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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 21-09-2006, 00.43.39   #1
redbloodsky
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-03-2006
Messaggi: 32
Autoprivazioni, esistono?

Volevo sentire un parere di uno psicologo, ma anche il parere di qualcuno che abbia avuto a che fare con un problema che mi ha afflitto in passato e che continua ad affliggermi, anche se di meno...

Sò che non è una bacheca dove si chiedono consulenze, non cerco nè consulenze nè consigli, non credo di risolvere i miei problemi in questo forum.

Sono sempre stato molto timido, introverso, schivo, pauroso...
Durante la mia adolescenza mi sono imposto sempre delle privazioni, ad esempio, mi piaceva ascoltare musica, è arrivata un'età in cui ho iniziato ad evitare di ascoltare musica per soggezione, vergogna, timidezza... Non saprei... Mi piacevano le ragazze, ed evitavo di stare a contatto con loro.
Tenevo il banchetto spostato da quello della mia compagna di banco per evitare di stare a contatto con lei. Se una ragazza mi piaceva poi, cercavo di non guardarla, di evitarla in ogni modo.
Questi sono solo alcuni esempi, tra l'altro tutt'ora mi impongo delle privazioni...

Voi avete mai avuto a che fare con questo tipo di psicologia? C'è una definizione medica per questo tipo di atteggiamenti che io definisco autoprivazioni?

Grazie!
RBS
redbloodsky is offline  
Vecchio 21-09-2006, 09.48.53   #2
Angel
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 14-09-2003
Messaggi: 171
Riferimento: Autoprivazioni, esistono?

non credo che una definizione ti aiuti ... cosa descrivi è il risultato del tuo carattere, sviluppo che ha creato una psicodinamica in cui non era possibile avere esperienze che sono importanti per le relazioni sociali

se vuoi cambiare devi cercare una possibilità capire ti stesso, una psicoanalisi potrebbe aiutarti
Angel is offline  
Vecchio 21-09-2006, 12.51.21   #3
odissea
torna catalessi...
 
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Data registrazione: 30-08-2005
Messaggi: 899
Riferimento: Autoprivazioni, esistono?

Citazione:
Originalmente inviato da redbloodsky
Volevo sentire un parere di uno psicologo, ma anche il parere di qualcuno che abbia avuto a che fare con un problema che mi ha afflitto in passato e che continua ad affliggermi, anche se di meno...

Sò che non è una bacheca dove si chiedono consulenze, non cerco nè consulenze nè consigli, non credo di risolvere i miei problemi in questo forum.

Sono sempre stato molto timido, introverso, schivo, pauroso...
Durante la mia adolescenza mi sono imposto sempre delle privazioni, ad esempio, mi piaceva ascoltare musica, è arrivata un'età in cui ho iniziato ad evitare di ascoltare musica per soggezione, vergogna, timidezza... Non saprei... Mi piacevano le ragazze, ed evitavo di stare a contatto con loro.
Tenevo il banchetto spostato da quello della mia compagna di banco per evitare di stare a contatto con lei. Se una ragazza mi piaceva poi, cercavo di non guardarla, di evitarla in ogni modo.
Questi sono solo alcuni esempi, tra l'altro tutt'ora mi impongo delle privazioni...

Voi avete mai avuto a che fare con questo tipo di psicologia? C'è una definizione medica per questo tipo di atteggiamenti che io definisco autoprivazioni?

Grazie!
RBS

Ciao caro, ti premetto che non sono psicologa e non sono esperta in niente di niente, quindi prendi il mio come un semplice parere di una persona esterna che non ti conosce e non sa nulla di te. In sostanza, potrei tranquillamente sbagliare.

Quello che hai raccontato mi fa pensare alla paura del fallimento. Piuttosto che fallire, meglio lasciar perdere e rinunciare in partenza. Il fallimento "produce" una frustrazione, e forse noi in determinati periodi e in certe occasioni particolari, siamo incapaci di tollerare questa frustrazione, o quantomeno riteniamo di non poterla sopportare.
Tutto questo, nei fatti, si traduce in autoprivazioni, dal momento che non ci si concede nessuna possibilità.
Forse è bene chiedersi se è meglio vivere una vita facendo le cose che desideriamo, rischiando di fallire e talvolta fallendo, o vivere da spettatori, non rischiando mai nulla e trovando un equilibrio così.
Mi chiederei anche da dove viene questo timore di fallire e come mai mi impongo aspettative così alte da non poter rischiare un piccolo fallimento, come il "no" di una ragazza. Da dove viene questa sensibilità......così sensibile?

prendi il tutto quanto troverai scritto qui con le pinze, mi raccomando.
ti
odissea is offline  
Vecchio 21-09-2006, 14.42.19   #4
Patri15
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Data registrazione: 06-08-2005
Messaggi: 822
Riferimento: Autoprivazioni, esistono?

Odissea, aggiungerei o sostituirei alla paura del fallimento, la paura del rifiuto.

Se una persona, da piccola, si è sentita in qualche modo rifiutata o quanto meno, non considerata, credo sia possibile il timore successivo di non piacere, o di essere ancora una volta ignorati.

Pertanto la paura-rifiuto come essere vivente potrebbe creare questi disagi.

Ovvio comunque che se il rifiuto ancora una volta dovesse manifestarsi da parte degll'altro, diverebbe per chi lo vive un fallimento.

Ci sono alcuni bambini che, per motivi vari, sono costretti a starsene buoni, a non disturbare, bambini i cui genitori hanno altro da fare, magari per lavoro ed hanno la "necessità" di non essere infastiditi dai più piccoli.

Ho avuto modo di notare che chi ha avuto una infanzia simile, tende poi a camminare in punta di piedi, continua cioè a NON DISTURBARE.

Ciao a tutti
Patri15 is offline  
Vecchio 25-09-2006, 16.44.27   #5
sisrahtac
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Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 2,110
Riferimento: Autoprivazioni, esistono?

Citazione:
Originalmente inviato da redbloodsky
Sono sempre stato molto timido, introverso, schivo, pauroso...
Durante la mia adolescenza mi sono imposto sempre delle privazioni, ad esempio, mi piaceva ascoltare musica, è arrivata un'età in cui ho iniziato ad evitare di ascoltare musica per soggezione, vergogna, timidezza... Non saprei...

Io un mesetto e mezzo fa ho venduto quasi tutti i miei cd, su 200 ne avrò tenuti 40 (quelli di dream thater, arcturus, metallica, s.y.l., iron, radiohead, muse, afterhours, marlene k., bluvertigo e pochi altri o nessun altro..)

Non so se è stata una privazione..ma io la penso come quelli di fight club..ciò che possiedi ti possiede..ogni tanto è liberatorio liberarsi degli oggetti..

O forse ho perso la fiducia nei cantanti e nei musicisti...non raggiungono le mie aspettative...

Più che altro io invece mi sento messo in soggezione dai miei amici che suonano..dev'essere una forma d'invidia..non avere una passione come suonare uno strumento mi fa venire i sensi d'inferiorità..infatti mi sono iscritto a dei corsi, non musicali..

E poi la dieta..mi sono autoprivato del cibo ultimamente...ho perso 12 kili! (beh, ora sono stabile da più di un mese..se no è anoressia)
Ed il sesso..non ne faccio..potrei andare a prostitute..ma un po' per ipocondria un po' per autoprivazione...

Non lo so..a proposito di musica mi viene in mente una canzone "godo a perdere le cose delle quali non potrei godere a fondo.." ..mah..

Forse siamo semplicemente troppo superbi per ammettere di avere bisogno di ciò di cui ci priviamo..hihi..forse non c'interessa..forse non ci vogliamo sentire legati...blabla...

aspetto il mio psi, va.
sisrahtac is offline  
Vecchio 26-09-2006, 08.13.30   #6
cincin
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Data registrazione: 05-05-2006
Messaggi: 185
Riferimento: Autoprivazioni, esistono?

Citazione:
Originalmente inviato da redbloodsky
tra l'altro tutt'ora mi impongo delle privazioni...

Su quello che è stato non puoi fare nulla, red, ma su quello che è, puoi fare qualcosa
cincin is offline  
Vecchio 24-12-2006, 11.02.23   #7
sisrahtac
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Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 2,110
Riferimento: Autoprivazioni, esistono?

Privarsi e abbandonare qualcosa che ci è caro potrebbe essere un gesto compulsivo per far vedere al mondo quanto ci sentiamo abbandonati, o qualche proiezione del genere..
sisrahtac is offline  
Vecchio 28-12-2006, 21.21.03   #8
Mary
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Riferimento: Autoprivazioni, esistono?

Non so quanti anni hai, se hai frequentato preti o monaci.
Ai miei tempi esaltavano la privazione di ogni cosa piacevole per ottenere il paradiso ed il perdono dei peccati. Per loro tutto era peccato.

Esortavano alla sofferenza a stare lontani il più possibile da ogni qualsiasi piacere. Qualcosa nella mente alla fine rimane.
Ai bambini dicevano sempre di fare i "fioretti" per questo e per quello. Mai che qualcuno abbia detto che la gioia, la scoperta del vero piacere possa essere una preghiera di gratitudine verso la divinità.

Non credo sia il tuo caso anche se una latente forma di masochismo credo sia riposta in tutti noi. Un sottile piacere che ci prende nel .....farci del male, nel soffrire.

La tua privazione, credo, sia più che altro una espressione di paura. Paura del rifiuto, paura di provare emozioni tanto forti da perdere il controllo. Hai una semplice paura di poter provare un sano e genuino piacere.
Ci sono piaceri usa e getta, piaceri che sono semplici reazioni fisiologiche o mentali. Ma ci sono anche piaceri sani e arricchenti che possono divenire estasi, preghiera, vero vivere. E sono molto pericolosi perchè possono nascere solo dalla vera autonomia, dalla vera libertà, dallo stare saldamente poggiati sulle proprie gambe.

E, strano a dirsi, ma la vera libertà spaventa. Spaventa terribilmente un po' tutti.
Essere liberi vuol dire non dare la colpa ad altri, vuol dire prendersi le proprie responsabilità, lasciare gli altri essere quel che sono, vuol dire, a volte, essere soli, vuol dire incertezza, dubbi. Basta guardare un gabbiano in volo. Ecco quella è la libertà.
E non tutti la vogliono, consciamente o inconsciamente.

Le catene, le prigioni, i problemi danno una sicurezza che la libertà non potrà mai dare.

ciao
mary
Mary is offline  
Vecchio 29-12-2006, 12.26.33   #9
sisrahtac
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Riferimento: Autoprivazioni, esistono?

Magari uno si libera delle cose appunto perchè ciò che possiedi ti possiede..Fight Club docet.
sisrahtac is offline  
Vecchio 03-01-2007, 18.12.17   #10
sisrahtac
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Riferimento: Autoprivazioni, esistono?

O forse perchè si reputano tali oggetti non adeguati alla propria persona o viceversa.
sisrahtac is offline  

 



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