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Raccolta di poesie Poesie e pensieri in prosa, proponi e commenta

 
 
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Vecchio 27-05-2007, 18.03.59   #41 (permalink)
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Pioggia di maggio

fresca chiara leggera
beve a sorsi la Vita la terra
da grigia diventa nera
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La poesia è uno stato d'animo.
Ogni volta diverso.
Il resto sono solo parole
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Vecchio 28-05-2007, 12.39.37   #42 (permalink)
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Data registrazione: 23-10-2005
Messaggi: 632
un anno fa - 28 maggio 2006

Disperazione
è
quando Tutte le Tristezze
senza mettersi d'accordo
si trovano in un Posto
e fanno un lungo Viaggio
e poi scendono Tutte
all'Ultima Fermata
e restano lì in attesa



non possono muoversi
(hanno Me nelle loro Mani)






infine
(Una alla volta)
se ne vanno



da qualche altra parte
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Vecchio 29-05-2007, 12.55.52   #43 (permalink)
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Messaggi: 632
Soffiava il vento.
Certi giorni,
gocce di pioggia
grandi come monetine
esplodevano sul marciapiedi.



Robert Pinsky
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Vecchio 30-05-2007, 12.18.18   #44 (permalink)
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Messaggi: 632
Il bastone della pioggia

Capovolgi il bastone della pioggia e ciò che accade
è musica che mai avresti immaginato
di ascoltare. Nel fusto di un cactus

fluiscono scroscio, chiusa - dischiusa, rovescio,
risacca. Stai lì come una canna
suonata dall'acqua, poi lo agiti

e diminuendo corre per tutte le scale
come una grondaia che smette di gocciolare. Ed ecco
uno spruzzo di gocce dalle foglie bagnate,

poi sgocciolio dall'erba e dalle margherite,
poi pioggialuce, semirespiri d'aria.
Capovolgi ancora il bastone. Ciò che accade

non lo sminuisce l'essere accaduto
una, due, dieci, mille volte.
Che importa se tutta la musica che traspira

è la caduta di sabbia o semi secchi in un cactus?
Sei come un ricco che entra in cielo
dall'orecchio di una goccia di pioggia. Ascolta ancora.




Seamus Heaney
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Vecchio 31-05-2007, 13.47.20   #45 (permalink)
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Messaggi: 632
Stavolta
Guardo
Luce
In
Profondità
Ogni
Pennellata
Rivela
Diversa
Oscurità
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Vecchio 01-06-2007, 10.22.14   #46 (permalink)
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Messaggi: 632
Dialoghi dal reparto osservazione per bambini

- Non dipingi bene. Dipingi facce sulle tendine
e non ti vengono bene -

- Le tendine sono tutto quello che ho,
e le facce sono tutto quello che ho -




Gregory Corso
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Vecchio 02-06-2007, 11.39.56   #47 (permalink)
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Messaggi: 632
Ezra

Poi venni a Rapallo,
era il 1934, ero uno studente
annoiato dalle convenzioni accademiche
di Harward che voleva arrivare alla sorgente,
imparare la poesia dal migliore
poeta vivente, e tu mi ammettesti alla
tua Ezuversità dove non c'erano tasse
d'iscrizione, il miglior pensatoio dai giorni
di Bononia (1088). La letteratura, dicevi,
"literachoor", è notizie che restano
notizie, e citavi un certo nonnino
di nome Rodolphus Agricola:
Ut doceat, ut moveat, ut delected,
fà che insegni, che tocchi il cuore,
che dia il piacere. Tu mi hai istruito
e commosso e mi hai dato grande
piacere. La tua conversazione era
lo spettacolo più divertente in paese,
tutto quello che avevi mai sentito o letto
fresco come quando ti era entrato
in testa. I libri che mi prestavi
erano pieni di commenti ironici sul margine:
Frankie il Ciccio (cioè Petrarca)
aveva un assistente che inseriva gli aggettivi
nei suoi versi, non importa dove; e
Aristotele era Harry Stottle,
uno che tagliava a metà un capello
ma così bene che aveva ancorato il pensiero
umano per 2000 anni; e Aristofane era
Harry-Sotto-Sottane, gran belle pagine
su vespe e rane. Credevi di
essere la reincarnazione di Sesto
Properzio, il tuo poeta latino
preferito, dicevi che Properzio aveva
dormito come Rip van Winkle dal 16 a.C.
e riscrivesti i brani migliori dal tuo
idolo in inglese, aggiornando le idee
del buon Sesto secondo le tue
inclinazioni. Nel tuo studio,
per non perderli, appendevi
gli occhiali, le penne
e le forbici con fili sopra
la tua scrivania. Avevi due
macchine da scrivere perché una
era sempre da aggiustare per il
gran pestare che facevi: le
tue lettere erano spesso piene di
maiuscole per evidenziare. Leggesti
le mie poesie e cancellasti metà delle
parole dicendo che non servivano.
Mi consigliasti di non perdere tempo a
scrivere prosa perché Flaubert
e Stendhal e James Joyce avevano
fatto tutto quello che si
poteva fare in narrativa. Dicono
che eri scorbutico, sarà vero, ma solo con
gente che lo meritava, professori
sciocchi occupati a uccidere la poesia
e banchieri internazionali dediti
all'usura e mercanti di cannoni
che vendevano armi per far
cominciare un'altra guerra.
Elucidavi i misteri
eleusini che erano una chiave
della tua religione composita, tutta
la faccenda del dromena e della epopteia,
era l'epopteia a mandare lo sperma
su nel cervello dei maschi dandogli
intelligenza. Amavi i gatti e i gatti
amavano te. Certi giorni salivamo
per le salite sassose delle colline
sopra il paese, attraverso gli
uliveti e i piccoli orti dei contadini
dove i gatti erano fermi in cima
ai muretti di pietra; ti stavano
aspettando, sapevano che gli portavi
un sacchetto di avanzi dalla tavola
da pranzo. Li chiamavi:
"Micio, micio, vieni qua,
c'è da mangiare". Un giorno
che distribuivamo il rancio
presso la chiesetta di San
Pantaleo abbiamo discusso cosa
avresti fatto con i soldi del
Premio Nobel quando finalmente lo
prendevi, pensavi che uno chef
sarebbe stata la cosa migliore perché
eri stanco di mangiare all'
"Albuggero" Rapallo, ma gli svedesi
non te l'hanno poi dato, erano
troppo lenti per capire
i "Cantos". E quando lo scultore
Henghes ( cioè Heinz Winterfeld
Clussman ) fece a piedi
tutta la strada da Amburgo
a Rapallo per vederti perché
aveva sentito che eri stato
amico di Gaudier, e arrivò mezzo
morto di fame, l'hai sfamato e
fatto dormire nel grosso canile sulla
terrazza ( non c'erano letti
liberi nella mansarda) e lo portasti nella bottega dello
scalpellino che produceva pietre
tombali e gli hai fatto fare credito
per un blocco di marmo, in cui scolpì
il suo "Centauro seduto", e glielo
vendesti alla Signora Agnelli,
quella della Fiat di Torino; e questo
fu l'inizio della fama e della
fortuna di Henghes (e il disegno per
il Centauro divenne il colophon di
New Directions ). Dicevi che ero
un poeta terribile. Era meglio che
facessi qualcosa di utile per esempio l'
editore, una professione per la quale
( lasciavi capire ) non ci voleva talento e
solo l'intelligenza limitata.
E dopo pranzo ti coricavi
sul letto con il tuo capello
da cowboy per ripararti dalla luce
della finestra con il grosso dizionario
cinese posato su un cuscino sul tuo
stomaco, e fissavi i caratteri,
cercando la traccia del significato
nella calligrafia. E anni più
tardi il professore chiese a tua
figlia di definire il tuo metodo
ideogrammatico di composizione di
Cantos e lei ci pensò un momento e
rispose che guardavi nel profondo
dei caratteri per trovarne la
verità, una risposta giustamente
confuciana. Così hai scritto le tue
versi dello "Studio integrale"
e delle "Odi" facendo innoridire i
sinologi, ma la lingua
è immortale. E amavi citare le
parole di Confucio : " Tutti possono
compiere eccessi, è facile andare
oltre il bersaglio, è
difficile stare fermi nel mezzo."



James Laughlin
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Ultima modifica di autunno1 : 02-06-2007 alle ore 15.01.34.
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Vecchio 03-06-2007, 11.02.06   #48 (permalink)
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La luna è un mandarino
Uno spicchio d'arancia.
Le stelle sono chiare
come piace a me.
Sanno di pini
e di eucalipti.


Che notte.



Paul McCartney
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Vecchio 11-06-2007, 13.15.05   #49 (permalink)
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Quando non scrivo, sto male.
Quando scrivo, sto male.
Sono due dolori diversi.
Non saprò mai quale
dei due fa male di più.
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Vecchio 12-06-2007, 12.22.08   #50 (permalink)
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Messaggi: 632
a mio fratello

Un divano



Tutti in fila sul divano, inginocchiati
uno dietro l'altro, dal più grande al più piccolo,
gomiti che andavano come pistoni, perché era un treno,

e fra lo stipite e la porta della camera da letto
la nostra velocità e distanza erano inestimabili.
Prima lo scambio poi il fischio,

poi uno controlava gli invisibili
biglietti, compunto, perforandoli,
mentre vagone dopo vagone sotto di noi

filava rapido, ciuf ciuf, le gambe del divano
turbinavano, e le carrozze irraggiungibili
lontano, sul pavimento della cucina, ora ondeggiavano.


*


Treno fantasma ? Gondola della morte ? Gli estremi curvi
[lavorati,
la similpelle nera e la desolazione ornata:
sembrava che il divano avesse raggiunto

il galleggiamento. Le rotelle in punta di piedi,
il gallone e lo schienale a onda gli davano
un'aria da fasti ormai datati:

Quando gli ospiti lo sopportavano a schiena impalata,
quando si staccava eretto nella sua lontananza,
quando i giocattoli insufficienti vi apparivano

il mattino di Natale, resisteva immutabile,
volto in potenza al cielo, di certo alla terra
tra cose che potevano quadrare o deluderti.


*


...Occupavamo i nostri posti con tutta la nostra forza,
pronti a ogni scomodità.
La costanza era già ricompensata.

In testa, sul grande bracciolo imbottito,
qualcuno si sporgeva da un lato, macchinista
o fuochista, e si tergeva la fronte asciutta

con l'aria di chi l'ha scampata bella. E noi,
ultimo dei suoi pensieri, avvertivamo
un'improvvisa galleria incombente dove sprofondare

come vagoni senza luci nei campi di notte,
unico nostro compito stare seduti, occhi in avanti,
essere trasportati e fare il rumore del treno.




Seamus Heaney
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Ultima modifica di autunno1 : 12-06-2007 alle ore 18.38.33.
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