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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 28-05-2008, 09.44.51   #1
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Viviamo da consapevoli?

Viviamo da consapevoli?

Oppure sempre più alla cieca e per automatismi? I pensieri si raffermano e sfuggono le motivazioni inconsce di certi atteggiamenti.
Non si amplia la propria visuale, la mente si annoia e appassisce. Si sfugge il confronto attivo con i fatti, incapaci di scoprire propri errori di valutazione. Non si distingue tra realtà e irrealtà. Non si riconoscono le contraddizioni che squalificano un discorso .
Spesso per difendere un punto di vista ci appelliamo a un'incongruenza.
Ma con la perdita di un pensiero razionale si disapprende sempre di più l'ideazione concettuale. Si teme di affrontare una verità su se stessi, se altera ciò che credevano di rappresentare.
Si parla per ore di grandi questioni pur non avendo un'idea su termini chiave necessari per portarle avanti.
A volte ci si riferisce a una “conoscenza superiore” o metafisica e così si nullifica lo stesso io dell'identità personale, base della tradizione psicologica.
Una cultura sempre più antintellettuale ostacola lo sviluppo delle menti.
Potrà mai essere libero e felice chi rifugge la consapevolezza?
Ne “La storia infinita”, l'ultima terrificante prova è guardarsi allo specchio per sapere chi si è in cosa cambiare.
arsenio is offline  
Vecchio 28-05-2008, 10.26.06   #2
Noor
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Data registrazione: 29-03-2007
Messaggi: 2,064
Riferimento: Viviamo da consapevoli?

Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
Una cultura sempre più antintellettuale ostacola lo sviluppo delle menti.
Beh,approvo il tuo discorso Arsenio sull'essere più consapevoli..
Ma cosa significa ciò?Cos'è per te una cultura antintellettuale?
Perchè se c'è, ben venga..
Ecco:non confonderei la consapevolezza con la conoscenza razionale.
Potremmo avere le più vaste conoscenze teoriche su tutti processi mentali che formano
un pensiero,ma non esserne consapevoli quando questi ci accadono.
Per conoscere se stessi,bisogna fare spazio in se stessi..
Non credo siano stati trovati altri metodi a tutt'oggi per far scaturire questa "presenza dell'esserci",
che ci permetta di osservare tutti i nostri processi interiori,oltre quel "fare
spazio" di cui parlo che è il disidentificarsi dal corpo ove accadono i processi mentali e osservarli.
E' un osservazione distaccata, dunque, dall'oggetto, ma che cambia inevitabilmente anche il soggetto,
sino a farne scaturire un nuovo significato pure a questo..ma non corriamo..e atteniamoci a ciò..
Non puoi riferirti a nessun altra consapevolezza..perchè non esiste.
Parleremmo allora,invece,di conoscenza esteriore dei processi..
ma non li confonderei per farne confusione..Ciao
Noor is offline  
Vecchio 28-05-2008, 22.21.27   #3
Pipoca
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Data registrazione: 09-03-2008
Messaggi: 89
Riferimento: Viviamo da consapevoli?

Citazione:
Viviamo da consapevoli?

Personalmente... no!
Ma, di contro, ti chiedo: potremmo mai giungere alla completa consapevolezza?
E se sì, come dovremmo fare? Come saremmo?



Oppure sempre più alla cieca e per automatismi? I pensieri si raffermano e sfuggono le motivazioni inconsce di certi atteggiamenti.

Personalmente... non sempre di più, ma variamente di più; alcune volte determinati automatismo mi si palesano davanti agli occhi, come una folgorazione dovuta ad un invisibile (o inconsapevole) lavorio interno, altre volte la loro scoperta è frutto di un pensiero consapevole, di un'analisi e/o indagine di un mio sentire (soprattutto se questi è doloroso o fastidioso).

Ma, di contro ti chiedo: come potremmo fare ad avere la consapevolezza di un automatismo, se esso è inconsapevole? Quale il principio primo, che ci può spingere verso una diversa affermazione del pensiero e/o una ricerca di motivazioni, anche al fine di una accettazione e/o rielaborazione dell'automatismo ?


Non si amplia la propria visuale, la mente si annoia e appassisce.

Personalmente, la mente appiattita e/o appassita spesso la sento con un senso di noia, quindi mi impegno al fine di farla lavorare, verso tanti interessi, curiosità e sentire (tanto numerosi, quanto incompiuti, anche quando consumano).

Di contro: quale il limite di tanto pensare, al fine di non perdere l'immediatezza di una sensazione fine a se stessa?


Si sfugge il confronto attivo con i fatti, incapaci di scoprire propri errori di valutazione.

Personalmente: perennemente sbaglio valutazione, mi illudo sia al fine di un miglioramento, mi inganno per eccessiva insicurezza.

Di contro, in base a quali parametri possiamo stabilire un eventuale errore di valutazione?


Non si distingue tra realtà e irrealtà. Non si riconoscono le contraddizioni che squalificano un discorso .

Personalmente, non distinguo entrambe, mai.

Spesso per difendere un punto di vista ci appelliamo a un'incongruenza.

Tenacemente, soprattutto con quelle persone che per motivi vari ed eventuali mi provocano rabbia e/o rancore. Riesco a convincermi di un tutto ed un contrario di tutto

Ma con la perdita di un pensiero razionale si disapprende sempre di più l'ideazione concettuale.

Dopo una ideazione concettuale, derivante da un pensiero razionale, scopro sempre la non-aderenza, e ne razionalizzo un'altra, dalla quale mi discosto ulteriormente; mi illudo sia un senso di miglioramento, mi capita di sfociare in una sorta di assolutismo concettuale, che allora sì, che mi conduce verso una valutazione assolutamente errata![/i]

Si teme di affrontare una verità su se stessi, se altera ciò che credevano di rappresentare.
Si parla per ore di grandi questioni pur non avendo un'idea su termini chiave necessari per portarle avanti.

Ci sfoghiamo? Ci liberiamo?

A volte ci si riferisce a una “conoscenza superiore” o metafisica e così si nullifica lo stesso io dell'identità personale, base della tradizione psicologica.

Mi sono persa in una contraddizione.
Shock logico...


Una cultura sempre più antintellettuale ostacola lo sviluppo delle menti.

Potrà mai essere libero e felice chi rifugge la consapevolezza?
Ne “La storia infinita”, l'ultima terrificante prova è guardarsi allo specchio per sapere chi si è in cosa cambiare


Potrà mai essere l'uomo semplice e lineare?
Pipoca is offline  
Vecchio 29-05-2008, 08.51.10   #4
Noor
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Riferimento: Viviamo da consapevoli?

dice Pipoca:Quale il principio primo, che ci può spingere verso una diversa affermazione del pensiero e/o una ricerca di motivazioni, anche al fine di una accettazione e/o rielaborazione dell'automatismo ?


Appunto la strada ,come dicevo,non è il pensiero che divide se stesso..è una contraddizione..
E' possibile però osservare lo scorrere dei pensieri,senza per questo essere schizofrenici.
Osservazione che da sè smorza i pensieri con i suoi automatismi.
Questa capacità di abbracciare ciò che (ci) accade, da una prospettiva più ampia, è già consapevolezza.
Noor is offline  
Vecchio 29-05-2008, 15.15.56   #5
Pipoca
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Messaggi: 89
Riferimento: Viviamo da consapevoli?

Questo è un argomento che, inconsapevolmente mi interessa moltissimo!

Cosa significa essere consapevoli, in relazione agli automatismi?

Al fine del benessere, vi sono automatismi che provocano disagio ed altri no.
Il discernimento è necessario.
Quale il percorso per raggiungere tale capacità di "abbraccio" più ampio?

Talvolta tali automatismi, trovo che siano talmente profondi da risultare necessario un abbraccio ampio degli anni e anni.

Ma in tempi, diciamo, più immediati: come fare?

Tali automatismi possono essere parte integrante della nostra logica, oltre che di comportamenti, atteggiamenti ed attitudini.
Possono essi danneggiare anche la capacità di apprendimento stessa: un blocco logico, il 'non capisco', può dipendere da automatismi del pensiero; nei casi in cui questi blocchi, arrivino a provocare disagi è giusto tentare di diventarne consapevoli, padroni e non più schiavi.

Quali le vie?
Pipoca is offline  
Vecchio 29-05-2008, 16.08.30   #6
Noor
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Riferimento: Viviamo da consapevoli?

Citazione:
Originalmente inviato da Pipoca
Quali le vie?
Non so arsenio..visto che non si è ancora pronunciato..
Da parte mia propongo strategie vecchie come il mondo:la meditazione,
l'osservazione distaccata,il respiro consapevole..
c'è tutta una letteratura,per chiunque voglia approfondire..
Certo..in alcuni casi si rende necessario prima, il passaggio dalle psico analisi..
Noor is offline  
Vecchio 29-05-2008, 18.39.36   #7
arsenio
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Riferimento: Viviamo da consapevoli?

Grazie dell'attenzione a Noor e Pipoca e anche per gli spunti aperti a un dibattito.
Purtroppo sono emigrato ad altro forum da due settimane e ho qui lanciato gli ultimi 2 temi per nostalgia di riflessioni. Mi accorgo però che non riesco a sostenere la frequenza di 2 forum con l'attenzione dovuta e mi scuso anche con altri a cui non ho risposto. Inoltre, qui alcune nick non ci sono più e temo, senza alcun giudizio di valore, che il dibattito possa diventare piuttosto prevedibile, nel senso di meno informativo, se non s' incoraggiano anche voci fuori dal coro senza dissensi a priori.
Una vitale conversazione culturale dovrebbe accettare anche le idee divergenti, ovviamente da confrontare e, al caso dissentire, senza preconcetti e con lettura attenta verso chi ha una formazione e apporta idee pur valide.
Io inoltre come si avrà capito privilegio un dialogo relazionale sulle emozioni, stati affettivi e comunicazione.

Mi dispiace, ma spero arrivederci

Ps. Vanno bene i vari approcci, anche per un confronto, per una maggior consapevolezza; in ogni caso il mio sarebbe stato , nell'area psicologica, sugli aspetti cognitivo-comportamentali e metacognitivi e credo, come usavo con qualche apertura interdisciplinare
arsenio is offline  
Vecchio 29-05-2008, 19.37.04   #8
Noor
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Messaggi: 2,064
Riferimento: Viviamo da consapevoli?

Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
qui alcune nick non ci sono più e temo, senza alcun giudizio di valore, che il dibattito possa diventare piuttosto prevedibile, nel senso di meno informativo, se non s' incoraggiano anche voci fuori dal coro senza dissensi a priori.
Una vitale conversazione culturale dovrebbe accettare anche le idee divergenti, ovviamente da confrontare e, al caso dissentire, senza preconcetti e con lettura attenta verso chi ha una formazione e apporta idee pur valide.
Io inoltre come si avrà capito privilegio un dialogo relazionale sulle emozioni, stati affettivi e comunicazione.

Ps. Vanno bene i vari approcci, anche per un confronto, per una maggior consapevolezza; in ogni caso il mio sarebbe stato , nell'area psicologica, sugli aspetti cognitivo-comportamentali e metacognitivi e credo, come usavo con qualche apertura interdisciplinare
Scusa arsenio ma non ho capito..
avresti continuato se c'erano quei nick che sono andati via?
Quali sono le voci fuori dal coro che andrebbero incoraggiate?
Cos'è un dialogo relazionale sulle emozioni:bisogna essere preparati per questo?
E dei tuoi approcci..non siamo in grado di apprezzarli?
Che peccato questo mordi e fuggi..spero comunque per te di aver trovato
"pane per i tuoi denti" anche se mi rimangono queste domande...già dimenticate..
A risentirci,se si presenterà il caso,arsenio..
Noor is offline  
Vecchio 30-05-2008, 14.20.59   #9
arsenio
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Messaggi: 1,006
Riferimento: Viviamo da consapevoli?

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Scusa arsenio ma non ho capito..
avresti continuato se c'erano quei nick che sono andati via?
Quali sono le voci fuori dal coro che andrebbero incoraggiate?
Cos'è un dialogo relazionale sulle emozioni:bisogna essere preparati per questo?
E dei tuoi approcci..non siamo in grado di apprezzarli?
Che peccato questo mordi e fuggi..spero comunque per te di aver trovato
"pane per i tuoi denti" anche se mi rimangono queste domande...già dimenticate..
A risentirci,se si presenterà il caso,arsenio..

Perchè sei Noor, e tutto sommato mi sei simpatico in quanto puoi vantarti di essere rimasto l'unico nick-persona (è un bel record anche per me) a darmi ascolto e la cosa mi sta veramente divertendo,ti risponderò con cura particolare. Anche alle tue domande retoriche di cui credo tu sappia bene le risposte .

Innanzitutto non c'è mordi e fuggi, perchè ero qui da oltre quattro anni con molta moderazione, anche in forme atipiche per stili di conduzione di un topic, rispetto ai modi “internettiani” ora abbastanza usuali in ogni forum , se segui un po' le tendenze anche in altre community. Tant'è vero che,se m'inserivo in topic altrui, venivo sempre regolarmente saltato: così con profitto cominciai a produrre in proprio Oggi i dibattiti virtuali hanno per fondamento un cocktail con un po' di neospiritualismi d'ispirazione orientale: apprezzabili senz'altro! Anche perchè impegnano l'emisfero dell'intuizione,del sesto senso, dell'illuminazione ecc. (mi auguro che tu, esperto mi approvi) Ma non sono sempre un passepartout per qualsiasi tema: può soccorrere un po' di discernimento da parte dei colloquianti e la cosa può pure non diventare impossibile. Un po' come l'omeopatia: sono convinto che ( non m'importa come e perchè) possa guarire, ma non tutte le malattie come qualcuno vorrebbe far credere. Poi c'è un po' di filosofia ma piuttosto sull'astratto metafisico, non tanto teoretica e applicabile alla vita quotidiana o all'emergente “consulenza filosofica”. Con qualche aggancio teologico, animalismi e buonismi, ecologie, molti copia incolla, a volte molte immagini (qui no) un pizzico di poesia, di politica da bar sport. Il tutto va shakerato, ma la bevanda ha un sapore a volte strano perchè non è detto che sempre riescano.

Le ragazze che c'erano sono un effetto in comune e non una causa della mia perdita di seguito. Per la disaffezione dei miei argomenti anche da parte di tutti quelli che ci sono ancora penso succeda un po' come nei gruppi corporei fuori rete. Alcuni nick-persona risultano più carismatici (dinamiche che conosco bene) e i “lanciatori di idee”, non dico sempre buone ma solo alternative, rimangono un po' isolati, se non si allineano dopo inviti ad una maggior uniformità di pensiero con il trend dei partecipanti del momento. In nome di un coesione, può essere ragionevole e avvenire, ma la mia indipendenza di pensiero mi ha fatto piuttosto rinunciare. (off line intendo).
Poi è vero che sono impegnativo e con il modo con cui propongo gli argomenti è più difficile andare alla deriva, cioè uscire dall'argomento in piena libertà. Poi mi sfugge l'inclinazione disciplinare privilegiata dai nick-persona. Non so se è fedele al settore “psicologia”. Comunque è vero che un sostegno per problemi personali lo può dare chiunque abbia sensibilità e immedesimazione e non occorre certo esser analisti per una conversazione di sostegno, anche se qualche criterio sarebbe da rispettare. Tenendo conto che empatia e intuizione, indispensabili per tali relazioni di “terapia” catartica e informale, richiedono proprio una ricettività emotiva che risiede in quel benedetto emisfero destro che mi auguro almeno tu non minimizzi. Son comunque d'accordo che troppa emozione non va mai bene, così come troppo informazione, specie certi copiaincolla poco commentati.
In confidenza nella vita, nessuno è quello che sembra o che vuole sembrare:figuriamoci nel virtuale! E come diceva O. Wilde, potremmo divertirci chiedendoci quale maschera sta indossando. Specie quelli che ti dicono o sottintendono ... ma tu non sai chi sono io. Soltanto che certi sono virtualmente reali,altri realmente virtuali. Nel senso che certi rappresentano ciò che vorrebbero essere, altri ciò che sono ma che nel palcoscenico del quotidiano non riescono a manifestare. Con un po' di pratica riesci a distinguerli. E poi certi vizi emergono dappertutto: invidia, orgoglio,ira , accidia, chi ne è ormai indenne?
La vera sfida oggi è far corrispondere i pensieri alle parole; riuscire a esprimere concetti complessi con elementi semplici e comprensibili ai più; per distillati della mente, più che cocktail dagli ingredienti dubbi. Cosa si dice conta più di quanto si dice , ma non sempre, perchè si puòdire una sciocchezza in tre righe e cose oltremodo interessanti in 10 pagine. Tutto è relativo.
Ora concludo ma non perchè non ci sono più cose da dire, ma perchè dubito che sei arrivato fin qui ... se sì spero mi gratificherai di un tuo breve commentino

arsenio is offline  
Vecchio 30-05-2008, 15.47.45   #10
Noor
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Riferimento: Viviamo da consapevoli?

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Originalmente inviato da arsenio
Oggi i dibattiti virtuali hanno per fondamento un cocktail con un po' di neospiritualismi d'ispirazione orientale

mi sfugge l'inclinazione disciplinare privilegiata dai nick-persona. Non so se è fedele al settore “psicologia”. Comunque è vero che un sostegno per problemi personali lo può dare chiunque abbia sensibilità e immedesimazione e non occorre certo esser analisti per una conversazione di sostegno, anche se qualche criterio sarebbe da rispettare. Tenendo conto che empatia e intuizione, indispensabili per tali relazioni di “terapia” catartica e informale, richiedono proprio una ricettività emotiva
Non me ne frega niente dei cocktail spirituali..stai utilizzando forse dei luoghi comuni..
attieniti a ciò che è emerso..e se ti sembra banale,basta dimostrarlo,senza inutili generalizzazioni che non aiutano il dialogo..anche se capisco che i sassolini che hai nella scarpa non sono,per la maggior parte diretti a me..
Ma stai rispondendo a me.
Credo sia un gran cosa non conoscere la professioni di ciascuno,qui.
Ciò evita inutili schematizzazioni (come hai appena fatto) pregiudizi e proiezioni.
Ma soprattutto evita rigidità mentale.

Concordo sulla ricettività emotiva ,sul bisogno di catarsi..dinamiche che in altro forum non controllato veniva fuori magnificamente in modo naturale..
e non era di impronta psicologica..ma "spirituale" ..
Noor is offline  

 



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