poi vedi tu come valutarle e se vuoi valutarle..l

riguardo al tuo equilibrio "proverbiale"..sembra curioso che in questo momento coincidano due "estremi",due situazioni opposte nella tua vita (due facce della stessa medaglia?) non puo essere forse(naturalmente chi meglio di te puo riconoscerlo) che di questo tuo equilibrio non fosse stato altro finora che una tua modalita,un tuo "fiore all'occhiello" dall'effetto calmierante con cui relazionarti agli altri,e che oggi visto quello che ti sta capitando non venga fuori in tutta la sua nuda e cruda verita?...due punti estremi che sono venuti a convergenza (solo per caso?) magari un possibile banco di prova forse per farti rivelare cio che inconsapevolmente hai attratto su di te?..

Mah Acquario, se dovessi dire, ti direi che sono stato sempre piuttosto equilibrato. Direi di sì.
Mi sono chiesto se la convergenza di sfighe di questi giorni non fosse casuale.
In effetti non lo è. La seconda sfiga è arrivata perchè si era determinata la prima. E' un fatto.

Quanto alla ipotesi che certe situazioni io le possa attrarre, è curioso: è la tesi di mia madre, che sa e non sa, ma che vede e sente tutto, pur abitando a 150 km da me.
Da sempre sostiene che mi cerco delle compagne che non vanno bene per me.
In effetti le due presenze/assenze femminili con cui mi sto confrontando ora, non andavano bene per me (quanto alla Ibella lo dico con riserva.. ).
Avete ragione, tu e mia madre mi sa.

Quanto al banco di prova, lo dicevo già ad un amica, questa situazione farà di me una persona diversa quest'autunno (ho stabilito anche quando..), diversa da come era negli ultimi dieci anni.
Non so se è bene o male. So che è una roba seria.

So infatti che la metamorfosi di queste ultime settimane la sento netta su di me, e la prendo sul serio. Mi tocca.
Non ho mai subito metamorfosi traumatiche, se non da ragazzino. Non me le ricordavo quasi più. E questa è diversa, è consapevole.

Da un paio di giorni, forse tre, vedo sfocata una sagoma davanti a me.
Sento l'arrivo del nuovo, con qualche emozione.
Non sentivo il nuovo da dieci anni, forse molti di più ancora. Forse 15 anni almeno.
Sto scrivendo così tanto sul forum perchè sto vivendo giorni di cambiamento interiore vero, profondo, da far paura.

Scrivo, vediamo se resta, almeno per me.
So che son noioso. Ma voi mi date una mano. Abbiate pazienza.
marco gallione is offline  
Vecchio 27-07-2007, 09.29.01   #22
acquario69
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Riferimento: Il mondo è dei disperati?

Citazione:
Originalmente inviato da marco gallione
Pallina ha spiegato cosa intende per aspettativa. Ho apprezzato l’indicazione che mi ha voluto dare. Uno ha l’aspettativa – legittima, direi a questo punto – che l’altra persona almeno sia chiara, e minimamente pulita. E che magari – aggiungerei – non prenda da te solo “quello che le serve”. Franchezza insomma, un minimo.

Pallina ha usato, non so se volutamente, una espressione molto dura, “prendere quello che le serve…”. Mi ha colpito molto.
E mi viene da chiedere, visto che stiamo parlando di relazioni più o meno nascenti tra persone che hanno ben superato l’adolescenza: ma che cosa può "servire” davvero, dico in generale, a quelle persone lì – come me ad esempio – se non dar spazio almeno all’idea di fare qualcosa di vero, di poter costruire una storia sperabilmente importante?

Vuole dirci, Pallina, con la sua acuta e disincantata (dico davvero, con stima) osservazione, che circolano persone apparentemente diciamo “perbene”, diciamo “normali”, e via dicendo, e non più giovanissime, che si imbarcano in relazioni alla ricerca di qualcosa che “serve” tipo compagnia per qualche giorno? Tipo relazione “a termine”, a scadenza entro xy settimane prestabilita?! Tipo – Aiuto! – sesso per qualche giorno/settimana?

So che la mia domanda sembra ingenua…, lo so lo so. Lo-so.
Ma vuole essere provocatoria.
Vi invito allora, con gentilezza, a pensare – se casomai, con altrettanta gentilezza, mi si volesse rispondere (grazie) – che quella domanda presuppone una visione che non direi semplicemente cinica della vita, ma addirittura disperata.

Mi spiego meglio.
Si può davvero immaginare che esistano uomini, e anche o soprattutto donne (superiamo per un attimo maschilismi/femminismi fuorvianti), che, alla soglia dei quaranta, conducono delle vite diciamo normali, con lavori normali, con abitudini senza eccessi, senza stravaganze, lontani da ideali alti e conclamati tipo fare il missionario o il domatore, o da passioni univocanti estreme tipo i safari o l’Himalaya tre volte l’anno, o anticonformismi veri più o meno visibili etc, insomma persone che si pongono ordinatamente verso gli altri e con un tipico fare piccolo-borghese (senza nessuna offesa x nessuno), accettando per cultura e senza riserve il modello più diffuso di coppia, famiglia, etc., (giusto o sbagliato che sia), i quali – NONOSTANTE COTANTA RASSICURANTE CONFORMISTA PRESENZA – intraprendono una relazione così, …tanto per prendere, fino a scadenza, quello che a loro serve?
Se mi rispondete di sì, e siete credibili, vuol dire che il mondo di cui stiamo discutendo è dei disperati.

Un mondo di persone normali/conformiste che – allora – vivono invece di finto-conformismo, di squalismo disperato? Di questo stiamo parlando? Che divorano l’esistenza con un certo cinismo, prendendo quello che a loro serve nascoste dietro un velo di innocua normalità? Apparente normalità, e – dietro – disperazione divoratrice di quello che serve. Ho capito bene?

Amici miei cari, fino al freak finto eroinomane finto rifondazionecomunista che prende quello che gli serve simulando alla bisogna, che tanto poi va solo a Santa(margherita) o S. Moritz tutti i week end nella villetta, ci ero arrivato anch’io. Sì c’ero arrivato anch’io a quel tipo di finzione. Fino al velista-naturalista-solitarista che poi prende quello che serve, che tanto quando torna a Milano sta comodo nell’attico liberty da 300 mq ereditato, anche lì c’ero arrivato.Fino alla rampolla anticonformista che va in Rajastan tre volte l’anno perchè gli indiani sono più buoni di noi, che poi quando torno in Italia l’indiano lo metto in casa a pulirmi il bagno, e se non scarica la lavastoviglie lo fucilo. Anche questo lo trovo verosimile. Anche questa doppiezza, questa disperazione, non mi stupisce, la reggo.
Ma – dico davvero – è troppo subdola l’immagine di una/uno che, normale, conforme, insospettabile, nasconde invece dietro l’avidità finta e doppia del prendere quello che serve. Difficile da reggere.

Insomma, il finto anti-conformismo che sottende comodo conformismo lo conosco. Ma il caso speculare no. Il finto normale conformismo di una ragazza 35/40enne qualunque, che sottende disperata avidità di prendere quello che serve lo scopro solo stasera. E, a questo punto, non posso escludere che esista anche fuori dalla porta di casa mia.
Sarà che non sto mica bene in questi giorni.

embe' si sa nella vita non si finisce mai di imparare ..e poi non bisogna proprio sorprendersi di niente,tanto piu con le persone..vallo a sapere quello che puo frullare dentro la testa di ognuno,la cosa certa e' che esiste una gamma cosi ampia e potenzialmente si puo andare da un estremo all'altro,fino a quando poi un bel giorno ti poni la domanda; fino a che punto puo arrivare l'avidita finta e doppia di prendere quello che serve?(ma a cosa puo servire tanta avidita alla fine?) io su questo lo vedo pure come un possibile buco nero che risucchia tutto quello che circonda e allora si innesca un cliche' dell' -usa e getta- tanto propinato di questi tempi e in tutte le salse.."e a chi cojo cojo".
comunque se il mio parere conta quasi nulla in questo caso,sta tranquillo pero' che la tesi di tua madre,che appunto come mamma vede e sente tutto,avra' la sua ragione di esistere e di sicuro stavolta ti puoi fidare!..non so se il tema della fiducia che forse in parte hai proiettato su di lei,forse basato sulle tue aspettative possa a questo punto centrare qualcosa..sembrerebbe pero che sei attratto da un ideale femminile(emancipata-indipendente-persino l'appellativo di single convinta..ora forse scopri pure disperatamente avida) con cui sperare di fare qualcosa di vero,come tu stesso sostieni che almeno in apparenza e a conti fatti risulterebbero antitetiche alla stessa..magari e' proprio questo che tua madre riesce a vedere,sia come mamma e poi come donna che tu forse FINORA per qualche ragione non eri in grado di riconoscere..per mia curiosita mi sto chiedendo se l'altra,quella che avresti mollato non e' totalmente diversa da quest'ultima e chissa perche sei rimasto attratto da chi poi invece ti ha fatto soffrire sia beninteso magari non volendo..magari appunto solo per sua "disperazione" chissa...
acquario69 is offline  
Vecchio 27-07-2007, 09.43.31   #23
falbala48
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Riferimento: Intervista con Falbala

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Originalmente inviato da marco gallione
Fate un po' voi:

Perché volere ed amare così tanto da ritenerla la donna della tua vita, una persona che non vuole esserlo?

Non lo so. O piuttosto, il fatto che ora io viva una situazione sentimentale non corrisposta rende la mia posizione evidentemente problematica. E’ il dato del problema, direi. D’altra parte, non posso mica dire che …siccome non sono (più) corrisposto, allora il problema non si pone più..

Non si può dire, però, d'altra parte, che il fatto che io non sia oggi più corrisposto faccia da carburante al permanere della mia infatuazione (chiamiamola così…). Quando ero corrisposto, era uguale, anche di più: ero preso uguale.

Anche se non c’entra, vorrei giusto chiarire che sono stato assai corrisposto dalla mia Ibella, la quale – dopo 6 anni di singletudine (ferma e convinta), e pur non richiesta di esprimersi sul punto (che nemmeno era in discussione) – mi aveva dichiarato di punto in bianco di vivere la nostra storia nel senso che “io e lei stavamo insieme” davvero.
Non c'era bisogno di dirmi una roba del genere, piuttosto fuorviante col senno di poi.. (insieme al fatto che, per vie puramente accidentali, ho appreso che le sue amiche del cuore avevano già preso atto ed espresso felicitazioni del fatto che la famigerata Ibella, dopo anni, si era finalmente fidanzata… col Markuzzo, che veniva riconosciuto come il fidanzato della Ibella per intenderci..)

Come mai hai scelto proprio lei?


Le sue carratteristiche essenziali rispondono ad un ideale. E’ già stato fatto notare in precedenza da altri amici qui, forse con qualche scetticismo, ma a me non mi sembra una circostanza così stravagante o erronea.
Si potrà non essere d’accordo, ma a me sembrerebbe stravagante il contrario (ie innamorarsi dell’anti-ideale). E’ normale – mi pare – che uno si innamori di un ideale, soprattutto quando te lo sei pure portato a letto, l’ideale.

Quanto alle sue caratteristiche essenziali, per capirci, nulla di conclamato, di appariscente. Pretenziosamente faccio affidamento alle mie capacità critiche e di diagnosi dell’altro. Aveva aspetti che non andavano bene, certamente; ed altri aspetti che erano invece perfetti. Volete la sincerità?: il fatto che fosse single da anni era – forse – uno degli aspetti più perfetti. Qui potrebbe starci qualche inghippo della mia psiche...

E perché visto che avevi già vissuto altre convivenze ti sei lasciato prendere così?

Idealizzazione passionale. Sentimenti molto basic, no raziocinio. Le mie esperienze passate sentimentali, indicherebbero che non sono uno sprovveduto (v. sotto). Non che abbia bisogno di difendermi qui, tra amici. E’ solo che secondo me questo è un elemento che conferisce alle circostanze un timbro di inconsueto. Ne terrei conto, forse.

Forse non sei mai stato lasciato?


Di solito lascio io, o espressamente oppure, con un livello di onestà accettabile, conduco la relazione verso un punto tale che lei deve lasciarmi.
Non sono mai stato lasciato conclamatamente quindi, salvo in un caso (due ex fa, dopo 3/4 anni di storia) e io avevo le mie responsabilità, per cui me ne son fatto una ragione, rapidamente, superando la cosa abbastanza agilmente, che mi ricordi.
In tutti gli altri casi, quando le altre relazioni meno lunghe “buttavano” male, siccome non sono uno sprovveduto (v. sotto), mi sono mosso per tempo, ed ho evitato il trauma da messa cantata dell’abbandono, e quasi azzerato i danni.

Non hai mai subito in un rapporto amoroso una sconfitta?

No, onestamente. Non direi. Salvo in quest’ultimo caso recente, le mie ex sono molto attaccate a me, ancora oggi vogliono restarmi vicino affettivamente. Questo è un regalo di cui ancora non mi so dare spiegazione. Ma oggi lo accetto col sorriso.
In quest’ultimo caso, senza motivo, sono stati troncati i ponti.
Anche questo è un elemento che a me sembra decisivo, e davvero inconsueto.
Ma non lo vedo come una sconfitta mia. Piuttosto come una sconfitta sua. Perchè troncare i ponti. Può finire anche senza il silenzio forzato...

C’è sempre un perché anche se noi non lo vediamo, la donna/l’uomo, il momento, l’intensità, nulla succede mai per caso. Mi sei sembrato sprovveduto come un adolescente, oppure è stato il fatidico colpo di fulmine che però poi brucia intensamente così com’è arrivato?

Non sono uno sprovveduto, se mi volete credere.
Nemmeno appaio come uno sprovveduto, mi azzardo a dire, giusto a beneficio della cronaca (non me ne viene in tasca niente..)
Sono, piuttosto, un tipo impercettibilmente guardingo, se occorre; e strategicamente imprevedibile, se occorre. E anche un bastardo, se occorre. Ma in questa situazione, sembrava non occorresse.
E’ stato un colpo di fulmine. Lo è stato anche per lei, all’inizio almeno.
Sono ancora convinto che era giusto crederci,e fare la mia parte.
Nella vita sono severo con me stesso, aggiungo solo x la cronaca.

Come si fa a sapere dopo 5 mesi che è la donna della tua vita?

Già detto. Ideale. Passione.

Quanto hai idealizzato questa donna? Non hai avuto modo di vivere appieno questo rapporto forse è semplicemente e banalmente soltanto questo, il non averlo potuto vivere che ti porta a fare affermazioni così categoriche.

L’ho idealizzata troppo. E’ un problema, me ne rendo conto.
Forse è tutto lì. Ma non riesco, e non voglio colpevolizzarmi per questo. Scusate. Per me, è bello che io ci abbia creduto, almeno una volta nella vita, senza paracaduti-ruffianelli.

Fine.
Un limite dei forum è la mancanza della voce, della mimica facciale che completa e rende incisive le parole in un senso piuttosto che un altro, il mio sprovveduto era preceduto da adolescente, e cambia un pò il senso, intendevo dire , che ti sei buttato in questa storia proprio come dici tu senza parafulmini ruffianelli, non era inteso in modo offensivo, il mio sprovveduto era da intendersi piuttosto come ingenuo, appunto senza difese, e non è una cosa brutta ti ho anche un pò voluto provocare e tu hai risposto un pò come mi immaginavo, diciamo che sei spiazzato, perchè non sei stato tu a condurre ma è stata lei che ha deciso senza tenere conto di te è questa è la cosa peggiore. Precedentemente sei stato tu achiudere le relazionio ad agevolarne la chiusura, come preferisci, stavolta è stata lei e per di più in maniera a te estranea, ma soprattuttoo inaspettata. Io dico sempre che noi siamo ciò che gli adulti di allora hanno fatto di noi bambini, ergo la lettura adesso va fatta in una chiave più ampia,bisogna cercare nel passato gli effetti del presente, aiuta a capire ed a volte a spiegarsi il perchè di determinate azioni sia nostre che della controparte. l'impressione che ne ho è di una persona che scappa, che non vuole legarsi più di tanto, probabilmente quando avete iniziato era davvero sincera e presa come te , ma che ne sappiamo noi delle sue "[u]paramonture"?
delle sue paure, non ha fatto come te credo che lei abbia usato il tuo parafulmine ruffianello... ma la cosa fondamentale e che tu riesca a capire per elaborare e superare. Ma come pensavo anche , tu parli di passione... la passione è pertinente di un sentimento repentino e violento che facilmente si confonde con l'amore. Aspè !!!! non partire in quarta non ho detto che tu hai frainteso, sto dicendo che facilmente può essere scambiato.
Personalmente penso che non esistano persone giuste o sbagliate, esistono persone ,il perchè poi le incontriamo è tutta un'altra storia.
buon lavoro ed inchallah.
falbala48 is offline  
Vecchio 27-07-2007, 10.43.30   #24
nevealsole
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Giochi di specchi

Marco,
ho letto un po' tutto... anche se un po' in fretta.
Nella fretta qualcosa è rimasto più in superficie del resto.

Lei è bella e indipendente anche se donna alle soglie dei 40 in una società che ci richiede di essere mogli e madri: un'anticonformista.

Tu sei uno da storie medio/lunghe con amanti/amiche/mamme con cui rimani in rapporto tutta la vita (tipica sindrome del pacha )

Prova a pensare alla tua indipendenza ed al tuo anticonformismo: esistono? possono essere sviluppati o sono stati repressi?
Quanto conta per Marco essere marito e padre (manca solo questo nel quadro della vita perfetta che ti sei costruito).
Sono cose che vuoi davvero oppure credi di volerle per retaggi culturali e familiari?
Io un po' ci penserei perché di fatto quando arriva il momento di mettere le radici, volti pagina.
Gli altri hanno su di noi il potere che attribuiamo loro e certo lei per te è diventata simbolo di qualcosa... di cosa devi scoprirlo tu.
Non barricarti dietro l'idea di anima gemella... indaga te stesso.
(Compitino per le vacanze)

P.S. Alla tua ex messa in stand by onestamente direi la verità: perché chi non vive situazioni di comodo dice le cose come stanno... e le cose stanno che tu c'hai e c'hai avuto un'altra (nella testa e nel letto)

Di contro, la tua ibella potrebbe avere un'altro (nella testa o nel letto), ipotesi da te non contemplata ma reale, unico motivo probabile di chiusura repentina della storia... sempre secondo me.
nevealsole is offline  
Vecchio 27-07-2007, 13.37.54   #25
cielosereno52
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Riferimento: Lasciare ed essere lasciati. Contemporaneamente. Da due persone diverse.

Marco..il bruco..sta diventando farfalla...
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Vecchio 27-07-2007, 15.20.32   #26
visir
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Veleno per il cuore.

Generalmente disdegno con compunta signorilità il pettegolezzo, le tragedie di cuore e i racconti sui verbali ingiusti della stradale.

Fa eccezione la vicenda del Markuzzo, che ispira una certa tenerezza (come il panda del wwf) e denota un certo acume dialettico che fa sempre la sua figura in un mondo di cafoni.
Gli interventi, i consigli, le spinte sul sedere sono tutti, con un certo sforzo di far bene, all'altezza...naturalmente sono tutti parimenti inutili.

Concluso questo breve preambolo, che faccio solo per inimicarmi mezzo forum, sparo la mia schioppettata e poi mi acquatto in trincea come mio vezzo.
Sono un cecchino, più che un soldato da baionetta, mi piace così...

Marcolino, considera sempre due cose:
primo, l'infinita pirlitudine che si nasconde in ogni uomo.
Secondo. i modi per abusarne.

E' un problema per un essere umano comprendere il proprio masochismo.
Tutti siamo convinti di voler il nostro bene, non è vero!

Io lo affermo con categorico vigore.

Noi vogliamo parimenti anche il nostro male.
Ricerchiamo il piacere, ma anche la sofferenza.
Pare stano, ma solo a chi non ha guardato onestamente in se stesso e vi esorto tutti (miei fratelli nella sfiga di vivere) a scorgere la polvere sotto il tappeto.
Markuzzo, prima comprendi il tuo masochismo, prima lo potrai trascendere (ma non eliminare).

Altro colpo (nel caso, raro, non prenda subito la testa): sul passato non abbiamo potere, come non abbiamo potere sugli altri.
Certo possiamo raccontarcela, ed allora il passato può essere "rivisitato", possiamo manipolare gli altri (per un po'), ma alla fine la realtà ci butta tutto all'aria come uno tsunami.

Ho fatto un giro di parole che condenso ora in un distillato, un veleno...un veleno per il cuore.

E' andata. Basta, finita, è morta.
Non ti vuole, fanculo! Per chissà quale motivo, ma non ci si può fare più nulla.

Brucia, azzo se brucia l'orgoglio, ma solo perchè non sei mai stato lasciato prima e ti ha fatto male.
Tu l'ami ma lei no, questa è la realtà.
Puoi spellarti i polpastrelli a scrivere su riflessioni, ma resta così, non torna mai il passato.

Il tuo tentativo di razionalizzare è puerile e inutile.
Sai perchè te lo dico?
Perchè ci sono passato prima io, e non è servito (ed io sono cintura nera di elaborazione mentale).
Ecco.
Devi soffrire, questa è la dura realtà, per un anno almeno, dai retta a un pirla, poi il buco piano, piano si rimargina e sarai pronto per un nuovo amore (forse).

Di certo sarai un uomo migliore, tanto costa perfezionarsi.
Tornassi indietro, patirei cento volte le mie pene per essere come sono.
Ridi di fronte alla tua voglia di soffrire che ti fa soffrire.
Magari ora non ci credi, magari pensi che visir si è fumato il cervello, ma mi darai ragione, e si! mi DOVRAI pagare la birra a bocca strota, perchè alla fine è come dico io.

Dietro quella duna c'è solo sabbia, ma noi siamo più grandi di qualunque deserto.

E con questo finalmente taccio.

Ultima modifica di visir : 28-07-2007 alle ore 15.02.37.
visir is offline  
Vecchio 27-07-2007, 16.00.56   #27
marco gallione
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La bella e il ciccione-pascia'

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Originalmente inviato da nevealsole
Marco,
ho letto un po' tutto... anche se un po' in fretta.
Nella fretta qualcosa è rimasto più in superficie del resto.

Lei è bella e indipendente anche se donna alle soglie dei 40 in una società che ci richiede di essere mogli e madri: un'anticonformista.
Tu sei uno da storie medio/lunghe con amanti/amiche/mamme con cui rimani in rapporto tutta la vita (tipica sindrome del pacha )


Lei è bella, indipendente e anticonformista.
Io sono il pacha, o pascià (che mi sa anche un po’ di sovrappeso.. il pascià è grasso di solito, no?), con la sindrome della mamma.
C…..zo, non c’è confronto!
Secondo la Neve, mi sa che ho poche chance… oppure abbiamo (io e la ibella) poche chance.

Mi chiedi con gentilezza, dopo aver letto i miei post (grazie neve): prova a pensare alla tua indipendenza ed al tuo anticonformismo: esistono? possono essere sviluppati o sono stati repressi?
Esistono, direi. Esistono. Potrebbero essere sviluppati, naturalmente. Vivrai anche tu Neve nella stessa condizione di potenziale sviluppabilità della indipendenza.

Mi chiedi anche: quanto conta per Marco essere marito e padre (manca solo questo nel quadro della vita perfetta che ti sei costruito).
Conta come nella vita di tutti. Come nella tua di vita Neve (moglie e madre voglio dire; mica marito e padre, si era capito no...).

Sono cose che vuoi davvero oppure credi di volerle per retaggi culturali e familiari?
Rispondo: un po’ tutte e due le cose. Come sarà anche per te, come è per tutti.


Le tue domande sono molto dirette, e apprezzate. Ho colto – forse – il tuo messaggio ultimo. Farò come dici. Non mi barricherò dietro l'idea di anima gemella... indagherò me stesso. Promesso.
[Anche se, secondo me, il concetto dell’anima gemella è per i grandissimi. Mi piacerebbe dirti anche il perchè la penso così. Spero ci sarà occasione qualche altra volta. Qui mi devo rimettere a lavurà]

Alla mia ex, che non è stata messa in stand by come la televisione, ma che ha subìto come me il fallimento di una convivenza (che non è acqua), onestamente non dirò proprio nulla, fino a che non me lo dovesse chiedere lei, e a quel punto vedrò. Il suggerimento che mi dai è – scusami neve – sbagliato; lo si vede a occhio nudo; sarebbe un gioco al massacro che non gioverebbe a niente e a nessuno, e non occorre scriverci di più qui, direi.

Intelligentemente (si capisce in sette secondi che di intelligenza ne hai da vendere), mi chiedi se la mia ibella possa avere un'altro (nella testa o nel letto), suggerendomi di considerare la ipotesi con coraggio, visto che è la più plausibile.

Sono il pascià-ciccione, neve. Mica il pascià-credenzone.
La ipotesi è stata da me non solo considerata (….), ma chirurgicamente affrontata in diretta con la ibella al giorno 2 del casino, de visu, senza girarci intorno neanche un nanosecondo, con la tutta convinzione del caso(ossia la convinzione del talebano; quindi forse un po' moderata, lo riconosco, un po' leggerina come convinzione per le circostanze.. - scherzo, giusto per non sembrare che mi prendo troppo sul serio..).
Risposta sua: non ho interesse per un altro.
Sarà vero?
Boh!
Io glielo chiesto senza giri di parole, e senza mezze parole. Anche questa parte qui, l'ho fatta fino in fondo. Adesso mica posso fare il Tom Ponzi della situazione.

Hai la mia stima e riconscenza (o riconscienza) cara Neve. Anche se ogni tanto mi sembri un po’ prevenuta rispetto al(-la immagine che viene furoi qui del) Markuzzo.

Ultima modifica di marco gallione : 27-07-2007 alle ore 16.29.34.
marco gallione is offline  
Vecchio 27-07-2007, 23.24.53   #28
nevealsole
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Inviti superflui

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Originalmente inviato da marco gallione

Hai la mia stima e riconscenza (o riconscienza) cara Neve. Anche se ogni tanto mi sembri un po’ prevenuta rispetto al(-la immagine che viene furoi qui del) Markuzzo.

Non sono prevenuta, anzi mi sei simpatico... altrimenti non ti risponderei
Soltanto forse rimprovero a te certi atteggiamenti che sono anche i mi, o lo sono stati.

Non riesco ad argomentare bene come vorrei, e non ricordo più qual è la vostra situazione.
Ti dico che io, da ex che si lambicca, avrei preferito sapere che c'era un'altra anziché pensare di essere sbagliata io... posto che nessuna differenza avrebbe fatto.

Quanto al resto, Marco, se ci riesci continua a credere all'anima gemella: ma non smettere mai... io ci credevo, poi ho perso la speranza ed è terribile.
Alle volte credo di averla perduta perché ho insisitito troppo a rincorrere un uomo credendolo la mia anima gemella quando non lo era... altre volte penso di aver perso la speranza quando ho smesso di credere che lo fosse, così perdendolo.

Oggi non dico altro, dico solo soffermati su cosa ha detto Visir nella parte finale del post, perché è molto crudo e molto vero: chi l'ha provato lo sa.
Se invece vuoi continuare a godere della tua sofferenza... ti posto un racconto di Buzzati che ti aiuterà... con me lo ha fatto (e continua a farlo?!?)

Buonanotte


Vorrei che tu venissi da me in una sera d'inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.
Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andammo attraverso le foreste piene di lupi, e i medesimi genii ci spiavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi.

Insieme, senza saperlo, di là forse guardammo entrambi verso la vita misteriosa, che ci aspettava.Ivi palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. "Ti ricordi?" ci diremo l'un l'altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento.

Ma tu - ora mi ricordo - non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati. Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, né battesti mai alla porta del castello deserto, né camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, né ti addormentasti sotto le stelle d'Oriente, cullata da piroga sacra. Dietro i vetri, nella sera d'inverno, probabilmente noi rimarremo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei "Ti ricordi?", ma tu non ricorderesti.

Vorrei con te passeggiare, un giorno di primavera, col cielo di color grigio e ancora qualche vecchia foglia dell'anno prima trascinata per le strade dal vento, nei quartieri della periferia; e che fosse domenica. In tali contrade sorgono spesso pensieri malinconici e grandi, e in date ore vaga la poesia congiungendo i cuori di quelli che si vogliono bene.

Nascono inoltre speranze che non si sanno dire, favorite dagli orizzonti sterminati dietro le case, dai treni fuggenti, dalle nuvole del settentrione. Ci terremo semplicemente per mano e andremo con passo leggero, dicendo cose insensate, stupide e care. Fino a che si accenderanno i lampioni e dai casamenti squallidi usciranno le storie sinistre delle città, le avventure, i vagheggiati romanzi. E allora noi taceremo, sempre tenendoci per mano, poiché le anime si parleranno senza parola.

Ma tu - adesso mi ricordo - mai mi dicesti cose insensate, stupide e care. Né puoi quindi amare quelle domeniche che dico, né l'anima tua sa parlare alla mia in silenzio, né riconosci all'ora giusta l'incantesimo delle città, né le speranze che scendono dal settentrione. Tu preferisci le luci, la folla, gli uomini che ti guardano, le vie dove dicono si possa incontrar la fortuna. Tu sei diversa da me e se venissi quel giorno a passeggiare, ti lamenteresti di essere stanca; solo questo e nient'altro.

Vorrei anche andare con te d'estate in una valle solitaria, continuamente ridendo per le cose più semplici, ad esplorare i segreti dei boschi, delle strade bianche, di certe case abbandonate. Fermarci sul ponte di legno a guardare l'acqua che passa, ascoltare nei pali del telegrafo quella lunga storia senza fine che viene da un capo del mondo e chissà dove andrà mai. E strappare i fiori dei prati e qui, distesi sull'erba, nel silenzio del sole, contemplare gli abissi del cielo e le bianche nuvolette che passano e le cime delle montagne.

Tu diresti "Che bello!". Niente altro diresti perché noi saremmo felici; avendo il nostro corpo perduto il peso degli anni, le anime divenute fresche, come se fossero nate allora. Ma tu - ora che ci penso - tu ti guarderesti attorno senza capire, ho paura, e ti fermeresti preoccupata a esaminare una calza, mi chiederesti un'altra sigaretta, impaziente di fare ritorno.

E non diresti "Che bello! ", ma altre povere cose che a me non importano. Perché purtroppo sei fatta così. E non saremmo neppure per un istante felici. Vorrei pure - lasciami dire - vorrei con te sottobraccio attraversare le grandi vie della città in un tramonto di novembre, quando il cielo è di puro cristallo. Quando i fantasmi della vita corrono sopra le cupole e sfiorano la gente nera, in fondo alla fossa delle strade, già colme di inquietudini. Quando memorie di età beate e nuovi presagi passano sopra la terra, lasciando dietro di sé una specie di musica.

Con la candida superbia dei bambini guarderemo le facce degli altri, migliaia e migliaia, che a fiumi ci trascorrono accanto. Noi manderemo senza saperlo luce di gioia e tutti saran costretti a guardarci, non per invidia e malanimo; bensì sorridendo un poco, con sentimento di bontà, per via della sera che guarisce le debolezze dell'uomo. Ma tu - lo capisco bene - invece di guardare il cielo di cristallo e gli aerei colonnati battuti dall'estremo sole, vorrai fermarti a guardare le vetrine, gli ori, le ricchezze, le sete, quelle cose meschine. E non ti accorgerai quindi dei fantasmi, né dei presentimenti che passano, né ti sentirai, come me, chiamata a sorte orgogliosa. Né udresti quella specie di musica, né capiresti perché la gente ci guardi con occhi buoni.

Tu penseresti al tuo povero domani e inutilmente sopra di te le statue d'oro sulle guglie alzeranno le spade agli ultimi raggi. Ed io sarei solo. È inutile. Forse tutte queste sono sciocchezze, e tu migliore di me, non presumendo tanto dalla vita. Forse hai ragione tu e sarebbe stupido tentare. Ma almeno, questo sì almeno, vorrei rivederti. Sia quel che sia, noi staremo insieme in qualche modo, e troveremo la gioia. Non importa se di giorno o di notte, d'estate o d'autunno, in un paese sconosciuto, in una casa disadorna, in una squallida locanda.

Mi basterà averti vicina. Io non starò qui ad ascoltare - ti prometto - gli scricchiolii misteriosi del tetto, né guarderò le nubi, né darò retta alle musiche o al vento. Rinuncerò a queste cose inutili, che pure io amo. Avrò pazienza se non capirai ciò che ti dico, se parlerai di fatti a me strani, se ti lamenterai dei vestiti vecchi e dei soldi. Non ci saranno la cosiddetta poesia, le comuni speranze, le mestizie così amiche all'amore. Ma io ti avrò vicina.

E riusciremo, vedrai, a essere abbastanza felici, con molta semplicità, uomo con donna solamente, come suole accadere in ogni parte del mondo. Ma tu - adesso ci penso - sei troppo lontana, centinaia e centinaia di chilometri difficili a valicare. Tu sei dentro a una vita che ignoro, e gli altri uomini ti sono accanto, a cui probabilmente sorridi, come a me nei tempi passati. Ed è bastato poco tempo perché ti dimenticassi di me. Probabilmente non riesci più a ricordare il mio nome. Io sono ormai uscito da te, confuso fra le innumerevoli ombre. Eppure non so pensare che a te, e mi piace dirti queste cose.

Dino Buzzati
nevealsole is offline  
Vecchio 28-07-2007, 04.12.04   #29
marco gallione
Utente bannato
 
Data registrazione: 22-05-2007
Messaggi: 363
L'anno delle Olimpiadi Markuzziane

Citazione:
Originalmente inviato da visir
Devi soffrire, questa è la dura realtà, per un anno almeno, dai retta a un pirla, poi il buco piano, piano si rimargina e sarai pronto per un nuovo amore (forse).

Lieto di rappresentare una eccezione per l'amico Visir. In qualche modo ne ho il titolo. Sono un raro esemplare di ciccione-pascià protetto, in estinzione, oltre che dimagrito e dolorante (ai polpastrelli).

Non nego che i toni, i contenuti, e soprattutto la lunghezza dei miei post, siano stati a tratti eccessivi, in effetti; ed era inevitabile condire il tutto con una certa dose di puerilità, che spero non sia stata di troppo disturbo.

Come altre volte è successo, mi sono messo alla berlina, sperando di suscitare i vostri commenti, che gentilmente sono arrivati. Non lo faccio nella vita, di berlinare. Lo faccio qui sul forum, perchè è una forma di condivisione protetta – ma non meno profonda – che però costa molto molto meno.

Questo il mio breve preambolo, che faccio – anch’io come il Visir – per accogliere le simpatie di mezzo forum, prima di sparare la mia ultima cannonata, quella che chiude gli spettacoli dei fuochi d’artificio di ferragosto (visto che ormai siamo prossimi).

L'infinita pirlitudine che si nasconde dentro di me, viene usata ed abusata a mani basse dal sottoscritto. La verà verità è che, tanto sono freddo nei modi, nella vita sociale, professionale, e anche sentimentale, che conduco nella realtà del mondo, e tanto sono coinvolto, sino al masochismo evocato dal Visir, nella conduzione della mia turbolenta vita interiore, e nella rappresentazione sincera che ne do qui sul forum, dove ho quasi sempre il tic (o tik?) di parlare dei c...zi miei.

Mi sono capitati due casini, lo avete visto. Casini sentimentali, guarda caso. C’è di peggio, naturalmente.

Quello che mi ha portato ad aprire il thread, e a coltivarlo con inconsueto (e petulante) impegno, è stata la voglia di approfittare di un momento di difficoltà personale piuttosto intenso per cominciare a viverlo fino in fondo, facendone una registrazione stenografica dentro il forum, sfruttandone l’impianto informatico (è un database utile e ordinato in fondo) e traendo linfa (chiamiamola introspettiva) da ognuno di voi.
Preziosissimo il forum. Preziosissima la linfa (ri-grazie).

Un esperimento con me stesso, insomma. Del tutto inedito.

Se interessa, aggiungo qualche flash della mia esperienza di cavia di questo strano giuoco introspettivo fatto col calcolatore elettronico (il mio pc).

Nei giorni scorsi, complici alcuni impegni professionali che mi hanno costretto in ufficio la sera e anche il week end, ho visto pochissima gente. Quasi nessuno (tolte le frequentazioni professionali, beninteso). Ho schivato tutti, quando potevo.
In termini personali, per circa una settimana, ho praticamente parlato solo con voi e con il forum, attraverso il calcolatore elettronico. Nota bene: in uno stato di condizione psicologica non equilibrato, per le note ragioni, con la mia città che si andava spopolando, in una luce di fine luglio che ricorda un po’ certi momenti del film Il sorpasso.
Una figata, insomma. Detto ironicamente.

Ho scritto. Riletto. Corretto quello che avevo scritto. Vi ho letti. Vi ho pensati. Vi ho anche immaginati, uno ad uno. Per cercare di leggere meglio i vs. consigli, senza venire a capo di nulla ovviamente circa le vs. personalità individuali, che hanno sì dei tratti, più o meno marcati, ma che restano comunque amichevolmente sfuggenti.

Ma il centro ero io, almeno per me (io sono il centro di me, tendenzialmente; come Falbala sarà il centro della Falbala immagino, e via dicendo). E la centralità delle mie vicende aveva un che di confermato dal fatto che io ero il bersaglio delle ns. conversazioni, nel bene e nel male, oltre che il bersaglio delle mie due sfighe convergenti.

Tutto ciò ha sortito diversi effetti, non tutti messi a fuoco. Ne ricordo due, i principali:

- esorcizzare la (lieve) depressione di questi giorni, sedandola visibilmente per alcuni momenti;
- per poi acuirla in maniera sconnessa e spropositata, in altri.

Una sorta di iperbole degli stati d’animo, inconsueta e mai sperimentata prima, che a tratti poteva pure sembrare pericolosetta. Non ho mai fatto (ampio) uso di droghe in passato. Solo lievi esperienze, con uno o due rarissimi episodi di punta (imprevista e allucinogena). Ecco, ci sono delle comunanze tra le due esperienze. Non saprei dire di più. Sto pesando le parole.

Mi si dirà: si va bè ma se stai sempre da solo a pensare alla Ibella e a scriverci sopra per una settimana è ovvio che “vai fuori”!
Giusto. E’ così.
Ma si può anche leggerla diversamente la stessa cosa.

Stare a pensare intensivamente ad una cosa, magari non bella (come la Ibella), può essere fuorviante; di solito si dice, appunto: “ma dai! Non pensarci troppo! Non rimuginare!”.
Quel che invece non è proprio tipico della esperienza comune, o almeno della mia esperienza, è rimuginare intensivamente con due cd. “plus”:

a) la stenografia e la archiviazione, il resoconto dettagliato dello stato d’animo dei post nel forum (costa fatica, ma io per fortuna scrivo abbastanza di getto);
b) e la stimolazione dei forumisti, che spacca molti paradigmi precostituiti dal proprio cervello.

Se uno pensa un po’, e scrive, dopo un po’ si rompe anche i maroni, a meno che non sia uno ossessionato (come vi sarò sembrato io, ..lo so lo so che lo pensate …). E poi diventa monotono. Si avvita magari.
L’effetto dei forumisti e del forum è quello invece di ridare vitalità al ragionamento (anche quello bacato), e quindi consentirne lo sviluppo.

Non credo – e qui non vorrei sembrarvi troppo appariscente – che ci siamo capiti fino in fondo. Non si riesce a spiegare tutto. E poi c’è un effetto mis-interpretation dei post, che, dopo il full intensive di questa settimana, io-forum-forum-io, lo vedo abbastanza nitido come rischio (scusate l’eccesso di inglesismi tipo “forum”, tipo “settimana”; mi son scappati da soli).
Non ho potuto rappresentare davvero tutto in effetti, anche magari degli aspetti che avrebbero aiutato voi amici a capire, avendone la voglia (tipo il fatto che la Ibella, secondo i più che l’hanno vista davvero - oltre che secondo me - è una malata mentale vera, capace di scenate mariomerola in pubblico per un nonnulla, e che io sono andato proprio a cercarmela…. tanto per dire; ma se l’avessi scritto, mi avreste in buona fede tacciato di livore-da-post-abbandondo et similia). Ma credo, in definitiva, che mi abbiate dato una mano a fare dei regionamenti non so se più giusti, ma certamente più intensi. E utili a far saltare la trappola che al cuor non si comanda, oltre che a crescere come mi ha augurato di fare Cielosereno.

Visir – che mi è stato così umanamente vicino, che mi sembrava di averla presa davvero quella famosa birra insieme a lui – mi ha detto: Markuzzo, prima comprendi il tuo masochismo, prima lo potrai trascendere (ma non eliminare). Forse era a questo che anche la Neve-cervello-super si riferiva nel suo ultimo post, che ha scritto mentre aveva già addosso il pigiama.

La registrazione quotidiana tramite i post del mio masochismo nella calura di luglio (“spelarti i polpastrelli a scrivere su riflessioni”, diceva qualcuno), aiutava forse a comprenderlo il masochismo, insieme a qualcosaltro pure. Ed era più facile sapendo che a mezza mattina mi avrebbe scritto Falbala, la sera tardi magari Donella, e di tanto in tanto la severa ed amabile Pallina, o Acquario, o la comprensiva Maria Antonia dei Negri.

Adesso, però, mi è addirittura uscito il sangue da un polpastrello, a furia di scrivere. Siamo agli sgoccioli.. bisogna chiudere.

Che dire?
La mia Ibella, adesso lo sapete, e non è più il caso di celarlo, è fuori come un balcone, e per osmosi ha pure portato il sottoscritto ad andare fuori di zucca, attraverso gli esperimenti col calcolatore elettronico. Nientemeno.

Il forum-forzato di questi giorni rappresenta un po’ la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Markuzziane, che – secondo il Visir – dureranno almeno un anno di lacrme e sangue prima di giungere alla chiusura del buco (io spererei qualcosa di meno…).

Come tutte le cerimonie inaugurali che si rispettino ci volevano i fuochi d’artificio, in chiusura.

Manca solo il botto. Sì, manca il botto, il gran botto finale …
Eccolo il botto!: fischia il mio cellulare, nuovo messaggio in entrata. Apri. Invio. Da Sara: “mi manchi. sono pazza di te. Bacio. Sara”
Troppo bello per essere vero …vero?! Uno scherzetto, un botto di ferragosto, me lo concedete dopo che avete portato tanta pazienza.


Ormai esangue (per colpa del polpastrello) riesco solo a scrivere questo: io la amo ma lei no, questa è la realtà.

Fine dell’esperimento.
marco gallione is offline  
Vecchio 28-07-2007, 11.21.28   #30
cielosereno52
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La sofferenza mi ha liberato.. ma ho ancora gli occhi gonfi di lacrime
che mi scorrono sul viso..
Guardo il dolore negli altri.. la loro pazzia che è poi anche la mia...

Raccolgo le energie e volo.. in cerca del mio mondo ..la distanza
non mi spaventa.. ora che sono consapevole della forza del cuore.

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