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#1 (permalink) |
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silenzio-sa
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 157
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"I Deserti dell'amore"
“ Questa volta, è la Donna che ho visto in città, e alla quale ho parlato, e che mi parla. Mi trovavo in una stanza senza luce. Vennero a dirmi che era da me: e la vidi nel mio letto, tutta mia, senza luce! Fui agitatissimo, e molto perché era la casa della famiglia: così mi prese un affanno! Ero sbrindellato, io, e lei, donna di mondo che si offriva; doveva andare via! Un affanno senza nome, la afferrai, e la lasciai cader giù dal letto, quasi nuda: e nella mia indicibile debolezza, le caddi sopra e mi trascinai con lei tra i tappeti senza luce. La lampada della famiglia arrossava l’una dopo l’altra le stanze vicine. Allora la donna scomparve. Versai più lacrime di quante Iddio abbia mai potuto chiederne.
Uscii nella città senza fine. Oh spossatezza! Affogato nella notte sorda e nel dileguarsi della gioia. Era una notte d’inverno, con una neve per soffocare il mondo decisamente. Gli amici ai quali gridavo: lei dov’è rimasta, mi rispondevano il falso. Fui davanti alle vetrate, là, dove ogni sera ella si reca: correvo in un giardino sepolto. Mi scacciarono. A tutto ciò piangevo enormemente. Infine sono sceso in un luogo pieno di polvere, e, seduto su una catasta di legna, ho lasciato che si esaurissero insieme a quella notte tutte le lacrime del mio corpo. –Eppure lo sfinimento ricominciava sempre. Capii che lei era alla sua vita d’ogni giorno; e che il passaggio della bontà sarebbe stato, a riprodursi, più lento di una stella. Non è tornata e non tornerà mai, L’Adorabile che era venuta da me, -il che non avrei mai potuto presumere. –Sul serio, questa volta, ho pianto più di tutti i ragazzi della terra.” -A.Rimbaud- non è bellissima?
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...e fà in modo che non mi considerino un dio...sono solo un gabbiano, e mi piace volare... |
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