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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 22-02-2005, 12.29.26   #51
Fragola
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Messaggio originale inviato da kri
fragola, ti devo ringraziare .. ho sempre visto la vittima e il carnefice in uno scambio di ruoli ma facenti parte dello stesso gioco ... ognuno atteneva la propria vendetta su qualcuno o qualcosa ... e su questo penso siamo d'accordo .. quello che però mi ha illuminata è la tua comprensione del perdono ...

Fin prima che ti leggessi vedevo il perdono come una cosa ipocrita .. che pone la vittima in posizione di ulteriore vittimismo, visto il discorso di prima, ma divenendo per vendetta carnefice .. carnefice perchè opponendosi al dolore concede all'altro perdono restituendogli la responsabilità totale del mal fatto !

Non avevo invece mai valutato la visione contraria che tu proponi .. cioè la presa di responsabilità piuttosto che la restituzione ...

non so se si sai compreso bene .. ma grazie per questa nuova visione che mi hai dato ...


Grazie a te. Questa "comprensione" mi è stata trasmessa e se sono riuscita a trasmetterla ne sono felicissima! Nella mia vita questa cosa ha innescato un profondo cambiamento.
Fragola is offline  
Vecchio 22-02-2005, 12.36.30   #52
kri
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Messaggio originale inviato da Fragola

Grazie a te. Questa "comprensione" mi è stata trasmessa e se sono riuscita a trasmetterla ne sono felicissima! Nella mia vita questa cosa ha innescato un profondo cambiamento.

beh non pensavo esistesse il perdono .. lo chiamavo distacco .. e presa di coscienza ... in effetti c'è un altra via ... che è il perdono



accidenti adesso per "colpa" tua dovrò cambiare la mia firma .... tornerò alla terza stella .... sobh !!!!!

kri is offline  
Vecchio 22-02-2005, 12.40.40   #53
dani62
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Re: Re: Re: Re: Parliamo un pò del male.

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Messaggio originale inviato da Fragola
Credi che se potessi non lo farei?
E' una scelta freedom.
Prima devi comprendere che è così. Per questo a me è stata utile l'analisi che mi ha fatto capire le cause antiche e le antiche ferite che le situazioni contingenti facevano vibrare per "simpatia" (quel meccanismo fisico per cui se suoni una note, le corde che vibrano sulla sua frequenza si mettono a vibrare) provocandomi dolore.
Quando ho capito che non stavo male perche Filiberto (non esiste filiberto!) non mi amava ma che quel dolore era una eco di un'altro... allora ho anche capito che era proprio inutile vendicarmi su filiberto con il ricatto della mia sofferenza. E allora ho capito che il mio dolore era una vendetta, solo che sbagliava bersaglio. Perchè colpiva mio figlio, Filiberto, le mie amiche e non chi mi aveva davvero ferita, vendicandosi a sua volta ma sbagliando mira.
E allora ho incontrato una persona che mi ha insegnato che il perdono è assumersi la responsabilità del proprio dolore e non diffonderlo più. All'inizio ho capito ma non compreso. Adesso credo di aver compreso un po' di più, ma non lo so se ho compreso davvero fino in fondo.

Perfettamente d'accordo con te FRAGOLA. Non condivido solo il bisogno di colpire il bersaglio, cioè chi ci ha ferito!
Non credo aiuti nessuno. Il percorso che ci indichi non è facile, ma credo sia l'unica maniera di interrompere questa catena di dolore.
Penso che questa discussione me la stampo e la appendo in sala.
Servirà a me e a tutti quelli che mi frequentano!
Buon lavoro a tutti...






p.s. venite il 25??? Fragola che ne dici di conoserci?
dani62 is offline  
Vecchio 22-02-2005, 12.43.22   #54
kri
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FRAGOLA MASTER !!!!!

kri is offline  
Vecchio 22-02-2005, 12.45.36   #55
Fragola
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Re: Re: Re: Re: Re: Parliamo un pò del male.

Citazione:
Messaggio originale inviato da dani62
Perfettamente d'accordo con te FRAGOLA. Non condivido solo il bisogno di colpire il bersaglio, cioè chi ci ha ferito!

Ma credo di non avere detto che bisogna colpire il bersaglio!!!!!
Quello che ho detto è che il dolore è una vendetta che per di più manca il bersaglio!!! Che non vuol dire che bisogna colpirlo!!!!
Semmai che è inutile pure come vendetta, se mai uno la volesse
Fragola is offline  
Vecchio 22-02-2005, 12.51.53   #56
rodi
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Re: Re: Re: Re: Re: Parliamo un pò del male.

Citazione:
Messaggio originale inviato da dani62
Perfettamente d'accordo con te FRAGOLA. Non condivido solo il bisogno di colpire il bersaglio, cioè chi ci ha ferito!
Non credo aiuti nessuno. Il percorso che ci indichi non è facile, ma credo sia l'unica maniera di interrompere questa catena di dolore.
Penso che questa discussione me la stampo e la appendo in sala.
Servirà a me e a tutti quelli che mi frequentano!
Buon lavoro a tutti...


Il percorso non è facile, però anche l'altro di percorso non ci aiuta granchè!
Credo sia principalmente per noi stessi e per il nostro equilibrio interiore che sia consigliabile intraprenderlo.
Spesso le persone ci fanno male perchè siamo noi a non cogliere i segni che ci dovrebbero far comprendere quali sono adatte a noi e quali no.
E spesso chiediamo a chi ci sta di fronte di essere quello che non è, solo perchè noi riflettiamo in lui/lei l'immagine di quel che vorremmmo.
Diventare adulti è anche dire: la responsabilità è anche mia che non ho compreso.
rodi is offline  
Vecchio 22-02-2005, 13.10.03   #57
Ettore
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Messaggio originale inviato da Fragola
Sbagli. Non il "senso" di responsabilità ma l'assunzione di responsabilità.
Che non vuol dire "è tutta colpa mia e io posso fare tutto, mi faccio carico di tutto, mi carico sulle spalle il dolore del mondo", ma che scelgo io, consapevolmente. Che non sono vittima nè degli eventi nè della sofferenza.
E' una cosa che, in un altro contesto, si chiama centratura.

Se non ricordo male qualcuno in uno dei primo post di questa discussione (forse proprio tu ma mi potrei sbagliare) ha detto che la sofferenza ci piomba addosso all'improvviso. Ecco l'assunzione di responsabilità è esattamente l'opposto di questo.
Non posso decidere io quali eventi si costelleranno nella mia vita, ma posso decidere io se lasciarmi schiantare o vivere! Vivere, non sopravvivere.
Ho detto che la sofferenza ci piomba addosso. E ho detto che abbiamo la facoltà di cambiare la realtà che ci circonda (anche quella sofferente). Tu hai accennato all'assunzione di responsabilità / centratura come modalità di questo avvenimento/cambiamento ....la sostanza è, per me, che c'è la possibilità di difenderci dal male.... vivendo (come dici tu)! Che era quello che "accademicamente" avevo detto.

Cioè se hai un positivo (dove per positivo ognuno avrà il suo modo di vedere..) rapporto con la vita (anche nei momenti bui e di sofferenza)... vuol dire che stai liberamente facendo fruire parti consce e inconsce

Come dicevo ci può essere l'analisi, l'introspezione , l'autoterapia e l'assunzione di responsabilità

Penso che ci siano anche degli stati e dei modi di essere che possano produrre consapevolezza e interazione con la parte inconscia:
la scrittura, la pittura, l'arte in genere (che presuppone appunto anchel'uso dell'immaginazione)
particolari stati del vissuto che liberano la mente: la musica ad esempio, piuttosto che una certa disciplina sportiva (praticata con "disciplina" appunto).

Non sto dicendo che queste sono pratiche terapeutich, sto solo dicendo che nel vivere mi sembra che ci siano molti modi per creare uno stato psichico abbastanza equilibrato e consapevole che sia ingrado anche di "difendersi" dal male.
Lo dico perchè spesso penso che alcuni degli esempi che ho accennato sopra mi abbiano "salvato dal male" perchè mi hanno dato una consapevolezza maggiore sui miei stati d'animo, nel senso che nel contesto artistico e/o sportivo esprimi parti di te che "normalmente" non esprimi.

Ettore is offline  
Vecchio 22-02-2005, 13.41.06   #58
La_viandante
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fragoluccia, tu sei molto saggia (senza ironia eh?, ke' spesso mi fraintendono quando lodo qlkno ), quindi t espongo il mio dubbio su quello ke hai detto


Citazione:
ma che scelgo io, consapevolmente. Che non sono vittima nè degli eventi nè della sofferenza.


e al riguardo della vendetta

Citazione:
ho capito che il mio dolore era una vendetta, solo che sbagliava bersaglio. Perchè colpiva mio figlio, Filiberto, le mie amiche e non chi mi aveva davvero ferita, vendicandosi a sua volta ma sbagliando mira


e del perdono... mi viene in mente una cosa

se ipoteticamente una persona ha subìto in tenera eta' delle cattiverie gratuite... poniamo il caso d una sorella, gelosa per fatti suoi della piu' piccola ke le leva l'amore dei genitori,
ora questa sorella maggiore e' abbastanza ignobile, perke' sfrutta una inventata complicita' per farsi raccontare qlksa dalla sorellina e poi usarla contro d lei al momento opportuno
ora questo potrebbe essere un precedente nel senso ke alla prossima occasione con un'altra persona potrebbe gia' avere il dente avvelenato per le vicende passate
ma... nel momento in cui, si verificasse ke una presunta amica, sfruttasse la sua amicizia, le sue confidenze, perke' le piace il ragazzo di questa, e al momento opportuno usasse le sue confidenze, e la sua amicizia contro la stessa, a questo punto, il perdono dove lo mettiamo?
ossia visto ke c'e' il precedente bisogna rispedire al vero mittente tt la rabbia? o piuttosto bisogna scollegare le due cose, anke se e' come riprendere il colpo due volte nello stesso punto. nn si tratta di prendersi responsabilita' qui, il colpo lo si e' ricevuto, l'azione ignobile e' stata fatta,
secondo me, nn puo' esistere il perdono in una situazione cosi' perke' ki ha usato un comportamento scorretto in qlsiasi ambito, il mio era solo un esempio, nn ha nessun tipo d giustificazione, nessun 'perdono' ke le si posssa accordare...
o se c'e' frag, applicalo a questo caso io nn riesco a vederlo possibile
c si puo' distaccare dalla sofferenza, e qui si puo' scegliere, ke' certi atti nn meritano la sofferenza tanto sono infidi
ma il perdono... nn ce lo vedo no'
La_viandante is offline  
Vecchio 22-02-2005, 13.53.29   #59
Fragola
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Messaggio originale inviato da La_viandante
fragoluccia, tu sei molto saggia (senza ironia eh?, ke' spesso mi fraintendono quando lodo qlkno ), quindi t espongo il mio dubbio su quello ke hai detto




e al riguardo della vendetta



e del perdono... mi viene in mente una cosa

se ipoteticamente una persona ha subìto in tenera eta' delle cattiverie gratuite... poniamo il caso d una sorella, gelosa per fatti suoi della piu' piccola ke le leva l'amore dei genitori,
ora questa sorella maggiore e' abbastanza ignobile, perke' sfrutta una inventata complicita' per farsi raccontare qlksa dalla sorellina e poi usarla contro d lei al momento opportuno
ora questo potrebbe essere un precedente nel senso ke alla prossima occasione con un'altra persona potrebbe gia' avere il dente avvelenato per le vicende passate
ma... nel momento in cui, si verificasse ke una presunta amica, sfruttasse la sua amicizia, le sue confidenze, perke' le piace il ragazzo di questa, e al momento opportuno usasse le sue confidenze, e la sua amicizia contro la stessa, a questo punto, il perdono dove lo mettiamo?
ossia visto ke c'e' il precedente bisogna rispedire al vero mittente tt la rabbia? o piuttosto bisogna scollegare le due cose, anke se e' come riprendere il colpo due volte nello stesso punto. nn si tratta di prendersi responsabilita' qui, il colpo lo si e' ricevuto, l'azione ignobile e' stata fatta,
secondo me, nn puo' esistere il perdono in una situazione cosi' perke' ki ha usato un comportamento scorretto in qlsiasi ambito, il mio era solo un esempio, nn ha nessun tipo d giustificazione, nessun 'perdono' ke le si posssa accordare...
o se c'e' frag, applicalo a questo caso io nn riesco a vederlo possibile
c si puo' distaccare dalla sofferenza, e qui si puo' scegliere, ke' certi atti nn meritano la sofferenza tanto sono infidi
ma il perdono... nn ce lo vedo no'

Nemmeno io. Ma non vedo nemmeno il collegamento con quello che ho detto io.
Fragola is offline  
Vecchio 22-02-2005, 14.01.50   #60
herzog
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Data registrazione: 15-12-2004
Messaggi: 404
Talking

Se noi assumiamo le nostre responsabilità (e pretendiamo che gli altri, almeno quelli che ci sono più vicini, facciano altrettanto), abbiamo sempre, e dico SEMPRE, la possibilità di scegliere...anche per il perdono...solo in questo modo, attraverso l'assunzione di responsabilità (che, a mio giudizio, presuppone, a sua volta, una "igiene quotidiana", nel pensiero, nel linguaggio, nelle relazioni, negli affetti che ci porta ad un maggior livello di chiarezza, con noi stessi e con gli altri) possiamo rompere la catena del dolore e far sì che da esso nasca una nuova vita, nella quale il dolore (anche quello che arriva carognescamente all'improvviso) troverà un suo significato, un suo spazio e, infine, una possibilità di essere accettato e, forse (anzi, certamente), superato...
Ciao

Hertz
herzog is offline  

 



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