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| Psicologia Processi mentali ed esperienze interiori. Il forum di psicologia non offre consulenze professionali e/o sostegno psicologico. Sezione in modalità solo lettura |
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#1 (permalink) |
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Nuovo iscritto
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 1,322
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intelligenza
la domanda mi sorge spontanea
letto l'enigma di Kninos, e il suo post sul mettere in evidenza la propria intelligenza, vi chiedo: a) cos'è l'intelligenza? b) come si manifesta? c) cos'è che determina che un individuo è più intelligente di un altro? d) non è forse vero che i "geni" siano tutti matti? e) manicomio è scritto fuori dal cancello. Che i matti siamo noi e quindi, geni e quindi intelligenti? (magari incompresi?) ![]() f) cos'è che va in tilt? La risposta è, ovvio, non ce l'ho.... non sono sadica! ![]()
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Non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere: si insegna e si può insegnare solo quello che si è. Jean Jourès |
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#2 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 25-04-2003
Messaggi: 119
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intelligenza
Chi è più intelligente?
L'eroe che si fa uccidere per la patria o chi scappa per non essere ucciso. Da ciò scaturisce la domanda: quale differenza c'è tra un eroe e un temerario?
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KNINOS |
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#3 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 855
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a) cos'è l'intelligenza?
Generalmente si può dire che l´intelligenza è la facolta o capacità di organizzare le esperienze della vita. È una facoltà "neutrale" si piò dire, siccome può essere usata sia per creare il bene che il male. Per esempio creare una bomba atomica (male) oppure un pezzo di musica o forse una torta (bene/buona). Ciao |
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#4 (permalink) |
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tra sogno ed estasi...
Data registrazione: 21-06-2002
Messaggi: 1,806
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intelligenza è, secondo me, percezione analogica dell'esistenza in quanto sola ed unica certezza.
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"L'istinto detta il dovere e l'intelligenza fornisce i pretesti per eluderlo" Marcel Proust DD |
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#5 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 12-01-2003
Messaggi: 87
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Secondo me l'inteligenza è la capacità di capire.
Di capire velocemente, spesso, anche con poche informazioni. Ma l'inteligenza da sola non serve a molto. Pensate a l'inteligenza senza memoria, non vi servirebbe a molto capire una cosa se poi non vi ricordate cosa avevate capito. Sarebbe uguale a come averla non capita. Oppure l'inteligenzà abinata a poca forza di volontà, ti farebbe capire le cose senza però cambiarle. L'inteligenza senza la curiosità, possiedi la capacità di capire ma non te ne frega niente di capire. E' come aver una Ferrari e tenerla sempre in garage. a questo punto mi viene da farvi una domanda ? Quanli sono le qualità/fattori che determina "il successo" nella nostra società attuale e con quali percentuali si devono possedere ? Ad esempio potrei pensare che il "successo" dipende : 60 % Culo (fortuna) 25 % Forza di volontà 10 % Inteligenza 3 % capacità di comunicazione 2 % belezza fisica e solo un esempio. ma vi chiedo...nella nostrà società quali sono gli ingredienti necessari ed in quale misura per fare di una persona una persona di successo ?? |
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#6 (permalink) |
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iscrizione annullata
Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 2,183
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Intelligenza è un termine ambiguo che racchiude in se tante,troppe sfaccettature,a ciascuna delle quali dovrebbe essere appioppato un sostantivo.Intelligenza è creatività,è capacità di comprendere,è capacità di elaborare,è capacità di associare,di dedurre,ecc..insomma,tutte le infinite attività del nostro cervello da quelle più scontate a quelle di cui nemmeno noi siamo tanto consci.Intelligenza è appunto coscienza,interazione col mondo interno ed esterno,capacità d'adattamento,capacità di giudizio,ecc...In definitiva non si può riassumere cos'è l'intelligenza.Se proprio dobbiamo cercare il minimo comune denominatore,ciò che accomuna tutte le facoltà mentali..vediamo...credo bisognerebbe cercare nelle funzioni base.Intelligenza,primariamente,è assumere uno stimolo ed elaborare una risposta.Poi possiamo aggiungerci la capacità di memorizzare tali dati,la capacità di trasmetterli ad altri individui,la capacità di modificarli secondo una nostra soggettività.A proposito,dal mio punto di vista la soggettività,l'io,non è altro che una particolare forma di intelligenza,che si forma dall'accumulo di dati e dall'affinare le capacità che abbiamo di modificarli e adattarli alle nostre esigenze.
Per quanto riguarda la domanda di franco,vediamo.... 1Intelligenza.Intesa soprattutto come spirito d'adattamento,spirito imprenditoriale che fa capire quali sono i territori dove adentrarsi e dove è garantita una certa prosperità. 2Forza di volontà.Insomma,certe cose si possono fare anche per inerzia,ma solo dopo aver raggiunto uno cero stato,come dire,"soglia".Avete presente i potenziali d'azione?Ecco,una volta che si raggiunge una soglia,ci si automantiene e ci si autosostiene,nei limiti...Senza volontà,senza stabilire una rotta,non si va da nessuna parte. 2.2Volontà racchiude anche concetti quali organizzazione e schematicità.E anche capacità di esteriorizzare ciò che si è(e anche quello che non si è ),di farsi valere.Credo siano proprio tutte conseguenze della forza di volontà...3Fortuna.O meglio,tutte quei vantaggi di partenza che si possono avere,come il nascere in un paese ricco,da una famiglia ricca,avere la possibilità di ricevere una buona cultura... 3.2Culo.Nel senso di situazione sfacciatamente favorevoli dettate dalla sorte e da quella percentuale di eventi che sfuggono al nostro controllo. |
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#7 (permalink) |
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Nuovo iscritto
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 1,322
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elaborare
dati avendo le informazioni adatte. la curiosità.
Un'eroe è un eroe per caso Un temerario è quello che, eroe, ci vuol diventare Cosa fa di una persona, una persona di successo? la cultura, la comunicabilità, il sex-appell (si scrive così?) la disponibilità (24 su 24) praticamente, franco1, concordo, ma non saprei in che percentuale, forse proprio nell'ordine in cui le ho messe. Ma nessuno vuol parlare dei matti (in senso buono ovvio)? Perchè ad un certo punto, con tutta l'intelligenza del caso, qualcuno va in tilt?
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Non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere: si insegna e si può insegnare solo quello che si è. Jean Jourès |
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#8 (permalink) |
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iscrizione annullata
Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 2,183
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Pazzia,argomento interessante...
Credo che certe persone,forse più che intelligenti direi sensibili,creano dei loro schemi mentali che sono al quanto originali e bizzari,visti con gli occhi di chi fa proprio il modello dettato dalla società.Credo che alla base ci sia proprio l'incapacità o il rifiuto dell'adattamento a modelli precostituiti,che porta ad una visione "distorta" rispetto ai canoni del sociale,con conseguente pazia e nevrosi dovuta all'incapacità di adattarsi o di voler scendere a compromessi tra quello che è il mondo interiore e quello che è il mondo esteriore.Deviazioni,perversioni e malattie mentali hanno come substrato comune credo un ottica più o meno pesantemente distorta della realtà,distorsione che può essere psicologica se dovuta a "errati" schemi mentali,fisiologica se dovuta a difetti o dei sensi o del cervello.Almeno,io la vedo così.Diciamo che certe persone preferiscono rimanere nella tana del bianconiglio o nel paese dei balocchi piuttosto che scendere a compromessi col reale.Quando anche l'ultimo ponte viene spezzato ed il ritorno al reale impedito,allora si è irrecuperabili...Ovviamente le più soggette sono le persone creative e intelligenti... |
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#9 (permalink) | |
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Nuovo iscritto
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 1,322
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a quanto pare
Citazione:
si fa solo per chicchierare......... ho letto alcuni libri (mi pare marie claire, non ho memoria per i nomi, spero per i concetti) appena dopo la chiusura dei manicomi. Mi è rimasto impresso il manicomio femminile di Udine. La stragrande maggioranza delle persone intervistate ed ivi ricoverate erano lucide all'atto dell'intervista. Persone colte o meno, persone matte davvero o solo per sfuggire ad una realtà che non più gli si confaceva? Descrivo il manicomio femminile perchè, negli anni che furono i manicomi, la stragrande maggioranza erano donne, ma il rifiuto in parte o del tutto della realtà è anche predominio maschile. In queste tristi storie prevale la consapevolezza dell'essere soffocati, sia nella personalità sia nella proprietà, con la compiacenza anche di medici che tutto fanno tranne che "comprendere" il disagio familiare e sociale in cui "i matti", prima di diventare matti hanno vissuto. Che siano cambiati i medici, che siano cambiati i matti, la volontà della pazzia è sempre in atto. "Assenza" da tutto. Qual'è la rotella che non gira? Forse la NON conformità ad una società che chiede sempre troppo e che per alcuni, invece, pone dei limiti? Allora se nuoti... ti salvi.... altrimenti.... sei destinato ad affogare..... In tutto questo l'intelligenza dov'è?
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