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#2 (permalink) |
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iscrizione annullata
Data registrazione: 09-05-2002
Messaggi: 2,973
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Sì. E tu?
Sai, secondo me non si può dire di non avere paura. Si può dire che si va avanti nonostante la paura. Oggi ho perso una persona che amavo. Che amo. Sento il dolore, forte. E ho paura di questo dolore e di come sarà domani quando mi sveglierò e il dolore sarà lì in agguato pronto ad assalirmi ancora. Non avevo paura di perderlo, anche se sapevo che poteva succedere, che era anche molto probabile. Prima mi dicevo: affronterò il problema se si presenterà. Ora c'è. Ho paura di non essere "cambiata" abbastanza e di non saper accettare. So che il dolore dipende dal fatto che mi ribello a questa perdita. So che non devo e non posso fare nulla, solo stare col dolore e non combattere. Ho paura di aggrapparmi troppo alle abitudini antiche, ancorate non solo nella mente ma anche nel corpo. Ho paura perchè per tanto tempo il dolore ha dominato la mia vita ed è da poco, davvero da poco, che ho imparato a vivere senza. Ho l'impressione di essere un ex alcolista che ha assaggiato un cioccolatino col liquore. Ho paura, oggi tanta. Forse domani questo non mi farà più paura. Era solo un esempio? O forse una richiesta di comprensione da vuoi che mi leggete qui sopra e non sapete nemmeno che faccia ho? Non lo so. Credo che sia la prima volta che scrivo qualcosa di così personle qui sopra. Perdonatemi. |
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#4 (permalink) |
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SiamoUniciPezzi di N.. :D
Data registrazione: 23-08-2003
Messaggi: 428
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Ah..,
Si. A volte sento la paura, ma non la ho. Intendo che avverto quella forma sana di paura, che c'è in sottofondo a tutti e che dovrebbe scattare come un segnale dall'erta nell'organismo quando si trova ad affrontare situazioni di pericolo. Finita la situazione, non c'è bisogno della permanenza di paura.
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Possiamo solo essere Artigiani di parole.
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#5 (permalink) |
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iscrizione annullata
Data registrazione: 09-05-2002
Messaggi: 2,973
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Intervento fuga
Adesso cerco di fare un ragiomento, forse più per tenermi occupata che perchè ho qualcosa da dire.
Perchè quello che ho da dire davvero è solo che la paura esiste. Dire sento la paura ma non la ho è, come al soltio, solo una questione di intendersi sul significato delle parole. Si dice ho fame, ma una volta mangiato non si ha più fame. In effetti quindi si sente la sensazione di fame ma non la si ha. Ma il modo di dire comune è quello. Esistono paure contingenti e paure croniche, Credo che tutto abbiamo un po' di tutte e due queste paure. Forse hai ragione a specificare che la prime le sentiamo e le socende le abbiamo ma ti prego, non spacchiamo il capello in quattro! Ho paure contingenti. Cambiano a seconda dei casi. Ho avuto paura quando una macchina mi ha quasi investita e cose del genere, ad esempio. Ho paure contingenti-croniche, ad esempio temo il vuoto. Quindi se vado in montagna evito i sentieri troppo esposti. Ma so che se proprio dovessi farlo, potrei affrontare il vuoto. Ma ci vorrebbe una motivazione molto forte. E' una paura contingente-cronica, nel senso che dipende da un pericolo reale (puoi cadere e morire) ma che dura nel tempo. Nelle situazioni protette (terrazze molto alte ad esempio) il vuoto mi provoca un vago senso di inquietudine ma la cosa non mi blocca. Non ho assolutamente paura dell'acqua, ad esempio, Potrei attraversare il mediterraneo su una barchetta. Ma mi è capitato di essere in vero pericolo sul mare e allora ho avuto paura. Ma non per questo evito l'acqua quando è abbastanza innoqua. Però evito il vuoto anche quando è abbastanza innoquo. Poi ci sono le paure croniche. Ho paura di una certa forma di solitudine. Ho paura di perdere il controllo. Ho paura dell'abbandono perchè, a causa del mio vissuto, è il dolore più lacerante che posso provare. So di avere paura di queste cose ma che non posso fare nulla per evitare che accadano, se devono accadere. Chissà perchè non ho paura delle malattie o degli incidenti, anche se è la stessa cosa, non posso fare nulla per evitare che accadano se devono accadere. Convivo von le mie paure corniche sapendo che ci sono, respirando e affrontando comunque quello che c'è da affrontare. Anche se ho paura dell'abbandono mi innamoro lo stesso, per intendersi. E a poco a poco le sto lasciando andare. Mi accorgo che sono sempre meno potenti e questo mi fa vivere molto meglio. Poi ci sono le fobie. Quelle paure irrazionali e che condizionano la vita. Tipo quelli che non riescono ad uscire di casa, che non possono stare in un luogo chiuso... da ragazzina sono stata terrorizzata dai ratti. Una vera fobia. Li vedevo ovunque, anche dove non c'erano. C'era un motivo. Continuano a non piacermi molto ma poco fa ne ho incontrato uno sul marciapiede vicino a dove lavoro e non mi ha spaventata. Non ho fobie, credo. Non credo di avere altro da dire. Mi dispiace. devo tornare al mio presente di oggi ciao |
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#6 (permalink) |
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SiamoUniciPezzi di N.. :D
Data registrazione: 23-08-2003
Messaggi: 428
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La differenza sembra appunto che tu le chiami croniche o contingenti e altre parolace del genere..
. Io non le chiamo, non mi è mai venuto da chiamarle, poi qualcuno invece voleva erudirmi e mi ha infilato in testa questi termini (non parlo di te, ma della scuola, sai com'è....). Ho visto che questa non è una piccola differenza. Meno le chiami e meno le richiami, per me è un fatto.
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Possiamo solo essere Artigiani di parole.
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#7 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 16-08-2003
Messaggi: 361
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Può darsi di sì, qualche paura mi avanza ancora, probabilmente.
Ma non è presente ora, in questo momento, quindi che senso avrebbe parlarne? Non coglierei il bersaglio. Quello che mi interessa sono invece i modi in cui tentiamo di sfuggire alle nostre paure, le incredibili arrampicate sugli specchi in cui ci cimentiamo. Se ne possono trovare ottimi esempi nella vita quotidiana di ognuno di noi, quindi non mi ci soffermo. Facciamo di tutto pur di non restare con quel che c'è, sia ansia, angoscia, fobia, o comunque lo vogliamo (o non vogliamo) definire (e questo ci mette alla mercè degli altri e di un mucchio di situazioni assurde). Ci sono passato anch'io, mi sono ribellato anch'io tante volte, ho cercato scampo, poi mi sono detto: basta!, non scappo più, vediamo che succede. Non è successo nulla, anzi. E' stato come rinascere. Ma temo che per molti quanto ho detto non significhi nulla. un saluto a tutti (e un abbraccio a Fragola) Ultima modifica di basil : 24-09-2003 alle ore 12.44.09. |
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#9 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 07-08-2002
Messaggi: 399
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Io credo che le paure non sono tantissime, e col tempo se ne vanno.
Rimane il ricordo della paura, come il ricordo di tante altre cose. Un ricordo di spiacevole impotenza di fronte a qualcosa. La paura passa, é vero, ma tutte le volte che mi trovo di fronte alla medesima situazione che un tempo mi ha messo paura rinasce dentro me un briciolo di quella paura, quel tanto che basta per lasciare uno sgradevole aroma in bocca. Ed allora a volte ho paura che quella paura torni, creo la paura da un ricordo della paura. Il bello é che la maggior parte delle paure nascono da situazioni quotidiane (i topi li puo vedere ovunque tutti i giorni), quindi quotidianamente posso essere assalito da questi ritorni. Non so neanche se chiamarla paura, oppure inquietudine dovuta ad una certa insicurezza. Però adesso la chiamo paura, una paura del ritorno della paura. Penso di avere battuto un record ripetendo 14 volte la parola paura in un post ![]() P.s. magari finisse sempre a tarallucci e vino...
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Ciao: Attilio. Ultima modifica di Attilio : 24-09-2003 alle ore 13.01.12. |
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