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Vecchio 26-11-2006, 21.18.48   #1
nevealsole
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Passeggeri distratti

Ovvero sulla dissolubilità dei sentimenti d’amore nell’individuo

Lo spunto per questa riflessione mi è venuto ascoltando il nuovo singolo di Raf, passeggeri distratti, appunto.

Facendo finta di perderti io mi tormento pensandoti
mi rendo conto che è facile sbagliare strada
e la città è come un incubo che mi ributta nel traffico
io giro a piedi e mi perdo non so dove vado
c'è confusione il mondo sembra andare avanti anche senza noi
se me ne andassi via da qui chi mi verrebbe a cercare
Dimmi che tu lo faresti e che non siamo paseggeri distratti
di questa vita in vetrina di questa corsa all'oro
dimmi che tu rifaresti se potessi tutto quanto
che nonostante il mondo noi siamo fino in fondo fino in fondo noi
col tempo le cose cambiano e anche gli slanci si placano
e non è più esattamente come tu immaginavi
ma se sparissi adesso chi chi mi verrebbe a cercare
Dimmi che tu lo faresti e che non siamo paseggeri distratti
due prigionieri in gita senza una via d'uscita
dimmi che tu rifaresti se potessi tutto quanto
che nonostante il mondo noi siamo fino in fondo fino in fondo noi
dimmi che tu lo rifaresti...


L’ho immaginato come una rivendicazione di unicità nel rapporto amoroso, qualcosa che sempre meno esiste… se non “a scadenza”.
Emblematica la nuova campagna di Telecom, il marito vanta meriti che, nello specifico, non ha, affermando “se non ci fossi io come faresti?” e la moglie prontamente risponde “ce ne sarebbe un altro”.
A dire il vero capisco che faccia ridere, ma a me rattrista, perché se penso – rifacendomi a Pirandello – che il comico non è che l’altra metà del tragico, vedo un uomo che nel suo essere “mediocre” (passatemi il termine) perde il suo diritto all’essere considerato unico al mondo almeno dalla moglie.
Mi ricordo nei diari di adolescente quelle frasette anonime scritte da qualche compagno/a di scuola “anche se per il mondo non sei nessuno, per qualcuno sei il mondo”.
Ecco oggetto della mia riflessione è proprio questo: è ancora così?
Esiste ancora qualcuno capace di amare per sempre, accettando pregi e difetti di chi gli/le sta vicino? La quotidianità, l’abitudine sono ancora considerate una forza per l’unione, oppure vince l’individualismo e la ricerca di qualcosa “di meglio” che potrebbe sempre essere dietro l’angolo?
Me lo chiedo per i miei vissuti, per quelli di amici, per i film che vedo.
Fino ad oggi ho avuto al mio fianco solo passeggeri distratti.
Io sono sparita e nessuno mi è venuto a cercare, parafrasando Raf.
Probabilmente sono stata passeggera distratta anche io, continuando ad allontanarmi sempre di più.
Eppure pare che di passeggeri distratti ce ne siano molti, storie che iniziano e poco dopo finiscono: e sembrava amore.
Sembrava che ci fosse dietro un sentimento.
Siamo ancora capaci di volere?
La frase che più spesso sento in questo periodo è “ho buttato via (1-3-5-8 etc.) anni”.
Io rispondo che sarebbe più corretto dire “ho vissuto”, ma non trovo nessuno d’accordo con me.
Gli unici amori eterni, come dice Arsenio, sembrano essere quelli assenti.
L’anno scorso, ed in parte anche questo, credo di aver enumerato almeno 5/6 canzoni che parlavano di amore inserendo nel testo “ovunque sei”… io ti amerò ovunque sei, sì vabbe’… ma non mi potevi amare quando stavo lì seduta accanto a te?
La mia domanda è: credete nell’unicità della persona che vi sta a fianco o siete anche voi passeggeri distratti?
nevealsole is offline  
Vecchio 27-11-2006, 10.23.23   #2
falbala48
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Messaggi: 110
Riferimento: Passeggeri distratti

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
Ovvero sulla dissolubilità dei sentimenti d’amore nell’individuo

L’ho immaginato come una rivendicazione di unicità nel rapporto amoroso, qualcosa che sempre meno esiste… se non “a scadenza”.
Emblematica la nuova campagna di Telecom, il marito vanta meriti che, nello specifico, non ha, affermando “se non ci fossi io come faresti?” e la moglie prontamente risponde “ce ne sarebbe un altro”.
A dire il vero capisco che faccia ridere, ma a me rattrista, perché se penso – rifacendomi a Pirandello – che il comico non è che l’altra metà del tragico, vedo un uomo che nel suo essere “mediocre” (passatemi il termine) perde il suo diritto all’essere considerato unico al mondo almeno dalla moglie.
Mi ricordo nei diari di adolescente quelle frasette anonime scritte da qualche compagno/a di scuola “anche se per il mondo non sei nessuno, per qualcuno sei il mondo”.
Ecco oggetto della mia riflessione è proprio questo: è ancora così?
Esiste ancora qualcuno capace di amare per sempre, accettando pregi e difetti di chi gli/le sta vicino? La quotidianità, l’abitudine sono ancora considerate una forza per l’unione, oppure vince l’individualismo e la ricerca di qualcosa “di meglio” che potrebbe sempre essere dietro l’angolo?
Me lo chiedo per i miei vissuti, per quelli di amici, per i film che vedo.
Fino ad oggi ho avuto al mio fianco solo passeggeri distratti.
Io sono sparita e nessuno mi è venuto a cercare, parafrasando Raf.
Probabilmente sono stata passeggera distratta anche io, continuando ad allontanarmi sempre di più.
Eppure pare che di passeggeri distratti ce ne siano molti, storie che iniziano e poco dopo finiscono: e sembrava amore.
Sembrava che ci fosse dietro un sentimento.
Siamo ancora capaci di volere?
La frase che più spesso sento in questo periodo è “ho buttato via (1-3-5-8 etc.) anni”.
Io rispondo che sarebbe più corretto dire “ho vissuto”, ma non trovo nessuno d’accordo con me.
Gli unici amori eterni, come dice Arsenio, sembrano essere quelli assenti.
L’anno scorso, ed in parte anche questo, credo di aver enumerato almeno 5/6 canzoni che parlavano di amore inserendo nel testo “ovunque sei”… io ti amerò ovunque sei, sì vabbe’… ma non mi potevi amare quando stavo lì seduta accanto a te?
La mia domanda è: credete nell’unicità della persona che vi sta a fianco o siete anche voi passeggeri distratti?

Sì credo nell'unicità della persona che ci sta a fianco, ma come avrai potuto sperimentare tu stessa non è così per tutti, magari per noi è così ,per chi ci sta a fianco no, ma come fai a sapere ,a conoscere prima la persona di cui t'innamori? certo è che innamorarsi "veramente" è difficile non penso capiti tante volte nella vita, altrimenti succede ciò di cui tu scrivi una marea di amori che vanno e vengono, di relazioni che nascono e poco dopo finiscono. Allora io direi che c'è voglia d'innamorarsi, ma in un'età più matura, sia per le esperienze fatte, sia per consapevolezze diverse, è più difficile lasciarsi andare ai sentimenti con l'incoscienza dei 20 anni. Poi ci sono casi e casi ma non basterebbe una pagina per aprire una discussione così lunga ed articolata. Ciao e buona giornata
falbala48 is offline  
Vecchio 27-11-2006, 21.29.00   #3
dana
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"dimmi che tu rifaresti se potessi tutto quanto"

Ecco, mi sembra splendida questa frase, non passeggeri distratti dunque, ma persone che percorrono un lungo tratto di strada insieme, condividendo emozioni, sentimenti, vita.
L'unicità del rapporto amoroso nessuno può darla per scontata, neppure dopo molti anni insieme, nè per sè, nè per l'altro: però la buona volontà e l'impegno, e l'affetto, questo sì.
"Dimmi che tu rifaresti se potessi tutto quanto" E' esattamente il contrario di: ho buttato via tot anni. Passeggeri va bene, ma non distratti, mi auguro.
dana is offline  
Vecchio 28-11-2006, 15.13.23   #4
nevealsole
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Riferimento: "dimmi che tu rifaresti se potessi tutto quanto"

Citazione:
Originalmente inviato da dana
Ecco, mi sembra splendida questa frase, non passeggeri distratti dunque, ma persone che percorrono un lungo tratto di strada insieme, condividendo emozioni, sentimenti, vita.
L'unicità del rapporto amoroso nessuno può darla per scontata, neppure dopo molti anni insieme, nè per sè, nè per l'altro: però la buona volontà e l'impegno, e l'affetto, questo sì.
"Dimmi che tu rifaresti se potessi tutto quanto" E' esattamente il contrario di: ho buttato via tot anni. Passeggeri va bene, ma non distratti, mi auguro.

In effetti, nel testo della canzone Raf parla alla compagna immaginando che loro non siano - come il resto delle persone - passeggeri distratti.
Io la trovo splendida anche se velatamente malinconica.
La frase che hai evidenziato piace anche a me, che rifarei tutto quanto ho fatto nella mia vita, non solo in amore.

Un saluto
nevealsole is offline  
Vecchio 29-11-2006, 05.18.14   #5
acquario69
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Riferimento: Passeggeri distratti

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
Ovvero sulla dissolubilità dei sentimenti d’amore nell’individuo

Lo spunto per questa riflessione mi è venuto ascoltando il nuovo singolo di Raf, passeggeri distratti, appunto.

Facendo finta di perderti io mi tormento pensandoti
mi rendo conto che è facile sbagliare strada
e la città è come un incubo che mi ributta nel traffico
io giro a piedi e mi perdo non so dove vado
c'è confusione il mondo sembra andare avanti anche senza noi
se me ne andassi via da qui chi mi verrebbe a cercare
Dimmi che tu lo faresti e che non siamo paseggeri distratti
di questa vita in vetrina di questa corsa all'oro
dimmi che tu rifaresti se potessi tutto quanto
che nonostante il mondo noi siamo fino in fondo fino in fondo noi
col tempo le cose cambiano e anche gli slanci si placano
e non è più esattamente come tu immaginavi
ma se sparissi adesso chi chi mi verrebbe a cercare
Dimmi che tu lo faresti e che non siamo paseggeri distratti
due prigionieri in gita senza una via d'uscita
dimmi che tu rifaresti se potessi tutto quanto
che nonostante il mondo noi siamo fino in fondo fino in fondo noi
dimmi che tu lo rifaresti...


L’ho immaginato come una rivendicazione di unicità nel rapporto amoroso, qualcosa che sempre meno esiste… se non “a scadenza”.
Emblematica la nuova campagna di Telecom, il marito vanta meriti che, nello specifico, non ha, affermando “se non ci fossi io come faresti?” e la moglie prontamente risponde “ce ne sarebbe un altro”.
A dire il vero capisco che faccia ridere, ma a me rattrista, perché se penso – rifacendomi a Pirandello – che il comico non è che l’altra metà del tragico, vedo un uomo che nel suo essere “mediocre” (passatemi il termine) perde il suo diritto all’essere considerato unico al mondo almeno dalla moglie.
Mi ricordo nei diari di adolescente quelle frasette anonime scritte da qualche compagno/a di scuola “anche se per il mondo non sei nessuno, per qualcuno sei il mondo”.
Ecco oggetto della mia riflessione è proprio questo: è ancora così?
Esiste ancora qualcuno capace di amare per sempre, accettando pregi e difetti di chi gli/le sta vicino? La quotidianità, l’abitudine sono ancora considerate una forza per l’unione, oppure vince l’individualismo e la ricerca di qualcosa “di meglio” che potrebbe sempre essere dietro l’angolo?
Me lo chiedo per i miei vissuti, per quelli di amici, per i film che vedo.
Fino ad oggi ho avuto al mio fianco solo passeggeri distratti.
Io sono sparita e nessuno mi è venuto a cercare, parafrasando Raf.
Probabilmente sono stata passeggera distratta anche io, continuando ad allontanarmi sempre di più.
Eppure pare che di passeggeri distratti ce ne siano molti, storie che iniziano e poco dopo finiscono: e sembrava amore.
Sembrava che ci fosse dietro un sentimento.
Siamo ancora capaci di volere?
La frase che più spesso sento in questo periodo è “ho buttato via (1-3-5-8 etc.) anni”.
Io rispondo che sarebbe più corretto dire “ho vissuto”, ma non trovo nessuno d’accordo con me.
Gli unici amori eterni, come dice Arsenio, sembrano essere quelli assenti.
L’anno scorso, ed in parte anche questo, credo di aver enumerato almeno 5/6 canzoni che parlavano di amore inserendo nel testo “ovunque sei”… io ti amerò ovunque sei, sì vabbe’… ma non mi potevi amare quando stavo lì seduta accanto a te?
La mia domanda è: credete nell’unicità della persona che vi sta a fianco o siete anche voi passeggeri distratti?

..forse,almeno a me viene in mente cosi',non ci si dovrebbe aspettare niente da chicchesia,a maggior ragione da chi amiamo o crediamo di amare..magari e' proprio l'aspettativa che rende distratti..
acquario69 is offline  

 



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