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| Raccolta di poesie Poesie e pensieri in prosa, proponi e commenta |
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#1 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 10-03-2004
Messaggi: 68
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Esperienze di vita e poesia
L'idea mi é venuta durante una notte in cui c'era la luna piena con le stelle che brillavano intorno a lei. Il suo bagliore illuminava la stanza ed io mi sentivo cullato da una piacevole sensazione di libertà. La luna rappresenta un connubio tra libertà, tenacia e forza e, penso, che nulla potrà mai cambiare la sua potente natura.
Vi richiamo ad un piacevole viaggio alla ricerca di composizioni poetiche che per voi hanno rappresentato o rappresentano ancora un richiamo alle vostre esperienze di vita e, perché no, un modo per rivivere delle piacevoli sensazioni da tempo riposte negli angoli oscuri della nostra mente e del nostro cuore. Grazie a tutti coloro che vorranno partecipare. Gianni. LA LUNA E LA NOTTE Quella notte guardavo la luna Sì ero alla finestra e la guardavo poi ho lasciato al finestra mi sono spogliato mi sono messo a letto e subito la camera si é fatta molto chiara la luna era entrata Era proprio là quella notte là nella mia camera e brillava Avrei potuto parlarle Avrei potuto toccarla Ma non ho fatto nulla l'ho soltanto guardata sembrava calma e felice avevo voglia di accarezzarla ma non sapevo che pesci pigliare Restavo là...senza muovermi Lei mi guardava brillava e sorrideva... Allora mi sono addormentato e quando mi sono risvegliato era già l'indomani mattina e... c'era soltanto il sole sopra le case. Jacques Prèvert
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Gianni |
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#2 (permalink) |
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iscrizione annullata
Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 2,183
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La luna ha un potere potentissimo sulla mia psiche (beh,anche il sole...). Non mi stupisco che l'umanità abbia creato miti come i licantropi... Le sere di luna la mia parte dionisiaca va alle stelle... però alla luna ho legato più canzoni che poesie... La luna rappresenta il fascino ipnotico dell'oscurità...
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#3 (permalink) |
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NeveLaSole
Data registrazione: 08-02-2004
Messaggi: 1,224
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Ciao Gianni,
il forum da te proposto mi ha fatto venire in mente due cose, la prima è questa poesia di Ungaretti, in cui lui riassume un po' tutta la sua vita suddividendola nelle varie fasi e che io ho conosciuto in quinta elementare ma che ho potuto continuare ad apprezzare fino ad oggi. In alcune frasi devo dire ritrovo me stessa in modo incredibile... I FIUMI Cotici il 16 agosto 1916 Mi tengo a quest’albero mutilato abbandonato in questa dolina che ha il languore di un circo prima o dopo lo spettacolo e guardo il passaggio quieto delle nuvole sulla luna Stamani mi sono disteso in un’urna d’acqua e come una reliquia ho riposato L’Isonzo scorrendo mi levigava come un suo sasso Ho tirato su le mie quattr’ossa e me ne sono andato come un’acrobata sull’acqua Mi sono accoccolato vicino ai miei panni sudici di guerra e come un beduino mi sono chinato a ricevere il sole Questo è l’Isonzo e qui meglio mi sono riconosciuto una docile fibra dell’universo Il mio supplizio è quando non mi credo in armonia Ma quelle occulte mani che m’intridono mi regalano la rara felicità Ho ripassato le epoche della mia vita Questi sono i miei fiumi Questo è il Serchio al quale hanno attinto duemil'anni forse di gente mia campagnola e mio padre e mia madre Questo è il Nilo che mi ha visto nascere e crescere e ardere di inconsapevolezza nelle estese pianure Questa è la Senna e in quel suo torbido mi sono rimescolato e mi sono conosciuto Questi sono i miei fiumi Contati nell’Isonzo Questa è la mia nostalgia che in ognuno mi traspare ora ch'è notte che la mia vita mi pare una corolla di tenebre G. Ungaretti La seconda ispirata alla luna, il libro di Cesare Pavese "La luna e i falò”, sull'importanza delle proprie radici - il senso di appartenenza alla terra e ad i suoi riti - e sul percorso di conoscenza di sé anche attraverso il dialogo... "Nuto mi piaceva perché andavamo d'accordo e mi trattava come un amico. Aveva già allora quegli occhi forati, da gatto, e quando aveva detto una cosa finiva: « se sbaglio, correggimi». Fu così che cominciai a capire che non si parla solamente per parlare, per dire «ho fatto questo» «ho fatto quello» «ho mangiato e bevuto», ma si parla per farsi un’idea, per capire come va questo mondo. Non ci avevo mai pensato prima.” |
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#4 (permalink) |
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Nuovo ospite
Data registrazione: 19-05-2004
Messaggi: 6
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La luna è il simbolo romantico per eccellenza.
La luna nella storia ha assunto i significati più vari: si pensi, come già citata, la luna dei licantropi, la luna legata al demone lilith, la luna della visione politica dantesca, ma in fondo la luna è pèer noi la compagna della notte, colei che rappresenta debolmente il sole nella notte. Citando Ungaretti è doveroso per un appassionato come me, ricordarvi la poesia "Veglia": Un'intera nottata buttato vicino a un compagno massacrato con la sua bocca digrignata volta al plenilunio con la congestione delle sue mani penetrata nel mio silenzio ho scritto lettere piene d'amore Non sono mai stato tanto attaccato alla vita Ancora una volta la luna vista come compagna nella notte...
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[sigcenter=http://e-artplastic.chez.tiscali.fr/classe/eleve/ombre.jpg][SIZE=0.5]Molteplici gli occhi che ogni giorno Valutano, giudicano, criticano e formalizzano le nostre azioni, i miei come i tuoi, passano la loro esistenza a memorizzare informazioni, per poi essere commentate ancora una volta più indietro, più in su, nella testa. Ma chi siamo, chi sono IO per credere quello che penso, vero? Se non lo facessi sarebbe però sminuire l'intelligenza che mi contraddistingue da voi. Quindi preferisco mentirmi, che mescolarmi tra il comune, in mezzo al vostro odore ristagnante di umiltà, confondermi col perbenismo e parlare con falsi moralisti dell'illecito. Una sana bugia, per poter dire, quando guardo verso il vespro stellato, guarda ME come sono grande in questo universo. [/size][/sigcenter] |
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#5 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 17-04-2004
Messaggi: 66
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La luna.....mi fa venire in mente il sublime kantiano (e poi romanitco) : quel senso di finitezza, di pochezza, di nullità che l'uomo prova nel contemplare l'infinitezza della natura...e dunque, a tal proposito la celeberrima espressione : "la legge morale dentro di me, il cielo stellato sopra di me".
E poi, sarà pure banale e scontato, ma mi viene in mente "alla luna" di Leopardi: la luna, seppur così lontana ed irraggiungiubile, come interlocutrice, con la quale condividere le proprie sofferenze ed i proprio ricordi. Una luna "graziosa" e "diletta", e dunque, se vogliamo, meno sublime e più umana: O graziosa luna, io mi rammento che, or volge l'anno, sovra questo colle io venia pien d'angoscia a rimirarti: e tu pendevi allor su quella selva siccome or fai, che tutta la rischiari. Ma nebuloso e tremulo dal pianto che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci il tuo volto apparia, che travagliosa era vita mia: ed è, nè cangia stile, o mia diletta luna. e pur mi giova la ricordanza, e il noverar l'etate del mio dolore. Oh come grato occorre nel tempo giovanil, quando ancor lungo la speme e breve ha la memoria il corso, il rimembrar delle passate cose, ancor che triste, e che l'affanno duri! |
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#6 (permalink) |
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NeveLaSole
Data registrazione: 08-02-2004
Messaggi: 1,224
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HO IMPARATO...
Visto che il tema non è la luna ma la poesia come esperienza di vita posto questa, che mi sembra calzante...
HO IMPARATO... Ho imparato... che la miglior aula del mondo è ai piedi di una persona anziana. Ho imparato... che quando sei innamorato, si vede. Ho imparato... che appena una persona mi dice, "Mi hai reso felice!", mi rende felice. Ho imparato... che avere un bambino addormentato fra le braccia è una delle cose del mondo che piu rendono sereni. Ho imparato... che essere gentili è piu importante dell'aver ragione. Ho imparato... che non bisognerebbe mai dire no ad un dono fatto da un bambino. Ho imparato... che posso sempre pregare per qualcuno, quando non ho la forza di aiutarlo in qualche altro modo. Ho imparato... che non importa quanto la vita richieda che tu sia serio................ognuno ha bisogno di un amico con cui divertirsi. Ho imparato... che talvolta tutto cio di cui uno ha bisogno è una mano da tenere ed un cuore da capire. Ho imparato... che semplici passeggiate con mio padre attorno all'isolato nelle notti d'estate quand'ero bambino, sarebbero stati miracoli per me da adulto. Ho imparato... che la vita è come un rotolo di carta igienica.............. piu ti avvicini alla fine, piu velocemente va via. Ho imparato... che dovremmo essere contenti per il fatto che Dio non ci dà tutto quel che gli chiediamo. Ho imparato... che i soldi non possono acquistare la classe. Ho imparato... che sono i piccoli avvenimenti giornalieri a fare la vita così spettacolare. Ho imparato... che sotto il duro guscio di ognuno c'è qualcuno che vuole essere apprezzato e amato. Ho imparato... che il Signore non ha fatto tutto ciò in un giorno solo. Cosa mi fa pensare che io potrei? Ho imparato... che ignorare i fatti non cambia i fatti. Ho imparato... che quando progetti di prenderti la rivincita su qualcuno, stai solo facendo in modo che quella persona continui a ferirti. Ho imparato... che l'amore, non il tempo, guarisce tutte le ferite. Ho imparato... che per me il modo piu semplice di crescere come persona è circondarmi di gente piu abile di me. Ho imparato... che ogni persona che incontri merita d'essere salutata con un sorriso. Ho imparato... che non c'é niente di più dolce che dormire coi tuoi bambini e sentire il loro respiro sulle tue guance. Ho imparato... che nessuno è perfetto, fino a quando non te ne innamori. Ho imparato... che la vita é dura, ma io sono piu duro. Ho imparato... che le opportunità non si perdono mai, qualcuno sfrutterà quelle che hai perso tu. Ho imparato... che se dai rifugio all'amarezza, la felicità attraccherà da qualche altra parte. Ho imparato... che desidererei aver detto una volta in più a mio padre che lo amavo, prima che se ne andasse. Ho imparato... che ognuno dovrebbe rendere le proprie parole soffici e tenere, perché domani potrebbe doverle mangiare. Ho imparato... che un sorriso è un modo non costoso di valorizzare i tuoi sguardi. Ho imparato... che non posso scegliere come sentirmi, ma posso scegliere cosa farci. Ho imparato... che quando tuo nipote neonato tiene il tuo mignolo nel suo piccolo pugno, sei agganciato per tutta la vita. Ho imparato... che chiunque vuole vivere sulla vetta della montagna, tutta la felicita e la crescita si trovano mentre la si scala. Ho imparato... che è meglio dare consigli in due sole circostanze : quando sono richiesti e quando c'è pericolo di morte. Ho imparato... che meno tempo ci lavoro, più cose mi trovo fatte. (Andy Rooney) Aggiungo io: ... sto imparando che tu mi rendi felice ... |
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#7 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 10-03-2004
Messaggi: 68
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Salve a tutti,
i vostri interventi sono grandi occasioni per farci riflettere sul significato della luna che ci accompagna dolcemente nei nostri viaggi notturni all'insegna di pensieri ed emozioni. Come ha giustamente evidenziato Neve non limitiamoci solo alla luna come elemento di riferimento, estendiamo i nostri interventi a poesie che hanno prodotto in noi un'ispirazione o delle emozioni in particolari momenti della vita che abbiamo vissuto che siano essi positivi o meno. Ciao. Gianni
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Gianni |
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#8 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 14-03-2004
Messaggi: 70
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Il crepuscolo
A me è successo più d'una volta, nella memoria che conservo della mia esperienza di vita, di legare un sentimento, uno stato d'animo ad un'atmosfera, non di rado rappresentata dalla natura stessa. E questo legame non è sempre stato di analogia, ma talvolta di contrappasso.
Come nel caso di questi versi: Il crepuscolo Dalla stradina antica guardo il mare del piccolo golfo. Si gonfiano le sue grigie acque, le spinge un furioso vento ad infrangersi su scogli emergenti, in rabbiosa schiuma bianca che s'erge. Scura e tacita la montagna, indifferente si oppone. Incupito e carico, il cielo la rasenta, si ponga al riparo l'incauto viandante! La luce si attenua, il freddo si accentua, l'aria violenta mi spinge... la notte scende. Il crepuscolo è giunto nel suo blu, oggi grigio tutto avvolge. Un brivido m'attraversa... addio giorno! T'ho speso per ciò che ho dovuto, per ciò che non ho voluto... sei nato qual parte della vita mia e non t'ho goduto. Così ho pensato e così di freddo s'è stretto il cuor mio. Volto gli occhi, si specchian nei tuoi. Più forte è ora la gioia d'averti nella furia d'una notte di tempesta. Pierre |
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#9 (permalink) |
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Ospite abituale
Data registrazione: 10-03-2004
Messaggi: 68
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E muore e nasce a tutta forza
albero stella uomo virus eccetera eccetera un tumulto uno strepito speranza malinconia nostalgia e nasce e muore a tutto vapore. Nazym Hikmet
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Gianni |
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#10 (permalink) |
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NeveLaSole
Data registrazione: 08-02-2004
Messaggi: 1,224
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Ex voto
Accade
che le affinità d'anima non giungano ai gesti e alle parole ma rimangano effuse come un magnetismo. E' raro ma accade. Può darsi che sia vera soltanto la lontananza, vero l'oblio, vera la foglia secca più del fresco germoglio. Tanto e altro può darsi o dirsi. Comprendo la tua caparbia volontà di essere sempre assente perchè solo così si manifesta la tua magia. Innumeri le astuzie che intendo. Insisto nel ricercarti nel fuscello e mai nell'albero spiegato, mai nel pieno, sempre nel vuoto: in quello che anche al trapano resiste. Era o non era la volontà dei numi che presidiano il tuo lontano focolare, strani multiformi multanimi animali domestici; fors'era così come mi pareva o non era. Ignoro se la mia inesistenza appaga il tuo destino, se la tua colma il mio che ne trabocca, se l'innocenza è una colpa oppure si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me, di te tutto conosco, tutto ignoro. Eugenio Montale ![]() |
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