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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 26-04-2006, 17.52.26   #11
sisrahtac
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 2,110
Parlo con gli altri forse per non cadere in una sorta di autismo e mantenere i "canali" puliti.

Perchè non comunicare porta ad atrofia o peggio, sia una cellula staccata dal contesto, che un'uomo staccato dalla società.
sisrahtac is offline  
Vecchio 26-04-2006, 20.40.52   #12
layla
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 22-12-2005
Messaggi: 158
Perchè le persone hanno la costante necessità di condividere con altri le proprie esperienze. Non siamo fatti per l'isolamento, interagire con gli altri esseri umani è qualcosa che fa parte di noi, della nostra indole, della nostra natura. Qualsiasi esperienza se non raccontata a qualcuno ha un valore molto esiguo.
layla is offline  
Vecchio 26-04-2006, 21.36.48   #13
Pantera Rosa
Ospite abituale
 
 
Data registrazione: 08-03-2006
Messaggi: 290
Mi piace troppo parlare, comunicare,condividere esperienze.
Dire di sè , parlare dei sentimenti più intimi mi risulta però più difficile.
Parlare comunque è terapeutico fa stare subito meglio.
Abbiamo bisogno della comunicazione,siamo animali sociali.
Pantera Rosa is offline  
Vecchio 26-04-2006, 23.27.56   #14
Elijah
Utente assente
 
L'avatar di Elijah
 
Data registrazione: 21-07-2004
Messaggi: 1,541
Citazione:
Messaggio originale inviato da Fragola
A me piace quando le persone a cui voglio bene mi raccontano qualcosa di sè...
Ma dimmi, come reagiresti, se una persona alla quale tu vuoi bene non ti raccontasse nulla di se stessa, nonostante magari tu provi a chiedere e mostri interesse nei suoi confronti?

Citazione:
Rubin scrive
Se uno non sentisse il bisogno di avere un feed-back non racconterebbe niente, in generale.
La comunicazione è sempre guidata da una motivazione relazionale, risponde all'esigenza di creare un tipo di rapporto piuttosto che un altro, di offrire l'immagine di sè che si desidera che l'altro abbia, eccetera.
Quindi, se non interpreto male le tue parole, potremmo quasi dire, che se io non racconto nulla di me stesso...
È perché in parte non mi importa cosa gli altri pensano di me, e d'altro canto, perché non necessito di approvazione, di sentirmi dire "bravo, bene, ecc."...

O c'è forse una qualche altra ragione, o forse dei timori? Booh...
Tu che pensi?

Il parlare saltuariamente di se stessi agli altri, non rischia di avere come conseguenza un isolamento, e una vita solitaria?

Citazione:
Hava scrive
La religione ebraica concede alle persone in lutto 7 giorni dedicati a parlare essenzialmente sul deceduto con amici e ospiti.
Ciao,
dimmi, a tuo modo di vedere, il fatto che abbia formulato dei pensieri sulla morte di mio padre solo parecchi anni dopo il misfatto, può aver influenzato il mio modo di essere attuale? (Mi ha influenzato di certo...)
Che la mia mancanza di necessità di comunicare con gli altri cosa io faccio e come io vivo, sia dovuto proprio al fatto che il trauma più grande che ho mai avuto fino ad ora, l'ho affrontato e l'ho superato da solo, senza mai parlarne con nessuno...?
E che dunque, se nemmeno della cosa più importante che ho mai vissuto ne ho parlato, perché dovrei farlo delle altre meno importanti, e in un certo qual modo superficiali?
(Questi sopra erano quasi più dei miei pensieri personali, piuttosto che delle domande che necessitano di risposta...)

Citazione:
Catharsis scrive
Io non voglio fare vita eremitica!
Se devo essere sincero, è un'idea che a me invece affascina parecchio...
E anzi, a dire il vero, a volte mi chiedo, se non la stia facendo già adesso una vita del genere... dato che...

E mi chiedo anche, come parecchie persone che vivono nelle grandi metropoli, nonostante vivano in mezzo a milioni di persone, riescano ad essere sole, e fare una vita simile a quella di un eremita...
A tuo modo di vedere, come si fa a non trovare nessuno con cui parlare di se stessi, in mezzo a milioni di persone?
In altre parole, rovesciando il quesito principale...
Perché alcuni non parlano di se stessi agli altri?

Uno dei motivi più importanti per cui si parla di se stessi agli altri, non è forse come ha detto Iudichetta...
Citazione:
parlare dei propri problemi con altri
?
Cioè, una forma di aiuto...?

Chi non parla mai di se stesso agli altri, non è forse chi non sa chiedere una mano - o di essere ascoltato - nel momento del bisogno, e che quindi è maggiormente a rischio di suicidio, o di depressione, o di periodi bui, e di stare da solo?

Citazione:
Layla scrive
Qualsiasi esperienza se non raccontata a qualcuno ha un valore molto esiguo.
A riguardo mi stavo chiedendo...
Ma non è che si arriva al punto, che si fanno determinate esperienze, si fa baldoria, si fa i matti...
Solo per poi poterlo raccontare in giro?
Che dici, è possibile che l'uomo faccia determinate cose, solo per poi poterle riferire agli altri con fierezza?

Scusate se ho risposto e fatto domande (a volte retoriche) che vanno magari in direzioni opposte, nonostante partino tutte bene o male da quel "parlare di se stessi agli altri".

Notte...
Elia

Ultima modifica di Elijah : 26-04-2006 alle ore 23.47.07.
Elijah is offline  
Vecchio 26-04-2006, 23.48.21   #15
angelo della luce
l.'amore è vita...
 
L'avatar di angelo della luce
 
Data registrazione: 30-06-2004
Messaggi: 99
Carissimo.....anche io sono molto comunicativa e ho proprio esigenza di parlare con gli altri e parlare di me stessa ma ....proprio perchè sento di aver bisogno degli altri. Naturalmente tra gli amici solo con coloro che sento sulla mia stessa lunghezza d'onda e mi accorgo che con gli annii sono sempre meno...
So anche ascoltare se il parlare degli altri è una richiesta di aiuto .
Spesso ho parlato per cercare aiuto per superare momenti difficili ed è stato sempre positivo.
A volte parlo anche per avere l'approvazione degli altri ma non per questo mi sento insicura ....forse solo un pò infantile e bambina .
Sono convinta che possiamo parlare con gli altri anche giorni interi ma ..alla fine se c'è un grande problema o dolore da affrontare alla fine siamo soli con noi stessi e che soli possiamo superare certe prove.
Riguardo al fatto che a volte gli uomini fanno certe cose per il gusto di raccontarle , secondo me è vero!Non sempre. ma in fondo in fondo ...tante cose forse non si farebbero a condizione di non poterne mai parlare ! Notte....porta consiglio......un salutone a tutti
angelo della luce is offline  
Vecchio 27-04-2006, 02.36.36   #16
hava
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2005
Messaggi: 542
Buona notte Elijah. Per molte persone anche un forum come questo e' un mezzo per parlare di se stessi con altri.
Perche' secondo me il bisogno c'e', e direi che anche tu lo esprimi con le tue domande non necessariamente retoriche.
hava is offline  
Vecchio 27-04-2006, 09.01.51   #17
cannella
Ospite abituale
 
L'avatar di cannella
 
Data registrazione: 21-09-2003
Messaggi: 611
Carissimo Eijah, non vedo negativamente il non raccontarsi.
Forse nel tuo caso predomina un colloquio continuo con te stesso, che lascia spazio a riflessioni profonde e si mette in contatto con altre persone più riguardo a comunicazioni generali che non soggettive.

Credo che la comunicazione sia di diversi tipi e dipenda dalle intenzioni soggettive: non sempre chi racconta di sé lo fa per coinvolgere chi ascolta e per aumentare il senso di confidenza.

Anzi al contrario diventa un modo per non darsi veramente.

Come ha raccontato Ellea, a volte chi riceve può sentirsi identificato come un contenitore di emozioni dove buttare le proprie esperienze, a mò di psicologo; in cambio non è dato spazio all'ascolto.

A metà strada fra i due atteggiamenti, quello silenzioso e quello logorroico, c'è un equilibrio di dare e ricevere, dove il desiderio è condividere e ascoltare, forse a te capita con poche persone, o una sola, o forse ancora non hai trovato qualcuno con cui condividere o non lo ritieni necessario.
cannella is offline  
Vecchio 27-04-2006, 14.42.10   #18
sisrahtac
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 2,110
A me alle volte piace pure ascoltare i discorsi di due persone che parlano e starme in silenzio, se discutono di cose che mi interessano.
E se non voglio ascoltarli semplicemente non li ascolto, ma penso ad altro.
Lo stesso vale quando un altro mi parla di sè ed a me non mi interessa. O sto zitto e penso ai fatti miei, o glielo dico in faccia. Certo non chiamo un'altra persona per dirgli che non m'interessa ciò che mi sta dicendo. Mi sembra un'inutilità.

Ma v'interessa ciò che dico?





Ping? No, eh..
sisrahtac is offline  
Vecchio 27-04-2006, 17.08.01   #19
hava
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2005
Messaggi: 542
Citazione:
Messaggio originale inviato da Catharsis
A me alle volte piace pure ascoltare i discorsi di due persone che parlano e starme in silenzio, se discutono di cose che mi interessano.
E se non voglio ascoltarli semplicemente non li ascolto, ma penso ad altro.
Lo stesso vale quando un altro mi parla di sè ed a me non mi interessa. O sto zitto e penso ai fatti miei, o glielo dico in faccia. Certo non chiamo un'altra persona per dirgli che non m'interessa ciò che mi sta dicendo. Mi sembra un'inutilità.

Ma v'interessa ciò che dico?





Ping? No, eh..

Si, a me interessa. Credo di aver compreso che tu sei molto giovane, e non e' caratteristica nei giovani della tua eta' questa profondita' di pensiero e l'insight e l'autocritica che dimostri d'avere.
[se ho sbagliato con la tua eta' scusami].
hava is offline  
Vecchio 27-04-2006, 18.59.45   #20
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Citazione:
Messaggio originale inviato da Elijah
Quindi, se non interpreto male le tue parole, potremmo quasi dire, che se io non racconto nulla di me stesso...
È perché in parte non mi importa cosa gli altri pensano di me, e d'altro canto, perché non necessito di approvazione, di sentirmi dire "bravo, bene, ecc."...

O c'è forse una qualche altra ragione, o forse dei timori? Booh...
Tu che pensi?

Il parlare saltuariamente di se stessi agli altri, non rischia di avere come conseguenza un isolamento, e una vita solitaria?

non intendevop generalizzare, ma solo dire che "in alcuni casi può essere così" ma in altri è diverso e via dicendo.

poi distinguerei il raccontare ciò che ci è accaduto nel corso della giornata, dal descriversi in prima persona : "io sono così, io sono cosà".
Quest'ultimo caso a me sembra un sintomo nevrotico.
Che senso ha raccontare agli altri "io sono buono, io sono simpatico".. ? se lo sei me ne accorgo dai tuoi comportamenti, senza bisogno che tu me lo racconti a parole.
Anzi, se permetti (gli direi a questo tizio) io sono libero di farmi un'idea di te a seconda dei tuoi comportamenti, se tu sei convinto di essere così allora la mia idea di te, se ti capisco e non ti fraintendo, ti darà ragione.. e allora perchè vuoi dirmi a parole ciò che può venire espresso solo dai tuoi comportamenti? Forse lo fai perchè temi che i tuoi comportamenti non esprimano l'idea che tu vorresti esprimessero, e che esprimi a parole cercando di mettere le mani avanti e convincermi.

Capito? Secondo me potrebbe essere che l'autodescrizione ossessiva (conosco un paio di persone affette da egolalia) derivi dal timore che gli altri si facciano un'idea di te per come tu temi di essere, e non per come tu vorresti essere (cosa che descrivi a parole). Se fossi sicuro di essere in un modo, non avresti nessun bisogno di dirlo, perchè saresti sicuro che il tuo comportamento spontaneo lo rivelerebbe in modo lampante.


Per i resto, si può raccontare agli altri di sè (ma non nel senso di cui ho appena parlato) per diversi motivi, anche per amore, come ha detto fragola: un dono.

Tra i vari motivi c'è anche il bisogno di approvazione.
A volte si fa qualcosa solo per poi parlarne a qualcuno.
l'azione di questo tipo non è compiuta in modo autentico, per il piacere di farla, per il gusto di farla.. perchè quando si fa qualcosa per il gusto di farla, una volta fatta si è soddisfatti.. è possibile raccontare quanto fatto a qualcuno, ma senza, in generale, il desiderio di ottenere una qualche risposta gratificante: la gratificazione è già stata data dall'azione compiuta, perchè quell'azione è stata attuata in risposta ad un autentico bisogno di compierla.
La differenza tra l'azione autentica, e quella no autentica attuata solo per raccontare in giro di averla fatta, è la differenza che passa tra il fare la carità per l'autentico desiderio di farla, e il fare la carità per poi raccontare a tutti "ho fatto la carità, io", ossia per lasciare tutti meravigliati, magari addirittura invidiosi(!) della propria grandezza d'animo.

che è quello che chiedevi a Layla
Citazione:
Ma non è che si arriva al punto, che si fanno determinate esperienze, si fa baldoria, si fa i matti...
Solo per poi poterlo raccontare in giro?
Che dici, è possibile che l'uomo faccia determinate cose, solo per poi poterle riferire agli altri con fierezza?

Ultima modifica di r.rubin : 27-04-2006 alle ore 19.02.58.
r.rubin is offline  

 



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