Forum di Riflessioni.it
ATTENZIONE Forum in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Psicologia
Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Percorsi ed Esperienze


Vecchio 20-08-2004, 21.29.34   #21
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
allora è per quello che sondi il forum!!

ciao!
r.rubin is offline  
Vecchio 20-08-2004, 22.05.40   #22
Lai
Ospite abituale
 
Data registrazione: 06-06-2004
Messaggi: 85
Ciao Rubin ....
in che senso "sondo il forum"??????????????


Lai is offline  
Vecchio 21-08-2004, 12.48.12   #23
bomber
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-09-2003
Messaggi: 4,154
Citazione:
Messaggio originale inviato da Lai
ciao rubin
ebbene si
certe volte studio
certe volte cerco anche di capirci qualcosa....




studiare penso che non si smetta mai .....
anzi non si smette mai di apprendere...
bomber is offline  
Vecchio 21-08-2004, 13.43.32   #24
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
già, il problema è quando non si inizia mai a capire..

sondi il forum nel senso che fai molti sondaggi, no?
ciao!
r.rubin is offline  
Vecchio 21-08-2004, 14.38.16   #25
neman1
Ospite abituale
 
L'avatar di neman1
 
Data registrazione: 24-04-2004
Messaggi: 839
Re: diversi orientamenti psicologici...e tu?

Citazione:
Messaggio originale inviato da Lai
Visto che siamo nel forum di psicologia....
mi piacerebbe sapere che tipo di orientamento vi rispecchia maggiormente:

in altre parole vi sentite più vicini alla linea cognitivista, comportamentista, psicodinamica, psicanalitica, umanista, interazionista....ecct?

io devo ancora capire bene i vari approcci...
per ora ho solo un' infarinatura generale....
e quindi non posso "schierarmi"...

ma se magari voi avete già le idee chiare...
mi piacerebbe molto conoscere il vostro parere a riguardo....!


grassssie....

Lai


Ciao Lai

Se ti puo aiutare nell'orientamento....Leggevo molto Jung e J.Hillman. Ma da quando ho appreso da quest'ultimo che cito >>ogni terra ha la sua psicologia<< ho smesso anche di ricercare nei libri "vie raffinate" (era anche ora) e cominciare a "vivere". Era come dire: una frase "illuminante" per me. Inoltre concordo con il partecipante di questo forum che sostiene che le cure dipendono piu dalla personalita' del psicologo che dalle tecniche-indirizzi, vie stesse. E sopratutto bisogna tener duri con le decisioni prese ed approfondire la materia studiata. Ciao
neman1 is offline  
Vecchio 24-08-2004, 02.23.25   #26
leibnicht
Ospite abituale
 
L'avatar di leibnicht
 
Data registrazione: 06-09-2003
Messaggi: 486
Personalmente

e coerentemente con la mia formazione culturale ed il mio, particolare, modo di sentire ed essere, mi riconosco negli orientamenti esistenzialisti della psicologia.
Tuttavia invito tutti a considerare i seguenti due problemi.
1) Quando si nega al "sintomo" l'attributo specifico di "estraneità"all'omeostasi organica (che, per quanto concerne la psiche, potrebbe essere tradotta come "sentimento di immediata corrispondenza tra il senso che attribuiamo a noi stessi agli altri e al mondo, e le aspettative che nei confronti di tutto ciò nutriamo), beh, per conto mio facciamo un'operazione pericolosa.
Perchè l'unica alternativa diventa la radicalizzazione, nell'esserci di quell'individuo, della sua sofferenza.
Il sillogismo si conclude, ovviamente, nell'identificazione dell'Uomo con la sua patologia ed il percorso di cura diventa una specie di decostruzione del suo progetto, ossia del suo irripetibile e schiettamente autentico modo di essere a questo mondo, attraverso un percorso "terapeutico" che di fatto assomiglia ad una revisione sistematica ed irreversibile della sua interiorità.
Chissà perchè i freudiani ortodossi si assomigliano tutti così maledettamente, ma sono diversi dagli adleriani che, a loro volta, sembrano plasmati da uno stampino...
Dall'atteggiamento, persino dalla mimica e dall'espressività, persino nelle pause e nel fraseggio, si riconoscono i pazienti di Tizio e di Sempronio: repliche pallide ed inautentiche, spesso lontani dalla propria sofferenza tanto quanto lo sono da se stessi.
E convinti, per giunta, di star risolvendo chissà quali insondabili inghippi celati nei recessi misteriosi delle proprie anime!
Poi, naturalmente, quasi incapaci di vivere ad una distanza mentale dal proprio analista, anche quando, docili, hanno accettato che l'interruzione della cura è un momento saliente del processo terapeutico.
E come mettere in discussione, a quel punto, un "percorso" cui sono stati sacrificati anni e anni, durante i quali tutto il corpo vile della propria esistenza si è svolto come attraverso la lente distorta di una "rappresentazione"?
Come ammettere che una fatica che è costata quanto un appartamento o una fuoriserie non sia valsa, almeno, la persuasione di avere esplorato gli abissi della propria mente ?
Io credo che le psicoanalisi, indipendentemente dalle ovvie e notorie critiche sul piano epistemologico ed antropologico, che tralascio per carità di patria, rappresentino una recrudescenza mitica, un atavismo nell'alveo della scienza moderna.
Ed una pericolosa e dolorosa illusione.
2) Trovo inaccettabile la spocchia con cui gli analisti rifiutano un serio confronto, in termini di analisi dei risultati, con tutte le altre discipline terapeutiche in psicologia e psichiatria.
Trovo sciocco il loro rifiuto della pragmaticità di una cura che, perdonatemi, per me dev'essere prima di tutto lenimento del dolore nel modo più rapido, più sicuro e più economico possibile.
Sono rimasi gli unici, dietro una barricata che più nessuno prende d'assalto, a sostenersi "interpreti" della guarigione: a supporre che il malato, prima che tornare a star bene, debba "imparare" che guarire non significa semplicemente sentirsi sereni e liberi, ma sia un processo ineffabile che deve essere loro "insegnato".
Sono gli unici, concludo, tra tutti gli operatori della salute che spudoratamente si propongano come uomini- medicina al pari di sciamani, maghi, pranoterapeuti, occultisti, reflessologi e compagnia cantando: ma guai a dirglielo, si offendono e ribattono che la loro è scienza...
Absit injuria verbis!
leibnicht is offline  
Vecchio 24-08-2004, 15.56.26   #27
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
quello che dici, leibnicht, mi addolora profondamente.
perchè vedo che una persona molto acculturata la pensa come me al riguardo. e se prima potevo illudermi di una mia "paranoia", ora mi sento più normale. certo questo non esclude che entrambi possiamo essere affetti da paranoia. ma ne dubito.

comunque, tornando al discorso 1) ossia sintomi estranei all'omeostasi psichica, oppure risultato di un modo d'essere e delle esperienze che hanno portato a questo modo d'essere, malato?

tu dici che se si riconosce che il sintomo appartiene al modo d'essere globale dell'uomo, allora il modo d'essere globale dell'uomo va modificato attraverso quella fantomatica psicoanalisi.

io sono convinto che la "malattia" stia in stretta relazione con il modo d'essere della persona, e quindi del suo modo di interpretare se stesso e il mondo.
MA ritengo non serva scavare nel passato, ma modificare i pensieri nel presente.
e non grazie ad un'analista che opera come su un computer e i suoi programmi, ma piuttosto come uno psicologo che rende cosciente, illustra, spiega al paziente la realtà e la forza di alcune funzioni psichiche che lui ignora.
certo dipende poi dalla gravità della patologia e dal livello intellettuale del paziente.
ma di base concordo assolutamente con l'ipotesi costruttivistica: siamo noi a creare il mondo a cui ci rapportiamo.
se soffriamo per uno stato di cose, "basta" modificare il modo in cui le vediamo. straordinaria attività creativa dell'uomo sublimemente vicina al delirio. ma è credere a "la" realtà il vero delirio.

spero di essermi spiegato in modo comprensibile.
r.rubin is offline  
Vecchio 30-08-2004, 20.58.46   #28
Fragola
iscrizione annullata
 
L'avatar di Fragola
 
Data registrazione: 09-05-2002
Messaggi: 2,913
Scusa...

Citazione:
Messaggio originale inviato da bomber
ho lavorato per varie comunità qui nelle mie zone poi ho fatto anche l'educatore ed altro ....
ovviamente la cura non intendevo la disintegrazione dei sintomi anche se pero per un tossicodipendenza la cusa senza dubbio è sicuramente significativo quando sparisce il sintomo della dipendenza, altrimenti in questo caso non vedo dove possa esserci il successo se la persona è ancora dipendente.....

passiamo poi ad un concettoassai piu complesso di cura ...
per te cose è la cura???


Scusa, sono partita per le vacanze e leggo adesso da un collegamento occasionale e BREVE! Quando torno ti rispondo, ma se ci pensi in passato ho scritto decine di post in cui lo spiegavo, comunque, appena ho tempo, rispiego volentieri.
Ci sono un sacco di cose da dire su questa duscussione... a tra qualche giorno.

Fragola is offline  

 

« Unforgettable | . »


Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it