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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 08-12-2005, 03.02.34   #1
Weyl
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Data registrazione: 23-02-2005
Messaggi: 728
Una donna

Chiedo agli amici ed amiche italiani del forum cosa pensino della seguente situazione.
La ragazza con cui vivo, da due anni circa, da circa un mese ha trovato un lavoro.
Un lavoro non stabile, ovviamente (chi può pretenderlo, oggi?), ma ben remunerato e con una certa garanzia di continuità.
Io non ho, e non avevo, per nulla premuto in tale senso, dal momento che potevamo vivere benissimo senza che lei lavorasse.
Tuttavia le ho sempre trasmesso il principio del lavoro come operare sociale, come modalità di dare forma e principio al proprio esserci, incoraggiando e valorizzando l'abnegazione in esso, in quanto modo di acquisire dignità e orgoglio dentro una società civile.
Con disciplina e buona volontà si è ben disposta a questa occupazione (hostess, data la presenza, e il ricco background linguistico), accettando anche trasferte che la impegnano per giorni consecutivi.
Io sono molto rasserenato da questa situazione: il fatto che lei sia più che autosufficiente mi rincuora e mi solleva da un intimo senso di responsabilità nei suoi confronti.

Questa sera, in lacrime, all'improvviso e conflittualizzando i miei assunti basilari, dichiarando, ad un tempo, ila sua soddisfazione nel lavoro, mi ha richiamato drasticamente alla mia "cura".
Cioè: "prendersi cura".
Insomma, le fa piacere lavorare, ma non il fatto di avere un corrispettivo economico.
Le sembra, infatti, autonomizzandosi, di "perdere" il mio affetto ed il mio amore: non vuole "usare" il denaro che sta guadagnando...!
Vuole darlo ad altri.

Chiedo alle amiche italiane di darmi lumi su questo strano accadere (davvero siete assurde voi donne!).
Ciao
Weyl is offline  
Vecchio 08-12-2005, 11.30.07   #2
tammy
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Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 1,287
Talking

se vuole darlo in beneficienza.... ti mando il mio indirizzo

Se davvero non avete bisogno del suo stipendio non vedo cosa ci sia di male nel donarlo, mi auguro in opere di beneficienza, cmq sottraendoti alla "tua" responsabilità di cure forse ha paura di perderti, ma rimane una sorta di dipendenza da te e personalmente questo non mi piacerebbe (parlando per me). Non so se mi son spiegata, mi pare che a non guadagnare nulla sia quasi una "sicurezza" nel considerare questo come un rafforzamento della vostra unione.

Però ... perchè non le dai tu uno stipendio solo per la bontà che ha nei tuoi confronti? sarebbe una soluzione

ciao weyl buona giornata

Ultima modifica di tammy : 08-12-2005 alle ore 11.31.12.
tammy is offline  
Vecchio 08-12-2005, 11.40.23   #3
Vaniglia
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Data registrazione: 16-07-2005
Messaggi: 752
Mi sembra quasi un "ricatto" psicologico...lei rifiuta il denaro che guadagna per essere dipendente da te e perche' tu sia "unico" responsabile della vostra convivenza..."io non guadagno e tu ti devi occupare di me in tutti i sensi"



Vaniglia
Vaniglia is offline  
Vecchio 08-12-2005, 13.18.17   #4
dana
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Messaggio originale inviato da Weyl
Insomma, le fa piacere lavorare, ma non il fatto di avere un corrispettivo economico.
Le sembra, infatti, autonomizzandosi, di "perdere" il mio affetto ed il mio amore: non vuole "usare" il denaro che sta guadagnando...!
Vuole darlo ad altri.

Forse se è solo da un mese che sta lavorando, è una crisi di adattamento, in fondo la sua e la vostra vita in questo mese sarà cambiata immagino, nel suo caso soprattutto avrà avuto più gratificazioni ma anche più stress, magari anche un po' di paura di non reggere o di non essere all'altezza della situazione nuova.

Magari il suo piccolo cedimento dovuto alle novità che sta affrontando in prima persona si è focalizzato sul denaro e sul mantenimento, ma in realtà è il cambiamento con le incognite che può portare anche nella vostra relazione che l'ha spaventata in quel momento.

Personalmente ho sempre lavorato per vivere, mi sembra normale, perciò se dovessi perdere il lavoro o fare la casalinga a tempo pieno o farmi mantenere, ti assicuro che andrei in crisi profonda, quindi mi sembra di poter capire il suo momento di sconforto, la sua momentanea difficoltà ad adattarsi a una nuova situazione che non ha ancora bene sotto controllo in tutte le sue implicazioni.
dana is offline  
Vecchio 08-12-2005, 13.25.15   #5
Kim
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Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 1,288
Personalmente ho sempre lavorato per vivere, mi sembra normale, perciò se dovessi perdere il lavoro o fare la casalinga a tempo pieno o farmi mantenere, ti assicuro che andrei in crisi profonda, quindi mi sembra di poter capire il suo momento di sconforto, la sua momentanea difficoltà ad adattarsi a una nuova situazione che non ha ancora bene sotto controllo in tutte le sue implicazioni

Si lo penso anche io! la paura del cambiamento induce a comportamenti apparentementi strani! ci vuol pazienza....

Kim is offline  
Vecchio 08-12-2005, 14.55.08   #6
hopfrog
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Data registrazione: 30-08-2005
Messaggi: 55
Re: Una donna

Citazione:
Messaggio originale inviato da Weyl
Chiedo agli amici ed amiche italiani del forum cosa pensino della seguente situazione.
La ragazza con cui vivo, da due anni circa, da circa un mese ha trovato un lavoro....
Ciao

apparentemente potrebbe sembrare un msg quasi arrogante il tuo, a partire dal fatto di nn avere bisogno di avere un secondo stipendio (questo implica un certo tipo di primo reddito, invidiabile dall'80% della popolazione comune).
in realta' mi ha fatto riflettere su una cosa.
sono uomo (tra poco di nuovo libero), e ho seri problemi con le donne attuali occidentali (provo quasi fastidio) proprio per l'esatto opposto della tua donna. cioe' il loro bisogno di dimostrare (imposto da costume sociale ormai) fin da piccole di essere meglio del maschietto, piu' veloci, abili, e produttive. mentre trovo normale una sana competizione tra uomini, le 'donne macchinetta' mi mettono molta tristezza, le trovo deprimenjti e antifeminili ma purtroppo , in una citta' come milano, rappresentano in alcune fascie di eta' e gardo di istruzione anche il 70/80% della totalita'(forse di +).
tu pero' presenti una situazione esattamente opposta. radicalmente opposta! cioie' una donna che VUOLE essere dipendente da te...ammetto che, a parte il fatto che non mi sia mai capitato in vita mia, la cosa riflettendoci un attimo mi mette un attimo in angoscia, da un lato e' piacevolmente sadica, per il totale controllo maschile della situazione, ma mi sembra anche un attimo pericolosa da un punto di vista psicologico in caso di sviluppi negativi futuri.
da un lato ti invidio, ma dall'altro sarei un po' preoccupato pensandoci a fondo.
hopfrog is offline  
Vecchio 08-12-2005, 16.02.09   #7
klara
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Messaggi: 455
Re: Una donna

Citazione:
Messaggio originale inviato da Weyl
Chiedo agli amici ed amiche italiani del forum cosa pensino della seguente situazione.

Ciao

...giusto o sbagliato...la favola della cenerentola alberga in lei?...per risolvere serve parlare con lei,non con noi...non penso ti servono giudizi altrui...

,klara
klara is offline  
Vecchio 08-12-2005, 16.05.34   #8
romolo
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Messaggi: 278
Re: Una donna

Citazione:
Messaggio originale inviato da Weyl
Chiedo agli amici ed amiche italiani del forum cosa pensino della seguente situazione.

Chiedo alle amiche italiane di darmi lumi su questo strano accadere (davvero siete assurde voi donne!).
Ciao
Mi preoccuperei di "questo strano accadere" senza risolverlo nell'assurdità delle donne. Da uomo a uomo ti suggerirei di chiedere lumi diagnostici, almeno per escludere possibili disturbi psichici. Auguri.
romolo is offline  
Vecchio 08-12-2005, 19.53.03   #9
tammy
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Messaggi: 1,287
Re: Re: Una donna

Citazione:
Messaggio originale inviato da hopfrog
......il loro bisogno di dimostrare (imposto da costume sociale ormai) fin da piccole di essere meglio del maschietto, piu' veloci, abili, e produttive.

Questo atteggiamento viene inculcato nella testolina delle bambine sotto forma di "cura dell'altro" non appena sono in grado di capire. Per esempio sorella maggiore accudisce fratello minore, figlia unica imita la madre nella cura del padre, impara ad avere cura delle proprie cose ed in genere imparava anche presto ad accudire la casa. Tutta questa "cura dell'altro" ha solo contribuito a che si dimenticasse di sè stessa ed ha creato diverse donne dipendenti dal partner (non solo economicamente) o cmq dipendenti da qualcuno da accudire e curare. Probabilmente le figlie di queste donne saranno anche peggio (per voi uomini-teneroni ovvero dipendenti dalle attenzioni che vi si rivolgono piuttosto che da chi ve le rivolge)) perchè saranno finalmente degli individui liberi, sani, indipendenti psicologicamente. Ove possibile la scelta del svolgere o meno un'attività lavorativa dovrebbe essere libera e non condizionata dalla preferenza degli uomini alla presenza/assenza della partner in casa.

buonaserata
tammy is offline  
Vecchio 08-12-2005, 22.42.58   #10
lobelia
Utente bannato
 
Data registrazione: 28-07-2005
Messaggi: 448
Re: Re: Re: Una donna

Quotando Tammy, "squoto" contemporaneamente e vigorosamente hopfrog.
A Weil che dire...che il sospiro di sollievo che avevi tirato quando lei si è resa autonoma, ti faccia da stella polare
lobelia is offline  

 



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