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| Raccolta di poesie Poesie e pensieri in prosa, proponi e commenta |
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#1 (permalink) |
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Ospite
Data registrazione: 16-09-2003
Messaggi: 17
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i crepuscolari
guido gozzano
"La Differenza", Penso e ripenso: - che mai pensa l'oca gracidante alla riva del canale? Pare felice! Al vespero invernale protende il collo, giubilando roca. Salta starnazza si rituffa gioca: né certo sogna d'essere mortale né certo sogna il prossimo Natale né l'armi corruscanti della cuoca. - O papera, mia candida sorella, tu insegni che la Morte non esiste: solo si muore da che s'é pensato. Ma tu non pensi. La tua sorte è bella! Ché l'essere cucinato non è triste, triste è il pensare d'esser cucinato. |
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#2 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 14-09-2003
Messaggi: 582
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L'inganno
Primavera non è che s'avventuri un'altra volta e cinga di tripudi un'altra volta i rami seminudi, tutti raggiando questi cieli puri? Madre Terra, sei tu che trasfiguri la vigilia dei giorni foschi e crudi? O Madre Terra buona, tu che illudi fino all'ultimo giorno i morituri! Essi non piangono la sentenza amara. Domani si morrà. Che importa? Oggi sorride il colco tra le stoppie invalide... Tutto muore con gioia (Impara! Impara!) E forse ancora s'apre contro i poggi l'ultimo fiore e l'ultima crisalide. Guido Gozzano
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Vi@nne Ovunque andiamo...ci siamo già |
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#3 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 14-09-2003
Messaggi: 582
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Sergio Corazzini
LA MORTE DI TANTALO Noi sedemmo sull’orlo della fontana nella vigna d’oro. Sedemmo lacrimosi in silenzio. Le palpebre della mia dolce amica si gonfiavano dietro le lagrime come due vele dietro una leggera brezza marina. Il nostro dolore non era dolore d’amore né dolore di nostalgia né dolore carnale. Noi morivamo tutti i giorni cercando una causa divina il mio dolce bene ed io. Ma quel giorno già vanía e la causa della nostra morte non era stata rivenuta. E calò la sera su la vigna d’oro e tanto essa era oscura che alle nostre anime apparve una nevicata di stelle. Assaporammo tutta la notte i meravigliosi grappoli. Bevemmo l’acqua d’oro, e l’alba ci trovò seduti sull’orlo della fontana nella vigna non piú d’oro. O dolce mio amore, confessa al viandante che non abbiamo saputo morire negandoci il frutto saporoso e l’acqua d’oro, come la luna. E aggiungi che non morremo piú e che andremo per la vita errando per sempre. SERGIO CORAZZINI (1886-1907)
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